Le persone senzatetto, senza casa o senza fissa dimora (per le quali è usata a volte la parola francese clochard, l'inglese homeless o l'italiano barbone), sono persone che per lungo tempo non hanno un luogo fisso di residenza.
Ciò le distingue dalle persone che condividono questa condizione per una libera scelta personale (come gli hobo e gli schnorrer o i punkabbestia), o per il retaggio culturale e storico riempito della vita in comunità chiusa e riempite al collettivismo sociale, come nel caso dei popoli nomadi (popolo Rom e sinti).
La condizione dei senza casa è più visibile nelle aree povere delle grandi città e in quelle suburbane, anche se essi spesso coesistono più o meno visibilmente dentro comunità dove i residenti non sono poveri. Il termine legale senza fissa dimora (in inglese No Fixed Abode, NFA, e in francese Sans domicile fixe, SDF) è spesso usato ufficialmente come alternativa a persona senza casa o senzatetto.
Non sono infrequenti ogni anno, gli eventi di persone morte a causa del freddo, per rifiuto o per insufficiente disponibilità di posti-letto nei centri di accoglienza, e per la mancanza di beni primari poco costosi e facilmente reperibili, come un kit di sopravvivenza e una coperta termica.
Per arginare il problema del decoro urbano e delle possibili morti per assideramento, alcune pubbliche amministrazioni italiane hanno erogato contributi ai proprietari di immobili a uso residenziale che avessero concesso in locazione o in comodato un proprio fondo sfitto o relative pertinenze a uno o più persone prive di proprietà private eleggibili come proprio domicilio ovvero della stabilità di reddito generalmente richiesta dal mercato delle locazioni per poter ottenere il bene primario dell'abitazione principale. Si tratta di ordinari contributi a fondo perduto per la locazione di un immobile che sono ripartiti fra locatore e locatario, previa registrazione di un regolare contratto di locazione. Nessuna legge vieta di assegnare una priorità ai senza fissa dimora da lungo termine e relative situazioni assimilate (es. vittime di un cataclisma naturale), che versino prioritariamente in una situazione di grave emergenza abitativa.
Cause che portano a questa condizione Vi sono molte possibili cause che portano alla perdita della casa.
Alcuni deliberatamente scelgono di non avere una residenza permanente, includendo viandanti a piedi e quelli che hanno forti convincimenti spirituali personali antimaterialistici (come gli yoghi in India).
Fuga dall'abuso domestico, includendo ogni tipo di abuso sessuale, fisico e mentale: le vittime che scappano da questi tipi di abuso spesso si ritrovano senza una casa. I bimbi che hanno subìto abusi hanno spesso una maggiore probabilità di cadere nell'uso delle droghe, cosa che contribuisce a rendere loro difficile lo stabilirsi in una residenza. Nel 1990 uno studio trovò che la metà delle donne e dei bambini senza casa fuggivano dall'abuso. Abbandono delle cure ospedaliere o di lungodegenza: sia per problemi di natura fisica sia di salute mentale. Fuoriusciti dal carcere: molto spesso le persone appena uscite dal carcere non trovano lavoro, hanno pochi soldi e nessun luogo dove andare. Casi di malagiustizia, in cui le vittime, deprivate di tutto da rei ignoti, non ottengono né giustizia né risarcimento. Problemi di salute mentale: le persone sofferenti da condizioni causanti psicosi spesso trovano difficile il riuscire a mantenere un'abitazione. Inoltre, cambi nelle politiche pubbliche possono portare all'incremento dei senza tetto, come avvenne negli Stati Uniti durante i primi anni ottanta, quando molte persone vennero obbligatoriamente dimesse dai manicomi. Nei paesi ad alto reddito la prevalenza media di qualsiasi disturbo mentale è stata stimata al 76,2% con un Intervallo di confidenza al 95% pari a [64,0%,86,6%]. In molti casi, non è possibile stabilire quale delle due condizioni si sia instaurata prima. Secondo l'associazione americana National Alliance for the Mentally Ill (NAMI), vi sono circa 50 000 malati di mente senza tetto nella sola California per via dello sgombero degli istituti psichiatrici effettuato tra il 1957 e il 1988 e la mancanza di adeguati sistemi di servizi locali. Difficoltà economiche conseguenti alla perdita del lavoro o al divorzio.
