Conosciuto come Antonino Grano, fu pittore, architetto, incisore, fu molto attivo in Sicilia nei decenni tra il XVII e XVIII secolo, soprattutto in collaborazione con l'architetto Giacomo Amato.S. de Cavi,Collaborazione artistica nel tardo barocco romano e siciliano: il disegno della scultura nei progetti d’architettura di Giacomo Amato, in "Abaton", Revista de figuración, representación e imágenes de la arquitectura, 1,2023,pp.105-118. Fu una tra le personalità più significative nel panorama artistico palermitano, come attesta la copiosa produzione e la grande fama di cui godette.Pagine 354 e 355, Gaspare Palermo, "Guida istruttiva per potersi conoscere ... tutte le magnificenze ... della Città di Palermo" , Volume primo, Palermo, Reale Stamperia, 1816 Considerato dalla storiografia artistica siciliana come un seguace di Pietro Novelli, del quale restaurò anche diverse opere, si formò inizialmente nell’ambiente palermitano e successivamente completò la sua formazione a Roma.L. Sarullo, Dizionario degli artisti siciliani. Pittura, p. 241. Biografia Nacque a Palermo intorno al 1660.

La prima documentazione della sua attività risale al luglio del 1678 quando Grano si occupò del restauro degli affreschi con figure di Virtù, realizzati, anni prima, da Pietro Novelli nella Chiesa del Gesù, a Casa Professa, a Palermo. Da questa data fino al 1681 non è documentata la presenza dell’artista nella città d’origine, ciò probabilmente in concomitanza con un primo viaggio che il Grano intraprese per Roma.

Soggiornando nella capitale frequentò l'ambiente che gravitava intorno al pittore classicista Carlo Maratta e che egli poté frequentare grazie a Giacinto Calandrucci, discepolo appunto di Maratta. Non è escluso che il Grano intrattenesse rapporti proprio col Maratta, tant’è che nel 1685, proprio su richiesta di quest’ultimo, al quale era stata commissionata una Madonna del Rosario per l'oratorio palermitano di Santa Cita, il pittore palermitano eseguì, per mandarlo allo stesso, un disegno della Madonna e santi, dipinta da Antonio Van Dyck nel 1628, per l'oratorio di San Domenico.

Tornato in Sicilia, nel 1682 il pittore aveva ottenuto l’incarico di dipingere un telone (ora perduto), in sostituzione di quello tardo cinquecentesco realizzato da Vincenzo da Pavia, da esporre durante la Settimana Santa per coprire il cappellone della Cattedrale.

Negli anni seguenti iniziò una fortunata attività caratterizzata da numerosi incarichi soprattutto per affreschi nelle numerose chiese che gli ordini religiosi andavano a costruire o rinnovare a Palermo. Sono da collocare tra il 1684 ed il 1685 gli affreschi nella Chiesa della Martorana con la Gloria dell’Ordine nella volta del presbiterio e con i Quattro dottori della Chiesa, solide figure quest’ultime impostate nei pennacchi con notevole sicurezza, a confermare la cultura di tradizione novellesca assieme ad echi, forse più mediati che diretti, della cultura romana di impronta classicheggiante, probabilmente da disegni e da stampe. M. G. Paolini, Antonino Grano, 1976, p. 9

Riportano la data del 1687 i due affreschi della Visitazione e della Passione di Cristo, eseguiti per due cappelle della chiesa del Noviziato dei Gesuiti. Seguirono la Cappella del Crocifisso nel Duomo di Monreale, gli affreschi nel presbiterio di Santa Chiara, quelli nella volta della navata e il coro di Santa Maria di Valverde (databile all’incirca al 1696), nella Casa Professa e nella a chiesa della Pietà, dove nel 1708 dipinse Il Trionfo dell'Ordine domenicano.

Oltre ad essere pittore il Grano fu un abile progettista di elementi architettonici; è infatti del 1690 un progetto riguardante il riassetto della cappella di Sant’Anna nella Chiesa del Gesù, a Casa Professa; qui l’artista intervenne soprattutto nelle due nicchie fornendo modelli e disegni di propria ideazione per alcune sculture in marmo di soggetto mariano.Maria Viveros, GRANO, Antonio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 58, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002, p.547 Tale soluzione architettonica venne peraltro utilizzata nel 1703 per le tre nicchie ospitanti altrettante sculture nel presbiterio della Chiesa della Gancia. Operando con queste modalità il riassetto della cappella di Sant’Anna, sempre a Casa Professa, si raggiunse, attraverso l’integrazione tra architettura, scultura e pittura, un’eccezionale sintesi visiva ed emotiva. Tale integrazione spiega anche come il Grano si sia trovato a collaborare in più occasioni sia con l’architetto Giacomo Amato che con gli scultori Giacomo e Procopio Serpotta, artisti tra i più richiesti a Palermo tra il XVII ed il XVIII secolo e a comprovare tale attività congiunta, si possono citare i disegni, eseguiti dal Grano, contenuti all’interno dei sette volumi facenti parte della raccolta di disegni autografi dell’architetto Giacomo Amato, conservati a Palermo nella Galleria Regionale di Palazzo Abatellis. Costui, esponente di spicco della nuova generazione di architetti, trovò il modo di affermarsi, negli anni Ottanta del Seicento, elaborando a Palermo un’originale architettura, dopo aver maturato a Roma la propria formazione; infatti l’Amato, per trovare soluzioni adeguate alle sue ideazioni, era solito assegnare a specialisti problemi di ordine strutturale e figurativo, riuscendo a trarre dagli interventi delle diverse personalità armoniche composizioni di felice fusione. È opportuno pure ricordare l’esistenza di disegni eseguiti dal Grano relativi a decorazioni di architetture o di suppellettili varie, come, per esempio, il disegno per le suore del monastero di Santa Teresa alla Kalsa, a Palermo, relativo ad una cassa da usarsi per la funzione del giovedi santo, su progetto dell’Amato e forgiata in argento da Francesco Iuvarra nel 1703. Ed altri disegni attribuiti allo stesso sono quelli riguardanti la progettazione di macchine effimere costruite in occasione di festività o di ricorrenze particolari.

