Con il termine medievalismo (in inglese medievalism; in tedesco mittelalter-rezeption; in francese médiévalisme) - come riporta il vocabolario Treccani - si intendono due definizioni non coincidenti: una datata e una nuova, introdotta nel dizionario all'inizio del 2022. Quella datata si riferisce all'atteggiamento culturale che esprime la «tendenza a tornare a forme di vita che furono proprie del Medioevo» (spesso del Basso Medioevo unito al primo Rinascimento oppure a Medioevi leggendari come il ciclo arturiano o il ciclo carolingio) «o a vagheggiarne ed esaltarne gli ideali e le forme artistiche. Spesso, nell’uso corrente, la parola è usata in un senso deteriore, per alludere (in relazione a una concezione del Medioevo come periodo di tenebre, di barbarie, di oscurantismo culturale) a mentalità, a costumi, concezioni sociali, dottrine, ecc., che si ritengono superate dall’evoluzione storica dei tempi moderni».

L'altra definizione di medievalismo, utilizzata negli ultimi anni dalla comunità accademica, viene proposta così da Treccani: «Secondo la storiografia più aggiornata, la trattazione e la rappresentazione del Medioevo e dei suoi contenuti storici, compresi i modi della sua ricezione, così come si sono realizzate e susseguite a partire dalla conclusione dell’epoca medievale. / Anche, l’odierna disciplina che, nell’àmbito degli studi di medievistica, si occupa di tali temi». Lo storico medievista Tommaso di Carpegna Falconieri (Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo") nel 2011 ha fatto riferimento a «la rappresentazione, la ricezione e l'uso postmedievale del Medioevo in ogni suo aspetto»T. di Carpegna Falconieri, Medioevo militante, Einaudi, Torino 2011, p. 18, n. 1., ivi compreso quello artistico, letterario, architettonico, politico, religioso o folclorico.

Il termine inglese medievalism, utilizzato in origine con la stessa accezione di medieval per indicare negativamente le tendenze neo-cattoliche nell'Inghilterra vittoriana, venne usato nel 1853 dal critico d'arte inglese John Ruskin, il quale proponeva, tentando di stabilire un uso più neutrale del termine, la suddivisione della storia dell'arte in tre periodi storici: Classicalism, Mediaevalism, Modernism. Alla fine degli anni Settanta del XX secolo, quando gli studiosi cominciarono a sviluppare lo studio sulla ricezione postmedievale dei secoli di mezzo, uno dei pionieri del nuovo campo di studi, Leslie J. Workman, lo adottò come termine chiave fondando la rivista Studies in Medievalism (1979)D. Matthews, Medievalism: A Critical History, D.S. Brewer, Cambridge, 2015, p. 54, 172..

La nascita dell'idea di Medioevo tra Rinascimento e Illuminismo Fu con la cultura umanistica che si formò un primo giudizio negativo sull'età medievale. Già nel 1330, infatti, Francesco Petrarca sostenne la tesi del declino della cultura europea a partire dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente, dovuto alla perdita del patrimonio classico e alla corruzione della lingua latinaCfr. O. Capitani, Petrarca e l'Autunno del Medioevo in alcune annotazioni della storiografia europea, in «Bullettino dell'Istituto storico italiano per il medio evo», CIX, 1 (2007), pp. 419-428..

Successivamente, gli intellettuali rinascimentali fecero propria tale impostazione, ampliandola: gli studiosi Leonardo Bruni e Flavio Biondo formularono inoltre una nuova periodizzazione della storia, che suddivisero in antica, medievale e modernaC. Rudolph, A companion to medieval art: Romanesque and Gothic in Northern Europe, Wiley-Blackwell 2006, p. 4.. Le prime attestazioni delle espressioni media tempestas e medium aevum si ebbero rispettivamente nel 1469 e nel 1666M. Montanari, Storia medievale, Laterza, Roma-Bari 1996, p. 271..

