Il è stato un incrociatore pesante appartenente alla Marina imperiale giapponese, seconda e ultima unità della classe Furutaka e così chiamato in onore del fiume omonimo che scorre nella prefettura di Hyōgo. Fu varato dal cantiere navale Kawasaki a Kōbe, nell'aprile 1925.

Appartenente alla 6ª Divisione incrociatori sin dai primi anni trenta, partecipò a diverse missioni lungo le coste della Cina e fu modificato, riequipaggiato e rimodernato più volte tra 1927 e 1937. Assieme al gemello Furutaka e ai quasi identici e riformò alla fine del decennio la divisione, che nell'imminenza della guerra in Estremo oriente fu assegnata alla 4ª Flotta, responsabile delle operazioni nell'Oceano Pacifico centrale e sud-occidentale. Dal dicembre 1941 in avanti fu presente in successione alla conquista di Guam, di Wake, di Rabaul e all'invasione di Lae-Salamaua in Nuova Guinea orientale. Nel maggio 1942 partecipò inoltre alla complessa battaglia del Mar dei Coralli, fallendo nel proteggere la portaerei leggera Shoho. Dopo una revisione negli arsenali giapponesi, tornò nel settore delle isole Salomone a inizio luglio e alla fine del mese fu riassegnato con i gemelli all'8ª Flotta, con quartier generale a Rabaul: nella notte tra l'8 e il 9 agosto prese parte, con tale formazione, alla battaglia dell'isola di Savo senza subire alcun danno. La mattina presto del 10, tuttavia, mentre procedeva alla volta di Kavieng con gli incrociatori gregari, fu squarciato da tre siluri lanciati da un sommergibile statunitense: affondò in pochi minuti con perdite comunque contenute tra l'equipaggio.

Caratteristiche

Il Kako era il secondo esemplare della classe Furutaka, risultato di continui ripensamenti e cambiamenti apportati a un progetto di incrociatore da ricognizione da tonnellate, steso sin dal 1916 e rivisitato dopo che lo stato maggiore generale era rimasto colpito dalla classe Omaha statunitense prima, dalla classe Hawkins britannica poi. Solo nell'estate 1921 i disegni tecnici definitivi, curati dal capitano di vascello e ingegnere navale Yuzuru Hiraga, furono approvati: essi introducevano notevoli innovazioni quali l'inclusione nella struttura portante dello scafo della corazzatura di murata e del ponte continuo, accorgimenti ripresi dalla sua precedente creazione (l'incrociatore leggero ) per contenere il dislocamento. Furono previste inoltre un'artiglieria principale da 200 mm, una velocità di 35 nodi e una corazzatura capace di resistere a granate da 152 mm esplose da - metri. Tuttavia l'ostinata volontà delle alte sfere di aggiungere altre armi e una certa approssimazione nel calcolo dei pesi fece sì che la stazza fosse superiore di circa tonnellate a quanto preventivato.

Il Kako, infatti, presentava un dislocamento a vuoto di tonnellate e a pieno carico di circa tonnellate. Presentava una lunghezza alla linea di galleggiamento di 183,53 metri (185,17 fuori tutto), una larghezza massima di solo 15,77 metri e un pescaggio di 5,56 metri; il rapporto lunghezza/larghezza era elevato allo scopo di raggiungere la velocità di progetto. Come detto, la protezione era elemento integrante del telaio: la cintura spessa 76 mm era lunga solo 80 metri e copriva la zona dell'apparato motore; sul bordo superiore era connessa al ponte di coperta dalla corazzatura laterale spessa 35 mm. Il ponte stesso aveva piastre da 32 mm, mentre il primo ponte era più robusto con 48 mm d'acciaio. Le sei torri d'artiglieria avevano una protezione di 25 mm su tutti i lati, mentre le sottostanti barbette e magazzini di munizioni di 50 mm. La torre di comando non era provvista di alcuna corazzatura. Infine, come misura difensiva contro i siluri, erano presenti delle modeste controcarene e lo scafo era diviso longitudinalmente da una paratia stagna non corazzata: ciò limitava l'allagamento eventuale a solo una parte della nave, ma il rischio di capovolgimento era concreto. L'armamento principale era formato da sei cannoni Type 3 modello 1 da 200 mm lunghi 50 calibri (L/50), raggruppati tre a prua e tre a poppa con le torri al centro sopraelevate; erano inoltre disponibili dodici lanciasiluri da 610 mm, installati a coppie sul ponte di coperta (tre per lato) in impianti fissi. La difesa contraerea si articolava su quattro cannoni Type 11 da 76 mm L/40 e due mitragliatrici leggere da 7,7 mm.

L'apparato motore era costituito da dodici caldaie Kanpon, delle quali dieci alimentate a olio combustibile e le restanti due miste (olio e carbone); esse davano potenza a quattro turbine a ingranaggi a vapore del tipo Kawasaki-Curtis, a ciascuna delle quali era vincolato un albero motore con elica: l'energia motrice ammontava a  shp e la velocità massima era di 34,5 nodi, conseguenza del dislocamento eccessivo. Circa le riserve di carburanti esistono differenze tra le fonti: tonnellate di olio combustibile e 400 di carbone, di olio combustibile e 570 di carbone e ancora 450 tonnellate di carbone. L'autonomia era pari a miglia alla velocità di 14 nodi. La nave era gestita da un equipaggio di 625 tra ufficiali, sottufficiali e marinai.

