La Storia di Cassino è lunga millenni: reperti testimoniano la presenza dell'uomo già 80.000 anni fa.

Dalla preistoria ad oggi la storia della è un susseguirsi di splendore, devastazione e rinascita: dal fiorente periodo romano, alle devastazioni longobarde, dall'Abbazia di Montecassino, faro di cultura nel Medio Evo, alla distruzione nella Seconda Guerra Mondiale, fino a giungere ai giorni nostri, passando per una lunga e faticosa ricostruzione.

Origine del nome "Cassino" è la versione italianizzata di "Casinum" con cui era chiamata la città in epoca romana. Casinum, secondo, Marco Terenzio Varrone, deriva dalla parola sabina "Cascum" o "Casnar" secondo gli osciParola attestata in ambito peligno: M. Di Fazio, I Volsci, un popolo "liquido" nel Lazio antico, Edizioni Quasar, pp. 59-62., che significa "vecchio", a testimonianza della remota origine dell'insediamento. Un'altra ipotesi è che il nome derivi dal termine mediterraneo "karsa", cioè "roccia" o "luogo petroso" in quanto Casinum sorgeva appunto sulle pendici rocciose di Montecassino.

Nel corso della sua storia millenaria, comunque, Cassino ha avuto varie denominazioni: Casinum: in epoca romana, dal III secolo a.C al V secolo d.C circa. Castrum Casini: V-VII secolo. Castellum Sancti Petri: VII-IX secolo. Assunse questo nome dalla trasformazione della tomba di Ummidia Quadratilla in chiesa dedicata a S. Pietro. Eulogimenopoli: IX secolo. Fu il nome scelto dall'abate Bertario alla nuova città costruita ai piedi del Colle Janulo. Significava "Città di San Benedetto". San Germano: IX-XIX secolo. Assunse questo nome dalla donazione delle reliquie di San Germano di Capua, custodite nella Chiesa del Salvatore e meta di pellegrinaggi. Cassino: è il nome odierno che fu adottato nel 1863, riprendenco così l'antico nome Casinum.

Dalle origini all'epoca romana Preistoria I primi insediamenti sono sorti nelle caverne della collina di Montecassino, perché nella vallata vi era un bacino lacustre. Il sito più antico che si conosca, in cui sono state rinvenute tracce di abitatori primitivi, era situato sulla riva destra del fiume Gari, nei pressi dell'attuale stazione ferroviaria. In questo luogo, infatti, durante alcuni lavori di scavo, sono stati rinvenuti moltissimi utensili in selce lavorata, che ci testimoniano la presenza di un abitato preistorico risalente a circa 80.000 anni fa (periodo musteriano). Un altro sito abitato era ubicato presso l'attuale cimitero inglese, ma la sua datazione è più recente, poiché, oltre a selci lavorate, di epoca posteriore rispetto alle precedenti, sono stati rinvenuti anche frammenti di ceramica acroma.

Oltre ai rinvenimenti appena descritti, va ricordato che a 4 km ad ovest di Cassino, presso la Via Casilina, ai piedi di Montecassino, a seguito di ricerche effettuate nel 1975, sono stati rinvenuti i resti di un ulteriore centro abitato. Certamente era un villaggio molto grande, poiché aveva un'estensione di circa 10.000 m². Sul versante della montagna, tra la cima e il villaggio, c'era inoltre una zona di culto, dove sono stati rinvenuti depositi sacri di piccoli vasi votivi e statuette in argilla. Gli esperti hanno datato il villaggio e la zona di culto al IX-VII secolo a.C. Alla stessa epoca risale la necropoli scoperta nel 1951 presso l'anfiteatro romano di Cassino. Non è chiaro, però a quale popolazione debbano essere attribuite le tombe della necropoli stessa.