La stessa storiografia protestante contribuì ad alimentare la considerazione negativa dell'età di mezzo, considerata era del dispotismo papale nonché luogo della corruzione degli ideali originari del cristianesimo. Ciò causò la tendenza a esaltare l'antichità, non per motivi filologici o linguistici, ma in quanto periodo storico in cui nacquero e si svilupparono le chiese primitive. La stessa Riforma è stata considerata dagli storici protestanti il vero inizio della modernitàF. Oakley, The medieval experience: foundations of Western cultural singularity, University of Toronto Press, 1988, pp. 1-4; R. D. Linder, The Reformation Era, Greenwood 2008, p. 124..

Il contributo più rilevante alla costruzione di un mito negativo legato all'idea di Medioevo fu offerto però dall'Illuminismo. I principali aspetti dei secoli medievali erano infatti considerati antitetici ai valori e allo spirito della cultura illuminista, a cui dobbiamo la definizione dell'età di mezzo come “secoli bui” o “secoli dell'ignoranza”R. Bartlett, Medieval Panorama, Getty Trust Publications 2001, p. 12..

Tra i philosophes, fu in particolare Voltaire a distinguersi per l'energia degli attacchi rivolti in particolare al feudalesimo, alle crociate, all'inquisizione e al Medioevo in genere, considerato un'epoca di stagnazione economica e di superstizione, dominata dall'oscurantismo papaleF. Vial, Voltaire et le Moyen Âge, in R. Hans Runte, H. Niedzielski, W. L. Hendrickson, R. Kuhn, (a cura di), Jean Misrahi Memorial Volume: Studies in Medieval Literature, Columbia 1977, pp. XII-XVIII..

A questa immagine negativa, si oppose Edmund Burke, che fece del Medioevo cavalleresco e caratterizzato dall'Amor cortese un'epoca da rimpiangere, in riferimento alla sorte della regina Maria Antonietta: Burke è considerato difatti un anticipatore dell'estetica romantica.

Medioevo e Romanticismo Il Romanticismo fu un movimento artistico, letterario e intellettuale che ha avuto origine in Europa occidentale nella seconda metà del XVIII secolo, e si diffuse progressivamente durante e dopo le rivoluzioni industriale e franceseA. Chandler, A Dream of Order: the Medieval Ideal in Nineteenth-Century English Literature, Taylor & Francis, London 1971, p. 4.. Nasce in parte come reazione all'Illuminismo e al Neoclassicismo, e quindi alla razionalità e al culto della bellezza classica, sostenendo un ritorno alla spiritualità, all'emotività, alla fantasia, all'immaginazioneG. Sergi, L’idea di Medioevo: fra storia e senso comune, Donzelli, Roma 2005, p. 32.. Il Romanticismo adottò un canone estetico percepito, secondo la sensibilità e il gusto dell'epoca, autenticamente risalente al Medioevo. Nel tentativo di sfuggire all'espansione urbana e alle brutture dell'industrialismo, i romantici abbracciarono quindi l'esotico, sconosciuto e lontano, MedioevoR. Agrawal, The Medieval Revival and its Influence on the Romantic Movement, Abhinav, New Delhi 1990, p. 1; il rapporto tra romanticismo italiano e medioevo è stato approfondito da Renato Bordone e Duccio Balestracci. Cfr. R. Bordone, Lo specchio di Shalott: l'invenzione del Medioevo nella cultura dell'Ottocento, Liguori, Napoli 1993; D. Balestracci, Medioevo e Risorgimento: l’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento, Il Mulino, Bologna 2015..

