La chiesa di Sant'Ilario, nota impropriamente anche come pieve di Sant'Ilario Baganza, è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche e barocche, situato in via Chiesa 4 a Sant'Ilario Baganza, piccola frazione di Felino, in provincia e diocesi di Parma; è sede di una parrocchia compresa nella zona pastorale della Pedemontana.
Storia Il luogo di culto fu edificato in età medievale, presumibilmente tra l'XI e il XII secolo, lungo una diramazione della via Francigena, percorsa dai pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa... Non lontano, forse in adiacenza alla cappella, in epoca imprecisata fu inoltre eretto dai cavalieri templari uno xenodochio.
La più antica testimonianza dell'esistenza del piccolo tempio risale però soltanto al 1230, quando l'Ecclesie S. Ylarii de Bagancia fu nominata nel Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma tra le dipendenze dirette dell'autorità episcopale di Parma, pur trovandosi all'interno del territorio amministrato dalla pieve di Barbiano..
La cappella romanica fu ampliata nel 1322 su finanziamento del borghigiano Giovanni Tofaria,. con la sopraelevazione della navata e l'edificazione del nuovo presbiterio a pianta rettangolare.
Nel 1472 fu eretta in adiacenza al tempio la torre campanaria in pietra.
Nel 1520 nell'edificio fu istituito un beneficio a favore dei conti Rossi, feudatari della zona. Verso il 1564, anno in cui la chiesa fu elevata a sede parrocchiale autonoma,. furono costruite ai lati del tempio due cappelle in aggetto.
Nel 1618 il campanile fu interessato da lavori di restauro. Nel 1686 furono realizzate le volte a crociera di copertura, in sostituzione delle capriate, e fu aggiunta alla navata una nuova campata.
Nel corso del XVIII secolo fu innalzata una nuova facciata barocca,. mentre nel 1769 il campanile fu colpito da un fulmine e conseguentemente fu modificato con la costruzione di un alto rinforzo a scarpa alla base.
Nel 1804 fu riedificata la sagrestia. Verso la fine del XIX secolo il prospetto principale fu modificato con la chiusura del rosone e di tre finestre trilobate, sostituiti da una bifora centrale.
Intorno al 1970 la chiesa fu soggetta a interventi di restauro. Altri lavori furono avviati nel 2005, quando furono sistemate le coperture e le murature ormai degradate, cui seguirono le opere di ripristino dei pavimenti in pietra, della facciata e del campanile; tuttavia, l'edificio fu parzialmente danneggiato dal terremoto del 23 dicembre 2008, perciò furono necessari altri interventi di risistemazione e di miglioramento sismico.
Descrizione
La chiesa si sviluppa su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, con ingresso a ovest e presbiterio a est; in adiacenza al fianco sud si ergono il campanile e la sagrestia.
La simmetrica facciata a capanna, interamente intonacata, è suddivisa orizzontalmente in due parti da una fascia marcapiano; quattro lesene scandiscono verticalmente il prospetto, al cui centro si apre il portale d'accesso, affiancato da due nicchie dipinte. Superiormente si staglia nel mezzo una bifora con colonnina in pietra, mentre ai lati si trovano due specchiature ad arco a tutto sesto; in sommità i capitelli dorici delle lesene sostengono il frontone triangolare di coronamento, al cui interno si apre una finestra a lunetta.
I fianchi e il retro, rivestiti in blocchi squadrati di pietra, mostrano i segni delle varie aggiunte nei secoli; lateralmente, oltre la prima campata, in sommità corre un motivo trecentesco ad archetti pensili. Il prospetto posteriore a capanna, risalente al 1322, presenta un doppio ordine di tre arcate a tutto sesto in rilievo; al centro si apre una monofora strombata, mentre in sommità si ripete lungo gli spioventi del tetto il motivo ad archetti pensili.
