L'SS Waratah fu un piroscafo britannico, appartenente alla Blue Anchor Line. In servizio dal novembre 1908 al luglio 1909, avrebbe dovuto effettuare regolare collegamento tra Europa e Australia, con scalo in Sudafrica. All'epoca della sua messa in servizio era la nave più grande, lussuosa e moderna della Blue Anchor Line (pur essendo sprovvista di radio).

Durante il suo secondo viaggio nel luglio 1909, il Waratah partì da Durban diretto a Città del Capo. Tuttavia il piroscafo, avvistato più volte tra il 27 e il 28 luglio al largo delle coste sudafricane (ma solo un'occasione venne confermata), scomparve senza lasciare traccia coi suoi 211 passeggeri e membri dell'equipaggio. Dopo alcuni giorni di attesa venne lanciata una vasta operazione di ricerca, ma né il Waratah né chi vi era a bordo furono mai ritrovati, così come nessun relitto o altro resto della nave. La conseguente inchiesta non riuscì a far luce sull'accaduto, e il caso rimase di fatto irrisolto. L'anno successivo la Blue Anchor Line vendette tutta la propria flotta alla compagnia P&O e andò in liquidazione per evitare la bancarotta.

Esistono varie teorie sul destino finale della nave, che non è mai stato definitivamente chiarito. Date le condizioni meteorologiche proibitive riscontrate in quel periodo lungo le coste del Sudafrica, è stato ipotizzato che il Waratah si sia capovolto a causa di un'onda anomala. Un'altra dinamica teorizza che si sia ribaltato, a causa dei problemi di stabilità già evidenziati durante il suo servizio oppure per problemi relativi al posizionamento del carico. Altre teorie, come un'avaria o una deflagrazione, paiono meno probabili.

Dalla sua scomparsa nel 1909 numerosi tentativi di ritrovarne il relitto, molti dei quali condotti dall'associazione National Underwater & Marine Agency, non hanno portato alcun risultato. La scomparsa della nave, dopo la quale la presenza della radio sulle imbarcazioni divenne obbligatoria, rappresenta quindi uno dei più grandi misteri della storia della navigazione e uno dei peggiori disastri navali nella storia australiana..

Costruzione

Il Waratah venne costruito nel 1908 dalla Barclay Curle & Co. nei cantieri navali di Whiteinch, a Glasgow, in Scozia... La nave era stata commissionata dalla Blue Anchor Line, che intendeva aumentare il proprio volume di traffico marittimo e quindi di introiti.. Complessivamente la sua costruzione costò sterline dell'epoca.Tale valore corrisponderebbe, a novembre 2023, a sterline. Cfr. .

Il progetto del Waratah era basato su quello del Geelong, un altro piroscafo della Blue Anchor Line il cui successo commerciale aveva spinto la compagnia a ordinarne uno dalle caratteristiche simili. Il piroscafo era lungo circa 141 metri (465 piedi) e largo 18 metri (59 piedi). La propulsione del Waratah, che poteva arrivare fino a una velocità di 13 nodi,. era garantita da due motrici alternative a quadruplice espansione, da cinque caldaie a carbone e da una doppia elica. Aveva una stazza di più di tonnellate lorde e nette (la compagnia ne pubblicizzò per attirare più clienti). Oltre al trasporto passeggeri, disponeva di stive che venivano impiegate alternativamente per il trasporto delle merci (fino a tonnellate) o per allestire dormitori nei quali potevano essere alloggiati gli emigranti.. Era infine dotata di otto compartimenti stagni per resistere a eventuali falle.

Per i passeggeri di prima classe erano predisposte lussuose cabine, capaci di ospitare fino a 128 persone. e una magnifica sala da musica; gli elaborati arredi esibivano intarsi in legno. Possedeva inoltre un centinaio di cabine più modeste per la terza classe, con capacità per 300 passeggeri; altri 700 posti, destinati agli emigranti più poveri, potevano essere ricavati nella stiva quando imbarcava un carico ridotto. Diciassette scialuppe, tre zattere e 930 giubbotti salvagente garantivano, secondo gli armatori, la sicurezza degli imbarcati. La nave era sprovvista di radio, tecnologia all'epoca all'avanguardia e non ancora installata su tutte le imbarcazioni.

