La biblioteca dell'Accademia dei Concordi è un'istituzione pubblica culturale del comune di Rovigo. Sorta nel corso del XIX secolo, oggi è considerata un punto di riferimento culturale dell'intero Polesine ed è dotata di un patrimonio librario di oltre volumi.
La sede principale della biblioteca si trova presso piazza Vittorio Emanuele II, 14 a Rovigo.
Storia
La biblioteca dell'Accademia dei Concordi sorse nel primo ventennio del XIX secolo come biblioteca privata, riservata ai soli soci dell'Accademia dei Concordi. Al momento della sua nascita era composta da un patrimonio librario frutto di lasciti e donazioni da parte degli accademici e dei cittadini di Rovigo, tra i quali è possibile ricordare i volumi donati dalla famiglia Silvestri e da Baldassarre Bonifacio.
Il passaggio della Biblioteca ad istituto pubblico si ebbe il 10 gennaio 1836 attraverso la stipula del "contratto Gnochi", così chiamato per via del nome del primo bibliotecario ufficiale della biblioteca, l'abate Giuseppe Gnochi (1774-1841). Con questo contratto, redatto dal notaio rodigino Girolamo Gobbetti, il comune di Rovigo divenne comproprietario dell'intero patrimonio, anche artistico, dell'istituto. L'atto notarile che diede forma al "contratto Gnochi" era costituito da due diversi contratti: il primo riguardava il vitalizio con cui lo Gnochi vendette la propria raccolta libraria al comune di Rovigo e con cui s'impegnò a rivestire il ruolo di custode e bibliotecario della biblioteca dell'Accademia; il secondo prevedeva la stipula di una comproprietà permanente dei beni posseduti dai Concordi col comune di Rovigo. Inoltre, con questo contratto nacque una commissione mista accademico-comunale con cui si sarebbero potute gestire le vicende amministrative della biblioteca. La situazione di parità creata da tale contratto, tuttavia, fu solo un'illusione, perché le responsabilità gravanti sul comune di Rovigo e sull'Accademia sembrarono sbilanciarsi a favore del primo, soprattutto per quanto riguardava l'onere di retribuzione del bibliotecario. Per risolvere la questione fu necessario un nuovo accordo tra le due parti, che fu stabilito nel corso del XX secolo e che prese il nome di "contratto Dotti". Grazie ad esso si fece assumere il carico dello stipendio del bibliotecario dei Concordi al comune di Rovigo.
Tra Ottocento e Novecento molti furono gli sforzi operati dai bibliotecari che succedettero all'abate Gnochi per un ampliamento della struttura e soprattutto per una migliore conservazione del patrimonio in essa contenuto. Tra di essi, è possibile ricordare l'opera di catalogazione di oltre 20.000 volumi da parte di Vincenzo de Vit verso la metà dell'Ottocento o l'arricchimento della biblioteca di circa 40.000 volumi durante il mandato di Pietro Oliva, negli anni sessanta dell'Ottocento. Tutto ciò, però, si accompagnò ad un costante bisogno di risorse finanziarie per poter mantenere in vita l'Accademia dei Concordi.
La situazione dei Concordi, soprattutto della biblioteca, cominciò a migliorare a partire dagli ottanta del Novecento, quando iniziò a far conoscere il suo patrimonio culturale al pubblico attraverso mostre e convegni. Altrettanto importante, poi, fu una convenzione stipulata nel 1990 tra la giunta regionale e l'Accademia dei Concordi con lo scopo di valorizzare e compensare il patrimonio storico-librario delle biblioteche polesane. Risultato di tale accordo fu il Sistema bibliotecario provinciale, grazie al quale furono messe in comunicazione fra loro tutte le biblioteche del Polesine. All'interno di questo progetto i Concordi contribuirono fornendo assistenza tecnica alle altre biblioteche polesane ed istituendo corsi di formazione ed aggiornamento professionale e seminari.
Agli inizi del 2002 la biblioteca è diventata depositaria della Biblioteca del seminario vescovile di Rovigo, che raccoglie documentazione antica di carattere teologico-ecclesiastico frutto di donazioni effettuate nel corso del tempo dai sacerdoti locali. L'accordo stipulato tra i Concordi e la Biblioteca del seminario vescovile ha stabilito la conservazione del suo patrimonio nei depositi della biblioteca per quindici anni ed è automaticamente rinnovabile.
