Biografia Originario di Castellaneta, risiede a Sulmona. È laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Dal 14 dicembre 2018 è cittadino onorario di Castel di Sangro.

Carriera Inizia a occuparsi di calcio negli anni ottanta avviando attività imprenditoriali e dirigenziali nel settore. Dal 1984 al 2000, insieme all'imprenditore Pietro Rezza, zio di sua moglie, è stato proprietario della società calcistica del , ricoprendone la carica di presidente dal 1992 al 1996 e dal 1998 al 2000. In quel periodo, il sodalizio sportivo dell'omonima cittadina abruzzese, di circa 5 500 abitanti, ottiene una notevole visibilità realizzando un vero e proprio «miracolo sportivo», con la conquista di 6 promozioni nell'arco di tredici anni, con cui compie una scalata dalla Seconda Categoria alle divisioni professionistiche, rimanendovi per sedici campionati, di cui due consecutivi in Serie B; Castel di Sangro divenne così il più piccolo centro mai rappresentato da una squadra iscritta alla serie cadetta. Nello stesso periodo, Gravina è dapprima consigliere della Lega Professionisti Serie C, quindi consigliere federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Dal 1997 al 1999 è membro del consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio della provincia dell'Aquila. Dopo essere stato, per un biennio, membro della Commissione della UEFA per l'Assistenza Tecnica ed Amministrativa, negli anni duemila ricopre, in diversi periodi, la carica di capo delegazione della Nazionale Under-21, guidando gli azzurrini ai campionati europei del 2004, 2007 e 2009, oltre che ai giochi olimpici di Atene 2004 e Pechino 2008. Dal 2006 è membro del consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Roma e dal 2007 è socio della Fondazione della Cassa di Risparmio della provincia dell'Aquila. Dal 2008 è inoltre docente, presso l'Università degli Studi di Teramo, dei corsi di Management Sportivo e di Organizzazione e gestione degli eventi sportivi.

Presidente della Lega Pro Il 22 dicembre 2015 diventa presidente della Lega Italiana Calcio Professionistico, con 31 voti contro i 13 e i 7 riferiti, rispettivamente, agli sfidanti Raffaele Pagnozzi e Paolo Marcheschi, succedendo così nella carica a Mario Macalli. Viene confermato nell'incarico il 15 novembre 2016, con 55 preferenze, mentre l'avversario Alessandro Barilli ne riceve 3.

Presidente della FIGC Dimessosi dalla carica di presidente della Lega Pro il 16 ottobre 2018, viene eletto presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio il 22 ottobre successivo, con il 97,2% dei voti, dopo che per poco più di 8 mesi la Federazione era stata guidata dal commissario straordinario Roberto Fabbricini, subentrato al presidente Carlo Tavecchio, dimessosi dopo la mancata qualificazione della nazionale italiana di calcio al mondiale del 2018.

In vista delle elezioni del 22 febbraio 2021, si ricandida alla presidenza della FIGC contro il suo vice Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti (che lo sostiene), con l'appoggio della maggior parte dei club professionistici, dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio e dell'Associazione Italiana Calciatori, venendo rieletto con il 73,45% dei voti. Il 20 aprile dello stesso anno viene eletto nel comitato esecutivo della UEFA con 53 voti su 55, risultando il primo degli otto eletti.

Durante la sua presidenza, l'11 luglio 2021, la nazionale italiana si laurea campione d'Europa vincendo gli Europei 2020. Nello stesso anno partecipa, nel ruolo di sé stesso, al film per la televisione Crazy for Football - Matti per il calcio, per la regia di Volfango De Biasi. Il 24 marzo 2022 la nazionale fallisce, per la seconda volta consecutiva, la qualificazione al campionato del mondo nell'edizione in programma in Qatar per l'autunno seguente.

Il 5 aprile 2023 viene nominato vice presidente della UEFA, mentre due anni dopo viene nominato primo vice presidente di quest'ultima.

