Il Bengal Army (in italiano: Esercito del Bengala) era l'esercito della cosiddetta Presidenza del Bengala, una delle tre entità amministrative ("Presidenze", in inglese: Presidencies) in cui era suddiviso nel XIX secolo il territorio dell'India britannica.

Nella prima fase della dominazione britannica i tre eserciti delle Presidenze, il Bengal Army, il Bombay Army e il Madras Army, appartenevano ufficialmente, come le stesse Presidenze amministrative, alla Compagnia britannica delle Indie orientali, fino al Government of India Act 1858 che stabilì, in seguito ai drammatici eventi della Ribellione indiana del 1857, lo scioglimento della Compagnia delle Indie e il trasferimento delle tre Presidenze e dei tre rispettivi eserciti, direttamente sotto l'autorità dell'Impero britannico.

Nel 1895 i tre eserciti, compreso il Bengal Army, furono aggregati insieme per formare il British Indian Army.

Nel primo periodo della sua esistenza, il Bengal Army, i cui sepoy erano reclutati soprattutto tra la razza marziale Rajput, era il più grande e potente dei tre eserciti della Compagnia delle Indie e svolse un ruolo decisivo nelle guerre di espansione contro Sikh e Afghani. Nel 1857 furono soprattutto i sepoys del Bengal Army che si ammutinarono in massa all'inizio della ribellione e che costituirono le forze principali degli insorti contro il dominio britannico.

Storia Origini

Il Bengal Army prese origine ufficialmente con la costituzione nel 1756 di un primo reggimento di fanteria europeo (metropolitano) nei territori dei possedimenti britanniciH. Raugh, The Victorians at War, 1815-1914: An Encyclopedia of British Military History, p. 46. In realtà la Compagnia delle Indie orientali aveva in precedenza organizzato e schierato nel Bengala una piccola forza armata di mercenari olandesi ed euroasiatici che peraltro era stata distrutta nei combattimenti contro il Nawab del Bengala che il 30 giugno del 1756 aveva conquistato CalcuttaS. Reid, Armies of the East India Company 1750-1850, pp. 7-8..

Al servizio della Compagnia delle Indie orientali

Nel 1757 venne creato il battaglione Lal Paltan, che fu la prima unità militare di sepoy reclutata localmente nei territori del Bengala. Questo primo reparto di sepoys venne principalmente costituito con soldati nativi Bhumihar, Rajput e Pathan, provenienti in gran parte dal Bihar e dall'Oudh, che avevano prestato servizio nell'esercito del Nawab. Nonostante il suo nome ufficiale, la Bengal Army non era costituito da sepoys provenienti effettivamente dal territorio del Bengala moderno.

Addestrate e equipaggiati secondo i metodi e i regolamenti previsti dall'Esercito britannico, queste forze sepoy mostrarono per la prima volta il loro valore nella battaglia di Plassey del 1757 e negli anni seguenti, fino al 1764, la Compagnia delle Indie arruolò altri 20 battaglioni indiani. Le autorità britanniche continuarono ad espandere sistematicamente la Bengal Army che nel 1796 era formata da tre battaglioni di artiglieria europea (britannica), tre reggimenti di fanteria europea, dieci reggimenti di cavalleria indiana e dodici reggimenti, ciascuno con due battaglioni, di fanteria sepoys, la cosiddetta Bengal Native InfantryB. Mollo, The Indian Army, pp. 13-14

Nel 1824 la Bengal Army venne ampiamente riorganizzata; la fanteria regolare sepoy venne raggruppata in 68 reggimenti Bengal Native Infantry, ognuno formato da un solo battaglione, numerati in ordine crescente sulla base della loro data ufficiale di costituzione. Altri nove reggimenti sepoy furono successivamente arruolati, mentre tra il 1826 e il 1843 alcuni reparti già esistenti vennero sciolti. Al momento della prima guerra anglo-afghana (1839-1842), la Bengal Army aveva ormai raggiunto un ruolo dominante nell'ordine di battaglia delle forze a disposizione della Compagnia delle Indie orientali. L'esercito del Bengala infatti era costituito da 74 battaglioni di fanteria regolare sepoy Bengal Native Infantry, mentre il Madras Army aveva 52 battaglioni e il Bombay Army solo 26 battaglioni; erano presenti nel subcontinente indiano anche 24 battaglioni dell'esercito britannico. I sepoy della Bengal Army erano inoltre più alti e maggiormente prestanti fisicamente dei soldati dei reparti di truppe indiane meridionali ed erano altamente considerati dal punto di vista dell'efficienza militare dalle autorità militari britanniche che assegnavano la massima importanza alle caratteristiche fisiche dei soldati a disposizioneP. Mason, A Matter of Honour - An Account of the Indian Army, its Officers and Men, pp. 193-195..