Tossicodipendenza o abuso di alcol: si stima che circa il 38% degli "homeless" abbiano una dipendenza da qualche tipo di sostanza. Esiste un dibattito riguardo al fatto che la tossicodipendenza sia una causa o una conseguenza della condizione di senza tetto. Comunque, indipendentemente dal come insorga, una dipendenza non trattata rende la fuoriuscita dalla condizione di senza casa estremamente difficile. Crisi finanziaria o l'accumulo di debiti. Sfratto. Mancanza di salari che consentano una vita decente. Disastro naturale, come per le decine di migliaia di residenti di New Orleans in Louisiana che persero le loro case in seguito alle esondazioni provocate dall'uragano Katrina. Veterani di guerra in dissociazione psichica: come ad esempio i veterani della guerra del Vietnam. Ragazzi padri-ragazze madri ovvero minorenni che diventano genitori. Gli sfratti degli inquilini sono una causa significativa della nascita dei senzatetto.
Diversi posti di rifugio
L'assenza di una dimora stabile induce alla ricerca di soluzione di ripiego, pur di non morire di fame, sete, ipotermia, patologie secondarie acquisite e dolori insopportabili generati dalla denutrizione e dal freddo (che può causare sindrome di Raynaud e angina pectoris). Possibili soluzioni a determinate circostanze: all'esterno: all'aperto, in una tenda o tra i rifiuti. in un veicolo: un'automobile o una roulotte. Alcuni di questi sono persone benestanti che vivono in questo modo per scelta e non si ritengono "senzatetto" nel senso comune. Per altri un veicolo può servire come sistemazione temporanea, per esempio persone appena sfrattate dalla casa che occupavano. in un luogo pubblico: parchi, autobus o stazioni ferroviarie, aeroporti, garage. in strutture abbandonate: edifici o automobili abbandonate, barche tirate a secco. rifugi. dormitori: che offrono alloggio temporaneo economico e spesso sono usati da coloro che cercano di uscire dalla condizione di senzatetto. amici o famiglia. campi profughi: campi adeguatamente attrezzati per i senzatetto solitamente situati vicino alle stazioni ferroviarie.
Demografia
Italia
Secondo gli ultimi dati rilevati a livello nazionale, pubblicati nel 2015, dalla Federazione italiana organismi persone senza dimora (Fio.PSD) e Istat, e aggiornati all'anno precedente, i senza fissa dimora in Italia superano le 50 000 unità. Sono stati presi in considerazione coloro che hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna nei 158 comuni italiani selezionati per l'indagine.
La città più colpita dal problema senzatetto è Milano, con più di 12 000 persone. Segue Roma con quasi 8 000 persone senza fissa dimora. Poi Palermo ne conta circa 3 000, Firenze circa 2 000, e Torino più di 1 900.
Nord Italia: 22 215 senzatetto Centro Italia: 11 548 senzatetto Sud Italia: 6 478 senzatetto
Le quote per sesso:
68% uomini 32% donne
Due terzi hanno al massimo la licenza media, e il 76% vive da solo, in crescita rispetto al 72% del 2011.
Secondo il Censimento Permanente della Popolazione e delle Abitazioni 2021 dell'Istat, il numero delle persone "che vivevano nei campi attrezzati, nelle baracche, nei garage e nelle situazioni di fortuna" era pari a 500.000 unità, contro le 125.000 rilevate nel 2011. La differenza dipende anche dall'adozione di una nuova metodologia di computo: a partire dal censimento del 2021 si sono utilizzati per la prima volta come fonte i registri delle anagrafi locali.
