Considerato uno dei pilastri del cinema italiano contemporaneo, è noto per l'uso di uno stile visivo fortemente estetizzante, caratterizzato da inquadrature solenni, movimenti di macchina fluidi e una fotografia ricercata. Le sue opere esplorano temi come il potere politico e religioso, la decadenza della società, l'ossessione per la bellezza e la memoria personale.

Dopo gli esordi come sceneggiatore, ha raggiunto la notorietà internazionale con il film Le conseguenze dell'amore (2004), che lo ha imposto come uno dei registi più originali della sua generazione. Il successivo Il divo (2008), incentrato sulla figura di Giulio Andreotti, gli è valso il Premio della giuria al Festival di Cannes. Con La grande bellezza (2013) ha ottenuto il Premio Oscar al miglior film straniero, un Golden Globe e un BAFTA, consacrandosi sulla scena mondiale. Tra i suoi altri lavori di rilievo figurano This Must Be the Place (2011), interpretato da Sean Penn, Youth - La giovinezza (2015), Loro (2018) e È stata la mano di Dio (2021), quest'ultimo dal forte carattere autobiografico che ha ricevuto il Gran Premio della Giuria alla Mostra del cinema di Venezia e La grazia (2025), presentato come film d'apertura a quest'ultimo festival.

Elemento distintivo della sua carriera è anche la lunga e proficua collaborazione con l'attore e regista teatrale Toni Servillo, iniziata con il film d'esordio L'uomo in più (2001), è protagonista di alcuni dei suoi film più celebri, tra cui Le conseguenze dell'amore, Il divo, La grande bellezza, Loro, È stata la mano di Dio, come co-protagonista, e La grazia.

Parallelamente al cinema, Sorrentino ha scritto romanzi e racconti, tra cui Hanno tutti ragione (2010), candidato al Premio Strega, e ha diretto le serie televisive The Young Pope (2016) e il sequel The New Pope (2020), con Jude Law e John Malkovich, accolte da grande successo internazionale.

Biografia Primi anni

Nato a Napoli da un dirigente bancario, Salvatore Sorrentino e una casalinga nel quartiere Arenella e cresciuto nel quartiere Vomero, a 16 anni rimane orfano di entrambi i genitori: «A me Maradona ha salvato la vita. Da due anni chiedevo a mio padre di poter seguire il Napoli in trasferta, anziché passare il fine settimana in montagna, nella casetta di famiglia a Roccaraso; ma mi rispondeva sempre che ero troppo piccolo. Quella volta finalmente mi aveva dato il permesso di partire: Empoli-Napoli. Citofonò il portiere. Pensavo mi avvisasse che era arrivato il mio amico a prendermi. Invece mi avvertì che era successo un incidente. [...] Papà e mamma erano morti nel sonno. Per colpa di una stufa. Avvelenati dal monossido di carbonio». Dopo aver frequentato il liceo classico e studiato per alcuni anni alla Facoltà di Economia e Commercio dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, a 25 anni lascia gli studi universitari e decide di lavorare nel mondo del cinema. corrieredelmezzogiorno.corriere.it

I primi lavori (1991-2008)

Dopo essere stato assistente alla regia ne I ladri di futuro di Enzo Decaro nel 1991, esordisce con il cortometraggio Un paradiso, co-diretto con Stefano Russo.Il corto è descritto e analizzato da Lia Furxhi in L'uomo in più di Paolo Sorrentino, Torino, Aiace FAICinema, 2003. Lo stesso anno lavora come ispettore di produzione al film Il verificatore di Stefano Incerti: a detta dello stesso Sorrentino, l'esperienza è stata decisamente negativa.Il regista ricorda le disavventure capitate sul set nell'intervista a cura di Massimo Coppola contenuta nel DVD italiano de L'uomo in più. Lavora poi come aiuto-regista nel cortometraggio Drogheria di Maurizio Fiume, scrive la sceneggiatura per il lungometraggio NapoletaniIl titolo della prima stesura era Dragoncelli di fuoco, cambiato poi per motivi burocratici. che nonostante il Premio Solinas non sarà realizzato e collabora con il regista Antonio Capuano alla scrittura di Polvere di Napoli (1998). Contemporaneamente comincia a lavorare anche per la televisione, scrivendo alcuni episodi della serie televisiva La squadra.