Nel 2025 viene rieletto alla presidenza della FIGC con il 98,68% dei voti. Il 2 aprile 2026, al termine di una riunione con le componenti federali, rassegna le dimissioni dalla carica di presidente della FIGC, a seguito della mancata qualificazione della nazionale italiana ai Mondiali 2026.

Controversie

Periodo al Castel di Sangro e rappresentazione ne Il miracolo di Castel di Sangro La prima affermazione di Gabriele Gravina nel calcio italiano avvenne come presidente del Castel di Sangro durante la celebre ascesa del club in Serie B negli anni Novanta, periodo poi raccontato da Joe McGinniss nel libro Il miracolo di Castel di Sangro. Il libro descriveva il club come una realtà calcistica provinciale caotica e opaca, dominata da potenti figure locali, tra cui il proprietario Pietro Rezza e lo stesso Gravina, che era sposato con la nipote di Rezza. McGinniss raffigurò Gravina come ambizioso, politicamente connesso, attento alla propria immagine e centrale nella gestione quotidiana del potere all’interno della società. Il libro e le successive discussioni attorno ad esso inclusero accuse o insinuazioni riguardanti la condotta personale di Gravina, il suo rapporto con la famiglia Rezza e una presunta dimissione simbolica dalla presidenza formale in seguito ad accuse di infedeltà, mentre Gravina avrebbe continuato a esercitare un’influenza di fatto sul club. Tra le numerose accuse ombrose legate alla sua gestione figurano anche quelle secondo cui Gravina avrebbe trattenuto premi dovuti ai giocatori del Castel di Sangro dopo la promozione in Serie B nel 1996, e avrebbe accettato tangenti personali in cambio di favori ad altri club, in particolare prendendo in prestito determinati calciatori. Il ruolo e il comportamento di Gravina al Castel di Sangro vengono regolarmente paragonati, nei resoconti del libro, a quelli di un ambiguo operatore di stampo mafioso.

Caso Gigi Prete e accuse sull’ambiente del club legate al traffico di cocaina La stagione del Castel di Sangro fu segnata anche dal fermo del calciatore Gigi Prete nell’ambito di un’indagine su un’operazione internazionale di traffico di cocaina. Prete fu poi assolto. Alcuni commenti sul libro e successive ricostruzioni hanno trattato l’episodio come parte del più ampio clima di disordine e sospetto attorno al club. I resoconti sulla stagione 1996/97 del Castel di Sangro in Serie B sostengono che Gravina fosse a conoscenza dell’arresto di Vanessa Diaz, moglie cilena di Gigi Prete, per il suo coinvolgimento in un vasto schema volto a importare cocaina dal Sud America in Europa, circostanza che Gravina avrebbe poi coperto. Furono inoltre avanzate accuse più ampie secondo cui Gravina sarebbe stato direttamente o indirettamente complice dell’operazione per profitto personale, accuse che tuttavia non sono state concretamente provate.

L’ingaggio pubblicitario di Robert Ponnick Uno degli episodi più strani della presidenza Gravina al Castel di Sangro fu il caso Robert “Raku” Ponnick, una trovata pubblicitaria organizzata nel periodo dell’inaugurazione dello Stadio Teofilo Patini ristrutturato. Gravina annunciò che il club avrebbe ingaggiato Ponnick, presentato come un attaccante nigeriano proveniente dal Leicester City, e lo descrisse come un acquisto straniero sensazionale per una piccola società di Serie B. L’annuncio attirò l’attenzione della stampa, e il debutto di Ponnick fu organizzato in una partita-esibizione collegata al nuovo stadio. Secondo le ricostruzioni dell’episodio, tuttavia, Ponnick non era un vero acquisto proveniente dalla Premier League, ma un attore, mentre la squadra avversaria sarebbe stata composta da una compagnia teatrale. Durante la partita inscenata, Ponnick giocò in modo grottescamente scarso e, secondo i resoconti, arrivò anche a scontrarsi con un compagno di squadra, prima che l’episodio venisse rivelato come una gag teatrale progettata per attirare pubblicità. La trovata riuscì a generare attenzione, ma fu ampiamente considerata imbarazzante, contribuendo alla percezione del Castel di Sangro dell’era Gravina come una società teatrale, opportunista e disposta a manipolare uno spettacolo farsesco pur di ottenere visibilità.

