Fondatore del rexismo, movimento nazionalista belga di ispirazione cattolica, per poi indirizzarsi ideologicamente al fascismo. Combatté nella seconda guerra mondiale nel contingente vallone delle Waffen-SS
Esiliato in Spagna nel 1945 e ivi naturalizzato nel 1954, ha sempre difeso ed esaltato il suo operato erigendosi a paladino del nazionalsocialismo e delle tesi revisioniste sulla seconda guerra mondiale. È stato una delle principali figure del neonazismo e referente di alcuni movimenti dell'estrema destra europea.
Infanzia e giovinezza
Léon Joseph Marie Ignace Degrelle nacque a Bouillon, nelle Ardenne belghe, presso il castello Goffredo di Buglione, leggendario condottiero della prima crociata. Suo padre Édouard Degrelle esercitava il mestiere di birraio in Francia ed era espatriato in Belgio nel 1901, secondo quanto scrive Robert Brasillach (1909–1945), giornalista francese simpatizzante nazistaRobert Brasillach, Léon Degrelle et l'avenir de Rex, Paris, Plon, 1936., a seguito dell'espulsione dei gesuiti francesi e al rinfocolarsi del movimento anticlericale diffuso in quel periodo in Francia. Secondo lo storico Alain Colignon, in realtà Édouard Degrelle lasciò la Francia per impiantare in Belgio una birreria che assicurava maggiori guadagni.Alain Colignon, « Léon Degrelle», in Nouvelle biographie nationale, vol. 6, Bruxelles, Académie royale des sciences, de lettres et des beaux-arts, 2001, p. 111 Sua madre, Marie-Louise Boever, era la figlia del capo della destra della provincia belga del LussemburgoJean-Marie Frérotte, Léon Degrelle, le dernier fasciste, Bruxelles, Paul Legrain, 1987, p. 9.. Assunta la nazionalità belga, Édouard Degrelle avviò la sua carriera politica con il Partito cattolico belgaSi candidò ancora una volta nel 1936 nella lista Rex.; eletto al consiglio provinciale del Lussemburgo, divenne deputato nel 1925Jean-Michel Étienne, Le mouvement rexiste jusqu'en 1940, Paris, Armand Colin, Cahiers de la fondation nationale des sciences politiques, n. 195, 1968, p. 9.
Léon fu il quinto figlio nato dalla coppia, dopo Marie, Édouard (morto all'età di venti mesi), Jeanne, Madeleine e prima di Louise-Marie, Édouard e SuzanneJ.-M. Frérotte, op. cit., p. 10.. La famiglia era contraddistinta da un fervente cattolicesimo: preghiera la sera, messa e comunione ogni giorno, presenza a quattro funzioni la domenica.J.-M. Frérotte, op. cit., p. 16. Léon frequentò la scuola materna con sua sorella Louise-Marie presso i "Religiosi della dottrina cristiana"J.-M. Frérotte, op. cit., p. 11. Dopo aver completato gli studi secondari presso l'"Istituto San Pietro" di Bouillon nella sezione di greco e latinoJ.-M. Frérotte, op. cit., p. 20., Degrelle entrò nel 1921 nel collegio di "Nostra Signora della pace" a Namur tenuto dai gesuiti, «compiendovi degli studi irregolari, talvolta brillanti, talvolta mediocri a seconda degli anni».
Appassionato alla letteratura e in particolare alle opere di Charles Péguy, iniziò a scrivere composizioni poetiche e a collaborare a giornali e riviste di provincia quando aveva appena quindici anni, età in cui viene descritto come «un adolescente robusto, piuttosto ribelle, scarsamente comunicativo, con una volontà di dominare, di comandare, con una certa insolenza e una sensibilità quasi malata»; «egli ha una tendenza molto pronunciata per le professioni di fede, le frasi incisive, le parole colorite»Giovanni F. di Muro, Léon Degrelle et l'aventure rexiste (1927-1940), Editions Luc Pire, 2005, pp. 23-24..
