La Valle d'Aosta (Vallée d'Aoste in francese, Val d'Outa in dialetto valdostano,Réjón otonoma Val d'Ousta, Asséssorà de l'éducachón é de la queulteua / Regione autonoma Valle d'Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura: AugschtalannIn Töitschu, comune di Issime: . Finito di stampare nel mese di luglio 2010 dalla tipografia Duc di Saint-Christophe. oppure OugstallandIn Titsch. in walser, Val d'Osta in piemontese) è una regione a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale, con capoluogo Aosta, da cui trae il nome, che fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Istituita nel 1946 con l'abolizione della provincia di Aosta, è la regione più piccola d'Italia con di superficie e anche quella meno popolata con abitanti, con un territorio completamente montano, confinando a nord con la Svizzera (distretti di Entremont, di Hérens e di Visp nel Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia, nella regione Alvernia-Rodano-Alpi), a sud e a est con il Piemonte (città metropolitana di Torino, province di Biella e di Vercelli).

Il francese è la lingua co-ufficiale della regione, che è un membro dell'Associazione internazionale delle regioni francofone (AIRF - Association internationale des régions francophones) e dell'Assemblea parlamentare della francofonia (APF - Assemblée parlementaire de la Francophonie). Con un PIL pro capite pari a è seconda nella classifica tra le regioni e province autonome d'Italia.

Denominazione La regione ha due nomi ufficiali: Regione Autonoma Valle d'Aosta (in italiano) e Région Autonome Vallée d'Aoste (pron. fr. AFI: - in francese).

Nel dialetto valdostano, appartenente al ceppo linguistico francoprovenzale, è d'uso la dicitura, non ufficiale, Réjón otonomma Val d'Outa (pron. AFI: ) o Réjón otonoma Val d'Ousta (pron. AFI: ).

Nei documenti in lingua walser è denominata Augschtalann (pron. AFI: - dialetto Töitschu, Issime) o Ougstalland (pron. AFI: - dialetto Titsch, Gressoney).

Non ufficialmente, viene indicata anche con il nome Val d'Aosta; lo stesso fenomeno si osserva in francese, in cui è molto diffusa la dicitura non ufficiale Val d'Aoste (pron. fr. AFI: ).

Geografia fisica Territorio

La Valle d'Aosta è la più piccola regione italiana e si trova in mezzo alle Alpi, che qui si articolano nei settori delle Alpi Graie e delle Alpi Pennine. È circondata dai quattro massicci montuosi più alti d'Italia: Monte Bianco, che con 4.808,72 m è il monte più alto d'Europa, Cervino (4.478 m), Monte Rosa (4.634 m) e Gran Paradiso (4.061 m). La conformazione dell'intero territorio regionale è frutto dell'opera delle glaciazioni, che scavarono la valle principale e le altre valli laterali. I ghiacciai occupano ora solo le cime più elevate. Ghiacciai vallivi si trovano ancora, parzialmente, intorno al massiccio del Monte Bianco.

La regione è attraversata dalla Dora Baltea, importante affluente di sinistra del Po, che ne segna la valle principale da cui dipartono numerose valli secondarie con i loro affluenti, tra cui la Dora di Valgrisenche e il Lys. I maggiori laghi naturali sono il Lago Verney a La Thuile, il Lago delle Laures inferiore (fr. Lac des Laures inférieur) a Brissogne e il Gran Lago (fr. Grand Lac) di Champdepraz.Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Valle d'Aosta, catasto dei laghi censiti al 31/12/2013: Il lago di Beauregard e il lago di Place-Moulin sono bacini artificiali.

I valichi di confine più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il traforo omonimo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), il primo parco nazionale italiano istituito nel 1922, per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione, come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini. Il Parco naturale del Mont Avic (Parc naturel du Mont-Avic) è il primo parco regionale della Valle d'Aosta e si estende tra il vallone di Champdepraz e la Valle di Champorcher.

Clima

A causa dell'orografia del territorio valdostano esistono dei microclimi locali assai differenti anche tra vallate o versanti vicini.

