La sera del 25 maggio 1971, il Maresciallo Capo Luigi Di Bernardo, Comandante della Stazione Carabinieri di Iseo (BS), organizzò un servizio per individuare e arrestare i sospetti responsabili del furto di un’auto Giulia e delle attività criminali successive. Ordinò di sabotare la macchina, così un carabiniere staccò i fili dell’accensione. Per garantire il successo dell’operazione, chiese l’aiuto del Maresciallo Quacquarini, comandante della Polizia Giudiziaria locale, e di una pattuglia del nucleo radiomobile di Chiari, composta dal Vice Brigadiere Saccardo e dal Carabiniere Mazzetta. Per copertura, posizionarono l’auto a circa 150 metri dal ristorante “Riviera”, vicino all’unica via di fuga possibile. Il resto della squadra, in abiti civili, controllava i punti chiave per bloccare i tre sospetti. L’operazione iniziò alle 21:00; Di Bernardo, Quacquarini e l’Appuntato Vertua si nascosero nel ristorante per osservare senza essere visti. Alle 21:45, i tre si avvicinarono alla Giulia e tentarono di avviarla, ma il sabotaggio impedì l’accensione. Tuttavia, a causa della pendenza del parcheggio, l’auto iniziò a muoversi lentamente. Per fermarla, Di Bernardo sparò due colpi contro una ruota. A questo punto, il conducente scappò, ma Vertua lo inseguì e riuscì a prenderlo. Il fuggitivo reagì con un pugno, facendolo cadere, e riuscì a scappare nella boscaglia. Intanto, Quacquarini cercava aiuto telefonicamente, mentre Di Bernardo teneva sotto controllo i due rimasti sull’auto. Il secondo fuggì, ma era già circondato da altri carabinieri. Improvvisamente, il terzo uomo, seduto dietro, sparò a Di Bernardo con una pistola calibro 7,65, colpendolo due volte al petto. Nonostante ferito, Di Bernardo rispose al fuoco e ferì l’aggressore, che cadde a terra e venne bloccato dai colleghi. Purtroppo, Di Bernardo morì poco dopo in ospedale. L’aggressore ferito, identificato come Luciano Hudorovic, fu ricoverato e non era in pericolo di vita. Gli altri due riuscirono a fuggire, ma furono identificati come Paolo e Giuseppe Hudorovic. Il tribunale emise mandato di cattura e il 13 giugno i due vennero arrestati e rinchiusi. Al Maresciallo Capo Di Bernardo fu conferita la medaglia d’oro al Valor Militare “alla Memoria”.

Onorificenze

Bibliografia G. Barbonetti (2023) Oltre il dovere. I Carabinieri decorati al Valor Militare. Ente editoriale per l'Arma dei Carabinieri, Roma. ISBN 9788889 242575.

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