I numerosi castelli della provincia di Avellino furono edificati, per la maggior parte, dai Longobardi o dai Normanni, con l'obiettivo di proteggere il territorio dalle sortite dei Bizantini e (a partire dal IX secolo) anche e soprattutto dei Saraceni.

Le strutture subirono poi modifiche sostanziali da parte degli Angioini e dagli Aragonesi e poi ancora in epoca rinascimentale: molti castelli si trasformarono in residenze signorili, mentre le fortezze situate nei luoghi poco raggiungibili furono abbandonate. Una data importante per la storia dei castelli fu il 1806, anno in cui furono emanate le leggi eversive della feudalità, benché Ariano fosse stata dichiarata città règia (e dunque libera dai vincoli feudali) fin dal XVI secolo.

I castelli

Ariano Irpino

Eretto dai Longobardi, assunse grande rilevanza sotto i Normanni. Vi dimorò infatti re Ruggero II che ivi emanò le Assise di Ariano. Tutt'attorno al maniero si estende l'ampia e panoramica Villa comunale.

Avella

La cittadina di Avella si trova sulla riva del fiume Clanio, poi canalizzato. La località fu invasa nel VII secolo dai Longobardi che vi costruirono un castello. Coinvolto in numerosi conflitti (dall'invasione dei Saraceni dell'884 per finire con quella degli ungari del 937) il castello fu restaurato dai Normanni e trasformato in una nobile residenza. I terremoti del dicembre 1456 e del gennaio 1466 lo distrussero in gran parte; nel 1553 fu rimaneggiato da Pietro Spinelli.

Avellino

Bagnoli Irpino Nel VII secolo-VIII secolo nella città di Bagnoli Irpino fu eretto il castello Longobardo. Il castello Il massimo fu proprietà di diverse famiglie tra cui la famiglia di Cavaniglia di cui tutt'oggi porta il nome: sotto la loro signoria fu adibito a residenza gentilizia. Esso era edificato sulla nuda roccia e al suo interno aveva 24 vani, strutturati in tre livelli. Fu abitato fino al XIX secolo; poi fu abbandonato. Oggi grazie agli interventi di restauro è possibile visitare i ruderi.

Bisaccia

Bonito

Le valli dell'Ufita e del Calore Irpino agli inizi del XI secolo furono salvaguardate dalla costruzione del castello di Bonito, una piccola struttura composta da una pianta quadrangolare con un ponte levatoio situato su di un fossato. Demolito a causa del terremoto del 1125, il castello venne riedificato nel XV secolo. Nel XVI secolo da destinazione militare assume quella residenziale. Delle quattro torri angolari oggi ne sono visibili solo due: le altre furono distrutte dai terremoti del 1702 e del 1980. A causa dei vari sismi il castello venne danneggiato e non fu possibile ricostruirlo nella sua forma originaria. All'interno della torre si possono osservare le pareti circolari e il soffitto con antiche pitture probabilmente di epoca seicentesca.

Calitri

Caposele La costruzione del castello nella città di Caposele con la funzione di difendere il territorio circostante risale all'anno 1000. Il primo feudatario fu Filippo di Baldano. Nel 1079 il duca di Calabria, Roberto Guiscardo, fece distruggere torri e castelli impossessandosi delle terre di Caposele. Del castello oggi è possibile vedere solo alcuni ruderi.

Capriglia Irpinia Nel X secolo fu edificato il primo castello a Capriglia Irpina. A difesa della strada che portava da Avellino a Benevento. Si sono susseguiti diversi feudatari tra cui Ottimo Caracciolo, Niccolò d'Aquino e Maddaloni Diomede Carafa; quest'ultima fece costruire un palazzo residenziale nel XVI secolo sulle rovine del castello medievale.

Castelvetere sul Calore Il paese di Castelvetere sul Calore deve il suo nome al castello edificato dai Longobardi, posto nella parte più alta dell'abitato. La forma originaria del castello non è più visibile data le continue modifiche apportate nei secoli, che lo hanno trasformato da fortezza in nobile residenza signorile. Il Castello, per un certo tempo, fu chiamato "Castello di Santa Maria", in ricordo dell'apparizione della Madonna delle Grazie la quale consegnò un messaggio da parte di Dio per il paese ad una pia vecchietta. Il corridoio del castello conduce all'ingresso di un'abitazione: esso – voltato a botte – è coperto da alcuni pregevoli archi in pietra.

