Il Museo tattile di pittura antica e moderna Anteros è un museo tattile che ha sede nel palazzo dell'Istituto dei ciechi Francesco Cavazza, a Bologna. Prende il nome da Anteros, la divinità greca dell'amore corrisposto.
Principale obiettivo del museo è educare all'uso integrato dei sensi residui, in presenza di deficit visivo, per un rafforzamento delle facoltà percettive, cognitive e intellettuali delle persone disabili della vista, ma anche educare la sensibilità delle persone normovedenti.Sulla genesi del Museo tattile “Anteros”, cfr. L. Secchi, L’educazione estetica per l’integrazione, Carocci, Roma 2004, p. 63-64
Storia Il museo è stato fondato nel 1999 ed è il risultato di un progetto di ricerca applicata avviato nel 1995 presso l'Associazione Scuola di Scultura Applicata, in collaborazione con la cattedra di ottica fisiopatologica dell'Ospedale Sant'Orsola, l'Unione Italiana Ciechi (UICI) e l'Istituto dei ciechi "Francesco Cavazza" di Bologna.
La collezione La collezione museale è costituita da traduzioni tridimensionali di capolavori pittorici rappresentativi delle età comprese tra classicità e contemporaneità, progettate e realizzate da un'équipe composta da esperti in teoria dell'arte, psicologia della percezione tattile e ottica, storia e pedagogia dell'arte, tiflologia e scultura applicata. Attualmente comprende circa sessanta esemplari, tra riproduzioni tridimensionali in bassorilievo di celebri dipinti, rilievi tecnici, copie di rilievi rinascimentali, tavole propedeutiche al concetto di stile storico e tavole funzionali alla comprensione della prospettiva e delle categorie della rappresentazione.Per quanto riguarda le logiche espositive e didattiche adottate nel Museo tattile “Anteros”, cfr. L. Secchi, Toccare la pittura. Il museo tattile di pittura antica e moderna “Anteros” presso l’Istituto dei Ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna, in L’integrazione scolastica e sociale . Rivista pedagogico-giuridica per scuole, servizi, associazioni e famiglie, Erikson, vol. 8 n. 1 febbraio 2009, pp. 59-60. (58-66)
Il metodo La metodologia operativa del museo “Anteros” si fonda sull'idea per cui, anche per le persone con minorazione visiva, la comprensione del linguaggio pittorico deve avvenire attraverso la comprensione della forma, della composizione e dello spazio prospettico. Il museo, pertanto, offre una didattica storico-artistica, elaborata appositamente per rendere comprensibili a livello concettuale e condivisibili le strutture di rappresentazione della realtà, organica quindi ad una migliore integrazione scolastica, sociale e professionale di non vedenti e ipovedenti, indipendentemente da età, formazione e condizione di minorazione.Sul valore dell’educazione estetica ai fini dell’integrazione scolastica, professionale e sociale, cfr. L. Secchi, L’educazione estetica per l’integrazione, pp. 92-100. Le logiche espositive e le attività pedagogiche sono articolate in funzione di un potenziamento delle facoltà immaginative e conoscitive della mente, processo che esige una corretta integrazione dei sensi residui e, in particolare, l'affinamento di una tattilità autonoma ai fini di una costruzione consapevole del pensiero visivo da parte della persona minorata della vista.
La lettura tattile sul “bassorilievo prospettico”
In tal senso, strumento pedagogico fondamentale è il cosiddetto bassorilievo prospettico, che consiste in una traduzione tridimensionale di un dipinto opportunamente selezionato e inserito entro un percorso cronologico diacronico, iconografico e stilistico esemplare: con l'ausilio di tavole didattiche illustrative, evidenzia la trasformazione dei modi della rappresentazione nell'arte occidentale.
