Biografia Nacque in una famiglia di origine ebraica da Johannes Gottlob Mosè, cantore e maestro della scuola di Marieney, in Sassonia. Frequentò il Ginnasio a Plauen dal 1817 al 1822, e successivamente studiò giurisprudenza all'Università di Jena.

Viaggiò a lungo soggiornando due anni in Italia, dove trasse l'ispirazione che lo avrebbe condotto anni dopo alla stesura delle sue opere maggiori (Il canto del cavalier Wahn, nata dallo spunto di una leggenda popolare italiana, Cola di Rienzo, Il Congresso di Verona).Enciclopedia italiana Treccani alla voce Julius Mosen.

Al suo ritorno concluse gli studi di legge a Lipsia, dove iniziò a lavorare come avvocato. Dal 1835 al 1844 si trasferì a Dresda: qui frequentò, in qualità di massone appartenente alla loggia Tre Spade, alcuni illustri personaggi dell'epoca, tra cui Ludwig Tieck, Ludwig Uhland, Georg Herwegh, Richard Wagner e Gottfried Semper. Lui stesso venne presto annoverato tra i più noti poeti tedeschi, per i talenti letterari emersi nel Cavalier Wahn (1831), seguito dal più filosofico Asvero (1838), e da un volume di Poesie (1836, riedite nel 1843), contraddistinte da una forte vitalità e sensibilità popolare.

Compose inoltre in questo periodo i suoi drammi storici di ambientazione medievale, eseguiti al teatro di corte di Dresda (Dresdner Hofbühne), che gli valsero la laurea honoris causa in Filosofia da parte dell'Università di Jena: Enrico l'Uccellatore Re dei Tedeschi (Lipsia, 1836); Cola di Rienzo; Le spose di Firenze; L'imperatore Ottone III.

Nel 1844 accettò la nomina a drammaturgo di corte presso il Teatro di Oldenburg, con l'intento di mettervi in pratica l'ideale di un teatro nazionale tedesco. Nello stesso anno il suo nome di famiglia venne cambiato da "Mosè" a "Mosen" con decreto ministeriale di Dresda. Nel 1846 fu colpito da una paralisi a seguito di una malattia reumatica; costretto a letto per il resto della sua vita, morì dopo più di vent'anni a Oldenburg, dove fu sepolto nel cimitero di Santa Gertrude (Gertrudenfriedhof).

Risalgono a quest'ultimo periodo le tragedie Bernardo di Weimar (1855), Il figlio del principe (1858) e una raccolta autobiografica di Memorie.

Fortuna

Il suo poema più celebre è il testo di Das Andreas-Hofer-Lied, ovvero Il Canto di Andreas Hofer, ballata che racconta le gesta dell'eroe tirolese Andreas Hofer, oggi ufficialmente inno del Land Tirolo;Articolo 1 della legge 23/1948 del Tirolo (Austria), riconfermato dalla legge 3/2005, "Gesetz über die Tiroler Landeshymne", "legge sull'inno del Tirolo", anni 1948 e 2005. il brano, anche noto come Zu Mantua in Banden, ovvero A Mantova in catene, appartiene alla raccolta di poesie Gedichte.

Tra queste vi è anche il poemetto Der Nussbaum (La noce) che fu usato dal musicista Robert Schumann come testo per un suo Lied.

L'esoterista austriaco Rudolf Steiner vide risorgere nella poetica di Mosen il contenuto immaginifico delle favole medievali.R. Steiner, La saggezza rosacrociana nella mitologia popolare, conferenza del 10 giugno 1911 a Berlino.

Nella produzione di Mosen, significative sono anche le novelle Bilder im Moose (Immagini paludose).

Opere Lied vom Ritter Wahn, poema epico, 1831 Gedichte, poesie, 1836 Heinrich der Finkler, König der Deutschen, dramma in cinque atti, 1835 Ahasvar, poema epico, 1838 Der Kongreß von Verona, romanzo, 1842 Cola Rienzi, tragedia, 1842 Kaiser Otto III, tragedia, 1842 Die Bräute von Florenz, tragedia, 1842 Die Dresdener Gemälde-Galerie, 1844 Bilder im Moose, collezione di novelle, 2 voll., 1846 Bernhard von Weimar, tragedia, 1855 Der Sohn des Fürsten, tragedia, 1858 Erinnerungen, autobiografia postuma, 1893

Note

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