Cervinara

Il castello Medievale di CervinaraApprofondimento su Cervinara town. fu costruito dai Normanni e restaurato dagli Angioini. Abitato dal 1108 da signori tra cui Matilde de Hauteville, Roberto de Molinis, Isabella de Chauville, Giovanni della Leonessa, e dalla famiglia dei Caracciolo fino al 1806, anno dell'abolizione dei diritti feudali. Il castello era circondato da un fossato e un ponte levatoio, superato il quale gli eventuali assalitori accedevano ad uno spazio aperto su cui i difensori potevano infierire con frecce, olio e pece bollenti. Oggi sono visibili i ruderi del castello che gli abitanti del posto chiamano "O' Castellone".

Chianche

Nell'epoca normanna fu costruito il castello della città di Chianche. Per essere adattato in epoca rinascimentale a residenza nobiliare ha subito delle trasformazioni. Tra le sue mura hanno dimorato: i Pisanello, i Sanseverino, i Caracciolo, e gli Zunica. Oggi, dato che le mura di un lato del castello sono parzialmente crollate, è possibile visitare solo le torri angolari.

Gesualdo

Grottaminarda

Grottolella

Il castello di GrottolellaApprofondimento su castcampania.it . fu costruito su una rocca longobarda già esistente nel XI secolo. Nel 1650 fu trasformato in dimora gentilizia. La sua forma è a pianta quadrangolare; sul lato meridionale sono presenti delle fabbriche ottocentesche addossate al muro perimetrale del castello. L'ingresso è posto tra due torrioni circolari, di cui quello a destra ospita al piano terra una cappella gentilizia con affreschi seicenteschi. Le torri sono costruite con pietre calcaree legata da malta e nella torre dell'angolo sud è presente una scala elicoidale.

Lacedonia

Il primo castello di Lacedonia fu edificato agli inizi dell'undicesimo secolo, ricostruito in epoca normanno-sveva e trasformato in castello-residenza nei primi anni del Quattrocento dagli Orsini. A causa del sisma del 1456 il castello fu raso al suolo. Nel 1500-1501 Ferdinando Pappacoda edificò ad ovest del borgo un altro castello il quale fu denominato “Castello Nuovo”, per distinguerlo dal più antico, quello degli Orsini. il "Castello Nuovo" divenne residenza gentilizia in quanto il feudatario Ferdinando visse in questo castello e vi morì con la moglie Cornelia D'Accio. Quello che rimane della struttura originale è una delle torri e questo dovuto a causa dei terremoti succeduti negli anni. Il castello dopo la fine della famiglia Pappacoda passò in eredità a una suora del Monastero di Pietrasantina in Napoli, che lo vendette nel 1700 circa ad Andrea Doria Pamphili, Principe di Genova. La famiglia Onorato comprò il castello dopo l'abolizione dei diritti feudali avvenuta nel 1806; il castello fu abitato fino alla fine del XIX secolo.

Lapio

Il castello di LapioApprofondimento su prolocolapiana.it . ha origini rinascimentali e da difesa militare del borgo medievale si trasformò in residenza dai Filangieri, di cui prende il nome. Al suo interno è stato suddiviso in stanze modificando la struttura originaria;si possono osservare affreschi del Cinquecento. Dell'età normanna oggi resta solo la torre quadrangolare. Si accede al castello attraversando un portale ad arco del XVI secolo, sormontato dallo stemma della famiglia Filangieri.

Lauro

Manocalzati In epoca Longobarda sulla collina di Manocalzati a circa 450 metri di altitudine fu costruito il castello di San Barbato. Nel XVI secolo il castello fu adibito a castello-residenza; ha subito dei danni a causa dei terremoti. Totalmente restaurato, a pianta quadrangolare, conserva due torrioni rotondi e negli angoli due torri quadrate.

Melito Irpino

Di probabile fondazione normanna, il maniero domina il vecchio centro abitato di Melito, rimasto totalmente disabitato dopo il disastroso terremoto dell'Irpinia del 1962. Poco distante serpeggia il fiume Ufita, nel fondo di un'angusta vallata.

