Sottufficiale pilota della Regia Aeronautica, fu uno dei tanti valorosi aviatori della seconda guerra mondiale e fu decorato sul campo di due medaglie d’argento, di una medaglia di bronzo e di una croce di guerraElenco_Nominativo_MilitariAM_decorati_1929_1945_A_M.pdf.. Si distinse nella specialità degli aerosiluranti e tra il 1940 e il 1943 esegue 190 voli bellici con 17 siluramenti. Le sue azioni portano all'affondamento di un incrociatore di tipo “Leander”, di una nave per la difesa contraerea di tipo “Monitore” e di sei piroscafi, per un totale di 68.000 tonnellate, nonché al danneggiamento di altre unità navali nemiche.. Promosso ufficiale per eccezionali meriti di guerra, dopo il conflitto fu assegnato allo Stormo Notturno di Guidonia e alla Scuola di Volo senza Visibilità di Frosinone. Nel corso della sua lunga carriera militare, ebbe il comando della 149ª Squadriglia del Soccorso Aereo, dell'88º Gruppo Antisom e del 34º Gruppo Radar.

Biografia Esordi di carriera Nacque a Pachino (provincia di Siracusa), il 1 febbraio 1918 ed entrò nella Regia Aeronautica nel gennaio del 1938, conseguendo il brevetto di pilota d'aeroplano il 17 luglio 1938, classificandosi al primo posto, nella Scuola di Pilotaggio Aereo dell'Aeroporto San Giusto di Pisa, su velivolo Caproni Ca.100. Con il grado di sergente conseguì il brevetto di pilota militare (D.M. 720) il 30 aprile 1939 presso la Scuola di Pilotaggio di Perugia su velivolo Caproni Ca.133. Dopo il passaggio sul Savoia-Marchetti S.M.81 Pipistrello, venne trasferito alla Scuola Bombardamento di Aviano e nel luglio 1939 assegnato alla 13ª Squadriglia, 26º Gruppo, 9º Stormo Bombardamento Terrestre, comandata dal Capitano Edvige Pucci, con cui partecipò ad alcune azioni di bombardamento sul fronte occidentale.

La guerra aeronavale nel Mediterraneo Orientale Nel luglio 1940 si offrì volontario con il suo equipaggioS. Ten. Pil. Guido Robone, Serg. Pil. Corrado Deodato, I° Av. mot. Ulderigo Sabatini, I° Av. marc. Umberto Mauri, I° Av. arm. Antonio Origlio. al “Reparto Sperimentale Aerosilurante”, appena costituito all'aeroporto “Egidio Greco” di Gorizia, alle dipendenze della 6ª Divisione “Falco”. Il reparto aveva in dotazione sei Savoia Marchetti S.79 Sparviero muniti delle installazioni per il lancio del siluro, quattro dei quali vennero ritirati direttamente presso la SIAI e portati in volo dalla Malpensa a Gorizia tra il 26 luglio e il 5 agosto (MM. 22555, 22556, 22557, 22558)..

La prima azione aerosilurante Dopo una breve fase di addestramento, il 12 agosto il suo reparto venne trasferito con cinque velivoli all'aeroporto di Berka (Bengasi) in Libia. I cinque equipaggi erano comandati da Vincenzo Dequal, Enrico Fusco, Carlo Emanuele Buscaglia, Carlo Copello e Guido Robone, di cui Deodato era il secondo pilota. Il debutto operativo si ebbe la notte tra il 15 e il 16 agosto con un attacco alle navi della Mediterranean Fleet alla fonda nella rada di Alessandria d'Egitto. Decollati dall'aeroporto di El-Adem, le cattive condizioni atmosferiche caratterizzate da nubi basse e foschia, la conformazione e i bassi fondali del porto di Alessandria, l'esiguo tempo a disposizione considerato che la missione prevedeva 5 ore di volo con un'autonomia dell'S.79 di 5 ore e mezza, nonché il breve periodo di preparazione, non permisero il successo della missione. Solo Dequal e Buscaglia riuscirono a lanciare i siluri che si insabbiarono sul fondale, mentre al ritorno i velivoli di Fusco, di Robone e di Copello dovettero eseguire un atterraggio d'emergenza in pieno deserto per mancanza di carburante. Il Magg. Fusco, atterrato in territorio nemico, venne fatto prigioniero con il suo equipaggio.

