Nell'esoterismo occidentale rientrano le idee e le tradizioni sviluppatesi in maniera specifica nel contesto della civiltà occidentale, appartenenti all'accezione generica di esoterismo (, "interno") termine usato per indicare una dottrina o un insieme di dottrine caratterizzate dalla segretezzaNicola Turchi, Enciclopedia italiana Treccani (1932) alla voce "esoterismo" e il cui insegnamento era riservato a pochi adepti, a differenza di quello "essoterico" () a cui tutti potevano accedere.

Significato e caratteristiche dell'esoterismo Da fonti posteriori, sembra che il termine esoterico risalga all'abitudine di Aristotele di distinguere le lezioni della mattinata riservate all'insegnamento limitato ai discepoli da quelle del pomeriggio, dedicate al pubblico, chiamate essoteriche.

Alla fine sarà Clemente d'Alessandria negli Stromata a separare il termine esoterico (che ora si sostituisce ad acromatico) da essoterico.Jean-Paul Corsetti, op.cit., ibidem.

Altri riferimenti si trovano nei Philosophoumena di Ippolito di Roma, oltre che in Giamblico,Vita di Pitagora, 152. secondo cui i discepoli di Pitagora erano divisi in due categorie, gli essoterici e appunto gli esoterici.Confutazione di tutte le eresie, Libro I, 2, 16.

Si attribuisce infatti a Pitagora la prima distinzione di cui si abbia testimonianza, tra una cerchia più esteriore dei suoi discepoli, detta degli acusmatici («ascoltatori»), che potevano solo udire in silenzio le lezioni del maestro, e quella dei matematikòi, ammessi alla cerchia più ristretta, perciò denominati da Ippolito «esoterici».

In età moderna il sostantivo "esoterismo", nella sua forma francese ésotérisme, è stato usato nel 1828, da Jacques MatterJ.Matter, Histoire critique du Gnosticisme et de son influence sur les sectes religieuses et philosophiques des six premiers siècles de l'Ère Chrétienne, ed. F.G. Levrault, 1828 p.175 e sgg. che riprende la critica illuministica verso la religione istituzionalizzata, quando gruppi religiosi alternativi cominciarono a dissociarsi dal cristianesimo dominante in Europa occidentale.

Il termine è stato poi reso popolare dall'occultista francese, e mago cerimoniale, Eliphas Lévi (1810–1875) che nel 1850 ha anche introdotto il termine occultismo,Nell'opera Dogme et Rituel de la Haute Magie (Parigi 1855-56), dedicata all'analisi delle più diverse branche dell'esoterismo antico e moderno, che egli definì "Occultismo". che è stato spesso usato come sinonimo di esoterismo.

La segretezza e la gerarchia

La segretezza può essere assunta come elemento fondamentale delle dottrine esoteriche. Risalgono sempre a Pitagora le testimonianze di una sua imposizione dell'obbligo di mantenere il segreto, fatta ai suoi allievi.

Tale segretezza può essere intesa con un duplice significato: in riferimento a un segreto insito nei meccanismi dell'universo, che resta impenetrabile a chi non venga «iniziato» alla sua conoscenza tramite opportuna preparazione; come un segreto riguardante anche lo stesso patto che lega gli iniziati tra loro, vincolati a non diffonderlo ai profani o a quanti non ne facciano parte.

L'organizzazione di un gruppo esoterico si basava pertanto su una netta demarcazione tra la dimensione del sacro, a cui solo gli adepti venivano ammessi, e quella del profano.Massimo Centini, Le vie dell'esoterismo: Tracce, simboli, misteri e codici segreti, pag. 7, Firenze, Giunti, 2023. Si veniva così a creare una struttura gerarchica costituita da gradi via via superiori di conoscenza, corrispondenti ai livelli ontologici della natura.Jean-Paul Corsetti, Storia dell'esoterismo e delle scienze occulte, pag. 9, Gremese Editore, 2003.

