La provincia di Esfahan (; traslitterato anche nella forma Isfahan, Espahan, Sepahan o Isphahan) è una delle trentuno province dell'Iran. Il suo capoluogo è Esfahan.
Geografia Il territorio è chiuso a nord (Monti Rud) ed a sud (Monti Zagros) da due alti e inaccessibili rilievi che chiudono un altopiano attraversato dal fiume Zaiandè.
Il clima temperato ha favorito un denso insediamento della popolazione che si dedica alle culture (frumento, orzo, riso, frutta, tabacco e cotone). La città di Esfahan ha quattro periodi climatici all'anno che coincidono con le stagioni, pertanto si percepisce facilmente il passaggio da un clima all'altro.
Storia La posizione peculiare in cui si trova questa provincia ne ha sempre favorito l'importanza nella storia dell'Iran. Quest'area ha dato i natali e ospitalità a moltissime figure di rilievo, come artisti, poeti e governatori.
La città di Esfahan raggiunse l'apice del suo splendore quando divenne la capitale dell'Impero safavide.
Monumenti e luoghi di interesse
Seguono alcuni siti di interesse della provincia. La scuola coranica di Chahar Bagh di Esfahan, fondata nell'ultimo periodo di regno dello scià safavide Sultan Husayn. Degne di nota sono la sua cupola decorata con maioliche e la porta ornata con oro e argento. Il Palazzo Ali Qapu, voluto da scià ʿAbbās I il Grande, le cui volte e pareti sono state decorate con le miniature di Reza Abbasi. Gli stucchi di questo palazzo sono stati realizzati in modo da ottenere la migliore acustica possibile, per poter apprezzare al meglio le melodie eseguite dai vari musicisti. Il Talar-e Ashraf, situato all'interno del complesso regale dei Safavidi e voluto da ʿAbbās II. È stato costruito interamente in legno e possiede un tetto piano che poggia su alte e robuste colonne dorate. Il Chehel Sotoun ("quaranta colonne"), anch'esso di epoca safavide, le cui pareti e volte sono decorate con pitture ornamentali, mosaici di specchi e maioliche. La piazza Naqsh-e jahàn, su cui si affacciano monumenti importantissimi come la moschea dello Scià, la moschea dello sceicco Lotfollah, il Palazzo Ali Qapu e la porta Qeisariye. In questa piazza si tenevano gare di polo, parate militari, cerimonie e manifestazioni. Il bazar di Esfahan, che si estende dalla porta Qeisariye sino alla porta della moschea del venerdì. Viene anche chiamato Bazar Nezamiye in quanto prossimo alla cupola di Nezam-ol Molk della moschea del venerdì. il ponte Khaju, decorato con maioliche e dipinti. Al centro della struttura è presente un edificio che era riservato alla famiglia reale safavide. Difatti il suo nome deriva dalla parola khaje che significa "signore". Il Si-o-se Pol ("trentatrè archi", chiamato anche "ponte di Allahverdi Khan" in onore del noto comandante delle truppe di scià ʿAbbās I il Grande), presso il quale in età safavide si tenevano le cerimonie del vardavar, la festa dell'acqua della comunità armena. I minareti oscillanti, facenti parte di uno storico mausoleo dal cui interno è possibile far ondeggiare l'intera struttura. La cattedrale di Vank, chiamata anche "chiesa di Amena Parkij", sita nel quartiere armeno di Nuova Julfa a Esfahan. In lingua armena "vank" significa "cattedrale". Lo stagno di Gavkhouni, il più famoso stagno della parte centrale dell'altopiano iranico e luogo di ritrovo degli abitanti della provincia. Essendo habitat invernale di uccelli migratori, l'area è di notevole interesse per la ricerca scientifica. La diga dello Zaiandè, situata nella parte montuosa della provincia. Nel lago artificiale correlato ad essa sono possibili la navigazione e la pesca. L'Hasht Behesht. Il giardino di Fin a Kashan. La Casa Borujerdi. Il bazar di Kashan. La galleria coperta del bazar di Haj Mohammad Hossein Malek-ol-Tojjar (timcheh di Malek), parte del bazar di Esfahan. La galleria coperta del bazar di Haj Seyyed Hossein Sabbagh (timcheh di Sabbagh), parte del bazar di Khashan. Il ponte Marman. Il Pul-i Jui (ponte del canale), altrimenti detto "Pul-i Chubi" (ponte di legno). La moschea del venerdì di Ardestan. Il minareto di Gar. La moschea di Mir Emad a Kashan. Il villaggio di Abyaneh. La casa di Āmeri a Kashan.
