Biografia Friedrich Reck-Malleczewen nacque nella proprietà della famiglia Malleczewen, in Masuria (Maleczewo, frazione di Ełk, attuale Polonia), figlio del politico e proprietario terriero prussiano Hermann Reck. Inizialmente interessato a divenire un musicista, iniziò successivamente gli studi di medicina all'università di Innsbruck. Divenne poi ufficiale per l'esercito ma venne successivamente rimosso per diabetes. Sposò in seguito Anna Louise Büttner nel 1908. La coppia ebbe tre figlie e un figlio prima di divorziare nel 1930.

Laureatosi nel 1911, Reck esercitò la professione di medico di bordo su alcune navi in acque americane per un anno. Successivamente si trasferì a Stoccarda decidendo di diventare giornalista e critico teatrale per il Süddeutsche Zeitung. Nel 1933 Reck sì convertì al cattolicesimo e nel 1935 conobbe e sposò Irmgard von Borcke con cui ebbe altre tre figlie.

Per tutti gli anni Venti e Trenta, Reck fu anche un scrittore di successo, principalmente per libri per bambini e ragazzi. Uno di questi, Bomben auf Monte Carlo, ebbe una prima trasposizione cinematografica nel 1931. Diversi suoi libri vennero successivamente banditi dal regime nazista, e altri rimasero inediti fino alla caduta del regime venendo pubblicati postumi. Nel 1937 pubblicò il saggio Il re degli anabattisti, in cui descrive la vicenda della dittatura instaurata nel XVI secolo a Münster dal predicatore anabattista Giovanni di Leida. L'autore descrive l'episodio come un caso paradigmatico di "follia collettiva, di enigmatica psicosi che colpì un'intera comunità" e lo considera la prefigurazione del terrore giacobino del 1793, di quello bolscevico del 1918 e soprattutto del nazionalsocialismo. Per questo motivo il volume fu proibito dalle autorità tedesche immediatamente dopo la sua uscita, nel 1937.

Con la sua personalità carismatica, cattolico e strenuo oppositore del regime nazista, Friedrich Reck-Malleczewen divenne punto di riferimento per numerosi oppositori e dissidenti fino agli scampoli della Seconda guerra mondiale.

Oggi la sua opera più conosciuta è il Diario di un disperato (Tagebuch eines Verzweifelten, pubblicato in Italia anche come Il tempo dell'odio e della vergogna), impietosa descrizione degli eventi intercorsi in Germania e della vita quotidiana di un dissidente intellettuale sotto la distopia del regime nazista dai momenti successivi alla salita al potere di Hitler al 1944. Le prime annotazioni del diario risalgono al maggio del 1936, in una commemorazione della recente morte dell'amico e filosofo Oswald Spengler e alcune riflessioni sulla sua filosofia, gli ultimi appunti risalgono a pochi giorni prima del suo arresto e alla deportazione in un campo di concentramento. Il diario verrà ritrovato in un nascondiglio nel suo guardino dove Reck usava riporlo venendo pubblicato nel 1947.

La fine

Quando nell'ormai morente Terzo Reich venne introdotto il Volkssturm, egli viveva tranquillamente nella sua piccola tenuta sulle colline bavaresi insieme alla seconda moglie Irmgard, sposata nel marzo 1935, e alle loro tre figlie, nate nel 1939, 1941 e 1943. Poiché si era - falsamente - vantato di esser stato un valoroso ufficiale prussiano nel corso della Prima guerra mondiale, il comando del Volkssturm della vicina Seebruck pretese inevitabilmente il suo arruolamento.

Reck, che in realtà non era mai stato in servizio attivo e non aveva mai sparato un colpo nella sua vita, ignorò l’ingiunzione: venne quindi arrestato il 13 ottobre 1944 su ordine dell’ufficio reclutamento di Traunstein per sabotaggio dello sforzo bellico tedesco e imprigionato per una settimanaRichard J. Evans, Il Terzo Reich in guerra, Mondadori, 2014 , p. 750..