Patrimonio librario
Lasciti e donazioni In principio il patrimonio librario dell'Accademia dei Concordi era costituito dai lasciti e dalle donazioni fatti dai soci del sodalizio e dai cittadini di Rovigo nel corso dei secoli. All'interno della sede in cui dimorò la biblioteca a partire dal 1814 furono dunque conservati:
la biblioteca del Collegio dei dottori, comprendente soprattutto i lasciti della famiglia Bonifacio e del rodigino Giorgio Litino; numerosi manoscritti in parte frutto dell'attività della sezione agraria dell'Accademia; una raccolta di 1784 opere lasciate ai Concordi nel 1828 dall'erudito rodigino Pietro Torelli Minadois; una raccolta libraria donata nel 1833 da Marco Avanzi; una raccolta libraria donata dal rodigino Luigi Trombini nel 1841; i libri del convento di San Francesco di Rovigo, avuti in dono in seguito alla soppressione delle congregazioni religiose nel 1818; una raccolta di autografi di personaggi importanti, volumi ed opuscoli a stampa riguardanti Rovigo ed il Polesine, miscellanee ed incisioni appartenenti al rodigino Luigi Ramello; i volumi della Biblioteca della famiglia Silvestri, che, in seguito alla morte del suo bibliotecario e custode, Luigi Ramello, fu donata da Pietro e Girolamo Silvestri all'Accademia.
Attualmente i lasciti, le donazioni ed i numerosi altri volumi che ancora oggi confluiscono all'interno della Biblioteca dei Concordi sono ripartiti in due sezioni principali in cui si suddivide lo stesso istituto bibliotecario:
la Silvestriana, contenente circa 40.000 opere e non suscettibile ad un ulteriore incremento; la Concordiana, contenente ormai 120.000 opere ed in costante aumento. A differenza della Silvestriana, non è caratterizzata da un disegno organico, poiché risultano essere molteplici le raccolte librarie da essa custodite.
Manoscritti All'interno della raccolta di manoscritti della biblioteca dell'Accademia dei Concordi è possibile trovare numerosi codici, filze, fascicoli e buste che sono divisi tra la Silvestriana e la Concordiana. In entrambe le sezioni della biblioteca, poi, sono contenute molte buste di miscellanea locale.
Tra i manoscritti più conosciuti per il loro valore artistico-bibliografico sono presenti: la Bibbia istoriata del secolo XIV, contenente delle didascalie in veneto volgare e comprendente i libri Genesi e Rut; la Confutazione del Cristianesimo dello spagnolo Giuseppe Albo; un codice delle Epistole di Seneca presentato da Vincenzo De Vit in una pubblicazione del 1847; manoscritti in lingua latina, come il De officiis e il De amicitia di Cicerone in 8°, il volume membranaceo dei Libri ethicorum di Aristotele, le Ovidianae metamorphoseos mithologia sacra (1366) e l'autografo Antiquarum lectionum di Ludovico Ricchieri, noto anche come Celio Rodigino (inizio XVI secolo); i Portolani in pergamena, uno in 4° e l'altro in 8°.
Autografi Gli autografi presenti nell'istituto rodigino sono suddivisi tra la Concordiana e la Silvestriana: a quest'ultima appartengono 6481 corrispondenze epistolari intrattenute dalla famiglia Silvestri con gli esponenti del mondo artistico, culturale ed ecclesiastico veneto ed italiano dell'epoca.
Conventi soppressi Gli archivi delle corporazioni religiose soppresse nell'Ottocento furono ceduti, nel 1865, dal governo austriaco al comune di Rovigo. Quest'ultimo, tuttavia, non possedendo locali idonei alla corretta conservazione del materiale archivistico, decise di cedere l'intero patrimonio all'Accademia dei Concordi.
Tra i fondi archivistici più cospicui, è possibile trovare quello del monastero di San Bartolomeo, comprendente disegni, catastici, libri agrari, libri messe e soprattutto documenti e pergamene relativi ai conventi di San Pietro in Maone e degli Umiliati in San Bortolo, studiati nel corso del secolo scorso da uno dei bibliotecari della Concordiana, Domenico Strada.
