Biografia

Charles Poletti nacque a Barre, nel Vermont, il 2 luglio 1903, figlio di Dino Poletti, un immigrato italiano originario di Pogno in provincia di NovaraNewsletter article, Eleonora Duse Fellowship, Italy America Society News Bulletin, Number 34 (May, 1924), page 6 e di Carolina Gervasini, anch'ella italiana, originaria della città di Varese. Dal 1º gennaio 1939 al 2 dicembre 1942 fu vice governatore (eletto per i democratici) dello Stato di New York.

Fu la prima persona di ascendenza interamente italiana a ricoprire la carica di Governatore, quando il governatore Lehman si dimise per accettare la carica di direttore delle operazioni di soccorso all'estero per il Dipartimento di Stato e lui subentrò. Restò governatore fino al 31 dello stesso mese. Dopo aver lasciato l'ufficio, Poletti fu nominato assistente speciale del Segretario alla Guerra Henry L. Stimson. In questa posizione, Poletti lavorò per favorire l'integrazione razziale tra i militari americani.

Con il grado di Tenente colonnello fu inviato in Italia nel luglio 1943 al seguito delle truppe di occupazione e, per la sua esperienza amministrativa, fu capo degli Affari Civili della VII armata americana. In quell'incarico fu preferito a Fiorello La GuardiaGiovanni Di Capua, Il biennio cruciale (luglio 1943-giugno 1945): l'Italia di Charles Poletti, Cit. pagina 55. Inizialmente assegnato alla ricostruzione dell'amministrazione civile della città di Palermo, per l'amministrazione militare alleataAlfio Caruso, Arrivano i nostri, Longanesi, 2006, pagine 112-114 guidata dal maggior generale inglese Francis Rennell Rodd, fu il responsabile civile della Sicilia (Region I), fino al febbraio 1944 di Napoli e della Region III, poi di Roma e infine di Milano, dove il 30 aprile 1945 assunse la carica di governatore della LombardiaGiovanni Di Capua, Il biennio cruciale (luglio 1943-giugno 1945): l'Italia di Charles Poletti, Rubbettino, 2005, pagina 380. Il 13 dicembre 1943 fu insignito, dall'università di Palermo, della laurea honoris causa in scienze politiche, in riconoscimento del lavoro svoltoDi Capua, cit. Pagina 316.

Lasciato col grado di colonnello l'esercito al termine della seconda guerra mondiale, entrò in uno studio legale di Manhattan, dal 1955 al 1960 guidò l'autorità per l'energia dello Stato di New York e, dal 1960 al 1965, fu responsabile per le esposizioni estere dell'Esposizione universale del 1964 di New York. Morì nel 2002 all'età di 99 anni; al momento della morte era l'ex governatore statunitense più longevo. È sepolto nel cimitero di Calkins ad Elizabethtown (New York).

Controversie Nel 1950 i giornalisti Vito Sansone e Gastone Ingrascì dichiararono che nella primavera del 1943 Poletti arrivò clandestinamente in Sicilia per preparare lo sbarco alleato e, a tale scopo, prese contatti con alcuni nobili siciliani, tra i quali don Lucio Tasca Bordonaro (poi nominato sindaco di Palermo dallo stesso Poletti), la duchessa di Cesarò ed altriVito Sansone e Gastone Ingrascì, Sei anni di banditismo in Sicilia, Milano, Le Edizioni Sociali, 1950.. La circostanza, riportata pure dalla relazione conclusiva della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia firmata dal senatore Luigi Carraro nel 1976, è tuttavia smentita dagli storici.

