San Giorgio a Cremano è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Le sue numerose ville vesuviane settecentesche sono parte integrante del Miglio d'oro, il tratto di strada attraversante la città di San Giorgio fino a Torre Annunziata. Ai confini con il comune di Napoli e Portici si trova il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa.

Geografia fisica Situato tra le falde del Vesuvio e il mare, è ormai parte integrante dell'agglomerato urbano della città di Napoli ed è collegato a questa mediante la rete Trenitalia Ferrovia Napoli-Battipaglia e la ferrovia Circumvesuviana. È generalmente divisa dagli abitanti in due parti: San Giorgio Alta e San Giorgio Bassa. La zona di San Giorgio Bassa comprende il municipio e la Chiesa della Regina dei Gigli, nonché le piazze Troisi e Carlo di Borbone; mentre la parte Alta comprende Piazza Giordano Bruno, via Manzoni e la chiesa Santa Maria dell'Aiuto

Origini del nome Per quanto riguarda il nome della città, il primo è stabile nel tempo e indica il santo tutelare scelto dalla comunità, mentre il secondo farebbe riferimento a "cremato" in riferimento a eruzioni vulcaniche che avrebbero appunto cremato parte dei territori comunali.

Il nome fa riferimento alla forte venerazione per San Giorgio che secondo la tradizione salvò, alla fine del X secolo, gli abitanti dall'eruzione del Vesuvio. Attestato fin dalle origini, non si è mai modificato, eccetto che nella parlata popolare in Santo Iorio. Ciò è dipeso dalla tendenza del dialetto napoletano a trasformare la g palatale in i (genero in iennero). I Sangiorgesi scelsero un santo che avesse fama di combattente, che aiutasse contro le insidie dei nemici e di eventi naturali. Per questo scelsero San Giorgio, che già a Napoli era conosciuto presso i poveri e i contadini. È anche vero che la chiesa di Forcella San Severo nel IX secolo veniva anche detta di S. Giorgio e questa chiesa aveva molti possedimenti nella zona vesuviana e sul territorio che poi diede origini al paese. Recentemente Giuseppe Improta ha avanzato l'ipotesi che il culto di san Giorgio sia ben più antico del X secolo e risalirebbe all'epoca longobarda; insieme a San Martino, cui è dedicata una cappella, sarebbe testimonianza della presenza di santi di origine gallica nel territorio.

Cremano Il termine Cremano non è un antico toponimo indicante una località compresa fra Portici e San Giorgio. Ragion per cui è erroneo far discendere il nome della città come vorrebbe qualcuno da San Giorgio nei pressi di Cremano. Tuttavia il termine Cremano ha subito trasformazioni sostanziali nel corso dei secoli. Tuttavia sull'etimologia del termine Cremano non vi è accordo. Un recente studio ha dimostrato che 'Cremano' è un toponimo prediale, in altre parole deriverebbe dal nome di un antico proprietario terriero di nome 'Cambrianus' attestato in quella zona.

Storia

Secondo diversi studiosi, tra cui Giovanni Alagi, le numerose eruzioni del Vesuvio, che si susseguirono a partire da quella del 79, resero il territorio su cui si stendono San Giorgio a Cremano e i comuni limitrofi sostanzialmente disabitato fino alla fine del IX secolo. Tali territori erano genericamente denominati Foris Flubeum, ad indicare che erano separati da Napoli dal corso dell'antico fiume Sebeto. Giuseppe Improta, sulla base di documentazione in curialesca napoletana e delle evidenze emerse dagli scavi archeologici, ha dimostrato che l'area era ancora popolata in epoca tardoromana, dunque tra il II ed il IX secolo d.C., persistettero insediamenti, benché demograficamente molto modesti.

