La Fondazione Ugo Bordoni (in acronimo FUB) è un'Istituzione di Alta Cultura e Ricerca operante nel settore delle telecomunicazioni e delle tecnologie dell'informazione dedicata a Ugo Bordoni.

Modello organizzativo L’attuale modello organizzativo della Fondazione persegue un equilibrio efficiente tra Ricerca Scientifica, Ricerca Istituzionale e Ricerca finalizzata Mediante la Ricerca Scientifica, la Fondazione contribuisce, anche in ambito internazionale, alla produzione di nuova conoscenza in ambito TLC e ICT, con gli strumenti tipici della ricerca (pubblicazioni, software, conferenze); La Ricerca Istituzionale consiste in attività di ricerca e supporto tecnico-scientifico - svolte in conformità al proprio Statuto o ad atti amministrativi di alto livello - che producono beni d’interesse del Governo, della PA, delle comunità scientifiche o dei cittadini; La Ricerca Finalizzata consiste in attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo in risposta a specifici bandi o committenze.

I principali ambiti d’interesse e attività possono essere così schematizzati: Spettro Reti Analisi Dati Cyber security Servizi Digitali

Percorso storico I primi cinquant'anni: la ricerca di frontiera Nel 1952, l'Amministrazione delle Poste e delle Telecomunicazioni, le Società Concessionarie dei pubblici servizi di telecomunicazione e le industrie manifatturiere del settore costituirono la fondazione.

Istituita con DPR n. 2462 del 2 agosto 1952 e nata come costola dell'Istituto di ricerca del Ministero delle Poste e Telegrafi (ISPT), la Fondazione fu intitolata a Ugo Bordoni. La Presidenza fu assunta da Vittorio Gori. Primo Segretario Generale fu Andrea Ferrari Toniolo.

Tra i capisaldi di questa attività vi furono la partecipazione in Organismi di normativa e standardizzazione di livello nazionale e internazionale (spesso per conto del Ministero P.T.) e la collaborazione con Organismi e Agenzie internazionali (Agenzia Spaziale Europea, COST, RACE, DRIVE, Esprit, ACTS). A livello nazionale, sono da ricordare le collaborazioni con il Ministero della Difesa (crittografia e riconoscimento del parlatore), con il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, con l'Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione (problemi di sicurezza per la rete unitaria).

Nel 1984, le società concessionarie SIP, Italcable e Telespazio (nel rinnovare le convenzioni con l'Amministrazione) assunsero formalmente l'impegno di partecipare con un contributo annuale pari a circa l'1X1000 del proprio fatturato all'attuazione dei programmi di ricerca della fondazione. Nel 1985 Francesco Fedi fu nominato Direttore delle Ricerche, carica che mantenne fino al 2000 e che, in precedenza, era stata ricoperta da Bruno Peroni (1960-1964), Renato Koch (1964-1982) e Gino Pagni (1982-1985).

Dal 1984 al 1994, le attività della Fondazione conobbero un notevole incremento, anche grazie a una completa riorganizzazione scientifica e operativa. FUB modificò la propria struttura organizzandola in Settori (ciascuno dei quali articolato in Gruppi di ricerca).

Nel 1994, parallelamente al rinnovo della convenzione tra FUB e Ministero P.T., anche la società Telecom Italia rinnovò il proprio contributo alla Fondazione. Entrambe le convenzioni avevano durata fino al Duemila.

Alla fine degli anni Novanta, la fondazione era presieduta da Bruno Amoroso. Direttore delle ricerche era Francesco Fedi e Segretario Generale Giovanni Lanzara. L'organico della Fondazione contava circa 180 dipendenti, l'80% dei quali era addetto alla ricerca.