La nave venne destinata alle popolari rotte tra Regno Unito e Australia, e trasse per questo il proprio nome dalla pianta di waratah, una specie di arbusto appartenente alla famiglia delle Proteaceae dagli appariscenti fiori vermigli, tipico delloutback australiano ed emblema dello Stato del Nuovo Galles del Sud.. A posteriori la scelta del nome fu considerata sfortunata, poiché durante il XIX secolo altre cinque navi con lo stesso nome erano affondate..

Prima traversata

Il Waratah divenne subito la nave ammiraglia della flotta della Blue Anchor Line, che ebbe l'idea (rivelatasi poi alquanto inappropriata) di definirla "inaffondabile", nomea subito ripresa dai giornali.. Il Waratah, varato il 12 settembre 1908 nel fiume Clyde dalla moglie dell'agente generale della compagnia nello Stato australiano di Victoria, venne completato nell'ottobre 1908 ed effettuò il suo viaggio di prova da Glasgow a Londra, incontrando cattivo tempo e dimostrando un'eccessiva tendenza al rollio. Il 5 novembre 1908 la nave effettuò il suo viaggio inaugurale verso l'Australia, partendo da Londra con 689 passeggeri di terza classe, 67 di prima e 154 uomini d'equipaggio.. Il comandante era Joshua E. Ilbery,Per Harris il suo nome era Josiah S. Ilbery. Cfr. . marittimo veterano con alle spalle oltre trent'anni di esperienza e prossimo alla pensione..

Il primo viaggio del Waratah trascorse senza avvenimenti significativi (ci fu solo un piccolo incendio nel deposito di carbone, subito domato), e il piroscafo fece scalo dopo alcune settimane ad Adelaide, Melbourne e Sydney. Alcuni membri dell'equipaggio sostennero però che Ilbery, pur non comunicando ufficialmente alla compagnia problemi relativi alla stabilità della nave, fosse preoccupato dalle difficoltà incontrate nel caricarla in modo appropriato.

La nave rientrò in Inghilterra il 7 marzo 1909;. pur mancando un reclamo ufficiale da parte di Ilbery, la Blue Anchor Line lamentò la scarsa stabilità della nave, specie in condizioni di carico leggero, al cantiere costruttore, che produsse ulteriori calcoli per dimostrarne la stabilità.

Ultimo viaggio e scomparsa Secondo viaggio e premonizione di Sawyer Dopo una nuova ispezione del Lloyd e alcune riparazioni minori, il Waratah ripartì da Londra alla volta dell'Australia il 27 aprile 1909. Stavolta trasportava molti meno passeggeri: 22 di prima classe, 193 di terza e 119 uomini d'equipaggio; il secondo viaggio d'andata fu nuovamente tranquillo, e il piroscafo giunse il 2 luglio in Australia. Oltre a circa 200 passeggeri, per il ritorno in Europa il Waratah caricò tonnellate di merce, composta da frumento, burro, pellicce e concentrati di piombo. A causa di inconvenienti, un marinaio e un passeggero non riuscirono a imbarcarsi in tempo, scampando così al successivo disastro..

Ripartì da Adelaide alla volta di Durban, in Sudafrica, il 7 luglio, arrivando il successivo 25 luglio. Durante la traversata dell'Oceano Indiano incontrò una tempesta, ma riuscì a superarla senza danni. Giunto a Durban, imbarcò alcuni nuovi passeggeri e ne sbarcò pochi altri.. Di questi ultimi, l'unico di cui si sappia qualcosa era l'ingegnere britannico Claude G. Sawyer, il quale, forse turbato dall'instabilità della nave, aveva avuto vari spaventosi incubi durante la traversata;. interpretandoli come la premonizione di un disastro incombente, nonostante avesse già pagato il prezzo per la traversata completa aveva deciso di interrompere il proprio soggiorno sul Waratah non appena arrivato in Sudafrica... Tentò di convincere altri passeggeri a seguirlo sulla terraferma, ma non ebbe successo; anche il cappellano della nave non diede peso al suo racconto. e un ufficiale gli intimò, su indicazione del comandante Ilbery, di non turbare l'ambiente della nave. Sbarcato in Africa, Sawyer telegrafò alla moglie il seguente messaggio:

A tutti gli effetti, grazie alla premonizione avuta e alla decisione di abbandonare la nave, Claude Sawyer ebbe salva la vita, ed è l'unico sopravvissuto dell'ultimo viaggio del Waratah su cui si abbiano notizie.A differenza della maggior parte dei resoconti, i Fanthorpe collocano la premonizione di Sawyer non durante il secondo e ultimo viaggio del Waratah, ma durante il primo. Cfr. .

