Professionista dal 2013, Roglič, soprannominato Rogla, ha caratteristiche di passista-scalatore, possiede ottime doti da cronoman ed è anche veloce allo sprint. Considerato uno dei migliori ciclisti della sua generazione, in carriera ha vinto un'edizione del Giro d'Italia (nel 2023), quattro della Vuelta a España (nel 2019, 2020, 2021 e 2024) e una della Liegi-Bastogne-Liegi (nel 2020), oltre a una medaglia d'oro a cronometro ai Giochi olimpici 2020 di Tokyo, quattro tappe al Giro d'Italia, tre al Tour de France e quindici alla Vuelta a España, facendo sue anche svariate corse a tappe di una settimana; è stato inoltre argento a cronometro ai campionati del mondo 2017 di Bergen. Ha occupato, in tre periodi diversi, la prima posizione nella classifica mondiale individuale UCI.

Carriera L'attività nel salto con gli sci e gli esordi nel ciclismo In gioventù gareggia nel salto con gli sci, entrando nel settore giovanile nazionale a quattordici anni e ottenendo la prima vittoria nel 2006 a Planica. Nel gennaio 2007 a Tarvisio è campione del mondo juniores a squadre con il quartetto sloveno e a fine anno debutta nelle gare senior FIS; tuttavia, non riuscendo a ottenere risultati di rilievo, non abbandona per i risultati ma si fa male abbandona l'attività nel gennaio 2011 per dedicarsi al ciclismo.

Nel 2013 viene messo sotto contratto dal team sloveno Adria Mobil e nella stagione prende parte a diverse prove del circuito Europe Tour, senza particolari risultati. L'anno dopo coglie le prime vittorie, facendo sue una tappa al Tour d'Azerbaïdjan in maggio e la Croatia-Slovenia in solitaria a fine agosto; è terzo e miglior scalatore al Sibiu Cycling Tour (con tre podi parziali) e quarto ai campionati nazionali in linea. A fine anno partecipa con la sua squadra alla cronometro a squadre dei campionati del mondo di Ponferrada. Nel 2015, ancora in maglia Adria Mobil, ottiene numerose vittorie e piazzamenti nelle gare dell'Europe Tour. A inizio anno è secondo al Grand Prix Izola, quinto all'Istrian Spring Trophy, miglior scalatore alla Settimana Internazionale di Coppi e Bartali e secondo nella graduatoria finale del Tour of Croatia (battuto da Maciej Paterski). In maggio vince una tappa e la classifica finale del Tour d'Azerbaïdjan, mentre in giugno fa sue una frazione e la graduatoria finale del Giro di Slovenia, precedendo l'esperto Mikel Nieve, e in luglio una tappa al Tour of Qinghai Lake in Cina. Le belle prestazioni gli valgono la firma di un contratto biennale con il team World Tour olandese Lotto NL-Jumbo per il 2016.

2016-2017: i primi risultati nel World Tour e l'argento mondiale

Nel 2016, al primo anno nel World Tour, si piazza quinto alla Volta ao Algarve e secondo nella tappa finale della Volta Ciclista a Catalunya. Al Giro d'Italia si mette in evidenza, prima mancando per un solo centesimo la maglia rosa nella prima tappa a cronometro (battuto da Tom Dumoulin) ad Apeldoorn e poi vincendo la nona frazione, sempre a cronometro, a Greve in Chianti. Fa suo il titolo nazionale a cronometro ed è terzo nella cronometro del Giro di Polonia, mentre tra agosto e settembre, sempre nelle prove contro il tempo, si classifica decimo ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro e settimo ai campionati europei di Plumelec.

Apre la stagione 2017 con la vittoria finale alla Volta ao Algarve, ottenuta grazie al secondo posto sull'Alto da Fóia e al terzo posto nella cronometro di Sagres. Si mette in evidenza tra marzo e aprile, prima alla Tirreno-Adriatico, con il terzo posto nella tappa dei muri a Fermo e il quarto posto finale, e poi al Giro dei Paesi Baschi, in cui si aggiudica due vittorie di tappa, una in linea e una a cronometro, con il quinto posto finale. Vince la tappa finale, a cronometro, al Giro di Romandia, concludendo la corsa al terzo posto della generale a 26" dal vincitore Richie Porte. Nel mese di giugno vince il prologo iniziale dello Ster ZLM Toer, che conclude al secondo posto, 11" dietro José Gonçalves. A luglio corre il suo primo Tour de France: in quella Grande Boucle si piazza quarto nella tappa di Le Puy-en-Velay, si aggiudica in solitaria la frazione alpina di Serre Chevalier al termine di una lunga fuga e conclude secondo nella classifica scalatori della corsa. A settembre è medaglia d'argento nella prova a cronometro ai campionati del mondo di Bergen, concludendo la prova contro il tempo al secondo posto alle spalle di Dumoulin con un ritardo di 57", ma davanti ad altri specialisti come Chris Froome, Rohan Dennis e Tony Martin.