Società Etnie e minoranze straniere La provincia di Esfahan è la più variegata dal punto di vista etnico. Oltre alla maggioranza persofona vi sono bakhtiari, armeni, ebrei e azeri.
Lingue e dialetti La lingua più diffusa in questa provincia è il persiano ma si parlano anche diverse lingue minoritarie come l'armeno, l'ebraico, il lori e il georgiano.
Cultura Musica La provincia gode di una florida tradizione musicale ereditata dal periodo di splendore dell'età safavide. Il Bayat-e Esfahan è uno dei più importanti generi musicali della nazione.
Oltre alla musica tradizionale persiana, la provincia vanta esempi di musica cristiana e diversi generi appartenenti alle culture bakhtiari e azera.
Cucina La cucina della provincia vanta diversi tipi di minestre (con haft qalam, con sholgham, con bulgur e con orzo). L'eshkeneh di Esfahan è una zuppa preparata con cipolla fritta, farina e verdure. Vi sono anche piatti come melanzane, khorak-e dast pich, kebab, gheimeh, harire (a base di latte di mandorla), khagineh e shire (frittata di farina, noci e sciroppo concentrato di uova), dampokhtak mash (riso cotto a vapore con veccia), estanboli polo (una delle tante versioni del polo iraniano che consiste in riso con pomodori e carne di agnello), il kalam polo (riso con verza e carne), il succo di melograno, haft torshi e molto altro.
Geografia antropica Suddivisioni amministrative
La provincia è suddivisa in 29 shahrestān: Shahrestān di Aran-e Bidgol Shahrestān di Ardestan Shahrestān di Borkhar Shahrestān di Buin va Miandasht Shahrestān di Chadegan Shahrestān di Dehaqan Shahrestān di Esfahan Shahrestān di Falavarjan Shahrestān di Faridan Shahrestān di Fereydunshahr Shahrestān di Golpayegan Shahrestān di Harand Shahrestān di Jarqavieh Shahrestān di Kashan Shahrestān di Khomeynishahr Shahrestān di Khor e Byabanak Shahrestān di Kuhpayeh Shahrestān di Khvansar Shahrestān di Lenjan Shahrestān di Meymeh e Vazvan Shahrestān di Mobarakeh Shahrestān di Nayin Shahrestān di Najafabad Shahrestān di Natanz Shahrestān di Semirom Shahrestān di Shahreza Shahrestān di Shahin Shahr Shahrestān di Tiran-e Karvan Shahrestān di Varzaneh
Città Il capoluogo Esfahan ( abitanti) sul fiume Zaiandè, a metri s.l.m., è un importante centro carovaniero e sede di numerose industrie (siderurgiche, tessili, calzaturiere e dei fiammiferi). Possiede inoltre l'università e l'aeroporto. Altre città della provincia sono: Ardakan, centro agricolo a sud-est del capoluogo; Golpayegan ( abitanti) importante centro agricolo (frumento, cotone e frutta) e dell'artigianato dei tappeti; Najafabad ( abitanti) notevole mercato agricolo (cereali, uva e frutta) e dell'artigianato dei tessuti.
Economia Artigianato La provincia di Esfahan vanta la più importante tradizione artigianale dell'Iran, la quale è incentrata soprattutto sulla produzione di tappeti fatti a mano, tessuti ricamati con filamenti d'oro, disegni e calligrafie stampati su cotone e pelle, oggetti in rame smaltati a mano, oggetti intarsiati in maniera tradizionale, argenteria lavorata a mano, cosmetica artigianale, maioliche e ceramiche.
La città di Kashan in particolare è nota per la produzione di piastrelle smaltate e dipinte chiamate kashi, da cui il nome Kashan, nonché per la produzione dell'omonimo tappeto tessuto a telaio con lane pregiate miste a seta e fili dorati e argentati, una tradizione avviatasi tra il XV e il XVI secolo sotto scià ʿAbbās I. Il tappeto Kashan è riconoscibile per via di un medaglione centrale con motivi concentrici in cui si riconoscono piccole palme, rami, fiori e foglie, ma anche piante, uccelli, figure umane e animali. I tipici colori impiegati sono il rosso, il blu e il beige.
Note
Bibliografia
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