Gli anni 2000: verso una nuova corporate identity I cambiamenti strutturali e le politiche di disinvestimento nella ricerca che interessarono il settore TLC a partire dagli anni Novanta segnarono per la fondazione l'inizio di un processo di ridefinizione della propria identità e degli interessi di ricerca. Dal Duemila, la fondazione ha affiancato l'attività di ricerca con quella di consulenza nei confronti di tutta l'amministrazione pubblica. Attività che essa svolge come soggetto terzo e indipendente

A seguito delle privatizzazioni che interessarono il settore TLC a cavallo tra anni Novanta e anni Duemila, il modello della Fondazione che aveva tenuto per 50 anni, entrò in crisi. In particolare, con la fine del monopolio Telecom Italia, decadde la Convenzione che costituiva la principale fonte di finanziamento dell'ente. La Fondazione fu quindi messa in liquidazione e, con DM 3.8.2000, trasformata in una nuova Fondazione con ragione sociale e scopo identici, e con continuità giuridica dei rapporti di lavoro.

La nuova Convenzione del marzo 2001 con il Ministero delle comunicazioni diede inizio a diversi progetti riguardanti le nascenti reti a larga banda. Il progetto più rilevante fu la realizzazione della rete nazionale di monitoraggio dei campi elettromagnetici a radiofrequenza. Alla Fondazione fu affidata la realizzazione progettuale della rete, del sito e del database per la raccolta e la pubblicazione dei dati. Alle ARPA/APPA, con il coordinamento della Fondazione, venne affidato il compito di scegliere i siti da monitorare e il compito di rilevare e validare le misure secondo protocolli concordati con tutto il sistema delle Agenzie e tradotti in specifiche linee guida. Angelo Bonelli di Europa Verde ha sottolineato il conflitto di interessi di alcuni membri della FUB con le società di telecomunicazioni.

In ottemperanza alla legge n.66/2001, che aveva prescritto la conversione (entro la fine del 2006) di tutte le trasmissioni televisive terrestri in tecnica digitale, con la legge finanziaria 2003 fu previsto l'affido alla Fondazione del coordinamento tecnico della fase di sperimentazione del passaggio alla televisione digitale terrestre.

Al termine della gestione commissariale di Giuseppe Mario Scali (2000 -2003), FUB fu riconosciuta dalla legge 3/2003 come Istituzione di Alta Cultura e Ricerca soggetta alla vigilanza del Ministero delle comunicazioni, dal 2008 incorporato nel Ministero dello sviluppo economico.

La nuova Fondazione aveva un organico inferiore alle 100 unità. Le sue principali fonti di finanziamento erano costituite da finanziamenti del Ministero regolati attraverso specifiche convenzioni, da contributi alla ricerca definiti dalle leggi 3/2003 e 80/2005, nonché dai contributi di aziende del settore riconosciuti statutariamente come Fondatori. Fino al 2007, inoltre, FUB usufruì del fondo straordinario per la realizzazione del sistema nazionale di monitoraggio dei campi elettromagnetici.

Sotto la presidenza di Giordano Bruno Guerri (Direttore Generale Guido Salerno; Direttore delle Ricerche Mario Frullone), ebbe inizio lo spostamento dell'attività di ricerca FUB in direzione di progetti finalizzati su commessa, al costo della riduzione delle attività di ricerca non finalizzate. E cominciò a delinearsi il ruolo della FUB come soggetto preposto a coadiuvare operativamente il Ministero dello sviluppo economico e altre amministrazioni pubbliche.

2007: FUB advisor tecnico della PA Nel 2007, a seguito di una nuova Convenzione con il Ministero delle comunicazioni, la Fondazione fu coinvolta direttamente nel grande processo di transizione alla TV digitale.

Al fine di tracciare un ruolo di consulenza tecnica anche verso altre istituzioni (Ministeri, Autorità, in particolare quelle per le Garanzie nelle Comunicazioni e per la Privacy, Enti ed Agenzie), la Fondazione (Presidente Maurizio Decina, Direttore Generale Antonio Sassano), modificò nuovamente la propria struttura interna articolandola in aree di competenza tecnica di supporto ai Progetti commissionati dal Ministero delle comunicazioni.

Al contempo, per mantenere alto il livello della ricerca, fu istituito un Advisory Board, composto da personalità del mondo scientifico ed accademico e con funzione di indirizzo delle attività non finalizzate. Inoltre, con l'obiettivo di cogliere le opportunità offerte dal 7° Programma Quadro dell'Unione Europea, fu nominato un Direttore dei Progetti Internazionali.