Ultimi avvistamenti Il Waratah lasciò Durban la sera del 26 luglio 1909 con 211 persone a bordo, 92 passeggeri e 119 membri dell'equipaggio. Si diresse verso ovest seguendo il profilo delle coste sudafricane ad alcune miglia al largo, diretto verso Città del Capo. La mattina del 27 luglio si verificò l'ultimo avvistamento certo del Waratah: verso le quattro del mattino il piccolo piroscafo Clan MacIntyre, diretto al porto di East London, incrociò col Waratah, e le due navi si scambiarono le proprie generalità.... Data la maggiore velocità ben presto la nave della Blue Anchor Line sorpassò il Clan MacIntyre, i cui membri dell'equipaggio furono le ultime persone a vedere il Waratah, il cui destino da questo momento è ignoto. Nessuno aveva notato anomalie nell'andamento della nave.

Ci furono altri supposti avvistamenti del Waratah tra il 27 e il 28 luglio, di cui tuttavia non si possiede la definitiva certezza. A metà del 27 luglio il tempo peggiorò gradualmente: scoppiò un ciclone, e lo stesso Clan MacIntyre ebbe grosse difficoltà nonostante navigasse vicino alla costa, tanto che il suo capitano dichiarò che era «il peggior tempo incontrato in tredici anni di navigazione». Entro sera la visibilità al largo del Sudafrica era estremamente ridotta. Attorno alle 21:30 il piroscafo Guelph, impiegato sulla tratta Città del Capo-Durban, incontrò un altro bastimento e tentò di scambiare dei segnali, ma le pessime condizioni meteorologiche impedirono qualsiasi comunicazione sensata.. L'equipaggio del Guelph poté solo intendere le ultime lettere del nome della nave inviate in codice Morse tramite segnali luminosi, T-A-H.. Nonostante la buona probabilità che si trattasse del Waratah, non è possibile affermarlo con certezza; inoltre questo incontro era avvenuto a circa 80 miglia da quello col Clan MacIntyre, una distanza che il veloce Waratah avrebbe dovuto aver già coperto da svariate ore..

Alcune ore prima, verso le 17:00, in una vicina zona di mare l'equipaggio della nave Harlow aveva avvistato all'orizzonte delle dense colonne di fumo, seguite da degli improvvisi bagliori in movimento, forse delle esplosioni o dei razzi di segnalazione.. Il capitano dellHarlow tuttavia aveva ignorato questi avvenimenti, non considerandoli importanti e ritenendo si trattasse di fuochi accesi nel vicino entroterra da contadini, fenomeno comune in Sudafrica; solo in seguito, apprendendo della scomparsa del Waratah, si rese conto di aver forse assistito alla fine della nave.

Alcuni avvistamenti vennero riportati anche dalla costa (anche se in genere non sono ritenuti credibili).. Il più plausibile è ritenuto essere quello di Edward Joe Conquer, un militare di stanza alla foce del piccolo fiume Xora sulla costa del Transkei: mentre scrutava il mare con un cannocchiale tra il 27 e il 28 luglio, scorse al largo una nave, la cui descrizione corrispondeva al Waratah, procedere in evidente difficoltà nel mare mosso, finché un'onda più grande delle altre la sommerse e la fece scomparire..

Mancato arrivo a Città del Capo Il Waratah sarebbe dovuto giungere a Città del Capo il 29 luglio, poiché la distanza tra essa e Durban era copribile in media in tre giorni di navigazione.. Al suo mancato arrivo tuttavia le autorità portuali non si preoccuparono eccessivamente, poiché era frequente che le navi arrivassero con giorni o anche settimane di ritardo a causa di problemi tecnici o condizioni proibitive del mare, quindi si decise di attendere.