Cliveden è una grande e antica residenza di campagna britannica. È situata nelle immediate vicinanze di Londra, in una vasta tenuta nei pressi di Taplow, nel Buckinghamshire. Si estende per 152 ettari e si affaccia sulle rive del Tamigi. L'elegante conformazione del suo palazzo richiama i modelli architettonici delle ville italiane del '500 ovvero il cosiddetto stile italianeggiante.

Storia George Villiers, II duca di Buckingham e le origini (1666 - 1696)

La originaria villa di Cliveden fu costruita nel 1666 su progetto dell'architetto inglese William Winde. Fu commissionata da George Villiers, II duca di Buckingham, facoltoso personaggio e influente uomo politico dell'epoca. Il sito su cui sorge l'imponente costruzione era appartenuto alla antica famiglia medioevale dei Clyveden e successivamente alla famiglia Mansfield, le cui precedenti dimore furono demolite..

Il complesso sorgeva su un vasto sperone roccioso ed era composto da tre piani. Insisteva su un ampio terrazzamento sostenuto da un'ininterrotta teoria di portici, lungo tutto il perimetro della costruzione. Era escluso il lato nord, dove si apriva l'ingresso dell'imponente palazzo.Sul lato sud, davanti al parco, la terrazza raggiungeva i 120 metri di lunghezza e aveva una profondità di oltre 6 metri.

Anche il tetto costituiva una superficie calpestabile, da cui era possibile godere di una vista panoramica a 360 gradi al di sopra della vegetazione arborea, fino a raggiungere con lo sguardo vaste parti del Buckinghamshire e del Berkshire, tra cui il castello di Windsor..

Prospiciente all'edificio, un ampio giardino procedeva fino a giungere a una zona boschiva, che digradava dolcemente sulle rive del Tamigi. Tale conformazione non era tuttavia stata sempre così. In origine, infatti, di fronte al luogo dove è poi stato costruito il palazzo, il terreno digradava in modo ripido, per una lunga e impervia scarpata, fino a raggiungere il fiume. Il duca di Buckingham con un'impresa ciclopica per quei tempi fece spostare dal lato nord tonnellate di terra fino a formare una piattaforma estesa per oltre trecento metri...

Lo scrittore e giardiniere John Evelyn riportò sul suo famoso diario le impressioni che ebbe nel corso di una sua visita alla tenuta del duca di Buckingham, ipotizzando che "nessun altro luogo poteva rendere così chiara nell'immaginazione, la rappresentazione romantica e poetica di una natura incontaminata". Paragonò la casa alla villa Aldobrandini di Frascati e annotò che dalla terrazza si poteva godere di una vista fino all'orizzonte, "tra il chiostro e i giardini, attraverso i viali del grandioso bosco, fino ai sinuosi meandri del Tamigi"..

George Hamilton I, conte di Orkney e i suoi eredi (1696 - 1824)

Durante gli ultimi anni della burrascosa vita di Buckingham la residenza di Cliveden fu poco frequentata e non avendo il duca legittimi eredi, alla sua morte, avvenuta nel 1687 rimase disabitata fino al 1696, quando fu acquistata da George Hamilton, I conte di Orkney. Quest'ultimo, divenuto poi Maresciallo di campo, il più alto grado militare nell'esercito del Regno Unito, era un ufficiale scozzese, e per questo motivo quasi sempre impegnato in campagne militari. Tuttavia nel poco tempo a disposizione, recò importanti migliorie e modifiche, sia all'edificio principale che al parco.

Affidò i lavori all'architetto Thomas Archer, Il quale adornò il fronte nord del palazzo con due nuove ali unite all'edificio principale tramite due corridoi semicircolari. La nuova corte così strutturata ritrovò l'ingresso della casa al centro di un'articolata scenografia, in linea con le imponenti dimensioni del complesso..

All'architetto veneto Giacomo Leoni commissionò la costruzione nel parco di alcuni edifici in stile palladiano, di cui ci sono pervenuti il tempietto ottagonale e il padiglione Blenheim. Infine all'architetto di giardini Charles Bridgeman diede l'incarico di tracciare percorsi per vivere la suggestione naturalistica della tenuta, con la creazione di boschetti, alternati a piccoli spazi, laghetti, fontane e giochi d'acqua.