A diciassette anni intraprese una fitta corrispondenza con il cardinale Désiré-Joseph Mercier, primate dei belgi, e venne notato dal capo del partito socialista belga Émile Vandervelde, che pubblicò uno dei suoi articoli ne Le Peuple e gli manifestò la sua simpatiaJ.-M. Étienne, op. cit., p. 10.. Durante i suoi studi in collegio scoprì il pensiero di Charles Maurras, di cui divenne un acceso sostenitore e «di cui apprezza soprattutto l'antiparlamentarismo e il culto della monarchia».
A causa della sua vicinanza con le idee e il programma dell'Action française, Degrelle concepì ugualmente una profonda ammirazione per l'opera di Léon Daudet, ed «è del tutto evidente che tramite questo incontro che egli acquisisce il suo stile polemico e vigoroso». Nel 1924, a diciotto anni, Degrelle iniziò i suoi studi di diritto nella facoltà dell'università cattolica di Namur ed è durante questo primo anno di studi che egli organizzò una forte campagna di sostegno a Maurras rispondendo a un sondaggio proposto da i "Quaderni" della gioventù cattolica sulla domanda «tra gli scrittori degli ultimi venticinque anni quale considerate come vostro maestro?». La campagna fu particolarmente efficace e Maurras venne indicato dalla maggioranza delle risposte.
Degrelle non riuscì a superare gli esami di giurisprudenza e allora iniziò lo studio di lettere e di filosofia tomista presso l'università cattolica di Lovanio: dopo due anni compiuti con successo, s'iscrisse alla facoltà di giurisprudenza e scienze politiche «dove affronta con esiti scarsi i suoi esami che supera a fatica e comunque non arriverà mai alla laurea. [...] Se i suoi insuccessi nello studio del diritto sono innegabili, essi sono attribuibili più alle sue molteplici attività extrascolastiche che a una presunta debolezza intellettuale»J.-M. Étienne, op. cit., p. 11.. Uno dei suoi professori, il visconte Terlinden, riteneva che si trattasse di uno studente mediocre del quale «la povertà culturale alimentava penosamente, durante gli esami, un linguaggio molto elaborato»G. F. di Muro, op. cit., p. 27..
Scrittore e giornalista Nell'ottobre 1927, prima della conclusione dei suoi studi e per iniziativa di monsignor Picard, cappellano dell'Associazione cattolica della gioventù belga (ACJB), Degrelle assunse la direzione de L'Avant-Garde, il giornale degli studenti di Lovanio che sotto la sua direzione raggiunse «la pubblicazione di un numero di copie straordinario per questo genere di pubblicazione ( copie)». Nel gennaio del 1928 partecipò al saccheggio di una esposizione dell'Unione sovietica organizzata a Bruxelles, dichiarando riguardo ai comunisti che «essi vogliono annientare ciò che a noi è più caro: la Chiesa, la Nazione, l'ordine sociale e familiare...[...] né pacatezza né cortesie nei confronti di questa gente di Mosca. Bisogna semplicemente dir loro tre parole: Lontani da noi!G.F. di Muro, op. cit., p. 28.»
Dal 1928 al 1930 Degrelle scrisse, di volta in volta, poemi (Les Tristesses d'hier - Le malinconie di ieri - raccolta edita nel 1930), opere di parodia come Jeunes plumes et vieilles barbes de Belgique (Giovani penne e vecchie barbe del Belgio) e Les grandes farces de Louvain (Le grandi farse di Lovanio), libri di politica e di polemica (Les Flamingants - I fiamminghi - nel 1928 dove avanza «la necessità d'una migliore comprensione tra le due comunità nazionali») e Furor teutonico, dove appoggia le autorità cattoliche contro gli ambienti anticlericaliJ.-M. Étienne, op. cit., pp. 12-13..
Nel 1929 l'abate Norbert Wallez l'assunse come redattore al Vingtième Siècle, dove nello stesso tempo iniziò a lavorare Hergé. La sua inchiesta giornalistica sullo stato delle stamberghe cittadine, molto dura nei confronti dei proprietari, gli valse una lettera di congratulazioni da parte del primo ministro Henri Jaspar; quando gli articoli vennero pubblicati in una raccolta, la prefazione venne scritta dal ministro del Lavoro. Dopo l'assassinio del presidente del Messico Álvaro Obregón per mano di José de León Toral, un giovane studente cattolico oppositore della politica anticlericale del governo, Degrelle pubblicò un articolo sul Vingtième Siècle dove approvava l'omicidio di Obregon e chiudeva il suo scritto affermando che «A ogni nuovo Toral gli grideremo dal cuore: bravo!»