Pergamene Le pergamene sono raggruppate in due sezioni principal: il primo gruppo appartiene alla Concordiana e alla Silvestriana, il secondo al fondo delle corporazioni religiose soppresse.
Al primo gruppo è riconducibile, per esempio, una pergamena dell'XI secolo che descrive la concessione da parte dell'arcivescovo di Ravenna, Enrico, all'abate di San Pietro in Maone di terre situate in Fossalta e della chiesa di Sant'Andrea Apostolo, entrambe site nel ferrarese. Le altre 343 pergamene che formano il primo gruppo sono databili ai secoli dal XV al XVII. Al secondo gruppo appartengono 198 pergamene dei secoli dal XIII al XVII.
Opere di interesse locale Nella Silvestriana sono contenute buste relative a studi e a notizie di "storia patria". I temi trattati al loro interno riguardano le questioni religiose tra Rovigo ed Adria, i conventi del Polesine, gli eventi storici di Rovigo. Tutte sono databili ai secoli dal XVI al XVIII. Tra le opere all'interno di questa raccolta è possibile trovare: due buste con le lezioni tenute da Camillo e Gerolamo Silvestri; la Storia agraria di Camillo Silvestri.
Nella Concordiana è presente una serie di buste in una successione senza organicità che contengono notizie sulla città di Rovigo, sulle nobiltà locali, sulle chiese e anche sulla stessa Accademia dei Concordi. Alcune buste contengono anche alcune lezioni tenute presso i Concordi dai soci dell'istituto medesimo negli anni dal 1841 al 1845.
Incunaboli Tra gli incunaboli di maggior pregio presso l'Accademia è possibile trovare: il De coelo et mundo, il De generatione et corruptione e la Metafisica (1471-74), tutte opere di Aristotele; il De oratore (1470), il De legibus e il De natura deorum (1471), tutte opere di Cicerone; il Contra gentes di Tommaso d'Aquino; Bibbia in volgare tradotta da Nicolò Malermi e stampata a Venezia nel 1471 presso Vindelin da Spira;
A Baldassarre Bonifacio appartenevano alcuni incunaboli, ora presenti in Concordiana, con le opere del Petrarca. Più nello specifico, "il numero 56-57 della raccolta della Concordiana contiene il Canzoniere con il commento di Francesco Fidelfo e Bernardo Glicino. La prima parte del volume raccoglie i Trionfi ed è preceduta da tre fogli manoscritti in lingua latina. A questa parte, stampata nel 1478 a Venezia, furono aggiunti i sonetti e le canzoni pubblicati pure a Venezia nel 1481".
Opere di pregio Tra le opere di maggior pregio della Biblioteca, si ricordano: il Divinarum istitutionum libri septem e l'Apologeticus adversus gentes di Tertulliano in 8°, stampati nel 1515 a Venezia da Aldo Manuzio e Andrea Torresano; gli Statiti sylvarum libri quinque, Thebaidos libri duodecim, Achilleidos duo, sempre stampati da Aldo Manuzio nel 1502; la Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, stampata a Ferrara dagli eredi di Francesco De Rossi; la cinquecentina intitolata Officium Beatae Mariae Virginis, pubblicata a Parigi nel XVI secolo; la pubblicazione, da parte di Giovanni Durazzo nel 1865, del catalogo di edizioni delle opere di Dante presenti nelle biblioteche di Rovigo. Tra queste opere, rivestono particolare importanza un'edizione aldina della Divina Commedia del 1502 e una dell'Amoroso convivio del 1529.
Bibliotecari
Abate Giuseppe Gnochi (1774-1841): fu il primo bibliotecario e custode della biblioteca dal 1836, anno in cui venne stipulato l'omonimo contratto (il "contratto Gnochi"), al 1841. Ebbe il merito di aver conferito un primo assetto al patrimonio della biblioteca dell'Accademia dei Concordi, ma senza utilizzare alcun preciso ordine biblioteconomico. Vincenzo De Vit (1811-1892): bibliotecario dal 1844 al 1849, a lui si dovette la riapertura al pubblico della biblioteca dopo un periodo di chiusura (1841-1845) e la catalogazione di ben 20.000 volumi. Dopo aver terminato il suo incarico presso i Concordi, si trasferì a Stresa per ricoprire un altro importante incarico.