Il Kako fu modificato varie volte, essendo uno degli incrociatori più anziani in servizio. Nell'inverno 1926-1927 i due fumaioli furono innalzati e le cappe alterate, di modo che i fumi di scarico fossero espulsi correttamente, nel 1930 fu rimossa la piattaforma di lancio che era stata aggiunta sul tetto della torre numero 4 (la prima di poppa) per l'idrovolante conservato nell'hangar di poppavia: poiché poco ergonomica, il velivolo doveva essere ogni volta deposto in acqua e recuperato da un argano. Durante il 1932 fu del tutto reimpostata la dotazione contraerea su quattro cannoni Type 10 da 120 mm L/45 in postazioni singole e due impianti doppi su mitragliatrici Type 93 da 13,2 mm; i lavori videro anche l'aggiunta di una catapulta tra l'hangar e la torre numero 4. Il 4 luglio 1936, infine, il Kako iniziò un massiccio processo di modernizzazione presso l'arsenale di Sasebo, che fu completato il 27 dicembre 1937: i sistemi di controllo del tiro furono aggiornati e le sovrastrutture ampiamente ricostruite, con conseguente rilocazione delle armi contraeree. Le sei torri singole furono rimpiazzate da tre torri binate, dotate di cannoni Type 3 modello 2 da 203 mm L/50 e con eguale corazzatura delle precedenti, disposte due a prua e una a poppa. La contraerea fu incrementata da quattro coppie di cannoni Type 96 da 25 mm L/60 mentre la dotazione silurante fu riorganizzata su due impianti quadrinati brandeggiabili di tubi da 610 mm, dotati del letale ordigno Type 93 e siti sul ponte a mezzanave verso poppa, ai lati di una nuova catapulta che serviva due idrovolanti Kawanishi E7K2. Ancora, la torre di comando fu rivestita di un manto corazzato spesso 36 mm e furono rimosse le caldaie ad alimentazione mista: ciò permise di ridurre le dimensioni del secondo fumaiolo e ne conseguì un aumento dell'erogazione di vapore da parte delle rimanenti dieci unità. La riserva di combustibile, dunque, passò a tonnellate di olio, l'autonomia crebbe a miglia alla velocità di 14 nodi ( chilometri a 26,60 km/h) e la potenza motrice a  shp.

Quest'ultimo radicale intervento fece comunque aumentare il dislocamento standard del Kako a tonnellate circa e quello a pieno carico a tonnellate; la stabilità venne poi a essere compromessa dal peso delle nuove armi e dunque furono aggiunte controcarene più larghe, assestando il pescaggio a 5,61 metri e aumentando la larghezza a 16,93 metri. La velocità massima, pertanto, scese a 33 nodi. L'equipaggio, infine, passò a 639 effettivi.

Servizio operativo Costruzione e periodo interbellico

L'incrociatore pesante Kako fu ordinato nell'anno fiscale edito dal governo giapponese nel 1923. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Kōbe, gestito dalla Kawasaki, il 17 novembre 1922 e il varo avvenne il 10 aprile 1925; fu completato e immesso in servizio il 20 luglio 1926.

Fu inserito con il gemello nella 5ª Divisione incrociatori e partecipò alle periodiche, intensive esercitazioni della Marina imperiale giapponese, alternate da crociere di guerra e operazioni nelle acque cinesi. Nel 1929-1930 fu sottoposto a una prima serie di modifiche e aggiustamenti, quindi nel 1933 riprese servizio nella 6ª Divisione e alla fine di agosto presenziò alla rivista navale di Yokohama. In novembre passò dunque allo status di nave di guardia e durante il 1934 transitò nella riserva, quindi nel luglio 1936 iniziò il radicale processo di riequipaggiamento e ammodernamento: nel dicembre 1937 tornò operativo e fu integrato nella 6ª Divisione, che venne a comprendere oltre al Furutaka anche i similari incrociatori pesanti e . Assieme ai gregari il Kako partecipò ad altre missioni lungo la costa cinese e alle regolari esercitazioni a livello di flotta. Il reparto fu inquadrato nella 1ª Flotta e dal 15 settembre 1941 rispose agli ordini del contrammiraglio Aritomo Gotō, che scelse lo Aoba come sua ammiraglia. Tra la fine degli anni venti e il 1941 il Kako fu al comando dei seguenti capitani di vascello: Akira Gotō (18 settembre 1925 - 15 novembre 1927) che si era occupato anche dell'allestimento finale dell'unità, Junzō Yoshitake (15 novembre 1927 - 10 dicembre 1928), Toraroku Akiyama (10 dicembre 1928 - 30 novembre 1929), Nobutake Kondō (30 novembre 1929 - 18 giugno 1930), Kamezaburō Nakamura (18 giugno - 1º dicembre 1930), Katsuzumi Inōe (1º dicembre 1930 - 1º dicembre 1931), Shichisaburō Kōga (1º dicembre 1931 - 1º dicembre 1932) che per lo più supervisionò i lavori in cantiere, Shunzo Mito (1º dicembre 1932 - 15 novembre 1933), Tokujirō Yokoyama (15 novembre 1933 - 15 novembre 1934), Ei Kashiwagi (15 novembre 1934 - 15 novembre 1935), Aritaka Aihara (15 novembre 1935 - 1º luglio 1936), Kenshirō Ōshima (1º luglio - 1º dicembre 1936); Masao Okamura (1º dicembre 1936 - 1º dicembre 1937) e Michiaki Kamata (1º dicembre 1937 - 20 ottobre 1938), che non condussero in mare l'incrociatore poiché era in corso la seconda modernizzazione; Masaki Ogata (20 ottobre 1938 - 1º maggio 1939), Akira Itō (1º maggio - 1º luglio 1939), Heitarō Edo (1º luglio - 15 novembre 1939), Giichirō Horie (15 novembre 1939 - 15 ottobre 1940) e infine Yuji Takahashi a partire dal 15 settembre 1941.

La seconda guerra mondiale 1941-1942