Sempre allo stesso architetto fu dato l'incarico di costruire un piccolo anfiteatro, strettamente naturale, le cui gradinate furono realizzate in terrapieno e ricoperte da uno strato erboso in perfetta sintonia con il resto dell'ambiente..

Nel 1737, alla morte del proprietario, la vedova decise di dare in affitto la proprietà.

Federico Luigi di Hannover, principe di Galles (1737 - 1751)

Per quindici anni Cliveden ospitò Federico Luigi di Hannover, che prese la tenuta in affitto per viverci con la sua famiglia, separato dalla corte a causa dei suoi dissidi con il padre. Qui passarono la loro infanzia i numerosi figli, tra cui il futuro re Giorgio III. L'amore del principe di Galles per la musica e la pittura introdussero nel luogo un'atmosfera culturale e mondana che non era mai stata presente in passato.

Nel 1740 nel teatro naturale progettato da Bridgeman si tenne la prima rappresentazione dell'opera Alfred di Thomas Arne, il cui finale Rule, Britannia!, divenne poi il più noto canto patriottico britannico.

Alla morte del principe di Galles avvenuta nel 1751, la famiglia lasciò la villa, che ritornò agli Hamilton..

L'incendio del 1795

Cliveden fu per un breve periodo abitata da Anne Hamilton, II contessa di Orkney. Alla sua morte nel 1756, passò ai successivi eredi, che la tennero fino al 1795, quando la grande villa fu completamente distrutta da un devastante incendio causato probabilmente dall'incuria di alcuni domestici..

Della grande struttura voluta prima dal duca di Buckingham e poi dal conte di Orkney rimase solo il vasto terrazzamento e l'ampio porticato che lo sosteneva, mentre rimasero integre le ali esterne e le costruzioni palladiane erette nel parco. Gli onerosi investimenti necessari al ripristino della proprietà costrinsero i proprietari ad abbandonare il luogo, che rimase semideserto fino al 1824, anno in cui Mary, quarta contessa di Orkney, dopo 128 anni in cui il complesso era appartenuto alla famiglia, decise di venderlo..

Sir George Warrender (1824 - 1849)

Uomo sobrio, colto e raffinato, membro della Royal Society, detentore di diversi incarichi pubblici, nonché parlamentare del regno, George Warrender, IV baronetto, subentrò nella proprietà e affidò il restauro all'architetto scozzese William Burn. Fu ricostruito un palazzo meno imponente del precedente, che si articolava su due piani. Nelle intenzioni del proprietario doveva essere destinato a ricevimenti di grande spessore. Tuttavia la dimora non fu abitata in modo continuativo e anche in questo caso, alla morte di Warrender, gli eredi decisero di venderla..

I duchi di Sutherland e di Westminster (1849 - 1893)

Gli eredi Warrender, nel 1849, trovarono come pronto acquirente il II duca di Sutherland, un gentiluomo inglese dotato di grandi mezzi finanziari. Diede inizio a una grande opera di migliorie e abbellimento, ma dopo soli sei mesi dal suo ingresso, Cliveden fu nuovamente interessata da un altro rovinoso incendio..

Il duca decise subito di affidare i lavori di restauro al famoso architetto Charles Barry ,. che rifacendosi alle precedenti strutture progettò un grandioso palazzo, ispirandosi anch'egli ai modelli rinascimentali delle ville italiane del '500. Fu realizzato in cemento romano, con l'aggiunta di elementi decorativi in terracotta quali balaustre, capitelli, chiavi di volta e pinnacoli. I lavori furono portati a termine in breve tempo e dal 1851 i Sutherland con i loro undici figli cominciarono ad utilizzarla come residenza di campagna. Durante i periodi festivi diedero inizio ad un periodo di intensa vita mondana a cui partecipò il fiore dell'aristocrazia dell'epoca, richiamando nomi illustri della musica, della pittura e delle cultura. Più volte fu ospite la stessa regina Vittoria..

Nel 1861 fu portata a termine ad opera dell'architetto Henry Clutton la caratteristica torre alta trenta metri, che affianca il palazzo, in cui è inserito un grande orologio ad acqua perfettamente funzionante anche in tempi moderni.

