Orlando (HWV 31) è un'opera seria in tre atti di George Frideric Handel scritta per il King's Theatre di Londra nel 1733. il libretto in italiano fu adattato da L'Orlando di Carlo Sigismondo Capece, dall'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, che fu anche la fonte per le opere di Handel Alcina e Ariodante. Più un successo di critica che di pubblico alla prima esecuzione, Orlando è oggi considerato un capolavoro.
Storia delle esecuzioni
L'opera fu rappresentata per la prima volta al King's Theatre in Londra il 27 gennaio 1733. Ci furono altre dieci esecuzioni e non fu più riproposta. La prima produzione dopo la morte di Handel è stata data a Halle, luogo di nascita di Handel, nel 1922. Nel 1959 ebbe la prima rappresentazione italiana al Teatro della Pergola di Firenze con Rosanna Carteri e Scipio Colombo. Una produzione messa in scena dal Barber Institute of Fine Arts a Birmingham, Inghilterra nel 1966, diretta da Anthony Lewis, con Janet Baker nel ruolo principale, ha riportato l'opera a Londra per la prima volta in oltre due secoli con altre esecuzioni successive lo stesso anno al Teatro Sadler's Wells. La prima negli Stati Uniti dell'opera è stata presentata dalla Handel Society di New York (HSNY) in forma di concerto il 18 gennaio 1971 presso la Carnegie Hall con Rosalind Elias nel ruolo del protagonista. L'HSNY aveva fatto la prima registrazione dell'opera nel 1970 a Vienna, con un cast in gran parte diverso per la RCA Red Seal. Peter Sellars ha diretto la produzione della prima messa in scena del lavoro negli Stati Uniti presso l'American Repertory Theater il 19 dicembre 1981. Il contraltista Jeffrey Gall ha cantato il ruolo principale e Craig Smith ha diretto l'orchestra.
Come successe per tutte le opere serie barocche, Orlando continuò a non essere eseguito per molti anni, ma con il ravvivarsi fin dal 1960 dell'interesse per la musica Barocca e con la pratica delle esecuzioni di opere storiche, esso, insieme con la maggior parte delle opere di Händel, sta ottenendo allestimenti abbastanza regolari, sia nei festival e nei teatri d'opera. Orlando è stata eseguita a Londra in forma sintetica nel 1963 con Janet Baker nel ruolo principale.
Sono state eseguite registrazioni in studio dell'opera completa nel 1970, 1990, 1996, 2012 and 2013. L'opera è stata cantata al Teatro La Fenice di Venezia nel 1985 (sotto Charles Mackerras con Lella Cuberli, Marilyn Horne e Giorgio Surian), Aix-en-Provence, Parigi, Lione, Brooklyn nel 1994/5 (Christie), a Perth nel 2000, al Royal Opera House di Londra nel 2003 (Bicket) e 2007 (Mackerras, con Bejun Mehta come Orlando), a Glimmerglass nel 2003, a New York nel 2005 e 2011, Zurigo nel 2006 e 2007 (Christie), Tourcoing e Gottingen nel 2008, Bruxelles nel 2012, Bruges nel 2013, e Amsterdam (nell'allestimento di Bruxelles) nel 2014. Sono state fatte registrazioni video delle esecuzioni di cui sopra a Parigi, Zurigo (2007, realizzata con Arthaus), e Bruxelles.
Ruoli
RuoloTipo voceCast della prima, 27 gennaio 1733 Orlando, un cavaliere contralto castrato Francesco Bernardi, chiamato "Senesino" Angelica, Regina del Catai soprano Anna Maria Strada del Pò Medoro, un principe Africano contralto Francesca Bertolli Dorinda, una pastorella soprano Celeste Gismondi Zoroastro, un mago basso Antonio Montagnana
Il ruolo di Orlando, originariamente scritto per Senesino, il grande contraltista castrato, è al giorno d'oggi generalmente eseguito da un contraltista o un mezzosoprano. Il ruolo di Medoro fu originariamente scritto per un contralto (o un mezzosoprano) e questa voce viene normalmente mantenuta nelle esecuzioni moderne. I personaggi di Dorinda ed Angelica erano eseguiti da soprani e Zoroastro da un basso.
