Questa pagina contiene informazioni relative ai personaggi del Ciclo dell'Eredità, formato dai libri Eragon, Eldest, Brisingr, Inheritance, La forchetta, la strega, il drago: Racconti di Alagaësia e Murtagh scritti da Christopher Paolini.
Cavalieri dei Draghi
I pochi esseri umani ed elfi che guidano i draghi come Eragon sono denominati Cavalieri dei Draghi (Shur'tugal nell'antica lingua) e sono scelti dai draghi stessi quando questi ultimi sono ancora nel loro uovo. I draghi creano ai loro cavalieri dei "palmi luccicanti", un contrassegno argentato, o "gedwëy ignasia" come conseguenza del primo contatto fisico fra il Cavaliere e il drago. I draghi comunicano telepaticamente con i loro Cavalieri e l'energia del drago può essere unita con quella del Cavaliere. I draghi sono immortali e possono permettere che anche i loro Cavalieri lo siano: la vecchia età non li uccide, tuttavia possono soccombere se uccisi da ferite o veleni, o ammalandosi di un morbo incurabile. Col tempo il collegamento fra il drago e il Cavaliere cambia l'aspetto di quest'ultimo, sia dal lato fisico (allungamento delle orecchie e cristallizzazione del colore delle iridi) sia psicologico (saggezza, fierezza, arroganza eccetera, a seconda del carattere del drago). Inoltre il drago di un Cavaliere può potenziare la sua magia e accrescerla al di sopra di quella di un normale stregone. I draghi hanno una magia incredibile, ma non la possono usare, perché non possono parlare e perciò formulare la frase nell'antica lingua. La possono usare formulandola nella mente ma è considerato un modo pericoloso, i draghi la trasferiscono ai loro cavalieri, che è il modo più efficace in cui la possono usare.
Circa 3000 anni prima gli eventi del primo romanzo, tra gli elfi e i Draghi scoppiò una sanguinosa guerra che si perpetuò per cinque anni e creò grandi devastazioni in tutto il continente. Grazie all'intervento di un elfo di nome Eragon e del suo drago bianco, le ostilità cessarono e i due popoli per suggellare la pace fondarono l'Ordine dei Cavalieri. Circa otto secoli prima degli eventi narrati in Eragon, gli elfi e gli umani entrarono in conflitto e i Cavalieri intervennero per garantire la pace come avevano sempre fatto; per evitare successive dispute e controversie fra le due razze fu deciso di far entrare anche gli umani nell'ordine. La decisione del predecessore di Vrael, Anurin, trovò molta ostilità dalla Regina degli elfi Dellenir che invece voleva continuare ad esercitare sui Cavalieri la propria autorità, considerandoli un'appendice del proprio reame. Per evitare altri attriti e scongiurare nuovi conflitti, Anurin e i Cavalieri si trasferirono sull'isola di Vroengard dove fondarono una sorta di regno indipendente gestito e governato dallo stesso ordine. Questo elevò i Cavalieri a tutori imparziali della pace tra le razze ma li estromise anche da qualsiasi controllo cosa che li condusse alla loro distruzione. Cento anni prima degli eventi del Ciclo dell'Eredità, divenne Cavaliere dei draghi un umano di nome Galbatorix. Estremamente dotato in tutte le arti dei Cavalieri, fu condotto alla follia per l'uccisione del suo drago, Jarnunvösk, da parte degli Urgali. A seguito del rifiuto dell'ordine di concedergli un nuovo drago, insieme ad un altro Cavaliere di nome Morzan, suo seguace, catturò un cucciolo di drago chiamato Shruikan e lo costrinse ad obbedirgli attraverso la magia. Galbatorix quindi, radunò altri dodici Cavalieri, i Rinnegati, che convinse ad unirsi alla sua causa, e scatenò una ribellione che sterminò i Cavalieri e schiacciò l'ordine, annientandolo completamente. Sebbene i Rinnegati morirono, grazie al loro aiuto riuscì a completare i suoi piani e a diventare Re di Alagaësia. Alla fine di Inheritance Eragon sconfigge Galbatorix. Decide poi di lasciare Alagaësia per andare in un altro luogo ad addestrare il nuovo ordine, per garantire meglio la pace aggiunge al patto nani e Urgali.
