Biografia Discendente di una nobile famiglia mantovana e romagnolaI Guidi di Bagno sono un illustre ramo della millenaria dinastia dei Conti Guidi. Originari dell'Appennino tosco-romagnolo (Bagno di Romagna), si trasferirono nel XV secolo a Mantova al servizio dei Gonzaga, pur mantenendo vasti possedimenti e influenza nelle terre d'origine., figlio del senatore Galeazzo Guidi di Bagno e della principessa Virginia Chigi Albani, si laureò in Scienze Sociali all'Istituto Cesare Alfieri di Firenze.
Sin da giovane abbinò l'amministrazione dei beni di famiglia con l'impegno politico. Liberale moderato e profondamente anti-socialista, fu a lungo segretario di Angelo Majorana Calatabiano, seguendolo nei suoi incarichi di sottosegretario (1903-1904) e Ministro delle finanze (1904-1905).
Fu eletto deputato per la prima volta nel 1909 (XXIII Legislatura) nel collegioNel diritto pubblico dell'epoca, il collegio elettorale costituiva la suddivisione territoriale di base per l'elezione della Camera. Vigeva il sistema del collegio uninominale, in cui ogni area eleggeva un solo deputato tramite sistema maggioritario, contrapposto al sistema proporzionale introdotto poi nel 1919. di Bozzolo (MN), per poi essere confermato nelle due legislature successive (XXIV e XXV) nel collegio di Santarcangelo di Romagna.
Il 13 maggio 1920 fu insignito del titolo di Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia, onorificenza che anticipò la sua nomina a Senatore del Regno, decretata il 3 ottobre 1920 in virtù della sua lunga attività parlamentare (categoria 3 dello Statuto Albertino).
Interventista convinto, partecipò come volontario alla Prima guerra mondiale in qualità di ufficiale di Artiglieria, ottenendo una Croce al merito di guerra. Aderì al movimento dei Fasci italiani di combattimento, partecipando alla fondazione del Fascio a Forlì e Savignano nel 1921.
Ultimi anni e morte Mantenne il seggio senatoriale a vitaLa carica di Senatore del Regno era vitalizia: una volta convalidata la nomina regia, il parlamentare manteneva il seggio a vita senza necessità di ulteriori elezioni., ricoprendo parallelamente la carica di Podestà del suo comune natale. La sua ultima presenza in Aula risale al 18 dicembre 1936Cfr. Resoconto sommario della seduta del 18 dicembre 1936 (disponibile qui), dove risulta tra i votanti. Dal giorno successivo (seduta del 19 dicembre 1936, resoconto disponibile qui) il suo nome non compare più negli elenchi dei presenti o dei congedati, contenuti nell'Indice cronologico dei resoconti del Senato della XXIX Legislatura.; successivamente, pur senza presentare richieste formali di congedo, non partecipò più ai lavori parlamentari a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute.
Morì a Milano il 25 marzo 1938, ancora in carica, a seguito di una "lunga e penosa malattia", come affermato nella commemorazione ufficiale tenuta in Senato dal Presidente Luigi Federzoni.
Onorificenze
Bibliografia
Ferdinando Guidi Di Bagno, La tartaruga del Tevere, Edizioni del Borghese, Settembre 1973.
Note
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