Sempre in questo periodo furono portati a termine altri lavori nella tenuta ad opera di un altro architetto, George Devey. Nella parte boschiva della tenuta sono state realizzate caratteristiche case a graticcio, un piccolo stabilimento caseario e una darsena sul Tamigi.

Alla morte di Sutherland avvenuta nel 1861, la famiglia continuò ad abitare la casa fino al 1868. Quando anche la vedova lady Harriet Howard morì, la figlia lady Constance Gertrude insistette presso i fratelli affinché la proprietà fosse venduta al marito Hugh Grosvenor, che poi divenne il I duca di Westminster.

Durante gli anni dei Westminster, Cliveden continuò la sua stagione di mondanità. Per un certo periodo il duca ospitò anche il famoso pittore preraffaelita John Everett Millais e la sua famiglia, mettendo loro a disposizione uno dei cottage della tenuta..

La ristrutturazione di Cliveden aveva avuto nel duca di Sutherland il più grande protagonista ed ancora nel XXI secolo la conformazione è rimasta pressoché intatta, tuttavia anche il duca di Westminster volle dare una sua impronta alla grandiosa costruzione, aggiungendo diversi elementi architettonici sia nel parco che nella casa. Tutti realizzati ancora una volta dall'architetto Henry Clutton. L'intervento più importante fu la porta monumentale aggiunta all'ingresso sul lato nord del palazzo.. Nel 1893 l'intera proprietà fu venduta agli Astor.

I visconti Astor (1893 - 1966)

William Waldorf, I visconte Astor, magnate americano di origine inglese, divenne, nel 1893, il nuovo proprietario di Cliveden. Anch'egli apportò notevoli migliorie sia all'interno del palazzo che al parco.

Le migliorie all'interno del palazzo

Il I visconte Astor apportò dei cambiamenti radicali all'interno del palazzo. Affidò i lavori all'architetto John Loughborough Pearson. I tre grandi ambienti, che formavano il grande ingresso quadrato e le sale dei ricevimenti al piano terra, furono trasformati in unica vasta sala di rappresentanza di grande effetto scenografico. Le pareti e i soffitti furono interamente ricoperti in legno di quercia, ingentiliti con la scultura di festoni decorativi. Colonne corinzie, anch'esse scolpite nel legno, furono posizionate ai lati delle imponenti finestre affacciate sul parco.

Su un lato della sala fu inserito, in linea con le dimensioni dell'ambiente, un grande camino cinquecentesco, acquistato da William Astor e proveniente da un castello della Borgogna. Fu lasciata la pavimentazione originaria che era costituita da piastre Minton, fabbricate con la tecnica dell'encausto e volute dal duca di Sutherland. Successivamente, nel 1906, questa pavimentazione fu rimossa dalla nuora Nancy Astor e sostituita con lastre di pietra..

Dalla grande sala si accedeva ai piani superiori tramite una scala, costruita sempre in legno di quercia, la cui ringhiera fu intervallata da pilastrini su cui insistevano piccole sculture raffiguranti i precedenti proprietari, opera dell'artista inglese William Silver Frith.

Il soffitto sopra la scala era stato in precedenza impreziosito da un affresco in stile neoclassico dell'artista francese Auguste Hervieu, raffigurante i bambini dei Sutherland. Questo fu l'unico elemento decorativo voluto dai precedenti proprietari, che, per la sua pregevole fattura, gli Astor decisero di conservare.

La cosiddetta sala da pranzo francese è una sala voluta sempre dal visconte di Astor. Prende il suo nome dalle boiseries provenienti dal castello d'Asnières, vicino a Parigi, che fu residenza di caccia di Luigi XV e della marchesa di Pompadour. Furono acquistati da William Astor nel 1897. I pannelli dorati su fondo turchese contengono sculture e dipinti di lepri, fagiani, cani da caccia e fucili.

Sempre al piano terra fu ricavata una sala adibita a biblioteca le cui pareti erano foderate con pannelli di legno di cedro, rinominata confidenzialmente dagli Astor "cigar box" (scatola dei sigari)..