Sul lato meridionale, accanto alla cappella in aggetto si erge sull'alto basamento settecentesco in mattoni a scarpa il campanile in pietra, decorato con lesene ed archetti pensili; la cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso un doppio livello di aperture: inferiormente si apre su ogni lato una bifora scandita da una colonnina ad arco, mentre superiormente si staglia una grande monofora a tutto sesto; a coronamento si innalza nel mezzo un'aguzza guglia conica.
All'interno la navata, coperta da quattro volte a crociera intonacate scandite da archi ogivali, è rivestita in conci di pietra sulle pareti.
Nella controfacciata, accanto all'ingresso è incastonata una pietra di forma rettangolare riportante l'incisione PSH, acronimo di Petra Sancti Hilarii, ossia "pietra di Sant'Ilario", per secoli considerata taumaturgica da numerosi fedeli provenienti anche da terre lontane; originariamente collocata all'esterno della chiesa, fu spostata all'interno nel XIX secolo.. Nello spigolo sinistro è collocato il fonte battesimale angolare a edicola in arenaria grigia, realizzato nel 1690 o 1695; l'opera è ornata con bassorilievi rappresentanti, tra motivi floreali, su un lato un medaglione con la figura di Sant'Ilario e sull'altro i gigli farnesiani.
Sulla destra si apre il portale laterale, affiancato da un'acquasantiera scolpita nel 1606. Nei suoi pressi si trova inoltre un confessionale ligneo seicentesco, ornato con gigli farnesiani.
Sui fianchi della porzione centrale, risalente all'edificio originario, si affacciano l'una di fronte all'altra, attraverso arcate a tutto sesto, le cappelle laterali intonacate; le due paraste a fascio adiacenti sono coronate dagli antichi capitelli romanici in arenaria, decorati con bassorilievi raffiguranti motivi vegetali e zoomorfi, tra cui una naumachia e un'aquila acefala.
La cappella destra accoglie un altare sormontato da un'ancona del 1683. La cappella opposta conserva una pala seicentesca raffigurante i Santi Andrea e Giovanni Evangelista.
Sulla parere destra sono collocati due oli ritraenti entrambi la Madonna col Bambino e sant'Ilario, realizzati rispettivamente da Clemente Ruta tra il 1737 e il 1738 e da Francesco Scaramuzza nel 1832. Sul fianco opposto sono murate due formelle romaniche in pietra, ornate con bassorilievi rappresentanti rispettivamente la Lotta tra il Bene e il Male, raffigurata attraverso un uomo che sconfigge un drago, e due Portatori d'acqua.
Il presbiterio, lievemente sopraelevato, è coperto da una volta a crociera in continuità con l'aula; l'ambiente accoglie l'altare maggiore a mensa in pietra, aggiunto intorno al 1980. Sulla sinistra è murata una nicchia tardo-quattrocentesca in terracotta, ornata internamente con un affresco ritraente lEcce Homo;. sul fondo si staglia l'antico altare maggiore ligneo, scolpito tra il 1707 e il 1710 da Francesco Calestani.
La chiesa accoglie numerose altre opere di pregio, tra cui un olio riproducente la Madonna col Bambino e san Domenico, dipinto da Cristoforo Carra nel 1766, quindici ovali rappresentanti i Misteri del Rosario, eseguiti dal Carra nel 1765, tre poltroncine seicentesche, due portaceri barocchi scolpiti nel XVIII secolo dal Calestani, probabile autore anche di un trono processionale, di tre carteglorie e di tre sedie, una credenza realizzata da Cristiano Sani e Francesco Adorni tra il 1681 e il 1690, un piattino da elemosina trecentesco ornato con la raffigurazione del Peccato originale, una croce astile cinquecentesca, un turibolo settecentesco, un calice in argento del 1705 e un coevo ostensorio.
Note
Bibliografia
Voci correlate Sant'Ilario Baganza Diocesi di Parma Parrocchie della diocesi di Parma Pievi parmensi Regione ecclesiastica Emilia-Romagna
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