In questo senso l'esoterismo si potrebbe differenziare dal mero occultismo, i cui operatori, agendo al di fuori di gerarchie e tradizioni, potrebbero con particolari tecniche accedere ai segreti ai quali invece gli aderenti di una setta sono tenuti.Enciclopedia Garzanti di Filosofia (1973) alla voce "Esoterismo".

Il problema delle definizioni Sebbene vi confluiscano numerosi elementi della tradizione di pensiero antica, risalenti ai misteri greco-romani, il concetto di «esoterismo occidentale» è una moderna categoria di pensiero accademica, presa in considerazione nel tardo XVIII secolo, con cui gli studiosi hanno iniziato a identificare le «somiglianze strutturali» tra «le idee e le visioni del mondo di una grande varietà di pensatori e movimenti», che prima di allora non erano stati collocati nello stesso raggruppamento.

Secondo lo studioso di esoterismo Wouter J. Hanegraaff, il termine ha fornito un'«etichetta generica utile» per «un grande e diversificato gruppo di fenomeni che erano stati a lungo percepiti meramente come possessori di una certa aria di famiglia».Wouter J. Hanegraaff, in Forme e correnti dell'esoterismo occidentale, Milano, Medusa, 2008, pp. 125-144.

Nel 1992 Antoine FaivreFaivre è stato il primo titolare della cattedra di Storia delle correnti esoteriche nell'Europa moderna e contemporanea all'École pratique des hautes études di Parigi propose la prima definizione storico-religiosa della nozione di esoterismoNella quinta edizione aggiornata (2012) del suo libro L’ésoterisme, (prima edizione 1992) Antoine Faivre scrive: Secondo Faivre, il quale metodologicamente circoscrive la sua analisi all'ambito delle correnti moderne e contemporanee dell'Occidente, è esoterica ogni dottrina o forma di pensiero che si basi sui quattro principi seguenti: l'esistenza di una corrispondenza analogica tra macrocosmo e microcosmo (l'universo e l'essere umano sono l'uno il riflesso dell'altro); l'idea di una natura viva, animata e senziente; la nozione di una gerarchia di esseri angelici (o comunque spirituali), mediatori tra l'uomo e Dio, ovvero di una serie di livelli cosmici intermedi tra la materia e lo spirito puro; il principio della trasmutazione interiore.

A questi quattro principi fondamentali vanno aggiunti i due seguenti, considerati complementari: 5. la pratica della confluenza delle fonti dottrinali in un principio unificatore, sotteso a tutte le religioni ed i credi.Édouard Schuré ad esempio ravvisava che «i sapienti e i profeti delle età più diverse sono venuti a conclusioni identiche nella sostanza, seppure dissimili nella forma, sulle verità fondamentali e finali, seguendo tutti lo stesso sistema dell'iniziazione interiore e della meditazione» (I grandi iniziati, Laterza, 1973, pag. 10). 6. il principio della trasmissione iniziatica.

È evidente che a tali criteri corrispondono le maggiori espressioni di quello che comunemente viene chiamato «esoterismo occidentale», quali l'alchimia, la cabala, l'ermetismo, la teosofia.

Natura occidentale dell'esoterismo Antoine Faivre ha inoltre osservato che mai è accaduto che un termine preciso come esoterismo abbia iniziato a straripare da tutti i lati, sicché con un giudizio condiviso da Karen-Claire Voss,R. van den Broek, a cura di Wouter J. Hanegraaff, Gnosis and Hermeticism from Antiquity to Modern Times, SUNY Press, 1998 p.147 si può affermare che l'esoterismo occidentale è costituito da «un vasto spettro di autori, tendenze, opere di filosofia, religione, arte, letteratura e musica».Antoine Faivre, L'esoterismo occidentale. Metodi, temi, immagini, Morcelliana, 2012, passim.

Vari studiosi hanno sottolineato l'idea che l'esoterismo sarebbe un fenomeno relativo al solo mondo occidentale; come Faivre ha dichiarato, una «prospettiva empirica» porterebbe a sostenere che «l'esoterismo è un concetto occidentale». Studiosi come Faivre e Hanegraff hanno sottolineato che non esiste una categoria, paragonabile, di «esoterismo orientale». Hanegraaff ha caratterizzato questi approcci come «visioni del mondo ed approcci alla conoscenza riconoscibili, per i loro tratti comuni, che hanno svolto un ruolo importante, anche se controverso, nella storia della cultura occidentale».

