Le Highland Clearances (in italiano: liberazione delle Highland, in gaelico scozzese: Fuadach nan Gàidheal, che significa "l'espulsione dei Gael") furono un trasferimento forzato di un numero significativo di persone avvenuto durante il XVIII e XIX secolo per espellerle dai terreni agricoli tradizionali posseduti dai lord nelle Highlands scozzesi, dove la popolazione praticava agricoltura su piccola scala. Le espulsioni furono causate dalle enclosure delle terre comuni e dal passaggio dall'agricoltura all'allevamento di ovini, una rivoluzione agricola portata avanti dai proprietari terrieri ereditari e aristocratici. Le Clearances furono costituite da una complessa serie di eventi avvenuta su un periodo di oltre cento anni.Houston, Robert, Allan Whyte, Ian D., Scottish Society, 1500-1800, Cambridge University Press, 2005, ISBN 0-521-89167-1, pp. 148-151. Le Highland Clearances sono state definite come "uno sfratto forzoso simultaneo di tutte le famiglie che vivevano in una data area come un intero glen".
Le Clearances sono particolarmente note per via della brutalità di molti sfratti a breve termine (anno dopo anno, gli inquilini non avevano quasi più protezione secondo il diritto di Scozia) e per via dell'abbandono precipitoso del tradizionale sistema dei clan, in cui le obbligazioni reciproche tra la popolazione e i loro capi erano ben riconosciute. Gli effetti cumulativi delle migrazioni, e delle emigrazioni "volontarie" su larga scala nello stesso periodo, devastarono il paesaggio culturale della Scozia in una maniera totalmente diversa da tutte le altre aree della Gran Bretagna; gli effetti delle Clearances avrebbero distrutto gran parte della cultura gaelica.G. Dawson and S. Farber, Forcible Displacement Throughout the Ages: Towards an International Convention for the Prevention and Punishment of the Crime of Forcible Displacement (Martinus Nijhoff Publishers, 2012), ISBN 9004220542, p. 31.
Le Clearances causarono una significativa emigrazione degli abitanti delle Highlands verso la costa, verso le Lowlands scozzesi, e più lontano verso il Nord America e l'Australasia. All'inizio del XXI secolo, si trovavano più discendenti degli abitanti delle Highlands in queste destinazioni della diaspora che nella Scozia stessa.
Panorama sociale ed economico Le enclosures dell'Inghilterra rurale nell'ambito della rivoluzione agricola britannica ebbero inizio molto prima, durante il periodo Tudor. Gli sviluppi simili che ebbero luogo in Scozia vennero chiamati Lowlands Clearances, ma nelle Highlands l'impatto di una cultura semi-feudale di lingua goidelica, che comprendeva obbligazioni di un capo verso il proprio clan, portò a azioni popolari contro le Clearances. Vi fu sempre una persistente amarezza tra i discendenti di coloro che furono obbligati a migrare o a rimanere in tenute signorili di aree molto limitate e terreni non fertili.
Cambiamenti nella leadership dei clan Dalla fine del XVI secolo, le leggi richiesero ai capi dei clan di recarsi regolarmente ad Edimburgo per stendere accordi per la gestione di ogni persona nel loro territorio; questo fatto portò alla tendenza tra i capi dei clan ad identificarsi come proprietari terrieri, piuttosto che come guida dei loro uomini. La piccola nobiltà dei clan iniziò a dedicarsi al pascolo, portando il bestiame nelle Lowlands per venderlo. Ciò portò ricchezza e proprietà terriere all'interno dei clan, anche se le Highlands continuarono ad essere sovrappopolate e povere. I proprietari terrieri consideravano gli agricoltori come forza lavoro virtualmente gratuita, e li obbligavano a lavorare per molte ore per attività come il raccolto e la lavorazione delle alghe, un'attività che raggiunse il picco nelle Highlands occidentali tra il 1750 e il 1815.