Epoca pre-romana L'origine della città di Cassino viene normalmente fatta risalire agli OsciL'Italia preromana. I siti laziali: Cassino, in Il Mondo dell'Archeologia (Treccani), 2004"Casinum", The Oxford Classical Dictionary, New York, 1999M. Di Fazio, I Volsci, un popolo "liquido" nel Lazio antico, Edizioni Quasar, pp. 59-62.Carettoni in Casinum, propende per l'origine volsca, sebbene non vi sia alcun documento storiografico antico per dimostrare tale appartenenza. Ritrovamenti recanti scritte di città ausone, infine, potrebbero far supporre che l'abitato tragga origine dagli Ausoni.. I numerosi reperti risalenti ad epoche precedenti, potrebbero far ritenere che l'abitato tragga origine da popolazioni autoctone (Ausoniche o Appenniniche), diventate Volsche od Osche solo in seguito. A loro, comunque, si deve, intorno al VI-V secolo a.C., il potenziamento di una cinta muraria risalente all'ultimo periodo dell'età del ferro. Tale muraglia difensiva era costituita da grossi massi sovrapposti gli uni agli altri, senza calce, che racchiudeva la cima di Montecassino (i cui resti, in parte inglobati nell'Abbazia, vengono usualmente denominati "mura ciclopiche") e l'insediamento urbano che sorgeva nella vallata sottostante. Fino all'arrivo dei Romani, la città fu Sannita.

Epoca romana Dopo tanti scontri con i Sanniti, i Romani occuparono definitivamente la regione nel 313 a.C. e chiamarono la città Casinum. L'abitato era collocato presso l'attuale via Crocefisso, ai piedi di Montecassino ed era attraversato dall'antica via Latina, che la collegava a Roma e CapuaStrabone, Geografia, V, 3,9.. La città ottenne il titolo di civitas sine suffragio alla fine del III secolo a.C. e divenne prima praefectura, poi municipium ed infine colonia a testimonianza del progressivo inserimento nell'ordinamento dell'Urbs. Di conseguenza, Casinum ebbe praefecti, duoviri, quattuorviri nonché un senato cittadino le corporationes. Un celebre praefectus di Casinum, nella seconda metà del I sec. a.C., fu Caio Fuzio.

Non ci sono molte notizie storiche sulla città nell'epoca repubblicana. Lo storico Tito Livio afferma che nel 211 a.C. Annibale transitò nell'area durante la seconda guerra punica percorrendo la Via Latina, ma non causò, sembra, molti danni, in quanto il suo scopo era quello di raggiungere ed occupare Roma. In epoca sillana (89 e 82 a.C.), nel 58 a.C. con Giulio Cesare tramite suo nipote Quinto Pedio e poi nel 42 a.C. al tempo del triumvirato Ottaviano, Marco Antonio e Lepido, colonie di ex soldati s'installarono nel territorio di Casinum.

La città raggiunse il periodo di massimo splendore nel I e II secolo d.C. Nell'epoca imperiale, infatti, la città era frequentata ed abitata da ricchi cittadini di Roma, tra i quali membri delle famiglie Ummidia, Tutia, Paccia, Lucceia e dette a Roma diversi consoli fra cui ricordiamo, oltra a Ummidio Durmio Quadrato, Quinto Fuzio e Marco Seio Varano. Era fortificata da circa 4 km di mura e ricco di monumenti, essendo la città agiata. Ciò soprattutto grazie ad Ummidia Quadratilla, figlia del console Ummidio Durmio Quadrato. La ricca matrona romana, che viene descritta da Plinio il Giovane come una donna ricchissima dal carattere mascolino e di fisico massiccio, fece costruire, a proprie spese, l'anfiteatro ed un tempio. Quest'ultimo sarebbe poi stato adattato a tomba, che oggi attribuiamo alla stessa Ummidia, e che è noto appunto come Mausoleo di Ummidia Quadratilla. Casinum possedeva all'epoca anche un teatro, edificato sotto Augusto, nelle cui vicinanze vi era il foro, delle terme (nei pressi delle quali Marco Terenzio Varrone eresse una sua villa, e per questo oggi note come Terme Varroniane), un acquedotto lungo 22 km ed una fitta rete stradale: oltre alla Via Latina, vi era una strada che portava in Abruzzo, una sulla costa tirrenica, oltre, ovviamente, a vie di collegamento di minore importanza. Secondo la tradizione romana, inoltre, al di fuori delle mura urbane sorgeva la necropoli. La città era, inoltre, attorniata da pagi: uno di questi nei secoli è divenuto l'attuale località Sant'Angelo in Theodice.

Nell'area di Cassino esisteva un'associazione dei produttori di olio: l'olio della zona era famoso tanto da essere citato da Macrobio. La qualità della produzione agricola del territorio è sottolineata anche da Catone. Molto importante era anche l'allevamento di bestiame e la produzione di ceste e funi, data l'abbondanza di materia prima di questi prodotti nei pressi di zone ricche di acque.