Infatti, ancora intorno all'anno 877, il Duca di Napoli Sergio II tollerava disinvoltamente che la zona costiera a poche miglia dalle mura di Napoli, fra le attuali città di San Giorgio e Portici, fosse occupata da Saraceni, con i quali aveva anzi stretto un'alleanza in chiave anti-longobarda, esigendo in cambio una gabella sui saccheggi. La stessa politica fu seguita dal suo successore e fratello, il vescovo-duca Atanasio II, che si serviva degli stessi Saraceni come mercenari perché conducessero da lì vere e proprie azioni militari contro i suoi nemici longobardi e franchi (Capua, Salerno, Benevento e Spoleto)M. Amari, Storia dei musulmani di Sicilia, Catania, Romeo Prampolini, 1933, I, p.596 e segg..

Solo nell'anno 882, quando Atanasio (contro il quale nel frattempo gli stessi mercenari si erano rivoltati) riuscì a cacciare i saraceni dalle falde del Vesuvio, con la stabilizzazione politica del ducato di Napoli, poté cominciare l'opera di bonifica sistematica del territorio a opera dei primi coloni. La costituzione di un primo nucleo abitativo stabile può però essere fatta risalire solo al 993, quando nella zona detta Capitiniano (pressappoco l'attuale cimitero) fu edificata una piccola cappella votiva consacrata a San Giorgio. Finalmente, alla fine del sec. XI fu edificata nello stesso luogo una chiesa, attorno alla quale si sviluppò un primo Casale con il nome di San Giorgio a Capitiniano.

Con il passare del tempo il Casale cominciò a svilupparsi verso il mare nella zona detta Cramano, tanto da cambiare nome in San Giorgio a Cramano, come attestato nel 1334. Si vennero a creare così due nuclei abitativi, il quartiere di sopra e quello di bascio, che intanto aveva assorbito l'antico casale di S.Aniello a Cambrano. Il centro cittadino rimase però la parte alta, dove nel frattempo la chiesa di San Giorgio Vecchio prendeva l'aspetto attuale a tre navate in stile gotico. Solo nel 1570, con l'edificazione della chiesa di Santa Maria del Principio, la vita religiosa del Casale, e con essa quella cittadina, si sposta nella parte bassa. Tuttavia, la violenta eruzione del 1631 colpisce duramente San Giorgio, distruggendo il centro cittadino, la chiesa di Santa Maria del Principio e i documenti storici in essa custoditi. Solo poche costruzioni furono risparmiate, come la stessa chiesa di San Giorgio Vecchio e la cosiddetta Torre Ummarino. Nel 1670 viene ricostruita la chiesa di S. Maria del Principio, sulle rovine della precedente e il Casale cominciò nuovamente a ripopolarsi.

La città conobbe un periodo florido sotto il dominio spagnolo e ancor più sotto i Borbone, grazie alle iniziative promosse da Carlo III, che diede impulso alle attività economiche dell'intera area vesuviana. Fu in quel periodo che la città divenne luogo di villeggiatura di famiglie nobili napoletane, come testimoniano le numerose ville settecentesche.

Molto importante fu la presenza nel paese del pittore Luca Giordano, specialmente per la cappella di S. Maria del Carmine al Pittore, che egli fece costruire verso la fine del secolo XVII e che alla fine del secolo divenne rettoria e fu un notevole centro di aggregazione della popolazione contadina della zona circostante. Luca Giordano morì all'inizio del secolo in cui sarebbero sorte le famose ville settecentesche, e non ebbe il tempo, quindi, di adeguarsi ai modelli del tempo. La "casa del Giordano" è inclusa nell'elenco delle ville vesuviane con la denominazione di Villa Marulli al viale Bernabò di San Giorgio a Cremano.

I successivi moti indipendentisti ispirati dalla rivoluzione francese trovarono non poca resistenza nella città, devota alla monarchia borbonica. Tuttavia la città divenne Repubblica Paesana nel 1799. La Carboneria, che da lì a poco sarebbe nata, trovò i primi iscritti anche in questa città che, in tal modo, contribuì ai moti del 1820. Dopo l'unità d'Italia San Giorgio a Cremano subì un periodo di decadenza, pur restando un apprezzato e ricercato luogo di villeggiatura.