Trama Orlando (Rolando), un grande soldato nel l'esercito di Carlo Magno, si innamora perdutamente della principessa pagana Angelica, che a sua volta è innamorata di un altro uomo, Medoro. Orlando non riesce ad accettarlo e questo lo porta alla pazzia. Gli viene impedito di causare una completa carneficina solo dal mago Zoroastro, che naturalmente riesce a farlo rinsavire, salvandolo dalla follia. Atto 1 Di notte, sulla sommità di una montagna Lo stregone Zoroastro scruta nel firmamento il destino di Orlando e vede segni nelle stelle che il guerriero Orlando sarà ancora una volta capace di compiere atti di valore e riprendersi dalla sua insana gelosia per la principessa del Catai, Angelica. Il paladino, innamorato d'Angelica appare combattuto tra amore e dovere. Con un gesto della bacchetta magica, il mago evoca visioni inquietanti dei grandi eroi dell'antichità addormentati ai piedi di Cupido. Zoroastro sollecita Orlando a dimenticare Venere, la dea dell'amore, e ancora una volta seguire Marte, dio della guerra. (Aria:Lascia Amor). Orlando è in un primo momento umiliato dalle parole di Zoroastro, ma poi decide che l'amore e il dovere non devono necessariamente essere in conflitto, riflettendo che Ercole non fu derubato del suo stato di eroe per la sua relazione con la regina Onfale o Achille perché si era travestito da donna per un certo tempo (Aria:Non fu già men forte).
Un boschetto con capanne di pastori La pastorella Dorinda riflette sulle bellezze della natura, che però non la riempiono di serenità come in passato; lei sente che questo potrebbe essere un segno che si sta innamorando. Orlando piomba in scena con una principessa, Isabella, che ha appena salvato dal pericolo e Dorinda pensa che anche lui possa essere innamorato. (Aria:Ho un certo rossore). Dorinda aveva dato protezione nella sua capanna alla principessa Angelica, quando Angelica aveva trovato il guerriero moresco Medoro ferito e vicino alla morte e si era perdutamente innamorata di lui e lo aveva portato a rifugiarsi con lei nella capanna della Pastorella. Dorinda è sconvolta dal fatto che Medoro e Angelica sono innamorati, perché lei stessa è innamorata di Medoro, ma Medoro dice a Dorinda che Angelica è una sua parente e l'assicura che non dimenticherà mai la sua gentilezza nei propri confronti (Aria:Se il cor mai ti dirà). Dorinda sa che Medoro non sta dicendo la verità, ma lo trova assolutamente affascinante in ogni caso (Aria: O care parolette).
Zoroastro dice ad Angelica di sapere che lei è innamorata di Medoro e l'avverte che la gelosia di Orlando, quando lo scoprirà, porterà a risultati imprevedibili e potenzialmente pericolosi. Quando Angelica incontra Orlando, lei finge di essere gelosa del suo salvataggio della principessa Isabella, dicendogli che non può aspettarsi che lei ami un uomo che non riesce ad esserle fedele (Aria: Se fedel vuoi ch'io ti creda). Orlando protesta che non avrebbe mai potuto amare nessun'altra a parte lei e si offre di fare qualsiasi cosa per dimostrarlo, persino combattere contro mostri feroci (Aria:Fammi combattere).
Appena Orlando parte entra in scena Medoro e le chiede con chi lei stesse parlando. Lei spiega che Orlando è un guerriero potente ed è infatuato di lei e raccomanda che loro due dovrebbero ritirarsi nel suo regno ad est per sfuggire alla sua ira. Dorinda è sconvolta nel vedere che si abbracciano, ma gli amanti le dicono di non essere troppo scoraggiata: un giorno anche lei troverà l'amore. Angelica regala a Dorinda un prezioso bracciale in segno di gratitudine per la sua ospitalità (Trio:Consolati o bella).
