La piantaggine nera (Plantago atrata Hoppe, 1799) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Plantaginacee.

Etimologia Il nome generico (Plantago) deriva dalla parola latina "planta" che significa "pianta del piede" e fa riferimento alle piatte foglie basali di questa pianta simili a "piante di un piede".. L'epiteto specifico (atrata) deriva dal latino e significa "annerito, vestito di nero, abbrunato" e fa riferimento all'habitus dell'infiorescenza..

Il nome scientifico della specie è stato definito dal micologo, botanico e naturalista tedesco David Heinrich Hoppe (Bruchhausen-Vilsen, 15 dicembre 1760 – Ratisbona, 1º agosto 1846) nella pubblicazione "Bot. Taschenb. Anfänger Wiss. Apothekerkunst 1799: 85" del 1799.

Descrizione

Le piante di questa voce hanno una altezza variabile da 5 a 40 cm. La forma biologica è emicriptofita rosulata (H ros), ossia in generale sono piante erbacee acaule, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e hanno le foglie disposte a formare una rosetta basale. Sono piante proterogine (gli ovuli maturano prima del polline per evitare l'autofecondazione in quanto sono piante soprattutto anemogame). In genere la pubescenza è formata da peli semplici...... Radici Le radici sono secondarie da un rizoma legnoso con portamento verticale. Fusto La parte aerea del fusto è robusta, legnosa, verticale e consiste in uno o più assi fiorali (= scapi) allungati e privi di foglie. La superficie è priva di scanalature. Foglie Le foglie sono tutte in rosetta basale con disposizione spiralata e sono persistenti per tutto l'anno. La forma della lamina è piana e varia da lineare a lanceolata con il contorno dentellato. La superficie è percorsa da alcune nervature longitudinali ed è villosa sul bordo. Le stipole sono assenti. Infiorescenza Le infiorescenze sono delle spighe alla fine di uno scapo ascendente e villoso per peli patenti nella parte basale, mentre sono appressati nella parte superiore. Le infiorescenze, colorate di bruno, sono composte da fiori riuniti in gran numero; i fiori sono sessili, piccoli e ridotti in ogni elemento. Le spighe hanno delle forme ovali compatte. Nell'infiorescenza sono presenti delle brattee più o meno pubescenti con forme subrotonde o reniformi. Dimensione della spiga: larghezza 8 – 9 mm; lunghezza 10 – 20 mm. Fiore I fiori sono ermafroditi, attinomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e tetrameri (4-meri: la corolla e il calice sono più o meno a 4 parti).

Formula fiorale: X oppure *, K (4-5), [C (2+3) oppure (4), A 2+2 oppure 2] G (2), (supero), capsula.

Calice: il calice formato da 4 sepali è attinomorfo. I sepali sono tutti liberi e più o meno acuti. Il calice è inoltre persistente. Lunghezza dei sepali: 2,5 - 3,8 mm. Corolla: la corolla formata da 4 petali è gamopetala e attinomorfa (in realtà i petali da 5 sono diventati 4 per fusione dei due petali superiori). La corolla termina in un tubo allungato, liscio e senza peli, con 4 lobi patenti. I lobi hanno delle forme lanceolate. Androceo: gli stami sono 4 didinami e epipetali (adnati all'interno della corolla) con disposizione alternata rispetto ai petali. Le antere sono grosse a due logge con base debolmente sagittata (le sacche polliniche sono divergenti) e deiscenza longitudinale. Il colore delle antere è bruno-giallastro. I grani pollinici sono tricolporati. Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario biloculare; ma possono essere presenti da 1 fino a 4 loculi). In ogni loculo si trova uno o più ovuli a placentazione assile (se il loculo è uno solo, allora la placentazione può essere libera, centrale o basale). Gli ovuli hanno un solo tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).. Lo stilo è unico, filiforme con uno stigma cilindrico o usualmente bilobo (a volte lo stigma è piumoso). Il disco nettario è assente (l'impollinazione è soprattutto anemogama). Frutti I frutti sono delle capsule rugose con forme da ovoidi a ellissoidi con deiscenza trasversale (opercolata, ossia con coperchio) in parte nascoste dai sepali persistenti. I semi hanno la faccia interna concava e sono pochi. I cotiledoni sono paralleli al lato ventrale.

Biologia Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama), ma soprattutto tramite il vento (impollinazione anemogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria), ma anche da uccelli.

Tassonomia La famiglia Plantaginaceae comprende 12 tribù, 105 generi e oltre specie. Il genere Plantago si compone di circa 250 specie una trentina delle quali sono presenti nella flora spontanea italiana. All'interno della famiglia Plantaginaceae il genere è descritto nella tribù Plantagineae..

Il genere Plantago è suddiviso in 4 sottogeneri (subg. Plantago; subg. Coronopus (Lam. & DC.) Rahn; subg. Psyllium (Juss.) Harms; subg. Bougueria (Decne) Rahn & Reiche). La specie di questa voce è descritta all'interno del sottogenere Plantago sect. Psyllium insieme ad altre specie come Plantago afra L. e Plantago lanceolata L...

Il numero cromosomico di P. atrata è: 2n = 12 e 24.