Le letture di rappresentazioni pittoriche tradotte in bassorilievo, sono precedute e accompagnate da esercizi corporei, azioni preliminari di natura cinestesica (acquisizione di posture in relazione allo spazio e ad altri soggetti), propriocettiva (presa di coscienza dello schema corporeo, contrazioni e distensioni muscolari, mobilità) e aptica (risposta della superficie corporea ai diversi tipi di sollecitazione tattile) funzionali a predisporre il lettore all'esplorazione degli oggetti reali ma anche alla conoscenza della loro rappresentazione.Cfr. L. Secchi, L’educazione estetica per l’integrazione, p. 30
La conversione didattica del metodo tripartito panofskiano
Una delle peculiarità tiflodidattiche del Museo “Anteros” risiede nell'applicazione sperimentale, nel campo della pedagogia speciale delle arti per le persone con minorazione visiva, del metodo tripartito di analisi (preiconografica, iconografica, iconologica) dell'immagine elaborato dallo storico dell'arte Erwin Panofsky.Sul metodo tripartito di Erwin Panofsky, si veda il saggio Iconografia e iconologia. Introduzione allo studio dell’arte del Rinascimento. in E. Panofsky, Il Significato nelle arti visive, Torino, Einaudi, 1962, pp. 29-57 In sede di esplorazione tattile del bassorilievo prospettico, il visitatore (con o senza minorazione visiva) viene guidato nella conoscenza delle forme seguendo progressivamente i tre livelli analitici panofskiani. Pertanto, dopo aver letto le strutture geometriche nascoste e gli schemi interni della composizione (lettura preiconografica), riconosciuto i contenuti convenzionali dell'immagine (analisi iconografica) ed esplorato il senso dell'opera d'arte (interpretazione iconologica), il lettore, dapprima guidato da un operatore museale e poi in modo autonomo, costruisce gradualmente l'esperienza estetica avvalendosi delle sue potenzialità percettive quanto del suo pregresso culturale.Sulla conversione del metodo tripartito panofskiano e sulle relative tecniche di lettura tattile di un bassorilievo prospettico, si veda L. Secchi, Adozione e conversione dei fondamenti della teoria e della didattica dell’arte nell’attività del Museo Tattile “Anteros” in Id., L’educazione estetica per l’integrazione, pp. 70-75. Per una comprensione delle radici cognitiviste nella strutturazione dei processi di appropriazione e significazione delle forme, si veda T. Lancioni, Il senso e la forma. Il linguaggio delle immagini fra teoria dell’arte e semiotica, Esculapio, Bologna 2001, p. 221.
Ad ogni modo, nonostante l'esigenza di comunicare modelli di lettura strutturati, in questa fase le persone con disabilità visive sono incoraggiate ad apprendere possibilità percettive, esplorando le opere con tecniche di lettura tattile che, una volta acquisite, in funzione di una personale economia tattile e cognitiva, possono essere autonomamente rivisitate e implementate attraverso soluzioni individuali.
Il laboratorio di modellazione
L'impostazione pedagogica del Museo “Anteros” prevede che i processi cognitivi siano verificati mediante l'esame del grado di autonomia espresso durante la lettura tattile autonoma e la simulazione di guida di un'altra persona, nonché, infine, attraverso la restituzione dell'immagine che viene svolta presso il laboratorio di modellazione.Sulla verifica dei processi cognitivi nei laboratori di modellazione del Museo tattile “Anteros”, cfr. L. Secchi, L’educazione estetica per l’integrazione, pp. 83-85 Tali verifiche, dunque, servono a cogliere i diversi gradi di percezione e conservazione mnemonica delle immagini e concorrono al perfezionamento degli strumenti di percezione, cognizione, interpretazione delle forme e reificazione dei concetti. Nello specifico, dopo una prima verifica che avviene durante le lezioni individuali e collettive di Storia dell'arteSull’integrazione scolastica e l’accoglienza delle classi attuata presso il Museo tattile “Anteros”, cfr. Ivi, pp. 101-102 e percezione ottico-tattile delle riproduzioni plastiche dei dipinti, si approda al laboratorio di modellazione dove, plasmando la creta, gli allievi non vedenti