Montecalvo Irpino

La prima notizia del castello di Montecalvo IrpinoApprofondimento su terrenet.it . risale al 1096. Nel castello hanno dimorato feudatari tra cui normanni, angioini e aragonesi modificandone la struttura in base alle esigenze difensive dell'epoca. Dopo il sisma del 1456, il quale causò danni al castello, il duca Ettore Pignatelli ottenne il castello ma nell'anno 1501 passò ad Alberto Carafa. Fu trasformato in palazzo ducale nel 1611. Negli anni 1930 e 1962 il castello fu danneggiato a causa degli eventi sismici. Per poter accedere al castello bisogna attraversare un arco costruito nel 1505 che collega al cortile. Internamente la fortezza è divisa in due piani ed è possibile osservare i bastioni settecenteschi.

Montefalcione

La costruzione del castello nel paese di Montefalcione risale all'epoca longobarda. Il conte Ariano Giordano dimorò nel castello quando era in conflitto con il conte Rainulfo, di Avellino. Dal 1150 divenne dimora del normanno Torgisio, poi di suo figlio Andrea e infine di un altro Torgisio, ultimo membro della famiglia. La struttura originaria dell'età longobarda non è più visibile in quanto ogni possessore ne ha modificato l'aspetto; è invece stata conservata la torre normanna a pianta circolare.

Monteforte Irpino

Il castello di Monteforte IrpinoApprofondimento su fondoambiente.it . fu costruito dai Longobardi tra il VI secolo e il VII secolo, per sbarrare la strada agli eventuali nemici. La zona, infatti, oltre ad essere un punto obbligato di passaggio verso l'interno dell'Irpinia e verso la Puglia, comincia a popolarsi verso il VI secolo. Nel XV secolo il castello perse la propria importanza e venne abbandonato. Oggi si presenta allo stato di rudere, con planimetria articolata, ponte levatoio, cisterna e masse murarie elevate per una decina di metri, una torre principale e altre tre più piccole poste nella parte più vulnerabile.

Montefredane

Il Castello Caracciolo, comunemente conosciuto come “Castello di Montefredane”, è di origine longobarda. Il borgo di Montefredane si sviluppò intorno al castello nella metà dell'XI secolo. Nel corso dei secoli, è stato proprietà di famiglie nobiliari, quali i De Tufo, i Capece, i Baldini, gli Orsini di Nola, i Brancaccio, i Ferilli, i Gesualdo, i Ludovisi, e infine i Caracciolo di Avellino (dai quali il castello prende il nome). Costruito come fortezza, fu trasformato in dimora gentilizia in epoca rinascimentale. Dal 1650 al 1806 lo ebbero in gestione i Caracciolo fino all'anno 1806 quando furono aboliti i diritti feudali; fu così abbandonato agli inizi del XIX secolo.

Montella

Il castello di Montella è di epoca longobarda. Posto a quota 833,96 slm il castello del Monte rappresenta il punto apicale di un vasto complesso che domina Montella. Si tratta di un complesso pluristratificato, con fasi d'impiego dal VI-VII secolo al XX, nelle quali s'identifica gran parte della storia del centro altoirpino. Edificato sui resti di un precedente fortilizio romano è menzionato per la prima volta in un documento longobardo di Arechi II del 762.

Dell’originaria costruzione rimangono intatte solo le mura, la torre mastio e una torre semicircolare contenente una profonda cisterna. Durante la dominazione angioina il castello venne trasformato in una residenza di piacere nella quale dimorarono vari personaggi illustri, tra i quali il principe di Taranto Filippo II d’Angiò e il re Alfonso d’Aragona.

Montefusco

Montemarano

Il castello di Montemarano fu edificato nella seconda metà del VIII secolo ma nella prima metà del X secolo fu distrutto dai saraceni e successivamente devastato dalle truppe di Ruggero II il Normanno. Trasformato tra il XV secolo e il XVIII secolo dai nobili Della Leonessa e Della Marra, divenne come un palazzo residenziale con linee architettoniche in stile rinascimentale. Attualmente il Castello è in parte proprietà privata.

Montemiletto