La 278ª Squadriglia Aerosilurante - I “Quattro Gatti” Nel settembre 1940 l'unità venne rinominata “278ª Squadriglia Aerosiluranti” al comando del Cap. Massimiliano Erasi e adottò come distintivo quattro gatti, due bianchi e due neri, che passeggiavano sopra un siluro con la scritta “pauci sed semper immites” (pochi ma sempre spietati) a significare i quattro aerei superstiti, la povertà di uomini e mezzi con cui era stato costituito e l'audacia dei loro equipaggi. I due gatti bianchi dovevano portare fortuna agli attaccanti, i neri richiamare la iella sugli avversari.

Il 13 settembre, su ordine del Comando della 5ª Squadra aerea, verso le 10,00 Deodato decollava con il suo equipaggio dall'aeroporto di El Adem con l'S.79 n. 1. Lo scopo era attaccare un convoglio di due piroscafi scortati da due cacciatorpediniere e un incrociatore leggero, segnalati al largo di Sidi El Barrani. Alle 12,45, a sud-est dell'isola di Creta, la formazione nemica veniva avvistata e il velivolo si portava all'attacco con direzione 240°. Il lancio del siluro avvenne da una distanza di 600 metri circa e da una quota di 100 metri. La rotta di scampo passava sulla verticale della poppa della nave silurata con rotta di circa 200°. Colpita a poppa, la nave affondava dopo qualche ora..

Il 2 novembre alle 12,10 la Squadriglia al completo si alzò in volo per attaccare una formazione navale al largo del tratto di costa tra Sollum e Sidi El Barrani. I quattro S.79 erano divisi in due sezioni. La prima era composta dai velivoli n.6 e n.1 con capi equipaggio Erasi e Robone. La seconda dal n.2 e n.3 al comando di Buscaglia e Copello. Deodato era sul velivolo n.1. La formazione nemica venne avvistata alle 13,22 sulla verticale di Ras Assaz, da una quota di 700 metri e da una distanza di 35 km, mentre navigava con uno schieramento a “T”, composto da una linea di fronte di CCTT e da una linea di fila di corazzate. Il mare era agitato, il cielo sereno con nubi sparse, la visibilità era ottima. Il solo modo per sorprendere il nemico era quello di raggiungere le navi a bassissima quota, mantenendosi in formazione serrata. Ad una distanza di 15.000 metri venne riconosciuta nella formazione una portaerei che dalla sagoma veniva identificata come lArk Royal. Impossibile attaccarla in quanto protetta dalla prima e dalla terza corazzata. Si decise quindi di portare l'attacco contro la terza corazzata di tipo Barham. Le due sezioni, distanziati di circa 300 metri, lanciarono i loro siluri simultaneamente da una quota di 90 metri e da una distanza di circa 1.300 metri. Sotto i colpi violenti della contraerea, i quattro velivoli accostavano rapidamente sulla sinistra, mettendosi sulla rotta di scampo, mentre la prima sezione veniva attaccata da due caccia levatesi in volo dalla portaerei, che desistettero dall'attacco dopo alcuni minuti. Non era possibile accertare il risultato del lancio, ma da una distanza di circa 7.000 metri si videro alte colonne di vapore alzarsi dalla corazzata presa a bersaglio, probabilmente causate dallo scoppio delle caldaie provocate dall'esplosione dei siluri. Il rientro ad El Adem avvenne alle 14,50..

Il 17 novembre alle 15,00, su ordine del Comando della 5ª Squadra, Deodato decollò con il suo equipaggio dal campo T3 di El Adem. Con loro, il velivolo S.79 n.6 al comando del Ten. Melley. Compito della missione era attaccare una formazione navale avvistata a sud-est dell'isola di Creta, con rotta verso il porto di Alessandria. Al tramonto, in prossimità di Alessandria, i due velivoli avvistavano una formazione di tre navi, due grossi piroscafi scortati da un cacciatorpediniere, che si accingeva ad entrare in porto. Nell'avvicinarsi a bassa quota, scorgevano un incrociatore di tipo Leander che si apprestava ad entrare in rada e decidevano di cambiare il loro bersaglio. Con il sole alle spalle, a bassissima quota, portavano l'attacco con rotta parallela alla diga del porto e, sotto il fuoco della contraerea dell'incrociatore e delle batterie del porto di Alessandria, lanciavano il loro siluro da una distanza di 800 metri circa, colpendolo. Rientravano ad El Adem alle 20,20, al limite della loro autonomia..

