Viggiano è un comune italiano di abitanti della provincia di Potenza in Basilicata.
Posto lungo il crinale occidentale dell'alta Val d'Agri nella parte sud-occidentale della regione, è noto per la sua lunga tradizione legata alla musica popolare e, in particolare, alla costruzione di arpe.Paolo Prato, La musica italiana: una storia sociale dall'unità a oggi, Donzelli, 2010, p.114
Ospita il santuario della Madonna Nera che costituisce uno dei centri di spiritualità di fede mariana più importanti del Mezzogiorno. È altresì noto come luogo di estrazione del petrolio: nel territorio comunale ricade la maggior parte dei pozzi che attingono al giacimento della Val d'Agri, il più grande sito petrolifero sulla terraferma d'Europa.
Geografia fisica
Geografia fisica Il territorio del comune, interamente compreso nel Comprensorio Sellata-Volturino-Viggiano e Monti della Maddalena, copre la porzione del crinale orientale dell'alta Val d'Agri compresa nel bacino idrografico dei torrenti Alli e Casale, due affluenti di sinistra del fiume Agri.
L'Alli, sebbene contraddistinto da un regime idrometrico torrentizio che durante la stagione secca lo rende un ruscello, è l'unico corso d'acqua perenne nel territorio del comune. La sua sorgente a quota più elevata sgorga a 1387 presso la località Fontana dei pastori mentre un'altra fonte anch'essa visitabile si trova a poca distanza dal centro abitato in corrispondenza del punto in cui la strada che porta da Viggiano al Sacro Monte lo scavalca. Lungo il suo corso sono ancora visibili i ruderi dei diversi mulini costruiti nel tempo per sfruttare la forza delle sue acque.
Il torrente Casale è una fiumara dal letto largo e ciottoloso, completamente asciutta durante la stagione secca nonché costellata durante quella piovosa di acquitrini e di sorgenti stagionali, che è posta lungo il versante sud occidentale del monte Sant'Enoc di cui discende le pendici. Nella parte più a monte presenta un letto scosceso ed una valle più stretta ed acclive mentre nel suo corso a valle presenta un andamento a canali intrecciati tipico delle fiumare dell'Italia meridionale.
Il versante meridionale del Sacro Monte di Viggiano, compresa la sua vetta a 1725 dove è posto il Santuario della Madonna, occupa la porzione settentrionale del territorio del comune e ne costituisce la parte a maggiore quota altimetrica. Lungo le sue pendici si trovano la Stazione sciistica di Viggiano, la Piana di Bonocore e la Fontana dei pastori. Come anche il vicino monte Volturino, di cui è un contrafforte, è ricoperto da estese fustaie ed è facilmente raggiungibile perché ben servito da strade asfaltate e provvisto di punti attrezzati per la sosta turistica.
Nella sua parte orientale, il territorio del comune include anche il Monte Sant'Enoc, altro contrafforte del monte Volturino che si eleva fino a 1476 , i cui crinali acclivi e punteggiati da dirupi, pressoché spopolati nonché quasi completamente ricoperti da boschi cedui sono scarsamente accessibili in ragione della morfologia aspra e dell'assenza di strade. Lungo le sue pendici sono posti la maggior parte dei pozzi petroliferi presenti nel territorio del comunePer l'elenco dei pozzi vedi Prime analisi sui pozzi del centro, ‘a naso’ il gasolio si è fermato a monte - il Ducato .
I boschi, che complessivamente coprono circa il 35% della superficie totale, sono costituiti prevalentemente da varie specie di cerro (Quercus cerris L., Quercus delechampii, Quercus lanuginosa), farneto e, nei luoghi più umidi, pioppo, salice ed acero. Al di sopra dei 1000 prevale il faggio a cui si associa, nelle località più umide e fredde, l'abete bianco.
Le zone montane offrono rifugio ad una ricca fauna: il raro lupo appenninico, la volpe, la lepre, il riccio, lo scoiattolo, il daino e il cinghiale; tra i rapaci si annoverano il nibbio (bruno e reale), la poiana, il gheppio.