L'articolo suscitò un grande scandaloJ.-M. Étienne, op. cit., p. 13. e, messo alla corda dalla stampa di sinistra che lo invitava ad andare in Messico a vedere con i suoi occhi quello che stava realmente accadendo, Degrelle accettò la sfida: raccontò dei suoi eventi rocamboleschi, che egli amplificò fantasiosamente, nel suo libro Mes aventures au Mexique. Come riportato in questo reportage, dopo un soggiorno nel bel mezzo della guerra dei Cristeros e grazie alla vendita dei suoi articoli a un editore statunitense, visitò rapidamente anche gli Stati Uniti d'America, da dove spedì dei disegni a HergéPierre Assouline, Hergé, Paris, Folio, 2003, p. 59, e il Canada. Ancora oggi però viene messo in dubbio se Degrelle abbia mai effettivamente messo piede nel continente.
Rientrato ufficialmente in Belgio nel febbraio del 1930, pubblicò in quello stesso anno un opuscolo di 37 pagine intitolato Histoire de la guerre scolaire. 1879-1884 (Storia della guerra scolastica. 1879-1884) «sulla cui copertina appaiono il disegno suggestivo di un crocefisso fortemente barrato di rosso e i nomi dell'autore e dell'illustratore: in alto Degrelle e in basso Hergé. [...] Questa collaborazione non susciterà nel disegnatore "nessun rimpianto, nessun rimorso"»P. Assouline, op. cit., p. 163..
Il periodo rexista La casa editrice Christus-Rex Nell'ottobre 1930 Degrelle venne nominato da Picard direttore della modesta casa editrice Christus-Rex, incaricata delle pubblicazioni dell'Azione cattolica. «Fondata dalla Chiesa nel 1921, questa associazione [...] è animata da un esuberante sentimento religioso e, benché non s'interessi di politica, forgia una generazione di nuovi cattolici impegnati che rifiutano con disprezzo le manovre e i compromessi del partito cattolico»Martin Conway, Degrelle: Les années de collaboration, Éditions Labor, Bruxelles, 2005, p. 19.. «Appena nominato direttore Degrelle decise che bisogna cambiare»J.M. Étienne, op. cit., pp. 14-19.. Si lanciò nella pubblicazione di opuscoli d'attualità venduti a un franco l'uno e in quella di libriccini che potessero interessare i numerosi cattolici: il 10 ottobre 1931 partecipò al lancio del settimanale Soirées (Serate), che ebbe un certo successo e del quale le edizioni Rex acquistarono il controllo nell'aprile 1933.
In occasione delle elezioni legislative del 1932, Degrelle fu incaricato di condurre una parte della campagna elettorale a sostegno del partito cattolico, durante la quale «egli mostrò il suo vero talento di propagandista» diffondendo i suoi opuscoli e i suoi manifesti, «veri capolavori di psicologia semplice, di buon gusto e d'arteIl più celebre di questi «capolavori di gusto e d'arte rappresenta una giovinetta che prega ai piedi del suo letto mentre uno straccione socialista si appresta a pugnalarla alle spalle, J.-M. Étienne, op. cit., p. 15.». Nel corso di questa campagna Degrelle utilizzò un manifesto realizzato da Hergé che raffigurava un cranio protetto da una maschera antigas con lo slogan «Contro l'invasione votate per i cattolici» e, al posto della firma di Hergé, la scritta «studio delle edizioni Rex»; l'uso di questo manifesto fece nascere le proteste di Hergé, non per motivi politici, ma esclusivamente artistici. Il creatore del fumetto di Tintin si era «impegnato a lavorare con Degrelle, ma come per questo disegno così per qualunque altro egli non pensa di firmarlo se non dopo averlo meticolosamente rivisto, rifinito e definitivamente messo a punto»P. Assouline, op. cit., p. 138..