Poco tempo dopo Alfred Salat, direttore della casa editrice Knorr und Hirth, il quale aveva preso visione di una lettera inviata da Reck al suo collega Fritz Hasinger in data 10 luglio 1944 riguardante i suoi diritti d’autore in cui vi era qualche - a dire il vero molto vago - accenno negativo al trattamento riservato agli scrittori nella Germania nazista dopo il 1933, lo denunciò alla Gestapo. Venne quindi arrestato il 29 dicembre con l’imputazione di «insulto alla valuta tedesca» e «denigrazione dello Stato».

Nella notte fra il 7 e l’8 gennaio 1945 il carcere di Monaco in cui era detenuto fu distrutto dai bombardamenti, e Reck venne trasferito insieme agli altri prigionieri nel campo di concentramento di Dachau, dove la Gestapo ne ordinò la reclusione in vista di ulteriori interrogatori. Le condizioni nel campo peggiorarono rapidamente negli ultimi mesi di guerra, e di lì a breve Reck si ammalò. Fu trasferito nel blocco riservato ai malati ma, pur avendo recuperato le forze necessarie per tornare alla normale vita detentiva del campo, una ricaduta gli sarebbe stata fatale, spegnendosi il 16 febbraio 1945 alle 8.30 del mattino.

Il certificato di morte ufficiale imputava a enterocolite come causa del decesso, ma vari testimoni – tra cui il vicino di letto di Reck nel blocco ospedaliero, il medico del campo che lo ebbe in cura negli ultimi giorni e l’addetto sanitario di Dachau – attestarono in seguito che sarebbe morto di tifo, malattia la cui presenza nel campo i funzionari erano ancora adesso ben decisi a negare.Alphons Kappeler, Ein Fall von «Pseudologia phantastica» in der deutschen Literatur: Fritz Reck Malleczewen: Mit Totalbibliographie, Göppingen, 1975, pp. 7-11. Un'altra fonte riporta che sarebbe stato ucciso con un colpo d'arma da fuoco alla nuca (Genickschuss) il 23 febbraio.

Opere

Uradel, 1914 Mit Admiral Spee, 1936 (written 1914/15) Aus Tsingtau entkommen, 1916 Der Admiral der Roten Flagge, 1917 Monteton, 1924 Die Siedlung Unigtrusttown, 1925 Frau Übersee, 1926 Liebesreigen und Fanfaren, 1927 Die Dame aus New York, 1928 Sven entdeckt das Paradies, 1928 Jean Paul Marat, 1929 Bomben auf Monte Carlo, 1930 Des Tieres Fall, 1931 Hundertmark, 1934 Krach um Payta, 1935 Ein Mannsbild namens Prack, 1935 Sophie Dorothee, 1936 Bockelson, 1937 La Paloma, 1937 Spiel im Park, 1937 Der grobe Brief, 1940 Diana Pontecorvo, 1944 Das Ende der Termiten, 1946 Charlotte Corday, 1947 Tagebuch eines Verzweifelten, 1947

Opere tradotte in italiano

Il tempo dell’odio e della vergogna. Diario di un aristocratico tedesco antinazista 1936-1944, traduzione di Riccardo Mazzarol e Quirino Principe, introduzione di Alfredo Cattabiani, Rusconi, 1970; poi nuovamente come Diario di un disperato. Memorie di un aristocratico nazista, traduzione di Matteo Chiarini, Castelvecchi, 2015, 2019. Il re degli Anabattisti. Storia di una rivoluzione moderna. Traduzione dal tedesco di Aldo Audisio, introduzione di Quirino Principe Rusconi, 1971; poi nuovamente con lo stesso titolo, traduzione di Stefano Chiappalone, Res Gestae, 2012; poi ripubblicato come Il re degli Anabattisti. Storia di una follia collettiva, Fede & Cultura, 2020. Zig zag. Gualdane e bivacchi di miliziani. Russia 1917-1919, traduzione di Franco Freda, a cura di Enrico Lupelli, Edizioni di Ar, 2018.

Note

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