Costruzione dello Stadio Teofilo Patini e controversia sul terreno di gioco Un’altra controversia del periodo Castel di Sangro riguardò il ritardo nella messa a norma dello Stadio Teofilo Patini per l’utilizzo in Serie B. Il resoconto di McGinniss e le recensioni del libro descrivono il progetto dello stadio come segnato da ritardi, sospetti e pressioni politiche, con accuse secondo cui il completamento dell’impianto sarebbe stato trascinato o ostacolato fino a quando l’imbarazzo pubblico e l’attenzione mediatica non costrinsero ad agire. Il libro criticò anche la gestione del nuovo terreno di gioco, sostenendo che il desiderio di presentare un prato verde, rigoglioso e visivamente attraente contribuì a creare problemi di drenaggio e accumulo d’acqua, generando condizioni pericolose per i calciatori nel periodo di apertura dello stadio.

Posti aggiuntivi e controversia sulla biglietteria contro il Pescara Il resoconto di McGinniss criticò anche la costruzione, a fine stagione, di circa 2.000 posti aggiuntivi per la decisiva partita casalinga del Castel di Sangro contro il Pescara, descrivendola come una mossa motivata dall’incasso. L’episodio fu ulteriormente controverso perché i biglietti sarebbero stati gestiti o distribuiti in modo tale da consentire l’ingresso allo stadio di un grande numero di tifosi del Pescara, compromettendo il vantaggio casalingo del Castel di Sangro in una delle partite più importanti della stagione.

Presunta richiesta di DHEA McGinniss sostenne inoltre che Gravina gli avesse chiesto aiuto per procurarsi DHEA dagli Stati Uniti, secondo il racconto in relazione alle prestazioni sessuali. Questa accusa appartiene al più ampio ritratto tracciato dal libro di un Gravina vanitoso, interessato a sé stesso e personalmente teatrale, più che a una formale contestazione disciplinare sportiva.

Presunta combine Bari-Castel di Sangro L’accusa più grave legata al periodo Castel di Sangro riguardò l’ultima partita del campionato di Serie B 1996/97 contro il Bari, vinta dal Bari per 3-1, risultato che garantì ai pugliesi la promozione. McGinniss scrisse di ritenere che i giocatori del Castel di Sangro avessero discusso della possibilità di perdere proprio con quel punteggio e che il risultato sembrasse essere stato concordato nell’ambito del “sistema” informale del calcio italiano. L’accusa riemerse pubblicamente nel 2018, quando ex giocatori del Castel di Sangro dichiararono in televisione che sarebbe stato pagato del denaro affinché la squadra perdesse, con una cifra indicata in 300 milioni di lire. Gravina negò l’accusa, la definì diffamatoria e sostenne che la vicenda fosse già stata affrontata in sede giudiziaria.

Indagine sui diritti televisivi della Lega Pro e sui libri antichi Nel 2024 Gravina fu formalmente iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma per presunta appropriazione indebita e autoriciclaggio, in relazione a fatti risalenti al suo periodo da presidente della Lega Pro. Secondo le notizie riportate dalla stampa, gli investigatori stavano esaminando una vicenda del 2018 legata ai diritti televisivi o allo sviluppo di un canale della Lega Pro, insieme a transazioni riguardanti la collezione di libri antichi di Gravina. I pubblici ministeri avrebbero esaminato l’ipotesi che pagamenti collegati a una gara della Lega Pro fossero stati schermati attraverso opzioni o operazioni relative ai libri antichi, e che il denaro fosse poi collegato a pagamenti di natura immobiliare. Gravina negò ogni illecito, si presentò volontariamente davanti ai magistrati e depositò documentazione bancaria a propria difesa.

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