Lo storico delle religioni Henrik Bogdan ha affermato che l'esoterismo occidentale costituisce «un terzo pilastro della cultura occidentale» a fianco della «fede dottrinale e razionale», considerata eretica dalla prima e irrazionale da parte della seconda. D'altra parte gli studiosi riconoscono che le varie tradizioni non occidentali hanno esercitato «una profonda influenza» sull'esoterismo occidentale, citando l'esempio di spicco della costituzione della Società Teosofica attraverso l'inclusione di concetti indù e buddisti nelle sue dottrine. Alla luce di queste influenze e data l'imprecisione del termine «occidentale», lo studioso di esoterismo Kennet Granholm ha sostenuto che gli accademici dovrebbero smettere di riferirsi all'«esoterismo occidentale» e dovrebbero usare il termine «esoterismo», come descrittore di questo fenomeno.

Vi è un ampio consenso tra gli studiosi su quali correnti di pensiero possono essere inserite all'interno della categoria dell'«esoterismo», che vanno dall'antico gnosticismo e ermetismo, attraverso i Rosacroce e la Kabbalah, e al fenomeno più recente del movimento New Age. Quello di «esoterismo» rimane tuttavia un termine controverso, con studiosi in disaccordo su come dovrebbe essere definito.

Storia dell'esoterismo occidentale L'esoterismo sviluppatosi all'interno della società occidentale ha pervaso varie forme della filosofia, la religione, la pedagogia, la scienza, l'arte, la letteratura e la musica, talora influenzando le idee e la cultura di massa.

La definizione di «esoterismo occidentale» è stata discussa da vari studiosi che hanno avanzato diverse proposte tra le quali si è affermata quella che identifica nell'esoterismo un complesso di dottrine segrete caratterizzate da quella che è stata definita come una «filosofia perenne».Il termine fu reso popolare da Aldous Huxley nel saggio La filosofia perenne. La tesi principale dell'opera è che, in ogni forma più o meno sviluppata di religione, si trovano correnti di pensiero universali e metafisiche che riconoscono una «Realtà divina consustanziale al mondo delle cose, delle vite e delle menti».

Una seconda prospettiva sostiene che si tratti di una visione «incantata» del mondo, che segna un ritorno a concezioni pre-cartesiane, anteriori al positivismo scientifico, contrapponendosi al crescente disincanto materialista legato anche alla fede scientista. In tal senso, l'esoterismo intende evidenziare come esistano ampi settori della realtà che sfuggono all'indagine meramente empirica e strumentale, il cui fallimento soprattutto nell'ambito delle scienze sociali e della psicanalisi porti a confermare la validità del detto socratico «so di non sapere».

Un terzo punto di vista, sostenuto da Wouter Hanegraaff, vede nell'«esoterismo occidentale» una categoria che comprende tutta la conoscenza nascosta e rifiutata dalla comunità scientifica e dall'ortodossia religiosa.

Ermetismo, gnosticismo e neoplatonismo

Prescindendo dalla diffusione nella Grecia arcaica dei culti misterici, soprattutto orfici ed eleusini, collegati alla nascita della filosofia greca,André Motte e Ugo Bianchi, in AA.VV., Trattato di antropologia del sacro, a cura di Julien Ries, vol. III, Le civiltà del Mediterraneo e il sacro, pp. 234-280, Jaca Book, Milano 1992, ISBN 978-88-16-40298-0. le prime tradizioni classificabili come forme di esoterismo occidentale sono emerse nel Mediterraneo orientale durante la tarda antichità. Qui, coltivando arti come la teurgia e la telestiké, ermetismo, gnosticismo e neoplatonismo si svilupparono come scuole di pensiero distinte, tra le correnti principali del cristianesimo.