Repressione del giacobismo L'insurrezione giacobita (1648-1746) causò molti sforzi del governo per frenare i clan che sostenevano Giacomo VII di Scozia e II d'Inghilterra e Giacomo Francesco Edoardo Stuart. Il governo dell'epoca rispose con la repressione dopo la battaglia di Culloden del 1746, che fu l'ultimo tentativo significativo degli Stuart di ri-impossessarsi del trono.
La legge sulla proscrizione del 1746 stabilì che tutte le spade fossero consegnate al governo e proibì l'abbigliamento tradizionale dei clan fatto di tartan e kilt. Un'altra legge del 1746 rimosse il potere virtualmente sovrano che i capi-clan detenevano sul proprio clan; l'applicazione delle proibizioni da parte del governo fu varia, e spesso legata al grado di sostegno dei clan all'interno della ribellione. Nel complesso, tuttavia, queste azioni portarono alla distruzione del tradizionale sistema dei clan e della struttura sociale che ne stava alla base, fatta di piccole comunità agricole.
Dal 1725, subito dopo la prima rivolta giacobita, gli abitanti delle Highlands avevano iniziato ad emigrare verso le Americhe in numeri sempre maggiori. Con la legge sul disarmo del 1746 e la legge sui clan del 1715, la Corona tentò azioni non efficaci per sottomettere le Highlands scozzesi, e infine inviò le truppe. Guarnigioni governative furono stanziate a Great Glen presso Fort William, a Kiliwhimin (poi denominato Fort Augustus) e Fort George presso Inverness, come anche a Ruthven, Bernera e Inversnaid, collegate al sud tramite le "strade di Wade" (costruite dal Maggiore-Generale George Wade). Le truppe ebbero l'effetto di limitare i viaggi per l'organizzazione, di sopprimere la diffusione di notizie e isolare ulteriormente i clan. Le condizioni sociali rimasero tuttavia non risolte per tutto il decennio.
"Miglioramenti" economici
Ciò che divenne noto col nome di "Clearances" fu considerato dai proprietari terrieri come una miglioria necessaria per rendere l'agricoltura gestibile. Si pensa che le migrazioni forzate siano state iniziate dall'ammiraglio John Ross del Castello di Balnagowan nel 1762. MacLeod del clan Macleod iniziò a sperimentare su Skye nel 1732; i capi ingaggiavano fattori delle Lowlands, o talvolta inglesi, con conoscenze in tecniche più proficue di pascolo. Essi "incoraggiavano", talvolta forzosamente, la popolazione a trasferirsi al di fuori delle terre guidicate adatte per il pascolo degli ovini.
Per i proprietari, "miglioramento" e "liberazione delle terre" non significavano necessariamente depopolare. Almeno fino agli anni '20 del XIX secolo, dove vi erano forti crolli del prezzo delle alghe, i proprietari intendevano creare forza lavoro virtualmente gratuita o a bassissimo costo, fornita dalle famiglie che vivevano nelle piccole comunità contadine. Dato che i raccolti e i profitti venivano ceduti ai lord, questi ultimi cercarono con successo di far approvare leggi che fermassero l'emigrazione, portando ad una legge specifica del 1803. La situazione cambiò però dopo gli anni '20 e, per molti proprietari, la carestia delle patate iniziata nel 1846 divenne un'altra ragione per incoraggiare o forzare l'emigrazione e il decremento della popolazione.
Prima dell'inizio delle Clearances, vi furono esempi di capi-clan che risposero a questi problemi al nascere anche prima della battaglia di Culloden.
Le terre dei clan erano divenute proprietà privata dei proprietari terrieri; ciononostante, molti di questi dovettero anche lottare contro le pesanti condizioni economiche. "Gran parte del dramma e della tragedia delle Highland è citata nei negoziati tra i proprietari terrieri tormentati finanziariamente ed i loro creditori, agenti e fiduciari... Le migliori intenzioni non furono mai sufficienti nelle Highland di mezzo secolo, sempre più popolose e in cerca di miglioramento."
Lynch suggerisce che vi sia stata anche una "espulsione dei proprietari delle Highland all'inizio del XIX secolo", cioè quei signori che non si erano adattati al mutamento del periodo e alle circostanze. Di conseguenza, il controllo delle terre passò ad estranei.