Durante gli anni 1840, nella Bengal Army vennero costituite le prime unità di fanteria e cavalleria irregolare. Questi reparti erano formazioni stabilmente organizzate ma con minore addestramento formale e con un numero inferiore di ufficiali britannici rispetto ai battaglioni regolari sepoys della Bengal Native Infantry. La principale fonti di reclutamento rimanevano le caste superiori Brahmin e Rajput del Bihar e dell'OudhP. Mason, ''A Matter of Honour - An Account of the Indian Army, its Officers and Men, p. 125. anche se otto reggimenti di cavalleria regolare era formati principalmente con Pathan musulmani (sowars). Durante gli anni 1840 e l'inizio degli anni 1850 un certo numero di Gurkha nepalesi e Sikh del Punjab furono aggregati al Bengal Army; questi sepoys Gurkha e Sikh erano generalmente inseriti in unità distinte ma in alcuni casi erano anche incorporati all'interno degli esistenti reggimenti di Bengal Infantry.

La ribellione del 1857 All'interno della Bengal Army erano presenti principalmente sepoy di religione hindu, che predominavano nettamente tra gli 84 reggimenti di fanteria e cavalleria regolare; i musulmani invece costituivano larga parte dei 18 reparti di cavalleria irregolareB. Mollo, The Indian Army, p. 54.. I sepoys era profondamente legati alla proprietà fondiaria e alle tradizioni della società indiana; nei primi anni della sua esistenza, la Compagnia delle Indie tollerò e in parte anche incoraggiò il mantenimento dei privilegi di casta e di costumi all'interno della Bengal Army che reclutava i suoi soldati regolari quasi esclusivamente tra i proprietari terrieri Brahmin e Rajput del Bihar e dell'Oudh. Questi sepoys erano conosciuti anche come Purbiya. Dal 1840 in avanti questi privilegi e tradizioni iniziarono ad essere minacciati dal processo di modernizzazione attivato dalle autorità britanniche a Calcutta; i sepoy erano profondamente legati al loro grande prestigio e stato sociale rituale ed erano estremamente sensibili a quelli che potevano essere percepiti come tentativi di mettere in discussione la situazione di fattoSeema Alavi The Sepoys and the Company, p. 5.

I sepoys della Bengal Army inoltre divennero gradualmente sempre più insoddisfatti di altri aspetti della vita militare all'interno dell'esercito della Compagnia delle Indie. La loro paga era relativamente bassa e dopo che l'Oudh e il Punjab furono annessi nei possedimenti britannici, i soldati indiani non ricevettero più un premio extra (la cosiddetta batta o bhatta) per aver prestato servizio in queste regioni che non erano più considerate "missioni all'estero". Nel 1856 la Compagnia delle Indie promulgò un nuovo Enlistment Act che allarmò fortemente i sepoys; esso prevedeva in teoria che ogni unità del Bengal Army avrebbe potuto essere inviata in missione anche oltremare. Anche se il decreto legislativa avrebbe dovuto applicarsi solo alle nuove reclute, i sepoys già in servizio temevano che la legge avrebbe potuto essere ugualmente applicata retroattivamente anche a loroD. Saul, The Indian Mutiny, p. 24.. Un hindu delle caste superiori che avesse dovuto viaggiare nelle disagevoli condizioni di una nave da trasporto truppe non avrebbe potuto mangiare il suo cibo e non avrebbe potuto seguire i suoi rituali, rischiando in questo modo di perdere i suoi privilegi di casta.

All'inizio del 1857 la tensione crebbe ancora e alcuni incidenti precedettero l'esplosione della grande ribellione dei sepoys che avrebbe avuto inizio nel maggio 1857. A febbraio 1857 sorse il famoso problema del nuovo munizionamento per i fucili Enfield fornito alle truppe dell'esercito indiano. Il 26 febbraio i sepoys del 19° Bengal Native Infantry manifestarono grande preoccupazione per le nuove cartucce in distribuzione al reparto che, secondo notizie che si diffusero rapidamente, sarebbero state preparate con carta ingrassata con carni bovine e suine. I sepoy avrebbero dovuto aprire con i denti le nuove cartucce e quindi sarebbero venuti a contatto con componenti delle carni dei due animali rituali sacri alle religioni hindu e musulmana; questo timore urtò enormemente la sensibilità religiosa dei soldati indiani. Dopo la drammatica ribellione del sepoy Mangal Pandey del 34° Bengal Native Infantry nel terreno di manovra di Barrackpore, vicino a Calcutta, iniziata il 29 marzo 1857, la rivolta della Bengal Army esplose e si diffuse rapidamente nel mese di maggio 1857, mettendo in grande difficoltà l'apparato amministrativo della Compagnia delle Indie e i deboli reparti britannici presenti in India.

La grande maggioranza dell'esercito del Bengala si ribellò e partecipò alla rivolta contro le autorità britanniche; secondo William Dalrymple su 139.000 sepoys effettivi nell'armata, solo circa 7.000 rimasero fedeli alla Compagnia delle Indie e non aderirono alla ribellioneW. Dalrymple, L'assedio di Delhi, pp. 12-13.. In totale 64 reggimenti regolari di fanteria e cavalleria della Bengal Army si ammutinarono durante la rivolta indiana del 1857-1859 o furono sciolti dalle autorità in quanto la loro fedeltà era considerata estremamente dubbia. La ribellione venne sconfitta dopo battaglie sanguinose, rappresaglie massicce e atti di crudeltà di entrambe le parti, con l'impiego da parte britannica contro i sepoys ammutinati, di reparti anglo-indiani fedeli, trasferiti d'urgenza soprattutto dal Punjab e dalla frontiera afghana.

I reggimenti di fanteria della Bengal Army al momento della ribellione indiana