La Prima lettera a Timoteo è una delle tre epistole conosciute come lettere pastorali incluse nel Nuovo Testamento. Cristiani, teologi, Padri della Chiesa e scrittori dei primi secoliTutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile, p. 230 paragrafo 5, Watch Tower, New York, 1971Autore in The First Epistle To Timothy di Mark A. Copeland - Teologi e Scrittori del I secolo attribuiscono la lettera a Paolo nonché la più antica lista dei libri del Nuovo Testamento, ovvero il Canone muratoriano (anno 180), l'elenco di Cheltenhan (360) e il Concilio di Cartagine del 397 (che produsse il canone)Autore in The First Epistle To Timothy di Mark A. CopelandTutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile, p. 230 paragrafo 5 e schema a p. 298, Watch Tower, New York, 1971 attribuiscono a Paolo di Tarso lo scritto. Secondo la Bibbia CEI: «Fin dal II sec. la tradizione cristiana le ritiene di Paolo e l'attribuzione è ancora valida, nonostante che la maggior parte degli studiosi preferisca, in base alla critica interna, addebitarle a un discepolo di Paolo o a un ignoto scrittore cristiano del II sec.»La Sacra Bibbia, versione ufficiale CEI, CEI-UELCI, 1996, p. 1184. La lettera, indirizzata al suo giovane discepolo Timoteo quando quest era ad Efeso, fu scritta da Paolo mentre era in Macedonia. Alcuni studiosi collocano la data della stesura dell'epistola il 63 o secondo altri nel 66-67Data della composizione della lettera secondo il Bible Dictionary. Secondo la maggioranza«According to Some Modern Scholarship: Written by an unknown Christian towards the end of the 1st century, using Paul's name and some of his original material to give the letter authority»: questa nota segue l'indicazione che Paolo apostolo è l'autore della lettera; Bruno Maggioni, Introduzione all'epistolario paolino in La Bibbia, Edizioni San Paolo, 2009; Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, pp. 1168-1170, ISBN 88-399-0054-3; Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, pp. 2743-2747, ISBN 88-01-10612-2; Parola del Signore Commentata, traduzione interconfessionale, Nuovo Testamento, LDC/ABU, 1981, p. 624; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 280, 411, 415, 416, 417, 419, ISBN 978-88-430-7821-9; Benjamin Fiore, S.J., The Pastoral Epistles: First Timothy, Second Timothy, Titus, Collegeville, Minnesota, 2007, pp. 15; Norman Perrin, The New Testament: An Introduction, pp. 264-5; Werner Georg Kummel, Introduction to the New Testament, pp. 371-84; Paolo Iovino, Lettere a Timoteo ; Lettera a Tito, Edizioni Paoline, 2005, ISBN 9788831529075, pp. 276-7. degli studiosi moderni si tratta invece di una lettera pseudepigrafica, scritta da un autore diverso da Paolo tra la fine del IAA. VV, "Introduzione in "Le lettere di Paolo", EDB, 2008 e l'inizio del II secolo. Una minoranza di studiosi sostiene, invece, che l'autore sia stato Paolo di Tarso, tra cui gli accademici del The American Journal of Biblical Theolo, che asseriscono che 'sia facile dimostrare che sia stato proprio l'apostolo Paolo l'autore della lettera, così come anche per il teologo e accademico britannico James Dunn Documento sull'autenticità delle tre Lettere Pastorali, noto per le sue opere su Paolo di Tarso.

Timoteo: "genuino figlio della fede"

TimoteoIl nome Timoteo significa: "uno che onora Dio" - Perspicacia nello studio delle Scritture, Volume II, p. 1115, Watch Tower, New York, 1990. giovane cristiano di Listra, città della Licaonia una regione della Asia minore, era figlio di Eunice, devota cristiana ebrea (figlia della cristiana Loide) e di un innominato padre pagano greco (). Era cresciuto fin da bambino in un ambiente cristiano, nonostante il padre non credente, per l'educazione ricevuta dalla madre Eunice e da sua nonna Loide, che le Scritture lodano per aver dimostrato una fede senza ipocrisia ().