Il Comune amministra infine la porzione del fondovalle compresa fra il basso corso dell'Alli, quello del Casale ed il greto dell'Agri. Questa zona, quasi completamente coltivata perché irrigua, si presenta come pianeggiante ma inclinata con pendenza omogenea verso il letto del fiume, che in questa parte del suo corso scorre all'estremità occidentale del fondovalle, completamente priva di rilievi e solcata da piccoli canali per lo scolo delle acque piovane. Geografia antropica Viggiano, unico centro abitato del comune, è sito lungo i fianchi scoscesi di due speroni rocciosi di forma grossomodo circolare che insieme costituiscono la sommità di un contrafforte posto sul crinale occidentale del monte Sant'Enoc. Lungo il versante settentrionale di quello maggiore e più orientale sgorga, in località Pisciolo, una sorgente d'acqua perenne di portata sufficiente ai bisogni di una piccola comunità mentre su quello meridionale, ad una quota altimetrica lievemente maggiore, sorge il centro storico del borgo. Sulla sua cima, nel punto più elevato del centro abitato a 1023 , sono visibili i resti del castello medievale in rovina. L'altro sperone, chiamato Le Croci, di altitudine e superficie più modesta, ha la vetta coperta da una pineta e ospita sul versante meridionale l'omonimo rione e il cimitero del paese.
L'unica frazione del comune è la sua area industriale, posta nel fondovalle alla confluenza del torrente Casale con l'Agri ed al confine con il comune di Grumento Nova, dove hanno sede il centro oli e la maggior parte delle attività industriali del paese.
Il popolamento delle aree rurali è fortemente influenzato dalla quota altimetrica. Nel fondovalle, quasi completamente coltivato poiché pianeggiante e irriguo, un reticolo fitto e regolare di fattorie punteggia l'intera campagna. Le poche masserie presenti hanno dimensioni modeste e nessun pregio artistico mentre le case coloniche, quando antiche, assumono la forma di edifici in pietra ad uno o due piani caratterizzati da una pianta rettangolare, sovente provvisti di un porticato lungo il lato su cui si apre l'ingresso principale e forniti sovente di una torre colombaria a pianta quadrata.C.Falvella - A.D.Laveglia, “Tra conoscenza e recupero, il patrimonio edilizio rurale del comune di Viggiano”, Edizioni Akiris, Villa d'Agri, 2007 Lungo i crinali delle valli dell'Alli e del Casale, ad una quota altimetrica compresa fra quella del fondovalle e i circa 1000 del centro abitato, il popolamento è comunque regolare ma meno denso con vigneti ed uliveti che si alternano a coltivazioni erbacee e boschi cedui mentre sono rari i terreni sfruttati come pascoli. Nel paesaggio rurale mancano completamente le masserie mentre le case coloniche presentano caratteristiche simili a quelle più a valle ma con ancor minori dimensioni e pregio artistico. Oltre i 1000 . il popolamento è ovunque molto scarso quando non del tutto assente e il panorama rurale è dominato dai pascoli e dai boschi, cedui a quote inferiori e ad alto fusto a quelle più elevate, con rare coltivazioni erbacee riservate ai terreni meno acclivi e meglio esposti. La densità della popolazione, comunque molto bassa, decresce rapidamente all'aumentare dell'altitudine e diviene trascurabile oltre i 1300 . L'attività economica prevalente è la stabulazione di ovini, bovini ed equini oppure il loro allevamento allo stato brado. Il territorio del comune è interamente compreso nel Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese e nella comunità montana Alto Agri. Clima
Come tutti i comuni situati entro una conca intermontana appenninica, quale è l'alta Val d'Agri, Viggiano ha un clima continentale contraddistinto da inverni freddi e ventosi e da estati calde e siccitose perché meno esposto all'influenza marina. Le precipitazioni sono abbondanti nelle zone montane, dove raggiungono i 1500 mm annui, ma decrescono rapidamente con il diminuire dell'altitudine. La stagione secca di norma ha inizio alla metà di luglio e termine entro la prima metà di settembre ma negli anni siccitosi può protrarsi dalla metà di giugno ai primi di ottobre. Durante questa stagione ad un'altitudine inferiore ai 1200 le precipitazioni sono saltuarie ed hanno carattere prevalente di piovaschi mentre a quote maggiori possono verificarsi talvolta rovesci e di quando in quando temporali anche violenti. Durante questo periodo il rischio di incendi è elevato su tutto il territorio del comune con conseguente divieto di accendere fuochi a terra.