Allo studio e alla ricostruzione delle vicende storiche e culturali della città si è a lungo dedicato il sacerdote Giovanni AlagiGiuseppe Improta, In breve… Padre Giovanni Alagi con bibliografia, S. Giorgio a Cremano, Pro Loco, 2003; Id., Bio-bibliografia di Giovanni Alagi, storico vesuviano, in «Campania Sacra», 35 (2004), pp. 163-177. A Giovanni Alagi (1923-2016) è stata intitolata la Biblioteca Comunale di San Giorgio a Cremano.. coadiuvato a suo tempo da Giovanni Coppola, anch'egli sacerdote e cultore di studi storici.Il porticese Giovanni Coppola (1948–1987) fu ordinato sacerdote a Napoli nel 1975, svolse il suo ministero nella parrocchia di S. Maria del Principio a San Giorgio a Cremano e insegnò religione cattolica nella locale scuola media Stanziale. Sacerdote di spirito post-conciliare, fu anche bibliofilo e cultore di studi storico-artistici.

In epoca borbonica qualche funzionario scelse San Giorgio come cittadina a buon mercato dove costruirvi una propria dimora per godere in qualche stagione dell'anno di un po' di fresco e silenzio che questi luoghi anticamente offrivano.

All'inizio degli anni Settanta l'Ufficio Commercio del Comune di San Giorgio a Cremano registrava la presenza di 58 aziende tessili. Micro-imprese, dove abili mani confezionavano ogni giorno migliaia di camicie destinate al mercato italiano e a quello estero. È il retaggio di un'antica tradizione che risale alla metà del Settecento, quando le seterie della zona si erano specializzate nella produzione di camicie, da giorno e da notte, allo scopo di soddisfare le richieste dei nobili più alla moda.

Simboli Lo stemma comunale e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 2 gennaio 1993.

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Status di città

Il comune di San Giorgio a Cremano ha ottenuto il titolo di città con decreto del Presidente della Repubblica in data 19 giugno 1998, firmato da Oscar Luigi Scalfaro su proposta del Presidente del Consiglio Romano Prodi.G. Improta, Dall’Arso a Troisi. Storia e toponomastica di San Giorgio a Cremano, Napoli, Ad Est dell’Equatore, 2020. L’iter per il conferimento del titolo era stato avviato nel 1996 dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Aldo Vella. La Prefettura di Napoli ne diede comunicazione ufficiale al comune il 12 ottobre 1998.Il riconoscimento del titolo di città è attribuito ai comuni che abbiano conseguito risultati significativi nella valorizzazione e nell’amministrazione del territorio, o che rivestano un ruolo rilevante sotto il profilo storico, sociale, culturale o produttivo. Nella motivazione del decreto viene riconosciuto a San Giorgio a Cremano il ruolo storico e sociale svolto nello sviluppo dell’area vesuviana. Una cerimonia commemorativa si è svolta il 20 gennaio 2000 presso la sede municipale, alla presenza del presidente della Camera dei deputati Luciano Violante.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture civili

Ville del Miglio d'oro San Giorgio a Cremano è rinomata soprattutto per le sue ville, appartenenti al cosiddetto Miglio d'oro; esso era infatti meta ambita per via di un ambiente piuttosto raffinato, ameno e salubre, che favorì l'edificazione di numerose ville nella zona, che rimaneva tra le predilette dai nobili napoletani soprattutto per la vicinanza con le residenze del re. Tra le ville sangiorgesi più importanti si ricordano: Villa Amirante Situata nel tratto centrale di Via Cavalli di Bronzo si affaccia sui giardini di Villa Vannucchi; la costruzione deve il suo nome alla famiglia che la possedette. La costruzione consta di un corpo centrale e di un giardino alle sue spalle con una cappella votiva che riprende l'aspetto di una grotta.