Le temperature variano in base alla quota del territorio. In quota alta c'è un clima alpino, per cui le estati sono brevi e si alternano a lunghi inverni freddi con temperature che scendono anche a -20 °C e con punte anche inferiori a -30 °C a quote più alte di 2.000 m. Nei fondivalle si osservano climi temperati umidi: in inverno le temperature scendono sotto ai 0 °C; d'estate viceversa salgono anche oltre 30 °C, con scarsa ventilazione che accentua la sensazione d'afa.

Le piogge sulla Valle d'Aosta risultano scarse, soprattutto se confrontate con le altre regioni del settore alpino, in quanto i venti che soffiano più frequentemente sono di provenienza occidentale e scaricano sui versanti ovest delle Alpi il loro contenuto di umidità. Le vallate più interne incassate tra imponenti rilievi risultano essere assai secche. Per ovviare alla scarsità di precipitazioni sono state costruite, fin dall'alto medioevo, grandi opere di canalizzazione irrigua denominate Rûs (pron. "rü", anche al plurale), tuttora utilizzate.

Storia

Fino all'unità d'Italia I primi insediamenti umani, rinvenuti nella zona di Saint-Pierre, risalgono al IV millennio a.C. L'area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta e il Cromlech del Piccolo San Bernardo sono altri due rilevanti siti archeologici preistorici in regione.

Abitata in origine dai Salassi, la Valle d'Aosta venne conquistata da parte delle truppe romane. Nel 25 a.C. venne fondata Augusta Prætoria Salassorum, l'odierna Aosta. L'arco d'Augusto, la Porta Praetoria e le altre porte romane, il foro e il teatro romano, la cinta muraria e le torri sono alcuni tra i numerosi reperti di epoca romana che fanno valere ad Aosta il titolo di "Roma delle Alpi". Con l'avvento del cristianesimo, alla fine del IV secolo Aosta divenne sede vescovile, appartenente dapprima all'arcidiocesi di Vercelli e poi, fino all'VIII secolo, alla chiesa metropolitana di Milano.

In seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, la Valle d'Aosta inizialmente fu sotto il dominio di Odoacre per poi entrare a far parte del Regno ostrogoto sotto re Teodorico. Dopo la guerra gotica, la Valle d'Aosta venne annessa alla Prefettura del pretorio d'Italia e, infine, venne conquistata dalle truppe di Alboino nel 568, divenendo parte del Regno longobardo. Approfittando del periodo d'anarchia seguito alla morte di Clefi, il merovingio Gontrano, re dei Franchi d'Orléans, sconfisse i longobardi, annettendosi Aosta e Susa nel 575. A seguito della conquista del regno longobardo da parte di Carlo Magno nel 774, Aosta e Susa seguirono le sorti del regno d'Italia. Sotto l'Impero carolingio si sviluppò la Via Francigena, percorso di pellegrinaggio dal nord Europa verso Roma, compiuto valicando il colle del Gran San Bernardo. Saint-Rhémy-en-Bosses, Aosta, Pontey e Pont-Saint-Martin sono tappe menzionate da Sigerico di Canterbury nel 990.

Per volontà di Ottone I di Sassonia, che intendeva garantirsi libero accesso al regno d'Italia, nel 972 Aosta venne assegnata a suo cognato Corrado III di Borgogna e rimase parte del regno di Borgogna fino al 1032. Come conseguenza, si consolidarono i rapporti politici, economici e commerciali verso l'altro versante delle Alpi. A lungo andare, in Valle d'Aosta si diffusero e svilupparono dialetti francoprovenzali analoghi a quelli parlati in Savoia, nel Delfinato e nell'attuale Svizzera Romanda.