Apollo era la divinità più venerata, il cui tempio era posto su Montecassino, lacropoli della città. Tale complesso sorgeva dove oggi è l'Abbazia; aveva anche funzione militare: era difeso da una doppia cinta muraria che oggi possiamo ancora ammirare in parte; venne costruita con pesanti pietre sagomate per tenersi insieme a secco e si congiungeva alle fortificazioni cittadine. Tra le altre divinità venerate v'era Deluentinus, dio locale delle acque.

La leggenda vuole che San Pietro apostolo in persona, transitando per queste terre per raggiungere Roma, predicò per primo il Cristianesimo ai Cassinesi. Quel che è certo che a Cassino vi fu un'antica comunità di Cristiani, come testimoniano molti martiri.

Con il declino dell'impero romano, iniziò anche il declino di Casinum che subì, nel corso del V secolo, le incursioni dei Goti, dei Vandali, degli Eruli e dei Visigoti, per cui la città si ridusse ad un piccolo borgo.

L'alto Medioevo cassinate

L'arrivo di San Benedetto Quello che era ormai un villaggio, mutò il nome in Castrum Casini. Non sappiamo molto al riguardo dei primi secoli successivi alla caduta dell'Impero romano per l'esiguità delle fonti scritte. Quel che è certo è che seguì un periodo d'abbandono, di desolazione, d'incursioni predatorie; i campi non furono più coltivati, gli edifici andarono sgretolandosi ed il paesaggio divenne selvaggio. Questo era il quadro del territorio, all'arrivo di Benedetto da Norcia (tramandatoci da Papa Gregorio Magno), che, salito su Montecassino, distrusse il bosco sacro a Venere e trasformò i templi pagani in edifici di culto cristiano, santificando il luogo a San Giovanni Battista. Montecassino fu scelto da San Benedetto da Norcia come luogo per il suo primo convento, luogo di nascita dell'Ordine Benedettino, circa nel 529 d.C. e da allora non lasciò mai più questo luogo. Qui scrisse la Regola Benedettina che divenne il principio fondatore per il monachesimo occidentale. Qui ricevette in visita Totila, re degli Ostrogoti, nel 580 (l'unica data storica conosciuta con certezza della vita di Benedetto) e qui lui morì.

Dal VI al X secolo Nel 584 i Longobardi guidati da Zottone, invasero il territorio e saccheggiarono l'Abbazia. I monaci sopravvissuti fuggirono a Roma, dove rimasero per più di un secolo. I longobardi occuparono il territorio fino all'inizio dell'VIII secolo. Nel 718, cambiati gli equilibri politici, i monaci si poterono ristabilire a Montecassino; seguì un periodo florido: vi soggiornarono tra gli altri Paolo Diacono, lo storico dei Longobardi, e re in esilio come il franco Carlomanno, zio di Carlo Magno, ed il longobardo Rachis. Nel 744, inoltre, da una donazione del Duca longobardo Gisulfo II di Benevento, nacque la Terra Sancti Benedicti, insieme delle proprietà abbaziali, soggette solo all'autorità dell'Abate e del Papa. Così Montecassino divenne la capitale di un territorio vasto e strategico attraverso il quale passavano le strade congiungenti il Ducato longobardo di Benevento, le città-stato bizantine della costa (Napoli, Gaeta, e Amalfi) e lo Stato della Chiesa più a Nord.

Nell'VIII secolo, Scauniperga, moglie di Gisulfo II, duca di Benevento, fece trasformare la tomba di Ummidia Quadratilla (ma il Chronicon casinense riporta templum) in chiesa, che dedicò a S. Pietro. Probabilmente per questo, il villaggio circostante assunse il nome di Castellum Sancti Petri, conosciuto, in seguito, anche come San Pietro a Monastero.

Alla fine dell'VIII secolo nella città fu edificata anche la chiesa delle Cinque Torri; essa fu eretta ai piedi del colle Janulo, su di un terreno dove affiorava acqua; il pavimento della Chiesa venne rialzato tre volte, ma senza successo, per evitare il problema all'interno dell'edificio sacro; aveva un'originalissima pianta a simmetria centrale con all'interno un colonnato, con quattro torri agli angoli esterni ed una più ampia al centro.

La rifondazione della città