Sottospecie Per Plantago atrata sono riconosciute come valide la seguenti sottospecie: Subsp. atrata

Nome scientifico: Plantago atrata Hoppe subsp. atrata. Descrizione: altezza: 5 – 12 cm; foglie: il numero delle nervature è da 3 a 5; la superficie è glabra (più o meno lucida); dimensione delle foglie: larghezza 7 – 10 mm; lunghezza 25 – 50 mm; infiorescenza: le brattee non sono villose sulla carenatura; lunghezza della spiga: 0,5 - 1,5 cm; calice: i sepali non sono carenati; antere: lunghezza 1,5 - 2,5 mm; numero dei semi: 1 o 2. Fioritura: da maggio ad agosto. Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Orofita Sud Europeo. Distribuzione: in Italia è comune nelle Alpi al Nord (soprattutto a occidente). Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova più o meno ovunque. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nel Massiccio del Giura, Pirenei Monti Balcani e Carpazi. Habitat: l'habitat tipico per questa pianta sono i pascoli alpini e subalpini anche rocciosi. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da fino a ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: subalpino, alpino e in parte quello montano. Fitosociologia (areale alpino): dal punto di vista fitosociologico alpino Plantago atrata appartiene alla seguente comunità vegetale Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite Classe: Elyno-Seslerietea variae. Fitosociologia (areale italiano): per l'areale completo italiano Plantago atrata appartiene alla seguente comunità vegetale: Macrotipologia: vegetazione delle praterie. Classe: Nardetea strictae Ordine: Nardetalia strictae Alleanza: Ranunculo pollinensis-nardion strictae (L'alleanza Ranunculo pollinensis-nardion strictae consiste in praterie mesofile perenni, dense, spesso dominate dalla specie Nardus stricta, che si insedia spesso in stazioni caratterizzate da innevamento prolungato. Queste comunità occupano principalmente le morfologie pianeggianti o debolmente acclivi, quali il fondo delle doline e le vallette nivali, dei piani da montano a ad alpino, dei complessi montuosi dell'Appennino. L'alleanza è endemica dell'Appennino centrale e meridionale.)

Subsp. fuscescens

Nome scientifico: Plantago atrata Hoppe subsp. fuscescens (Jord.) Pilger, 1937. Basionimo: Plantago fuscescens Jord., 1846. Descrizione: (rispetto alla subsp. atrata è più grande e robusta) altezza: 15 – 40 cm; foglie: il numero delle nervature è da 5 a 7; la superficie è villosa; dimensione delle foglie: larghezza 8 – 14 mm; lunghezza 10 – 30 cm; infiorescenza: le brattee sono villose sulla carenatura; lunghezza della spiga: 1 – 3 cm; calice: i sepali laterali sono carenati; antere: lunghezza 3 - 3,5 mm; numero dei semi: unico e molto rugoso. Fioritura: da giugno ad agosto. Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Subendemico (Alpico/Apenninico). Distribuzione: in Italia è comune nelle Alpi e Appennini dal Nord al Sud. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova solamente in Francia. Habitat: l'habitat tipico per questa pianta sono i pascoli aridi e sassosi. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da fino a ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: subalpino, alpino e in parte quello montano. Fitosociologia (areale alpino): dal punto di vista fitosociologico alpino Plantago atrata appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche. Classe: Festuco-Brometea Ordine: Ononidetalia striatae Alleanza: Avenion sempervirentis Fitosociologia (areale italiano): per l'areale completo italiano Plantago atrata appartiene alla seguente comunità vegetale: Macrotipologia: vegetazione sopraforestale criofila e dei suoli crioturbati. Classe: Salicetea herbaceae Ordine: Salicetalia herbaceae Alleanza: Salicion herbaceae Suballeanza: Armerio majellensis-salicenion herbaceae (Questa suballeanza è formata da comunità camefitiche ed emicriptofitiche delle vallette nivali. Sono presenti nel termotipo delle montagne più elevate dell'Appennino centrale sia su substrati calcarei (Gran Sasso) che arenacei (Monti della Laga). Le entità di questo gruppo si insediano nel fondo delle piccole depressioni caratterizzate da prolungata copertura nevosa anche per buona parte del periodo estivo e determinano la completa decarbonatazione del suolo. I suoli sono pertanto acidi e profondi nonostante la roccia madre sia carbonatica.)

Subsp. carpatica Nome scientifico: Plantago atrata subsp. carpatica (Soó) Soó, 1940 Basionimo: Plantago montana subsp. carpatica Soó Distribuzione: Europa orientale.

Subsp. circassica Nome scientifico: Plantago atrata subsp. circassica Tzvelev Distribuzione: Caucaso

Subsp. graeca Nome scientifico: Plantago atrata subsp. graeca (Halácsy) Holub, 1970 Basionimo: Plantago graeca Halácsy Distribuzione: Cipro e Grecia

Subsp. holosericea Nome scientifico: Plantago atrata subsp. holosericea (Roem. & Schult.) Holub, 1970 Basionimo: Plantago holosericea Roem. & Schult. Distribuzione: Francia

Subsp. spadicea Nome scientifico: Plantago atrata subsp. spadicea Pilg., 1937 Distribuzione: Anatolia e Crimea

Subsp. sudetica Nome scientifico: Plantago atrata subsp. sudetica (Pilg.) Holub, 1970 Basionimo: Plantago montana var. sudetica Pilg. Distribuzione: Repubblica Ceca

Subsp. ucrainica Nome scientifico: Plantago atrata subsp. ucrainica Chrtek Distribuzione: Romania e Ucraina

Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Plantago montana Lam. Plantago montana subsp. atrata (Hoppe) Pilg. Plantago saxatilis M. Bieb.

Sinonimi della sottospecie fuscescens Plantago fuscescens Jord., 1846

Sinonimi della sottospecie carpatica Plantago montana subsp. carpatica Soó Plantago montana var. carpathica Pilger

Sinonimi della sottospecie discolor Plantago discolor Gand.

Sinonimi della sottospecie graeca Plantago graeca Halácsy

Sinonimi della sottospecie holosericea Plantago holosericea Roem. & Schult.

Sinonimi della sottospecie sudetica Plantago sudetica Pilg.

Specie simili