Nel 1032 i Savoia entrarono in possesso della Valle d'Aosta, inglobandola successivamente nel Ducato di Savoia e poi nel Regno di Sardegna, mantenendone ininterrottamente il controllo, salvo brevi parentesi francesi. Questo periodo, fino al XIV secolo, vide lo sviluppo di una rete ospedaliera di assistenza dei pellegrini in corrispondenza delle vie di comunicazione che percorrevano la valle. La prima invasione risale al 1691 per opera di Luigi XIV, ma la valle rimase sotto il controllo dei Savoia. La seconda invasione francese avvenne nel 1704, durante la guerra di successione spagnola, e durò fino al 1706 con la vittoria sabauda nella battaglia di Torino. La terza invasione avvenne per opera di Napoleone. In seguito alla battaglia di Marengo nel 1800, la Valle venne annessa alla Francia e quindi inglobata nel primo Impero francese, dove costituì lArrondissement d'Aoste, facente parte del Département de la Doire (con capoluogo Ivrea). In seguito alla definitiva sconfitta di Napoleone, la Valle d'Aosta ritornò sotto il dominio sabaudo nel 1814.Fatti storici tratti dal sito: http://www.storiavda.it/crono.htm . Direttore: Marco Cuaz

Regno d'Italia Il 24 marzo 1860 il Trattato di Torino cedette alla Francia la Contea di Nizza e il Ducato di Savoia, mentre la Valle d'Aosta rimase al Regno di Sardegna, unica area di lingua francoprovenzale e cultura francofona nel nascituro Stato unitario italiano. Le notizie sul plebiscito in Savoia suscitarono grande disagio in Valle d'Aosta, diventando causa di grande amarezza non solo per la Chiesa valdostana, ma anche sul versante liberale. Personalità di spicco come l'Abbé Henry evidenziarono la profondità della frattura, paragonando la separazione tra Savoia e Valle d'Aosta a quella di due sorelle.

Ulteriore testimonianza del disagio è la lettera, pubblicata il 7 giugno sul quotidiano "L'Impartial", in cui un anonimo espone un ragionamento per sostenere la necessità dell'annessione alla Francia anche della Valle d'Aosta. La proposta cade senza avere alcun seguito, ma l'opzione annessionista era comunque stata avanzata pubblicamente e in maniera netta. Il 17 marzo 1861 veniva proclamata l'unità d'Italia. I valdostani parteciparono alla prima guerra mondiale. Centinaia di profughi, soprattutto bambini, di Trento e Trieste, vennero accolti in valle. I caduti in guerra accertati in base ai dati ministeriali furono 776, stime successive parlarono di un numero di caduti molto superiore, fino alla cifra di 1.557.

Il 30 dicembre 1920 si costituì ad Aosta il primo Fascio di combattimento, alla presenza di Cesare Maria De Vecchi. In seguito all'avvento al potere di Benito Mussolini, venne avviata la politica di italianizzazione. Il Consiglio provinciale scolastico di Torino dispose la soppressione di 268 scuole di villaggio (in francese, écoles de hameau), nell'intento di centralizzare e italianizzare l'educazione valdostana (dopo lunghe trattative furono riaperte 53 scuole di villaggio). Al contempo fu promossa una massiccia industrializzazione, con l'inaugurazione del tunnel ferroviario fra Cogne e Acque Fredde per il trasporto del minerale ferroso delle miniere, la fondazione della Ansaldo-Cogne e della Industrie Lamiere Speciali SpA a Pont-Saint-Martin. Grazie all'immigrazione dal resto d'Italia, la popolazione residente in Valle d'Aosta al censimento del 1931 ammontava a abitanti, di cui oltre il 50% nati fuori Valle (in maggioranza provenienti dal Piemonte e dal Veneto).

Nel 1937 cominciò la revisione della toponomastica cittadina ad Aosta, modificando il nome di vie e piazze e nel 1939 venne elaborata una proposta per italianizzare il toponimo dei 74 Comuni valdostani; l'iniziativa venne assunta in polemica contro la Francia, accusata di condurre una campagna antitaliana. La dichiarazione di guerra alla Francia il 10 giugno 1940, che segnò l'inizio della seconda guerra mondiale per l'Italia, venne accolta dai valdostani "con scarso entusiasmo, anzi con freddezza", secondo le parole del questore di Aosta, Vittorio Labbro.

Seconda guerra mondiale