Eragon Eragon Bromsson, detto Eragon Ammazzaspettri, è il protagonista del Ciclo dell'Eredità. Nel film è interpretato da Edward Speleers.
All'inizio dell'intera vicenda, nel primo libro, Eragon ha solo quindici anni e vive assieme a suo zio Garrow e suo cugino Roran a Carvahall, un piccolo villaggio a nord di Alagaesia. Un giorno cacciando sulla Grande Dorsale trova una pietra blu, che in realtà è un uovo di drago che in seguito si scoprirà essere una femmina. L'uovo si schiude ed il cucciolo marchia la sua mano destra con il gedwëy ignasia, un ovale argentato simbolo dei leggendari Cavalieri dei Draghi: da quel momento Eragon diventa anch'egli Cavaliere e dà alla dragonessa il nome di Saphira. Dopo la morte dello zio Garrow avvenuta per mano dei Ra'zac decide di vendicarsi, e Brom, il cantastorie di Carvahall (che si scopre poi essere stato un Cavaliere anch'egli, e che gli fa dono di una spada rossa, Zar'roc, appartenuta ad un Cavaliere di nome Morzan), si unisce a lui insegnandogli molto sull'arte della spada e sulla magia. Brom racconta ad Eragon la storia dei Cavalieri dei Draghi e di come Galbatorix li abbia traditi e in seguito distrutti grazie all'aiuto di altri tredici Cavalieri, tra cui Morzan, e lo convince a recarsi dai Varden, gli unici rimasti ad opporsi al tiranno. Brom guida Eragon per tutta Alagaesia, viaggio che li porterà a visitare diverse città, tra cui Teirm, dove Eragon conosce Angela, un'indovina che gli legge la sorte, e Solembum, un gatto mannaro che gli rivela una profezia. In seguito Eragon e Brom vengono catturati dai Ra'zac e a salvarli è un misterioso giovane di nome Murtagh, che si scoprirà essere il figlio di Morzan, ma ciò non impedisce ad Eragon di stringere con il ragazzo una sincera amicizia. Brom muore, ucciso dai Ra'zac, e Murtagh si unisce ad Eragon nel suo viaggio verso i Varden. Prima però Eragon viene imprigionato nella prigione di Gil'ead dallo spettro Durza e li incontra l'elfa Arya, di cui si innamora (nel 2º libro), anch'essa prigioniera e in uno stato di coma autoindotto, per rallentare l'azione di un potente veleno. Sarà di nuovo salvato da Murtagh e grazie all'aiuto di Saphira, i tre, Eragon, Murtagh e l'elfa, riusciranno a fuggire e a raggiungere i Varden, dove ella verrà curata. Arrivato nel Farthen Dur, la montagna cava nella quale si nascondono i Varden e i Nani, Eragon combatte contro lo spettro Durza, che lo aveva seguito insieme ad un plotone di Urgali (delle creature mostruose al servizio dell'Impero), battendolo grazie anche al tempestivo arrivo di Saphira e di Arya. Riporta tuttavia una lunga ferita sulla schiena, che gli provocherà molti dolori. Nel corso delle tante avventure ed innumerevoli esperienze sia positive che negative e anche dolorose che Eragon vivrà complice gli incontri sul suo cammino con molti altri personaggi sia alleati, amici che acerrimi rivali e nemici, il ragazzo maturerà di moltissimo tanti aspetti del suo carattere e della sua personalità: da ragazzino impulsivo, incosciente ed ingenuo diviene sempre più consapevole di sé stesso e delle sue scelte, diventando di conseguenza sempre più saggio, volitivo, coraggioso e indipendente senza mai escludere o indebolire la sua personalità prevalentemente generosa, buona e leale verso il prossimo.
