Le elezioni presidenziali in Argentina del 1973 si tennero l'11 marzo e venne eletto come presidente il peronista Héctor J. Cámpora come presidente e il conservatore Vicente Solano Lima come vicepresidente, candidati del Justizualista Frente Justicialista de Liberación (FREJULI). Furono organizzate dalla dittatura autodenominata «Revolución Argentina», in essere dal 1966 e capeggiata in quel momento dal generale Alejandro Agustín Lanusse.

La dittatura desiderava un processo elettorale "controllato" dai militari, chiamato «Gran Acuerdo Nacional», rifiutato dalle tre principali forze politiche (peronismo, radicalismo e frondizismo), che desideravano "elezioni libere e senza condizioni".

Fu definito un processo come richiesto dai partiti democratici riuniti in un accordo definito "La Hora del Pueblo", ma venne impedito con uno stratagemma formale che Juan Domingo Perón, che era esiliato da 18 anni, potesse candidarsi. Questa esclusione (aggiunta all'obbligo per il partito peronista di cambiare nome eliminando riferimenti al suo fondatore) ridusse la rappresentatività del presidente Cámpora e lo portò a rinunciare due mesi dopo per permettere il ritorno di Peron e lo svolgimento di nuovo elezione senza vincoli.

La dittatura aveva realizzato nel 1972 una riforma costituzionale che riformava il sistema elettorale stabilendo una elezione per voto diretto e maggioranza assoluta, al posto del sistema indiritto precedente (simile al sistema in uso negli stati Uniti d'America, prevedendo un eventuale ballottaggio tra tutti i candidati che avevano raggiunto il 15% dei voti, con la speranza che le forze avverse al peronismo finissero per collegarsi

Venne ridotto anche la durata del mandato a 4 anni e si sincronizzarono tutti i mandati dell'esecutivo e del parlamento.

Cámpora ottenne al primo turno il 49,53% dei voti, mandando all'aria i piani dei militari e sfiorando l'elezione diretta. Ricardo Balbín, della Unión Cívica Radical, ottenne un deludente 21,29% mentre Francisco Manrique, candidato dei militari non raggiunse il 15% dei voti, fallendo il quorum per il ballottaggio. Ballottaggio che non si volse poiché Balbín annunciò la sua rinuncia e Cámpora venne proclamato presidente

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1973 Argentina