Dalla metà di ottobre alla fine di maggio la pioggia è un fenomeno frequente, il terreno resta in permanenza fangoso e nelle zone montane è perciò possibile la formazione di pozzanghere anche estese con conseguente rischio di immelmamento. Nelle zone più acclivi sono anche possibili in occasione delle piogge smottamenti o modeste frane che possono coinvolgere anche la sede stradale limitando così la circolazione. Il rischio di allagamenti è comunque in tutte le stagioni molto scarso e confinato alle golene, peraltro modeste per superficie e scarsamente popolate, dei torrenti Alli e Casale. In questa stagione sono comuni foschie anche dense al mattino nonché possibili banchi di nebbia anche molto fitta soprattutto durante le ore notturne.
L'innevamento è del tutto assente fra l'inizio di giugno e la fine di ottobre sull'intero territorio del comune. Possono saltuariamente verificarsi nevicate di breve durata e scarsa intensità durante i mesi di maggio e novembre soprattutto nelle zone montane ad un'altitudine superiore ai 1200 . Gran parte delle precipitazioni nevose sono concentrate nei mesi di gennaio e febbraio anche se le nevicate restano un fenomeno comunque saltuario ad un'altitudine inferiore ai 1200 e raro a quote maggiori. In montagna, durante l'inverno possono verificarsi tempeste di vento o di pioggia talvolta di lunga durata e più saltuariamente anche tormente.
Durante l'inverno sono frequenti le gelate, più intense in montagna, con conseguente estesa formazione di brina che può persistere anche per molte ore dopo l'alba nei punti non battuti dal sole. Nei mesi di gennaio e febbraio e solo ad un'altitudine superiore ai 1200 il terreno può risultare in permanenza ghiacciato nelle zone affacciate a settentrione che non sono esposte alla luce solare diretta.
All'interno del territorio è presente una stazione meteorologica privata, posta ad un'altitudine di 840 , che fornisce informazioni sullo stato del clima.
L'intero territorio del comune appartiene alla classe climatica E con 2683 gradi giorno. Storia Preistoria In località Porcili, un'area pianeggiante posta a meridione dell'altura su cui sorge il moderno centro abitato e lambita dal corso del torrente Alli, sorgeva un esteso insediamento umano durante la fase iniziale del Neolitico Recente databile alla seconda metà del IV millennio a.C. A poca distanza è stata poi scoperta una necropoli risalente all'età del bronzo, probabilmente costruita lungo il corso di un antico tratturo e composta da una serie di tombe ciascuna articolata in una sepoltura principale ricoperta da cumulo di terra e da un numero variabile di piccoli tumuli disposti a semicerchio intorno ad essa.Vedi Siti archeologici nel territorio di Viggiano .
In località Masseria Maglianese, nella parte sud occidentale del territorio comunale, è stata poi ritrovata la porzione meridionale di una capanna risalente alla fine dell'età del bronzo, probabilmente un magazzino utilizzato anche come ricovero temporaneo durante la transumanza. L'edificio presentava un'organizzazione funzionale dello spazio interno trovandosi concentrati nella sua parte orientale una serie di grandi contenitori interrati utilizzati come depositi di bevande mentre quella occidentale era deputata alla conservazione delle derrate solide..