Risalgono invece al 1708 gli affreschi nella chiesa del Monastero della Pietà completati nel 1712 e raffiguranti la Gloria dell'Ordine domenicano e scene della Vita dell’Ordine. Si tratta di una complessa decorazione eseguita grazie alla collaborazione del Grano, di Giacomo Amato e di Giacomo Serpotta, l’elaborazione della quale esita un indiscutibile quanto appariscente esempio di simbiosi fra architettura, pittura e scultura. Il contributo del Grano, nel Trionfo dell’Ordine domenicano si rivela questa volta lontano dalle soluzioni formali di matrice novellesca, perseguite nei precedenti affreschi e mostra piuttosto influssi d’ispirazione solimenesca e ascendenze elettive con riferimento alla scuola di Luca Giordano, semmai con un recupero del gusto arcadico negli affreschi degli scomparti laterali della volta (C. Siracusano, La Pittura…, p. 182). Non collocabili cronologicamente, per mancanza di dati documentari, sarebbero gli affreschi realizzati per l’Oratorio delle Dame, sempre a Palermo, raffiguranti l’Assunzione della Vergine e Storie dell’infanzia di Gesù. Tali affreschi sono caratterizzati da un linguaggio brioso ed elegante, sorretto da una vivace vena narrativa, di sapore sottilmente profano…(C. Siracusano, La Pittura…, p. 182). Nel 1713 il Grano eseguì gli affreschi, oggi perduti, della cappella di San Francesco di Paola, nella Cattedrale di Palermo, su commissione dell'Arcivescovo Gasch e quelli della cappella di San Michele, anch’essi perduti.

Apprezzabile anche come incisore, il Grano realizzò pregevoli esemplari, come la rarissima incisione realizzata nel 1689, in occasione delle esequie di Maria Luisa di Borbone e quella raffigurante la Cattedrale di Palermo. Mentre tre anni prima il nostro aveva eseguito il disegno per il frontespizio del libro di Michele Del Giudice, Palermo magnifico nelle feste di S. Rosalia.

Opere Alcamo

1708 - 1710, Paradiso, affreschi, ciclo pittorico presente nella chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo.

Monreale

Cattedrale di Santa Maria Nuova

1692, Battaglia degli angeli contro Lucifero, affresco raffigurante la Battaglia degli Angeli ribelli, opera perduta documentata nel cupolino della Cappella del Crocifisso. 1692 circa, Cristo deposto, dipinto, attribuzione per stile. , nel 1701, Il Grano dipinse i pennacchi della cupola nella chiesa di Santa Cita e successivamente eseguì, nella chiesa di San Francesco di Paola, gli affreschi riguardanti Scene della vita del Santo e dei padri dell’Ordine.

Palermo

Chiesa del Gesù di Casa Professa

1678 - 1687, Virtù, affreschi, duplice intervento di restauro per il ciclo pittorico e delle vele della Cappella di Sant'Anna, realizzate da Pietro Novelli nel 1644, in avanzato stato di deterioramento. 1690, Cappella della Sacra Famiglia, progetto di riassetto, realizzazione di due nicchie e statue marmoree di sua ideazione. 1702 - 1705, Della decorazione pittorica della Chiesa del Gesù sono rimasti solo gli episodi cristologici nelle cupolette: l’Adorazione dei pastori, l’Adorazione dei Magi, la Circoncisione di Gesù, l’Andata al Calvario, l’Innalzamento della Croce, il Cristo Risorto. Oltre che la decorazione pittorica, espletò l'incarico dell'ideazione della parte scultorea, compiuta poi da Procopio Serpotta, nella Cappella dei Santissimi Martiri e Cappella di Nostra Signora. XVIII secolo, Sacra famiglia, dipinto, opera custodita nella Cappella della Sacra Famiglia.

1678- 1696, Trionfo della Trinità, Mosè guida il suo popolo, Apoteosi della Vergine, affreschi realizzati rispettivamente nella cupola e nell'emisfero dell'abside della chiesa di Santa Chiara. Furono seriamente danneggiati dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale; ciò che rimane, nella cupola è purtroppo soltanto l’Apoteosi della Trinità e della Vergine. 1681, Passione di Gesù, affreschi, ciclo pittorico documentato nella chiesa di San Mattia, Noviziato dei Crociferi alla Kalsa.. 1683, Ciclo, affreschi, opere documentate a decorazione delle finestre della cattedrale metropolitana primaziale della Santa Vergine Maria Assunta. 1715, Ciclo, affreschi, opere perdute documentate nella Cappella di San Michele della cattedrale metropolitana primaziale della Santa Vergine Maria Assunta. 1684 - 1685, Gloria dell'Ordine benedettino e Quattro dottori della Chiesa, affreschi realizzati rispettivamente nella cupola e nei pennacchi. Affreschi, ciclo pittorico presente nelle volte della chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio.. 1687, Visitazione, Compianto sul Cristo Morto, Ascesa al Calvario, Trinità col Cristo Morto, affreschi, opere presenti nella Cappella dell'Immacolata Concezione e Cappella del Santissimo Crocifisso del noviziato dei gesuiti, chiesa di San Stanislao Kostka. 1693 - 1697, Affreschi, collaborazione con Filippo Tancredi per la realizzazione della decorazione ad affresco della sagrestia della chiesa della Madonna di Monte Oliveto..