Il governo fornì aiuti finanziari per strade e ponti per sostenere la nuova agricoltura e commercio basati sugli ovini.Prebble, John (1963) The Highland Clearances, Penguin Books, London, pp. 60-61
L'anno della pecora
Un'altra grande emigrazione di massa avvenne nel 1792, conosciuto dagli abitanti delle Highlands di lingua gaelica come Bliadhna nan Caorach ("Anno della Pecora")., Union Song website I proprietari terrieri stavano liberando i poderi per utilizzarli come pascoli; nel 1792 i fattori di Strathrusdale protestarono guidando più di 6.000 pecore fuori dalle terre che circondavano Ardross. Questa azione, comunemente definita come "Disordini delle pecore del Ross-shire", fu gestita dai più alti gradi del governo: il Segretario per gli interni Henry Dundas, I visconte Melville, fu coinvolto nella vicenda e fece mobilitare il battaglione del Black Watch. Egli fermò i disordini e portò i rivoltosi a processo, condannandoli; essi riuscirono poi a scappare dalla prigionia e scomparvero.
Le persone furono trasferite su terreni più poveri, mentre altri vennero inviati in piccole fattorie sulle aree costiere, dove l'agricoltura non riusciva a sostentare la popolazione; si pensava che si sarebbero dati alla pesca come nuovo commercio. Nel villaggio di Badbea a Caithness le condizioni erano talmente aspre che, quando le donne lavoravano, dovevano legare i bambini e le galline alle rocce o ad assi per evitare che fossero portati via fin sugli scogli. Altri contadini furono trasportati direttamente alle navi per l'emigrazione, dirette verso il Nord America o l'Australia.
Religione Il Parlamento della Riforma scozzese del 1560 rese la pratica del cattolicesimo romano illegale, come anche la detenzione di qualsiasi proprietà da parte di un cattolico romano. Il cattolicesimo fu in seguito identificato con il giacobitismo, pertanto ritenuto inaccettabile nell'alta società. Il numero di aderenti al cattolicesimo è difficile da stimare ma rappresentò una definita minoranza all'interno della popolazione scozzese, ma la maggioranza nelle Highlands occidentali. Nel 1755 fu stimato che vi erano 16.500 comunicanti, principalmente situati nel nord e nell'ovest.J. D. Mackie, B. Lenman and G. Parker, A History of Scotland (London: Penguin, 1991), ISBN 0140136495, pp. 298-9. Nel 1764, "la popolazione cattolica totale in Scozia sarebbe stata di circa 33.000 persone, il 2,6% del totale. Di questi, 23.000 si trovavano nelle Highlands".Toomey, Kathleen (1991) Emigration from the Scottish Catholic bounds 1770-1810 and the role of the clergy, PhD thesis, University of Edinburgh, https://hdl.handle.net/1842/6795, Chapter 1. Un'altra stima del 1764 calcola 13.166 cattolici nelle Highlands, circa un quarto di quanti erano emigrati nel 1790.M. Lynch, Scotland, A New History (Pimlico: London, 1992), p. 367.
Dawson e Farber affermano che "nonostante i proprietari terrieri non discriminassero le persone sulla base di ragioni etniche o religiose, l'effetto delle Clearances distrusse gran parte della cultura gaelica, che si disperse insieme alle persone che scapparono" e i protestanti rappresentavano la maggioranza sia della popolazione delle Highlands sia di coloro che fuggivano. Ciononostante, il sentimento anti-cattolico (insieme alle carestie, povertà e affitti in crescita) fu un fattore scatenante in alcune Clearances.
Seconda fase delle Clearances
Fu solo all'inizio del XIX secolo che la seconda fase delle Clearances, la più brutale, ebbe inizio. Ciò avvenne molto prima della visita di Giorgio IV del Regno Unito nel 1822, quando gli abitanti delle Lowlands misero da parte il proprio odio e scontento verso gli abitanti delle Highlands e si identificarono insieme a loro come simboli nazionali.