La conquista normanna dell'Italia meridionale comprende gli episodi bellici attraverso cui, durante l'XI secolo, i Normanni soppiantarono le precedenti potenze locali presenti nel sud della penisola (Bizantini, Longobardi, Arabo-berberi).

Giunti come mercenari dal nord della Francia dopo l'anno Mille, i Normanni arrivati in Italia meridionale divennero presto apprezzati per il loro valore militare, circostanza che gli permise prima di rafforzarsi, poi di agire in autonomia fino a soppiantare i propri signori. Il fulminante processo di espansione fu perlopiù condotto dalla famiglia degli Altavilla. I fratelli Roberto il Guiscardo e Ruggero seppero più di ogni altro membro del casato indirizzare efficacemente la spinta dei propri conterranei e assicurarsi col tempo un vasto territorio esteso dall'Abruzzo alla Calabria.

Una crescita così repentina fu inizialmente malvista dallo Stato della Chiesa (che vantava pretese sulla Sicilia), ma a seguito dell'insediamento di papa Niccolò II la situazione mutò radicalmente, tanto che i Normanni divennero i più preziosi alleati del pontefice nella sua lotta contro l'autorità del Sacro Romano Impero. Grazie all'appoggio papale, i Normanni attaccarono la stessa Sicilia islamica; la conquista dell'isola si rivelò però lenta e difficile, soprattutto a causa dello scarso numero di truppe a disposizione.

Entro il 1100, i Normanni erano comunque riusciti nell'intento di riunificare un territorio diviso sin dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente. Al netto di innumerevoli ribellioni esplose nel corso dei decenni, i nuovi signori raggiunsero tale risultato soprattutto grazie all'abilità militare; a differenza della conquista normanna dell'Inghilterra, non si trattò però di una premeditata e ben congegnata invasione, bensì di un risultato raggiunto grazie anche a molteplici circostanze storiche favorevoli. Sul continente, inoltre, la conquista ebbe conseguenze durature non soltanto sul piano territoriale, ma anche su quello socio-politico, poiché il successivo Regno di Sicilia si consolidò anche attraverso la riorganizzazione di contee e rapporti aristocratici già radicati nel Mezzogiorno peninsulare..

Tutti i territori dell'Italia meridionale (eccetto Benevento) e della Sicilia sarebbero stati poi unificati, entro la prima metà del XII secolo, da Ruggero II nel Regno di Sicilia.

Contesto storico L'Italia meridionale

A cavallo dell'anno Mille l'Italia meridionale era divisa tra varie grandi potenze e presentava fratture culturali assai marcate, con il risultato che si pativa in modo tangibile la mancanza di una vera e propria autorità centrale. La supremazia dell'Impero bizantino sopravviveva ancora nella parte peninsulare, ma ormai circoscritta alla Puglia (ricompresa nel thema di Langobardia) e al thema di Calabria;. cuore del potere bizantino in Italia era la Puglia, l'area più prossima ai centri imperiali in Grecia. La Calabria, all'estremità della penisola, appariva invece maggiormente vulnerabile e meno presidiata, fattore che avrebbe poi agevolato le future conquiste normanne. Anche i domini longobardi di Salerno, Benevento e Capua (nati dal frazionamento dell'antico ducato di Benevento), così come i piccoli ducati di Napoli, Gaeta e Amalfi, erano soggetti a Costantinopoli e rientravano nel territorio del Catepanato d'Italia, sia pure soltanto de iure. Si trattava di entità fortemente disunite, che alternavano fasi di lotte intestine ad alleanze, spesso vittime delle incursioni saracene lungo la costa. A seguito della conquista islamica della Sicilia l'intera isola era caduta dapprima in mano agli Aghlabidi di Ifriqiya, quindi ai Fatimidi che la affidarono ai Kalbiti; fu questo l'apogeo della Sicilia musulmana, che ottenne a quel punto un ampio margine di autonomia rispetto all'Ifriqiya.. Dalla Germania, infine, gli imperatori del Sacro Romano Impero seguivano con attenzione gli eventi in corso, anche se dalla morte di Ottone II di Sassonia nel 983 avevano smesso di interferire come in passato.. Nondimeno, la Corona imperiale godeva di ampio rispetto e poteva esercitare talune ingerenze, specie nei principati longobardi ove ancora vivevano nobili filo-tedeschi.

I confini politici non sempre corrispondevano a quelli culturali e religiosi. In Campania e nella Puglia centro-settentrionale si parlava una lingua romanza e la popolazione era prevalentemente cattolica; al contrario, nella Puglia meridionale e in Calabria le genti erano in prevalenza di lingua greca e celebravano la liturgia di rito costantinopolitano. In Sicilia oltre agli stessi Greci (stanziati essenzialmente nel nord-est dell'isola) vi era una larga maggioranza di Arabi e Berberi di religione musulmana.. Infine, in tutto il Mezzogiorno, soprattutto nelle città, erano presenti rilevanti comunità ebraiche..