Il 27 dicembre alle 16,30, su ordine del Comando IX Aerobrigata (495/OS2), Deodato con il velivolo S.79 n.2, capo equipaggio il Cap. Erasi, decollava dall'aeroporto di Ain el-Gazala. Con loro il SM.79 n.3 al comando del Ten. Copello. Compito della missione era agire contro piroscafi in navigazione verso il porto di Sollum o alla fonda nello stesso. Dopo una ricognizione all'altezza di Ras Assaz sino oltre il meridiano di Sidi El Barrani, non avendo avvistato alcuna unità nemica, la sezione si dirigeva verso il porto di Sollum. Alle 18,07 da una quota di 100 metri e ad una distanza di 900 metri, il velivolo lanciava il suo siluro contro un monitore che si trovava a circa un miglio a sud-sud-est di punta Beacon. Pochi istanti prima il Ten. Copello aveva lanciato contro un CT fermo a circa due miglia ad est del porto di Sollum. La reazione contraerea dei pezzi delle navi e delle difese costiere fu violentissima e il velivolo di Deodato incassava una scheggia che arrecava danni lievi. I due siluri colpirono i loro obiettivi e i due velivoli rientrarono regolarmente al campo di Ain el-Gazala alle 19,15..

L'Operazione “Substance” Il 21 luglio 1941 la Forza H dell'ammiraglio Somerville (portaerei Ark Royal, corazzata Nelson, incrociatore da battaglia Renown, incrociatori Edinburgh, Manchester, Arethusa, e otto CCTT) usciva dal porto di Gibilterra di scorta ad un convoglio diretto a Malta (Operazione Substance). Con ordine 0037575/S del Comando Aeronautico della Sicilia, il 23 luglio alle ore 17,00 due S.79 della 278ª Squadriglia si alzarono in volo dall'aeroporto di Gerbini per attaccare la formazione nemica avvistata all'altezza di Capo Bon, con rotta verso est. In questa azione Deodato era al fianco del Cap. Magagnoli. L'altro S.79 aveva come capo equipaggio il Ten. Robone. Sulla verticale di Pantelleria, venivano raggiunti da altri due S.79, capi equipaggio Ten. Copello e Ten. Spezzaferri, e da quattro caccia C.R.42 Falco del 23º Gruppo CT che avevano il compito di scortare i siluranti sull'obiettivo. Alle 18,30 il convoglio nemico veniva avvistato al largo di Biserta con prua nord-est ed era costituito da otto mercantili con la scorta di numerosi incrociatori e CCTT. Due Bristol Blenheim sorvolavano la formazione in funzione di antisiluranti. Malgrado la violentissima reazione contraerea, i quattro S.79, in formazione in ala destra, si portarono all'attacco. Il velivolo di Deodato diresse contro un mercantile di circa 15.000 tonn. e da una distanza di circa 1.200 metri sganciò il suo siluro che raggiunse l'obiettivo. Colpito da numerose schegge di granata e da colpi di mitragliatrice, l'S.79 pendeva pesantemente a destra. Ridotta la velocità per meglio controllare il velivolo, con il motore destro in avaria, alle 19,45 atterrò sull'isola di Pantelleria..

La guerra aeronavale nel Mediterraneo Centrale Per le sue capacità e l'esperienza acquisita, nel mese di ottobre 1941 venne inviato al 1º Nucleo Addestramento Aerosiluranti di Gorizia e nel febbraio 1942 assegnato al 3º Nucleo Addestramento Aerosiluranti di Pisa che proprio in quel periodo veniva costituito alle dipendenze del Magg. Pil. Guglielmo Di Luise. A Pisa, oltre a svolgere l'attività di istruttore, veniva sovente impegnato in zona operativa contro la Mediterranean Fleet.

La Battaglia di Mezzoagosto