In Eldest, per completare il suo addestramento è costretto ad andare ad Ellesméra, la capitale del regno degli elfi, dove incontrerà la madre di Arya, nonché regina degli elfi, Islanzadi e Oromis e Glaedr, un Cavaliere sopravvissuto allo sterminio dei tredici Rinnegati, ma che non è più in grado di compiere magie che richiedano un notevole dispendio di energia a causa di una grave menomazione, e il suo anziano drago dorato al quale manca un arto, che diventeranno suoi maestri. Ad Ellesméra Eragon viene anche guarito dalla sua ferita e durante la Celebrazione del Giuramento di Sangue (Agaetì Blödhren), una cerimonia che celebra la fine della guerra tra draghi ed elfi, trasformandosi così in un mezzelfo e ottenendo abilità più potenti sia nel combattimento che nell'uso della magia. Alla fine di Eldest si scopre che anche Eragon è figlio di Morzan, quindi fratello minore di Murtagh, il suo compagno di viaggio che si pensava fosse morto dopo la sua cattura da parte degli Urgali dopo la battaglia del Farthen Dur. Murtagh inoltre è divenuto anche Cavaliere dei Draghi, e il suo drago rosso si chiama Castigo. Zar'roc passa quindi a Murtagh, primogenito di Morzan e quindi erede diretto dell'arma. Il ragazzo racconta al fratello che è stato costretto dopo molte torture a tradire i Varden e giurare fedeltà a Galbatorix, il quale gli ha ordinato di catturare sia lui che Saphira. Tuttavia, anche se nella battaglia delle Pianure Ardenti Murtagh insieme a Castigo sconfigge Eragon e Saphira, in nome della vecchia amicizia che li aveva uniti li lascia andare risparmiandoli. Dopo ciò Eragon si riappacifica con Roran e sebbene sia ancora tanto scosso dalla rivelazione inaspettata da parte di Murtagh, giura prima al cugino di salvare Katrina e poi di trovare un modo per togliere il fratellastro dalle grinfie di Galbatorix.
In Brisingr, Eragon aiuta il cugino a salvare Katrina dai Ra'zac, ritrovando così il forte affetto fraterno che li lega. Durante il matrimonio di Roran e Katrina, arriva un piccolo esercito nemico guidato da Murtagh ed Eragon, faccia a faccia con lui, si confronta con l'ex amico rivelandogli che conosce un modo per liberarlo dal giuramento fatto a Galbatorix. Nonostante il fratello prenda in seria considerazione l'idea, lo scontro è inevitabile e, sebbene Eragon abbia la meglio, anche grazie ad Arya, l'avversario riesce a fuggire. Eragon parte per il Farthen Dûr, dove l'amico nano Orik partecipa e vince le elezioni per divenire nuovo re dei nani. Nel terzo libro, il Cavaliere instaura un buon rapporto d'amicizia con l'amata Arya. Eragon inoltre scopre grazie a Glaedr che suo padre non è Morzan, bensì Brom. Inoltre il vecchio drago gli parla degli Eldunarì, delle pietre che racchiudono l'essenza di un drago. Ogni drago ne ha uno e ogni drago può separarsi da esso. Gli Eldunarì sono una magnifica fonte di energia e pare sia proprio questo il segreto dell'invincibilità di Galbatorix: se si possiede un Eldunarì, si può sfruttarne la magia e pare che il tiranno ne abbia in abbondanza. Glaedr decide di affidare il suo Eldunarì ad Eragon e Saphira, ed in seguito alla morte di Oromis e del suo compagno, l'anima del drago rimane a fianco dei due per poterli aiutare. Alla fine del volume Eragon si ricorda la profezia fattagli dal gatto mannaro Solembum nel primo libro, grazie alla quale viene in possesso di una nuova spada che chiama Brisingr. Ogni volta che ne pronuncia il nome la spada prende fuoco (nell'antica lingua Brisingr significa fuoco).