Arriva quindi il cortometraggio L'amore non ha confini (1998), primo vero lavoro completamente scritto e realizzato da Sorrentino, una surreale storia d'amore ricca di rimandi cinematografici. Questa prima opera è importante perché segna l'inizio della collaborazione del giovane regista con l'Indigo Film, che produrrà poi i successivi film. Tra il 1998 e il 1999 scrive con Umberto Contarello la sceneggiatura La voce dell'amore per un film sulla musica neomelodica napoletana (che non sarà realizzato) da affidare al regista Michele Placido. Il corto successivo, La notte lunga (2001), è coprodotto dalla Regione Lombardia nell'ambito di una campagna contro l'uso di droga.

Realizza il suo primo lungometraggio nel 2001 con L'uomo in più, del quale è anche sceneggiatore, presentato al Festival di Venezia e vincitore di vari premi tra cui il Nastro d'argento per il miglior regista esordiente, il Ciak d'oro per la miglior sceneggiatura e la Grolla d'oro al protagonista Toni Servillo, oltre a tre candidature al David di Donatello 2002. Nel 2002 partecipa al documentario collettivo La primavera del 2002. L'Italia protesta, l'Italia si ferma, coordinato da Francesco Maselli.

Il sodalizio con Servillo prosegue con il successivo Le conseguenze dell'amore (2004), presentato al Festival di Cannes. Il film ottiene un successo di critica ancora maggiore dell'opera precedente, vincendo cinque David di Donatello 2005 (miglior film, regista, sceneggiatura, attore protagonista e direttore della fotografia) e tre Nastri d'argento (migliore attore protagonista, attore non protagonista e direttore della fotografia), e rivela il regista al grande pubblico. Lo stesso anno torna a collaborare con Servillo, girando per Rai 2 una versione televisiva della commedia Sabato, domenica e lunedì (2004) di Eduardo De Filippo, che viene trasmessa nella notte del 25 dicembre.

Dopo un breve cameo ne Il caimano (2006) di Nanni Moretti, gira L'amico di famiglia (2006), nuovamente scelto per il Festival di Cannes, che riscuote un successo di pubblico e critica inferiore al film precedente. Lo stesso anno gira uno spot televisivo per la Fiat Croma interpretato da Jeremy Irons.

Il successo internazionale (2008-2014)

Nel maggio 2008 partecipa alla selezione ufficiale del Festival di Cannes con il film Il divo, ispirato alla figura di Giulio Andreotti e interpretato da Toni Servillo. Il film si aggiudica il Premio della giuria, viene accolto con recensioni molto positive dalla critica italiana e internazionaleRecensione di Jay Weissberg per del 23 maggio 2008. e riscuote un buon successo di pubblico. Nel 2009 documenta con il videoreportage L'assegnazione delle tende, realizzato per l'edizione online del quotidiano La Repubblica, gli effetti del terremoto all'Aquila. Nello stesso anno partecipa al progetto perFiducia, una serie di cortometraggi sul tema della fiducia che vede anche la partecipazione di Ermanno Olmi e Gabriele Salvatores, dirigendo il corto La partita lenta e supervisionando L'altra metà, diretto da Pippo Mezzapesa.

Il 27 settembre 2009 è tra i firmatari dell'appello rivolto alle autorità svizzere per il rilascio del regista Roman Polański, detenuto in attesa di essere estradato negli Stati Uniti.L'elenco dei firmatari è consultabile sul sito del L'anno seguente pubblica per Feltrinelli il suo primo romanzo, Hanno tutti ragione, con il quale ottiene una candidatura al Premio Strega e all'Alabarda d'oro. Sempre nel 2010 partecipa al film collettivo Napoli 24 con l'episodio La principessa di Napoli. Nel 2011 dirige uno spot televisivo per Yamamay interpretato da Isabella Ferrari.

Il suo primo film in lingua inglese, This Must Be the Place, vede Sean Penn nel ruolo del protagonista e viene presentato in concorso al Festival di Cannes 2011. Il film ha un buon successo al botteghino italiano, con circa 6 milioni di euro di incasso e vince il David di Donatello per la migliore sceneggiatura, scritta insieme a Umberto Contarello.