La modifica allo Statuto del 2008 e il successivo passaggio legislativo (legge 69/2009) conferirono alla Fondazione la nuova identità di organismo di diritto pubblico con un Consiglio di Amministrazione di 3 membri nominati dal Ministro dello Sviluppo Economico (di cui 1 designato dal Presidente del Consiglio e 1 sentito il parere del Presidente dell'Autorità delle Garanzie nelle Comunicazioni).

Sotto la Presidenza di Enrico Manca, la legge 69/2009 ha riconosciuto come compiti della Fondazione quello di elaborare strategie di sviluppo per il settore delle comunicazioni e quello di coadiuvare operativamente il Ministero dello sviluppo economico ed altre amministrazioni pubbliche nella soluzione organica e interdisciplinare delle problematiche di carattere tecnico, economico, finanziario, gestionale, normativo e regolatorio connesse alle rispettive attività. Su richiesta dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni o di altre Autorità amministrative indipendenti, la Fondazione svolge altresì attività di ricerca ed approfondimento su argomenti di carattere tecnico, economico e regolatorio.

Con la Convenzione del 22 dicembre 2009, il Ministero dello sviluppo economico ha rinnovato l'affido alla Fondazione dei progetti finanziati con il “Fondo per il passaggio al digitale”.

Nella sua nuova veste di advisor tecnico-scientifico, FUB è stata parte attiva in alcuni dei più importanti processi d'innovazione tecnologica degli ultimi anni: lo sviluppo delle reti mobili (3G, 4G-LTE) e la transizione alla piattaforma televisiva digitale terrestre; la riflessione e le azioni relative alla gestione dello spettro radioelettrico e allo sviluppo della banda larga in Italia.

Dal 2007, FUB non riceve più alcun contributo a fondo perduto per la ricerca. Pertanto, le attività di Ricerca Istituzionale, svolte in conformità al proprio Statuto o ad atti amministrativi di alto livello e che producono beni d’interesse del Governo, della PA, delle comunità scientifiche o dei cittadini, costituiscono la principale fonte di finanziamento.

Nel 2011, sotto la presidenza di Alessandro Luciano, è stata messa a punto un'ulteriore riorganizzazione della struttura interna, al fine di rendere lo svolgimento delle diverse funzioni più efficiente ed efficace rispetto alle attività assegnate alla Fondazione dal Ministero dello sviluppo economico, dalle Autorità di garanzia e da altre Pubbliche Amministrazioni.

Principali realizzazioni dal ’52 ad oggi Attività 1952/2000 Onde millimetriche

Negli anni Sessanta, FUB, per prima in Italia, lancia un ampio programma di ricerca sulle guide per onde millimetriche. Ideatore e animatore del programma è Gian Carlo Corazza, affiancato da Francesco Valdoni. La campagna di ricerche conduce alla costruzione di guide il cui progetto è assolutamente originale e allo sviluppo di nuove avanzatissime tecniche di misura per la caratterizzazione del mezzo trasmissivo. Nel 1968, con la nascita del Centro Onde Millimetriche, FUB approda a Bologna, nella mitica Villa Griffone, culla della radio e tuttora sede della Fondazione Marconi.

Innovazione tecnologica in campo televisivo

Nel 1966, insieme all'ISPT e al CRIT (Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica RAI), la Fondazione rappresenta l'Italia alla riunione del CCIR di Oslo per la valutazione e definizione degli standard della TV a colori che si conclude con l'adozione del PAL. Da allora, la Fondazione supporta l'Amministrazione nella definizione degli standard televisivi (dal colore all'HD).

Sistemi radio terrestri e satellitari

Le metodologie sviluppate dalla Fondazione per l'introduzione di sistemi a frequenze superiori a 10 GHz entrano a far parte delle raccomandazioni ITU per la pianificazione dei sistemi radio terrestri e satellitari a queste frequenze.