2018: il quarto posto al Tour de France

Debutta nel 2018 alla Volta a la Comunitat Valenciana, chiudendo sesto a 42" dal vincitore Alejandro Valverde. Il primo successo per Roglič arriva alla Tirreno-Adriatico, con la vittoria della terza tappa grazie ad un bello scatto sul muro conclusivo di Trevi. Ad aprile partecipa al Giro dei Paesi Baschi, vincendo sia la quarta tappa che la classifica generale, precedendo Mikel Landa e Ion Izagirre rispettivamente di 1'09" e 1'42". Nello stesso mese conquista anche il Giro di Romandia dopo un'accesa battaglia con Egan Bernal, che chiude a soli 8" dallo sloveno. Decide quindi di correre a giugno il Giro di Slovenia in preparazione al Tour de France: vince la quarta e la quinta tappa (a cronometro), nonché la classifica generale con 1'50" di vantaggio su Rigoberto Urán e 2'14" su Matej Mohorič. Disputa il seguente Tour de France puntando alla classifica, concludendo costantemente con i migliori nelle tappe di montagna. Si impone al termine della diciannovesima frazione: rimasto con i migliori sull'Aubisque, ultima salita di giornata, stacca i big in discesa trionfando a Laruns con 19" sul poi vincitore finale Geraint Thomas. Momentaneamente terzo grazie alla vittoria, perde il podio il giorno seguente nella cronometro di Espelette, superato da Froome, concludendo la corsa al quarto posto. Nel finale di stagione è terzo al Tour of Britain, dopo aver vinto la cronometro a squadre della quinta frazione e vestito per un giorno la maglia di leader, e settimo al Giro dell'Emilia.

2019: il podio al Giro d'Italia e il trionfo alla Vuelta a España

Il 2019 inizia con la vittoria della cronometro a squadre inaugurale dell'UAE Tour; si ripete nell'arrivo in salita della sesta tappa a Jebel Jais con uno sprint a ranghi ristretti, aggiudicandosi poi la classifica generale con 31" sullo spagnolo Valverde. In seguito partecipa alla Tirreno-Adriatico, rimanendo alle spalle di Adam Yates in classifica per le prime sei tappe: nella cronometro individuale finale di San Benedetto del Tronto, tuttavia, Roglič recupera i 25" di ritardo dal rivale, sopravanzandolo nella generale per un solo secondo. A fine aprile corre il Giro di Romandia, in preparazione al Giro d'Italia: lo sloveno domina la breve corsa a tappe elvetica vincendo la prima, la quarta e la quinta tappa, conquistando per il secondo anno consecutivo la classifica finale con 49" su Rui Costa e 1'12" su Thomas. A maggio è ai nastri di partenza del Giro: si veste di rosa alla prima tappa, vincendo nettamente la breve cronometro iniziale con arrivo al San Luca di Bologna. Perde le insegne del primato dopo cinque frazioni in favore di Valerio Conti, poi vince anche la seconda cronometro, quella della nona tappa con arrivo a San Marino. Complice dapprima un marcamento diretto con il rivale Vincenzo Nibali che gli fa perdere il vantaggio accumulato sul resto dei favoriti, anche per una serie di situazioni sfavorevoli, cui si aggiunge un netto calo di forma nell'ultima settimana di corsa, Roglič scivola fino al quarto posto della generale; sul podio finale dell'Arena di Verona è comunque terzo dietro Richard Carapaz e Nibali, recuperando nella terza e ultima prova contro il tempo il lieve distacco che lo separava da Landa.

Dopo quasi un mese di assenza dalle corse, prende il via ai campionati nazionali sloveni, nella prova in linea, dove termina in quarta posizione. A fine agosto è alla partenza della Vuelta a España con ambizioni di vittoria: orbita sempre nelle posizioni di vertice, fin quando vince la cronometro di Pau della decima frazione e si veste di rosso, colore che porterà fino a Madrid, precedendo Valverde e il connazionale Tadej Pogačar, facendo inoltre sua la classifica a punti della corsa. Il finale di stagione è incentrato sul Giro di Lombardia, che concluderà in settima posizione: in preparazione all'evento, vince Giro dell'Emilia e Tre Valli Varesine.

2020: il Tour sfiorato, la Liegi e il bis alla Vuelta

Nel 2020 in un'annata segnata dallo stop delle competizioni causa pandemia globale, ci riprova al Tour de France, posticipato a settembre. In preparazione si laurea per la prima volta in carriera campione nazionale in linea davanti a Pogačar, conquistando poi il Tour de l'Ain, durante il quale vince la seconda e la terza tappa, e facendo sua una tappa al Giro del Delfinato.

Al Tour, dopo aver vinto la quarta tappa e aver indossato la maglia gialla per parecchi giorni, deve cederla nell'ultima cronoscalata della Planche des Belles Filles al connazionale Pogačar, che lo precederà poi a Parigi. Partecipa poi alla prova in linea dei Mondiali di Imola vinti dal francese Julian Alaphilippe, terminando con il gruppetto degli inseguitori in sesta posizione. Si rifà alla Liegi-Bastogne-Liegi, beffando con un colpo di reni sul traguardo lo stesso Alaphilippe, poi declassato per volata irregolare. Partecipa alla Vuelta a España come campione in carica: vince la prima, l'ottava, la decima e la tredicesima tappa e veste la maglia di leader per 13 giorni totali, portandola fino al traguardo finale di Madrid, davanti all'ecuadoriano Carapaz e al britannico Hugh Carthy. Oltre alla generale, fa sua per la seconda volta consecutiva anche la classifica a punti.

2021: la caduta al Tour, il titolo olimpico a cronometro e la terza Vuelta Così come l'anno precedente, l'obiettivo stagionale è il Tour de France. Il lungo percorso di avvicinamento alla Grande Boucle parte proprio in Francia, sulle strade della Parigi-Nizza: nella corsa di una settimana di inizio marzo riesce ad imporsi nella quarta, nella sesta e nella settima tappa, non riuscendo tuttavia ad aggiudicarsi la generale, in quanto, nell'ultima frazione in cui è leader della classifica, rimane coinvolto in due cadute, perdendo oltre tre minuti e terminando la corsa in quindicesima piazza. Successivamente è al via del Giro dei Paesi Baschi, dove si aggiudica la cronometro inaugurale e la classifica generale. Nello stesso mese di aprile prende parte alla Freccia Vallone, che chiude secondo, alle spalle di Alaphilippe, mentre è tredicesimo alla Liegi-Bastogne-Liegi.