Il 21 maggio 2013 presenta alla 66ª edizione del Festival di Cannes il film La grande bellezza, scritto con Umberto Contarello e nuovamente interpretato da Toni Servillo. Accolto in modo contrastante dalla critica italiana, il film realizza il miglior successo del regista al botteghino, con un incasso di oltre 9 milioni di euro. In seguito La grande bellezza ottiene riconoscimenti critici più solidi all'estero, in particolare nel Regno Unito e negli Stati Uniti,Tiziano Peccia, "", O Olho da História, numero 22 (April 2016). incassando oltre 20 milioni di dollari in tutto il mondo.

Il successo di critica continua con una serie di riconoscimenti internazionali: il film vince quattro European Film Awards (miglior film, miglior regista, miglior attore e miglior montaggio), il Golden Globe per il miglior film straniero, il Premio BAFTA al miglior film straniero e cinque Nastri d'argento (miglior attore non protagonista a Carlo Verdone, miglior attrice non protagonista a Sabrina Ferilli, miglior sonoro in presa diretta a Emanuele Cecere, miglior fotografia a Luca Bigazzi e un premio speciale a Toni Servillo).

Il 2 marzo 2014 si aggiudica l'Oscar al miglior film straniero, quindici anni dopo il trionfo dell'ultimo film italiano nella stessa categoria, ossia La vita è bella di Roberto Benigni (1999). Il regista ha ricevuto il premio da Ewan McGregor e Viola Davis e ha ritirato la statuetta insieme a Toni Servillo e Nicola Giuliano. Nelle sue prime dichiarazioni ha ringraziato gli attori, lo staff e il team di produzione del film, la sua famiglia, le città di Roma e Napoli e le sue fonti di ispirazione, rappresentate da Federico Fellini, Martin Scorsese, i Talking Heads e Diego Armando Maradona, infine ha dedicato il premio ai suoi genitori. Il 14 marzo 2014 Sorrentino ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Roma dal sindaco Ignazio Marino.

Il 2 novembre 2014 va in onda su Rai 1, per celebrare il trentennale dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, la commedia Le voci di dentro, di cui Sorrentino cura la regia televisiva. Il cast dello spettacolo, trasmesso in diretta dal Teatro San Ferdinando di Napoli, comprende Toni Servillo (che lo ha portato nei teatri con un'acclamata tournée) e Peppe Servillo.

Lavori successivi (2015-) Il 20 maggio 2015, in concomitanza con la sua partecipazione in concorso al 68º Festival di Cannes, esce il suo nuovo film Youth - La giovinezza, il secondo in lingua inglese dopo This Must Be the Place. Nel cast del film compaiono Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano e Jane Fonda. Il film, dedicato a Francesco Rosi, è ambientato e girato prevalentemente in Svizzera e si aggiudica tre European Film Awards (miglior film, miglior regia e miglior attore a Michael Caine) e tre Nastri d'argento.

Nel 2016 scrive e dirige la sua prima serie tv prodotta da Sky, Canal+ e HBO, The Young Pope, con Jude Law, Diane Keaton e Silvio Orlando protagonisti, che ha riscontrato molte critiche positive, ed è stata rinnovata per una seconda stagione, dal titolo The New Pope, prodotta nel 2018 e andata in onda agli inizi del 2020.

Nel maggio 2017 è membro della giuria del 70º Festival di Cannes presieduta da Pedro Almodóvar.

Il 24 aprile 2018 esce il suo film Loro, ispirato alla figura di Silvio Berlusconi. Gli interpreti principali sono Toni Servillo ed Elena Sofia Ricci, la quale si aggiudica un David di Donatello e un Nastro d'argento alla migliore attrice protagonista. Il film ottiene complessivamente due David di Donatello e quattro Nastri d'argento. Al botteghino ottiene un incasso di circa sette milioni di euro.

Nel settembre 2021 presenta in concorso alla 78ª Mostra del cinema di Venezia la pellicola intitolata È stata la mano di Dio. Il film, poi vincitore del Leone D'Argento - Gran premio della giuria, racconta la giovinezza del regista vissuta a Napoli.