Secondo le ricostruzioni di diversi storici e giornalisti (Vito Sansone e Gastone Ingrascì, Filippo Gaja, Franco Grasso, Michele Pantaleone, Orazio Barrese, Salvatore Francesco RomanoSalvatore Francesco Romano, Storia della mafia, Milano, SugarCo, 1963; Milano, Mondadori, 1966., Giuseppe Carlo MarinoGiuseppe Carlo Marino, Storia della Mafia, Newton & Compton, 1998, ISBN 888183720X.), Poletti favorì sfacciatamente il Movimento Indipendentista Siciliano (M.I.S.) durante il suo mandato di direttore degli Affari Civili dell'AMGOTMichele Pantaleone, Mafia e politica: 1943-1962, Torino, Einaudi, 1962.Barrese Orazio, D’Agostino Giacinta, La guerra dei sette anni. Dossier sul bandito Giuliano, Rubbettino, Soveria Mannelli 1997.. Nella Sicilia liberata, il 90% dei 352 sindaci nominati da Poletti provenivano dalle file del separatismo o della mafia (un caso emblematico fu quello del noto boss mafioso e leader separatista Calogero Vizzini, nominato sindaco di Villalba nel 1943)Filippo Gaia, L’esercito della lupara, Area, Milano 1962, Maquis, Milano 1990.. Il generale inglese Francis Rennell Rodd, comandante in capo dell'Amgot, commentò così le nomine dei sindaci siciliani avvenute dopo lo sbarco alleato: "La maggioranza dei comuni era lacerata da gelosie personali e faide ed aveva enormi difficoltà a proporre dei nomi. Di fronte al popolo che tumultuava perché fossero rimossi i podestà fascisti, molti dei miei ufficiali caddero nella trappola di scegliere in sostituzione i primi nomi che venivano proposti oppure seguire il consiglio d'interpreti che si erano accodati loro e che avevano imparato un po' d'inglese durante qualche loro soggiorno negli Stati Uniti. I risultati non erano sempre felici, le scelte finivano per cadere in molti casi sul locale boss mafioso o su un uomo-ombra il quale in uno o due casi era cresciuto in ambienti di gangster americani. Tutto ciò che poteva essere detto di questi uomini era che essi erano tanto antifascisti quanto indesiderabili da ogni altro punto di vista".

Come riporta lo scrittore britannico Norman Lewis (che era al seguito delle truppe alleate durante la campagna d'Italia)Norman Lewis, Napoli '44, traduzione di Matteo Codignola, 3ª ed., Milano, Adelphi, 1993, ., Poletti scelse come aiutante e interprete Vito Genovese, boss mafioso italo-americano ricercato negli Stati Uniti per omicidio; fu infatti durante l'occupazione alleata a Napoli che Genovese prosperò con il mercato nero di generi alimentari e medicinali, grazie anche all'appoggio e alla corruzione delle autorità militari alleatePeter Tompkins, L'altra Resistenza. Servizi segreti, partigiani e guerra di liberazione nel racconto di un protagonista, 2009, Il Saggiatore, pagina 40. Un agente della divisione investigativa dell'U.S. Army, il sergente Orange C. Dickey, testimoniò davanti al procuratore distrettuale di New York che la sua richiesta di estradare Genovese negli Stati Uniti nell'estate del 1944 incontrò le resistenze di Poletti e dei vertici del comando militare alleato, corrotti dallo stesso Genovese con bustarelle, prostitute e regaliEd Reid, La mafia. Dalle origini ai nostri giorni, prefazione di Piero Calamandrei, Milano, Parenti, 1956.. Nelle sue memorie, il boss mafioso italo-americano Charles "Lucky" Luciano descrisse Poletti come "un nostro buon amico".Martin Gosch e Richard Hammer, L'ultimo testamento di Lucky Luciano, Milano, Sperling & Kupfer, 1975, pag. 284.

Poletti ha sempre affermato di non aver avuto alcun legame con Genovese, Luciano, la mafia o il mercato neroRoberto Olla, Padrini. Alla ricerca del DNA di Cosa Nostra, Milano, Mondadori, 2003, . e, in un'intervista del 1993 per la BBC TV, dichiarò: "Non abbiamo avuto alcun problema con la mafia. Nessuno ne ha mai sentito parlare. Mentre eravamo lì, nessuno ne ha mai sentito parlare. Nessuno ne ha mai parlato"Tim Newark, Fighting the Mafia in World War Two, 2007, pag. 218. Lo storico Francesco Barbagallo supportò la non esistenza di prove circa i presunti legami tra Genovese e Poletti durante il governo dell'Amgot a Napoli.Francesco Barbagallo, Storia della camorra, Roma-Bari, Laterza, 2010.

Nei media La figura del colonnello Charles Poletti, con riferimento al periodo in cui fu direttore degli Affari Civili dell'Amgot a Napoli nel 1944, compare nel film Lucky Luciano (1973), diretto da Francesco Rosi, dove è interpretato dall'attore Vincent Gardenia.

Note

Bibliografia Giovanni Di Capua, Il biennio cruciale (luglio 1943-giugno 1945): l'Italia di Charles Poletti, 2005, Rubbettino Fiorenza Fiorentino, La Roma di Charles Poletti (giugno 1944-aprile 1945), Bonacci, Roma 1986, pp. 187 Alfio Caruso, Arrivano i nostri, Longanesi, 2006. Ed Reid, La mafia. Dalle origini ai nostri giorni, prefazione di Piero Calamandrei, Milano, Parenti, 1956.

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