Madre e nonna avevano esercitato un'importante influenza sulla formazione cristiana del giovane. Di lui infatti, l'apostolo Paolo asserisce che: "dall'infanzia hai conosciuto gli scritti sacri, che possono renderti saggio per la salvezza per mezzo della fede riguardo a Cristo Gesù" (). Il racconto degli Atti degli Apostoli aggiunge altri particolari sulle qualità di Timoteo. Quando infatti l'apostolo Paolo giunge a Listra, i 'fratelli' delle chiese di Listra e Iconio rendevano buona testimonianza (Riveduta, Diodati e NWT) del "certo discepolo" chiamato Timoteo, essendo assai stimato (CEI) dai componenti di quelle chiese.

Tutto ciò spinse l'apostolo Paolo a prenderlo con sé come compagno d'opera nelle sue missioni di evangelizzazione (). Le opere di evangelizzazione di questo giovane credente furono molteplici, infatti troviamo Timoteo come cristiano attivo sia nel racconto di Atti, che in molte citazioni di lettere dell'apostolo Paolo oltre alle due indirizzate a lui personalmente. Timoteo si dimostra, nonostante la sua relativa giovane età, un cristiano affidabile, per cui l'apostolo Paolo lo impiega in compiti importanti.

Infatti oltre a volerlo come compagno in viaggi pastorali e di evangelizzazione come a Filippi, Tessalonica e Berea (), (), (), allorché sorgeva un problema di natura spirituale in una comunità cristiana, Paolo mandava lui, Timoteo, come garante della vera fede. In questa veste troviamo Timoteo a Corinto (), a Tessalonica () e in Macedonia ().

Inoltre troviamo il nome di Timoteo nella stesura di alcune lettere dell'apostolo Paolo indirizzate a comunità cristiane, come nella Lettera a Filemone, la Lettera ai Filippesi e la Lettera ai Colossesi. Il forte legame fra Paolo e Timoteo, spinge l'apostolo di Tarso, che sa che la sua esecuzione capitale è molto prossima, ad esprimergli il grande desiderio di averlo vicino (confronta ).

La Lettera

La prima lettera a Timoteo è una delle tre lettere pastorali. Pastorale perché indirizzata a "pastori" di comunità cristiane quali erano Timoteo e Tito, uno pastore della comunità di Efeso, l'altro della comunità di Creta.

Ambedue questi pastori dovevano svolgere compiti che includevano la cura del "gregge" loro affidato. Timoteo (come anche Tito per la chiesa in Creta) aveva avuto un incarico dettagliato da Paolo che consisteva nell'opera pastorale di correggere e risolvere problemi che stavano mettendo in serio pericolo la comunità cristiana di Efeso, () un ricco centro commerciale e culturale della Grecia antica nota per il paganesimo, la filosofia e il materialismo.

Scrittore, data e luogo La maggioranza degli studiosi considerano oggi la Prima lettera a Timoteo di origine pseudepigrafica, scritta non da Paolo, ma da un autore ignoto che usò il nome di Paolo per conferire autorevolezza allo scritto.

Cristiani, teologi, Padri della Chiesa e scrittori dei primi secoli come Clemente di Roma (90), Ignazio di Antiochia (35 - 107), Policarpo di Smirne (135), Giustino (160), Teofilo di Antiochia (180), Clemente di Alessandria (200), Tertulliano (200), Ireneo di Lione (200), Origene di Alessandria (250), Eusebio di Cesarea (300), Cirillo di Gerusalemme (348), Atanasio di Alessandria (367), Epifanio di Salamina (368), Gregorio di Nazianzo (370), Anfilochio di Iconio (370), Filastrio (383), Sofronio Eusebio Girolamo (394), Agostino d'Ippona (397), nonché la più antica lista dei libri del Nuovo Testamento ovvero il Canone muratoriano (180) e lo stesso Concilio di Cartagine del 397 (che produsse il canone), attribuiscono a Paolo di Tarso lo scritto. La lettera fu indirizzata al suo giovane discepolo Timoteo mentre era ad Efeso.

