Biografia Prese parte al rinnovamento normativo del Granducato di Toscana nel XVIII secolo, istituendo la prima cattedra di diritto internazionale all'Università di Pisa, ove insegnò dal 1683 al 1689.

Rientrato a Firenze, ricoprì il ruolo di commissario dello Spedale degli Innocenti di Firenze e di uditore presso l'Ordine di Santo Stefano. Fu nominato Giudice ordinario in Siena, poi Auditore di Rota nella stessa città, incaricò che ricoprì successivamente presso la Rota fiorentina; nel 1714 fu nominato Consigliere del Granduca per gli affari di Giustizia e Grazia, carica che rivestì fino al 1737.

Sua moglie fu, dal 1705, Camilla di Ascanio Venturi (morta nell'aprile 1752), di nobile famiglia senese, dalla quale ebbe sei figli: il celebre giurista Pompeo (1706-1776); Francesca (1713-1762), moglie dal 1732 di Silvio di Pandolfo Spannocchi; Giovanni, pure giurista (1714-1805); Filippo (1720-post 1776); Piera e Maria Caterina.

Opere In opposizione alle tesi asburgiche, scrisse un volume a favore della libertà fiorentina dal titolo De libertate civitatis Florentiae. Nelle sue Decisiones et responsa juris Neri Badia raccolse un centinaio di decisioni della Rota senese e della Rota Fiorentina, a cui in seguito aggiunse, nel secondo libro, dei responsa. In questo secondo tomo sono presenti altri cinque responsa e quattro discursus legales ad opera del figlio, Pompeo Neri.

Note

Bibliografia M. Verga, "La cultura del Settecento. Dai Medici ai Lorena", in Storia della civiltà toscana, Firenze, Le Monnier, 1999, vol. 5, pp. 125-152. G. Rocchi, Pompeo Neri, Archivio Storico Italiano, SERIE TERZA, Vol. 24, No. 94 (1876), pp. 47-69. Fondazione Mansutti, Quaderni di sicurtà. Documenti di storia dell'assicurazione, a cura di M. Bonomelli, schede bibliografiche di C. Di Battista, note critiche di F. Mansutti, Milano, Electa, 2011, pp. 231-233.

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Neri Badia, Giovanni Bonaventura