Fu beatificata, per equipollenza, da papa Pio VII nel 1823.

Biografia Abbracciò la vita religiosa come conversa nel monastero femminile di Santa Lucia a Bagno di Romagna; si distinse per la vita di preghiera e la castità.Costanzo Somigli, BSS, vol. VI (1965), col. 555.

L'appartenenza della beata all'ordine camaldolese è incerta.Costanzo Somigli, BSS, vol. VI (1965), col. 556.

Morì in tarda età e fu sepolta in un sarcofago di pietra nella chiesa conventuale di Santa Lucia.

Culto Nel 1287 il suo corpo fu traslato nella chiesa parrocchiale di Bagno di Romagna e collocato in un sarcofago di marmo; i resti furono nuovamente trasferiti nel 1506 e posti in un'urna in una cappella a lei dedicata.

Il suo culto ab immemorabili fu confermato da papa Pio VII il 15 aprile 1823. La sua festa si celebrava il 13 settembre presso i camaldolesi e l'11 settembre nella diocesi di Sansepolcro; la festa popolare a Bagno di Romagna si celebrava la seconda domenica di settembre.

Il suo elogio si legge nel Martirologio Romano al 16 gennaioMartirologio romano (2004), p. 137.; in diocesi di Cesena-Sarsina la memoria liturgica ricorre l'11 settembreSanti e Beati – Diocesi di Cesena-Sarsina..

Note

Bibliografia Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969. Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2004.

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