congeniti, acquisiti e ipovedenti, hanno la possibilità di realizzare una copia dei rilievi precedentemente studiati e letti al tatto.Cfr. D. Angeli e G. Rocca, Dall’esplorazione tattile alla restituzione plastica dell’immagine. Costruzione di un percorso. In AA. VV., L’arte a portata di mano. Verso una pedagogia di accesso ai Beni Culturali senza barriere, a cura del Museo Tattile Statale “Omero” di Ancona, Roma, Armando, 2006, pp. 247-255 Pertanto, se il valore estetico di questi manufatti è variabile e ancillare rispetto alla funzione cognitiva, allo scopo di comprendere se e come sia stata interiorizzata una visione di insieme delle parti che compongono l'opera, fondamentale è piuttosto valutare le competenze espressive dell'allievo nelle diverse fasi della modellazione e la restituzione che questi offre di posture e proporzioni quanto degli elementi formali e contenutistici. A partire dall'analisi particolare dell'opera, quindi, anche l'esperienza aptica laboratoriale intende operare su più ampie dinamiche cognitive e percettive, rafforzando i meccanismi di appropriazione mnestica, ricostruzione compositiva e di assimilazione dei concetti spaziali e temporali, dall'anatomia dei corpi alla morfologia degli oggetti attraverso la graduale comprensione del cosiddetto “sentimento della forma”.L. Secchi, Toccare la pittura. Il Museo Tattile di Pittura Antica e Moderna “Anteros”, pp. 65
Collaborazioni nazionali e internazionali
Per la specificità metodologica che lo contraddistingue, il Museo Tattile “Anteros” fornisce consulenza scientifica nel campo dell'educazione estetica e della pedagogia speciale per le persone con minorazione visiva. Su questi temi, sono costanti i contributi presentati in convegni e seminari nazionali e internazionali, nonché le collaborazioni con istituzioni universitarie, accademiche e scolastiche, organi ministeriali del Ministero della Cultura, centri di studio e ricerca tra i quali il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, enti pubblici e privati di formazione e promozione culturale. Fondamentale, sul piano operativo, è la collaborazione attiva con il Museo tattile statale Omero di Ancona e con alcune delle principali istituzioni museali d'arte italiane e straniere, tra cui la National Gallery of Art di Washington, per la progettazione di un percorso di fruizione tattile interno al museo statunitense, e i Musei Vaticani, per la realizzazione, presso la Pinacoteca Vaticana, della traduzione tridimensionale della Trasfigurazione di Raffaello e di un ritratto virile della serie del Fayyum. Per il contributo alla ricerca nel campo delle scienze cognitive, degne di nota sono, tra le altre, le collaborazioni internazionali avviate con autorevoli studiosi della materia, tra cui il prof. Derrick de Kerckhove e il prof. John Kennedy (entrambi dell'Università di Toronto), e istituti di ricerca come il National Institute of Special Education di Yokosuka, grazie al quale è stato possibile inaugurare, nel 2013, un progetto di filiazione del Museo tattile Anteros nella città di Tokyo.
Segue un elenco completo, in ordine cronologico aggiornato al 2015, dei bassorilievi prospettici realizzati dal Museo tattile Anteros dell'Istituto Cavazza di Bologna, per conto di istituzioni museali per una fruizione accessibile in loco del patrimonio culturale pittorico.
2006 Cristo cade sotto la croce di Francesco Bonsignori e Occasio et Poenitentia (scuola mantegnesca) – Museo della Città di Palazzo San Sebastiano, Mantova (in collaborazione con il Comune di Mantova e il MiBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali) Amore scopre Psiche di Giulio Romano e aiuti (scuola) – Sala di Amore e Psiche, Palazzo Te, Mantova La caduta dei Giganti di Giulio Romano e aiuti – Sala dei Giganti, Palazzo Te, Mantova Carro del Sole e della Luna di Francesco Primaticcio su disegno di Giulio Romano – Sala del Sole e della Luna, Palazzo Te, Mantova Cavallo Morel Favorito di Giulio Romano e aiuti (scuola) – Sala dei Cavalli, Palazzo Te, Mantova Davide e Golia di Giulio Romano e aiuti (scuola) – Loggia di Davide, Palazzo Te, Mantova