Il censimento Istat rileva la parte di popolazione che risulta essere iscritta all’anagrafe presso un indirizzo di residenza fittizio (senza tetto) e coloro che, pur non avendo un luogo di dimora abituale, eleggono il proprio domicilio presso il Comune dove dimorano abitualmente (senza fissa dimora). Ciò non permette di distinguere fra coloro che semplicemente non hanno un domicilio stabile (figli di giostrai o venditori ambulanti, minori i cui genitori ricorrono all’istituto della residenza fittizia per motivi fiscali, ecc.), da coloro che effettivamente non hanno un tetto sotto a cui dormire.
Nel 2024 sono morti in Italia 450 clochard di cui 49 vittime di violenza. La prima causa di morte sono le malattie aggravate dalla miseria cui seguono le vittime di reati. L'abitazione non protegge soltanto dal freddo e dalla morte per ipotermia, ma anche dai pericoli che sono nelle strade.
Demografie etniche
40,5% italiani 13,2% europei UE 2,5% europei extra UE 0,9% americani 4,8% asiatici 0,1% dall'Oceania 33,3% africani 4,8% non registrati
Unione Europea Al gennaio 2024, Euronews in collaborazione con la Commissione Europea dichiara che dal 2009 il numero di senza tetto nell'Unione Europea è raddoppiato. Ogni notte circa 895.000 persone dormono all'addiaccio o in alloggi di emergenza. Il drastico aumento dei prezzi degli affitti, del carburante e dei generi alimentari sono ritenuti uno dei fattori determinanti di questo fenomeno.
Stati Uniti
41% uomini singoli 40% famiglie 14% donne singole 5% giovani
La maggior parte delle famiglie di senzatetto negli USA consistono in una donna non sposata con i suoi figli.
Demografie etniche
49% afro-americani 35% bianchi 13% latino-americani 2% nativi americani 1% asiatici o discendenti
Negli USA, circa 500 000 veterani sperimentarono la condizione di "senzatetto" durante qualche periodo dell'anno. Veterans Affairs è un ente che fornisce alloggio soltanto a veterani di guerra USA cronicamente malati. Da segnalare anche che disabilità fisiche che rendono difficile oppure impossibile a una persona il trovare lavoro sono spesso comuni tra le persone homeless.
Australia Censimento del 2001 di 100 000 senzatetto in Australia 58% maschi 42% femmine 36% tra 12 e 24 anni 10% minori di 12 anni 8,5% aborigeni e Torres Strait Islanders 23% nei dormitori 49% con amici e parenti 14% dormono all'aperto 14% stanno in strutture finanziate della SAAP
Cause comuni
Violenza in casa e famiglia (22%) Sfratto (11%) Rottura dei rapporti familiari (11%) Sistemazione usuale non disponibile (11%) Difficoltà finanziarie (10%)
Servizi ai senza casa I ricoveri per senza casa aperti dai governi, chiese, o istituti di carità municipale lavorano per fornire una temporanea abitazione ai senzatetto. I tipi di rifugio comprendono il ricovero notturno, ricovero riscaldato, il rifugio di transizione, le case popolari, l'Housing First. Mentre alcuni rifugi forniscono anche cibo, altri chiedono alle persone di rifocillarsi in banche alimentari oppure di andare a una mensa per i poveri per la nutrizione.
I servizi ausiliari forniti da alcuni rifugi includono: dispensari. vestiario e oggetti di uso personale. docce e servizi igienici. agenzia di collocamento. assistenza legale e altri servizi sociali: come il controllo della dipendenza da stupefacenti, terapia dei traumi fisici e il trattamento della depressione.
Nonostante tutto, vi sono molte lamentele riguardo alla sicurezza e alla qualità dei rifugi per homeless. Le case popolari sono una soluzione più costosa che secondo alcuni sociologi potrebbe ridurre di molto il circuito perverso che porta a diventare un senza tetto. Alcune strutture di ospitalità hanno modificato la propria organizzazione offrendo, oltre alla risposta ai bisogni primari, percorsi educativi rivolti alle persone senzatetto, finalizzati al cambiamento rispetto ai comportamenti che hanno condotto alla situazione di marginalità e al successivo reinserimento sociale. Si cita ad esempio l'esperienza del Nuovo Albergo Popolare di Bergamo.