I Normanni

Di origine scandinava, i Normanni ("uomini del nord") erano una popolazione norrena che basava il proprio stile di vita essenzialmente sulle razzie e che soltanto gradualmente si adattò alla sedentarietà.. Nella seconda metà dell'Alto Medioevo si imposero come gruppo dominante in Neustria (nella moderna Francia nord-occidentale), regione da allora nota come Normandia.. Lì, ai Normanni comandati da Rollone re Carlo III di Francia nel 911 concesse il ducato di Normandia, di nuova istituzione e a lui subordinato. Con il tempo, tali norreni accantonarono i viaggi per mare e si specializzarono nel combattimento a cavallo, continuando comunque ad amministrarsi secondo le proprie usanze e costituendo delle bande fedeli a un capo riconosciuto. Convertitisi al cristianesimo, si fusero con la popolazione locale e si guadagnarono la fama di abili guerrieri, venendo ricercati anche lontano dalle loro terre..

Sulle ragioni della loro spinta verso l'Italia meridionale, si è parlato di sovrappopolazione in Normandia o, al contrario, di spopolamento nel Sud a causa dei costanti conflitti locali.. A dispetto di quanto dichiarato dalle cronache medievali, tali fattori non sembrano sufficienti a spiegare le migrazioni normanne, giacché la crescita demografica stava riguardando l'intera Europa occidentale. Inoltre, le aspre faide e le rivolte in corso in Normandia spinsero molti abili guerrieri, provenienti da famiglie proprietarie di terre, a cercare altrove fortuna.. Si è poi tradizionalmente posto l'accento sulla crescente popolarità dei pellegrinaggi religiosi, in particolare quelli legati al culto di san Michele Arcangelo, veneratissimo dai Normanni, di cui uno dei principali percorsi conduceva al celebre santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano, lungo il tragitto per la Terra Santa. Le cronache ricollegarono tali migrazioni all'idea del pellegrinaggio e della carità cristiana, ma tale lettura appare retrospettiva. In realtà si trattò di giovani alla ricerca di nuove opportunità, pronti a farsi mercenari o briganti... Dopo i primi stanziamenti limitati a poche centinaia di cavalieri e donne,. il numero crebbe sotto Roberto I e durante la minore età di Guglielmo (il futuro Guglielmo il Conquistatore), forse sulla spinta di esuli politici e, più avanti, della famiglia degli Altavilla, che cercava una propria collocazione altrove. Lo storico Levi Roach ha sostenuto che, tutto sommato, «sarebbe un errore cercare di individuare il momento preciso in cui i Normanni si insediarono al Sud. A differenza di quanto accadde in Inghilterra, la conquista e la colonizzazione del Mezzogiorno d'Italia avvennero per gradi».. Al principio dell'XI secolo, si presume che nel Meridione vivessero all'incirca 250 cavalieri normanni, con il totale che aumentò sensibilmente soltanto dopo il 1040, con un minimo di - unità..

Escluse le fonti bizantine, totalmente silenti sul tema, è Amato di Montecassino a riferire che un gruppo di Normanni di ritorno dalla Terra Santa aiutò Guaimario III di Salerno contro i Saraceni nel 999, rifiutando di restare ma attratti poi dalla ricchezza di quella terra «dove scorreva latte e miele».. Secondo il cronista Guglielmo di Puglia, invece, il primo a impiegare i Normanni come mercenari sarebbe stato il condottiero Melo di Bari poco dopo il 1009; costui avrebbe incontrato un gruppo di pellegrini normanni al santuario di San Michele sul monte Gargano e li avrebbe arruolati al proprio seguito.. Assecondando probabilmente i desideri di papa Benedetto VIII e dell'imperatore, Melo avrebbe assoldato i Normanni per suscitare una rivolta anti-bizantina.. Negli anni immediatamente seguenti al Mille, in uno scenario reso ulteriormente complicato dalle lotte di potere in corso tra la Chiesa greca di Costantinopoli e la Chiesa latina di Roma, i Bizantini si erano prefissati di riguadagnare terreno ai danni di Benevento e di Salerno, attirandosi diverse antipatie. Nel giro di breve tempo, Melo si appropriò di Bari ed estese i tumulti a Trani ed Ascoli di Puglia, ma l'11 giugno 1011 fu sconfitto e dovette cercare rifugio a Salerno.. Non si può escludere che lo stesso gruppo di combattenti avesse incontrato sia Melo sia Guaimario. D'altra parte, alcuni storici hanno suggerito di accantonare tali ricostruzioni leggendarie, concedendo più credito all'ipotesi secondo cui i Normanni intendessero assistere il pontefice nella sua politica anti-bizantina.. Lo storico Jean-Marie Martin ha dato credito alla teoria secondo cui, intorno al 1010, «le abbazie di Montecassino e San Vincenzo al Volturno chiamarono dei mercenari dalla Normandia».