Una minoranza di studiosi attuali è a favore dell'attribuzione paolina e gli accademici del The American Journal of Biblical Theology asseriscono che "è facile dimostrare" che sia stato proprio l'apostolo Paolo lo scrittore della lettera. Inoltre il noto commentario biblico Werner Bible Commentary, asserisce che l'evidenza che sia stato l'apostolo Paolo lo scrittore delle lettere a Timoteo è "inequivocabile", contestando il punto di vista di diversi studiosi moderni che asseriscono si tratta invece di lettere pseudepigrafiche per cui anche la prima di Timoteo a loro avviso fu scritta da un autore diverso dall'apostolo Paolo, tra la fine del I e l'inizio del II secolo. Il Commentario Biblico di Werner inoltre afferma che: "[....] coloro che sostengono che Paolo non avrebbe potuto scrivere queste lettere [....]", non supportano le loro asserzioni con prove reali The Encyclopedia Americana nello stabilire la data in cui l'apostolo di Tarso scrisse la prima lettera a Timoteo, parte dal presupposto che per tutte le tre lettere pastorali (le due a Timoteo e quella a Tito) Paolo, prima prigioniero a Roma, era stato poi liberato verso il 61, grazie al fatto che si era appellato a Cesare. Ad avviso dell'Encyclopedia, questa sembra essere la "deduzione naturale" degli eventi, quindi asserisce: "Dopo il suo rilascio (61 E.V.) pare che Paolo intraprese un altro viaggio missionario, possibilmente in Spagna. (Rom. 15:24; anche la tradizione di Clemente Romano). In seguito egli rivisitò l'Oriente e mentre era lì (secondo quella che sembra la teoria più probabile) scrisse I Timoteo e Tito. Arrestato di nuovo, fu portato a Roma per un secondo processo. Prima che questo fosse tenuto scrisse una lettera a Timoteo (II Timoteo) sollecitandolo ad andare da lui il più presto possibile. Fu probabilmente verso il 64 o il 65 che il grande Apostolo fu giustiziato per ordine di Nerone"The Encyclopedia Americana Volume 24, p. 160, 1956 citato da Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile p. 230, Watch Tower, New York, 1971. Quindi ad avviso di questa enciclopedia, la data di scrittura della prima lettera a Timoteo va calcolata fra il rilascio della prima prigionia di Paolo (61) e l'arresto e la nuova prigionia (64). Alcuni studiosi collocano quindi la data della lettera nel 63 altri invece fra il 66 e il 67. Alcuni concordano che il luogo da cui Paolo scrisse la lettera, sia stato la Macedonia. L'evidenza interna della prima lettera indica infatti (confronta 1Timoteo 1,3) che mentre Timoteo su disposizione di Paolo rimase ad Efeso per correggere alcuni problemi dei componenti di quella chiesa, Paolo stesso andò in Macedonia, da cui poi scrisse la lettera. Anche Atanasio di Alessandria e lo storico e cardinale Cesare Baronio concordano che la Macedonia fu la regione da cui Paolo scrisse la sua prima lettera a Timoteo.

Scopo e destinatario della lettera

I sei capitoli in cui è suddivisa la prima lettera di Paolo a Timoteo sono un insieme di norme organizzative sulla chiesa nascente e di consigli al "genuino figlio della fede" affinché sorvegli e alzi la guardia su falsi insegnamenti che si stavano infiltrando nella comunità di Efeso prodotti da quella che l'apostolo definiva falsa conoscenza. D'altronde Paolo, secondo il racconto di Atti degli Apostoli aveva predetto già anni prima (a Mileto) incontrando i presbiteri della chiesa di Efeso, la situazione che si sarebbe venuta a creare: "So che dopo la mia partenza entreranno fra voi oppressivi lupi i quali non tratteranno il gregge con tenerezza, e che fra voi sorgeranno uomini che diranno cose storte per trarsi dietro i discepoli" ().

Come fa notare Tertulliano: "Di qui proprio derivano quei racconti favolosi, quelle genealogie interminabili, quelle questioni lunghe ed oziose, quelle discussioni sottili, che s'insinuano negli animi come qualcosa di malefico che ti consuma e ti uccide. L'Apostolo, quando vuole preservarci da quello che è male, ci avverte appunto di star bene in guardia contro l'opera della filosofia."Tertulliano, De Praescriptione Haereticorum (La prescrizione contro gli eretici), traduzione a cura di Gino Mazzoni (1929)