L'interesse romantico nel Medioevo può soprattutto essere visto nelle illustrazioni del poeta inglese William Blake e nel ciclo di Ossian pubblicato dal poeta scozzese James Macpherson nel 1762, che ha ispirato sia il Götz von Berlichingen di Goethe (1773), che il giovane Walter Scott. In particolare furono di quest'ultimo i romanzi di Waverley, che includevano Ivanhoe (1819) e Quentin Durward (1823) a contribuire a diffondere, e a rendere popolare, l'immaginario medievaleA. Chandler, cit., pp. 54-7.. Lo stesso interesse si è manifestato nella traduzione di epopee nazionali medievali nelle moderne lingue vernacolari, tra cui il Nibelungenlied (1782) in Germania, El Poema de mio Cid (1799) in Spagna, il Beowulf (1833) in Inghilterra, La Chanson de Roland (1837) in Francia. Ampiamente lette, esse influirono molto nella successiva produzione letteraria e artisticaS. P. Sondrup, G.E.P. Gillespie, Nonfictional Romantic Prose: Expanding Borders, John Benjamins, 2004, p. 8..

Medievalismo e romanticismo non andarono più a coincidere quando il primo accolse la dimensione utopica di attualizzare e rivivere il passatoC. Pietropoli, I paradossi del medievalismo romantico: le ragioni di un fraintendimento, in «La Questione romantica», V (1999), n. 7/8.. Questo è evidente nel caso del revival medievale vittoriano, che non era un semplice vagheggiare romantico per qualcosa di remoto senza alcuna connessione con la loro vita quotidiana. Per Ruskin, Pugin, Disraeli e Morris, infatti, la società medievale rappresentava l'unica via praticabile per una riforma della società.

Il Neogotico

Il Neogotico (in inglese: Gothic Revival) è stato un movimento architettonico che ha avuto inizio negli anni Quaranta del XVIII secolo in InghilterraK. Clark, Il revival gotico, trad. it. R. Federici, Einaudi, Torino 1970. G. Germann, Dal gothic taste al gothic revival in n E. Castelnuovo, G. Sergi (a cura di), Arti e storia del Medioevo, vol. IV, Einaudi, Torino 2006, pp. 391-438.. La sua popolarità crebbe rapidamente nei primi anni del XIX secolo, quando sempre più sostenitori e teorici dello stile neogotico cercarono di far rivivere le forme medievali in contrasto con gli stilemi neoclassici/palladiani maggiormente diffusi nel periodo. Fondamentale il contributo di John Ruskin che, in Le Sette Lampade dell'Architettura (1849) e Le Pietre di Venezia (1851), espose quello della cattedrale gotica come modello insieme etico ed estetico (espressione del lavoro collettivo degli antichi, liberi operai e di una società cooperativa). In Inghilterra, l'epicentro di questo risveglio, si accompagnò con le istanze associate al risveglio della High Church o al revival anglo-cattolico (sostenuto dalla controversa conversione al cattolicesimo del noto architetto Augustus Welby Pugin).

Il successo del nuovo stile fu sancito dalla ricostruzione e decorazione in forme neo-gotiche del palazzo di Westminster dopo l'incendio del 1834, esempio monumentale, e forse più significativo, della connessione fra monarchia e medievalismo. Il gotico quindi vincitore della “Battaglia degli Stili” come “stile nazionale”, esprimeva la superiorità morale, protestante e libera, dello spirito ingleseJ. Ruskin, The Stones of Venice, Londra 1903, vol. II, pp. 242-243; Id., The Seven Lamps of Architecture, Londra 1903, pp. 12-13.. In Francia fu Viollet-le-Duc la figura di spicco del movimento, con i restauri in stile della città fortificata di Carcassonne, il castello di Pierrefonds, Notre-Dame e la Sainte Chapelle di ParigiR. Tamborrino, Viollet-le-Duc, le «Annales archéologiques» e i romantici scientifici, in Castelnuovo e Sergi (a cura di), Il Medioevo al passato e al presente, cit., pp. 439-464.. In America Ralph Adams Cram fu il maggior rappresentante dell'American Gothic, con il suo ambizioso progetto della Cattedrale di San John the Divine a New York, o dell'Università di PrincetonC. A. Bruzelius, Il gotico dell'architettura universitaria in Il Medioevo al passato e al presente, cit., pp. 483-490.. Allo stesso tempo, in Spagna, si affermò lo stile neomoresco (Neomudéjar), caratterizzato dalla ripresa di forme astratte in mattone e di archi a ferro di cavallo.