Atto 2
Una foresta Dorinda, inconsolabile per la perdita di Medoro, ascolta la canzone malinconica dell'usignolo e trova che il suo canto si accorda con il suo stato d'animo (Arioso:Quando spieghi tuoi tormenti). Orlando chiede di sapere il motivo per cui Dorinda ha detto a tutti che lui è innamorato di Isabella. Dorinda nega e dice che stava parlando non di lui, ma dell'amore di Medoro e Angelica. Gli mostra il bracciale che sostiene di aver ricevuto da Medoro e dice che vede il suo volto in ogni ruscello e fiore (Aria:Se mi rivolgo al prato). Orlando riconosce il bracciale come quello che lui aveva donato ad Angelica ed è furioso per il suo tradimento. Giura di uccidere lei, poi se stesso e di inseguirla fino all'Inferno (Aria:Cielo! se tu il consenti).
Da una parte un boschetto di alberi di alloro, dall'altra l'ingresso di una grotta Zoroastro consiglia a Medoro e Angelica di fuggire l'ira di Orlando e promette di proteggerli nel loro viaggio, consigliando loro che dovrebbero sempre essere guidati dalla ragione (Aria:Tra caligini profonde). Angelica e Medoro sono rattristati di dover lasciare i boschi in cui si sono innamorati e Medoro scolpisce i loro nomi sugli alberi come ricordo (Aria:Verdi Allori). Angelica è grata a Orlando per averle salvato la vita una volta e si sente in colpa per aver mentito, ma si dice che arriverà a comprendere il suo amore per Medoro, essendo lui stesso innamorato (Aria:non potra dirmi ingrata). Si congeda tristemente dal bellissimo bosco dove si era innamorata (Aria:Verdi piante).
Orlando irrompe sulla scena e tenta di uccidere Angelica, che invano chiama Medoro per salvarla. Zoroastro invoca alcuni spiriti che scagliano via Angelica lontano su una nuvola. Orlando comincia a perdere la ragione: si immagina di essere morto e vede se stesso entrare nell'Ade. Ha una visione del suo odiato rivale fra le braccia di Proserpina, regina degli inferi, ma poi si accorge che Proserpina piange e prova pietà per lei (recitativo accompagnato:Ah Stigie larve!). Infuriandosi nuovamente, Orlando si precipita nella grotta, ma essa si apre dividendosi e rivela Zoroastro su un carro volante. Egli mette Orlando sul carro e lo trascina via.
Atto 3
Un boschetto con delle palme
Medoro si era separato da Angelica nella confusione ed ora è tornato alla capanna di Dorinda per cercare rifugio una volta di più. Le dice che l'avrebbe amata, se avesse potuto, ma che non può donarle il suo cuore (Aria:Vorrei poterti amare). Dorinda descrive il turbine di passioni causate dall'amore (Aria:Amore è qual vento). Appare Orlando e, rivolgendosi a Dorinda come a Venere, dichiara il suo amore per lei. Dorinda può vedere che Orlando è ancora fuori di sé e questo è ancora più evidente quando lui la confonde con un nemico di sesso maschile con cui aveva combattuto in precedenza.
Zoroastro appare e ordina ai suoi spiriti guardiani di trasformare il boschetto in una grotta buia dove cercherà di riportare Orlando alla ragione. Sa che le tempeste alla fine si allontanano e la calma tornerà (Aria:Sorge infausta Una procella).
Angelica trova Dorinda che piange e lei spiega che Orlando nella sua follia ha bruciato completamente la sua casa, uccidendo così Medoro. Angelica è devastata e quando appare Orlando lo implora di uccidere anche lei (Duetto:Finché prendi ancora il sangue).
Orlando scaglia Angelica nella caverna e, immaginando che di aver liberato il mondo da tutti i suoi mostri, si sdraia per riposare. Zoroastro allora dice che è giunto il momento di guarire la mente di Orlando; un uccello magico scende con una fiala d'oro, il cui contenuto lo stregone spruzza sul viso addormentato di Orlando. Orlando si sveglia, riportato alla ragione, ma è inorridito di apprendere che ha ucciso sia Medoro che Angelica e implora la morte per se stesso. Zoroastro però aveva salvato sia Angelica che Medoro; Orlando è felice di vederli e augura loro una vita felice insieme. Dorinda dimentica il suo dolore e invita tutti a casa sua per festeggiare.
Contesto ed analisi