La famiglia Martino, de Martino, di Martino o Martini è una famiglia nobile della Sicilia, della Campania e dell'Abruzzo. Iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana e nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922. Possedette in totale due ducati, un marchesato, nove baronie e numerosi feudi. Di questa famiglia scrivono Biagio Aldimari, Filadelfo Mugnos, Antonino Mango di Casalgerardo, padre Anfalone, Mattia Zona e Vittorio Spreti. Ha dato alla chiesa cattolica un Cardinale e sei Vescovi.
Origine il cognome di questa famiglia è molto probabilmente un patronimico derivante dal nome proprio Martino, infatti i primi membri conosciuti utilizzarono il cognome di Martino o de Martino indicando quindi di essere figli o discendenti di Martino. Nel antica Roma sono esistite delle famiglie con il cognomen Martino (in latino Martinus che significa "consacrato a Marte" o "piccolo Marte", il dio della guerra). Dal cognomen Martino è derivato anche il cognomen Martiniano (in latino Martinianus). Alcuni membri di questa antica famiglia romana furono : Lucio Lucceio Martino, Senatore e governatore della Germania Inferiore nel 211-212 d.C. Sesto Martiniano, Imperatore Romano nel 324 d.C. Flavio Martino, Vicarius della Bretagna nel 353 d.C. Martiniano, funzionario del IV secolo d.C. Martiniano, generale dell'Impero romano d'Oriente nel V Secolo. Con ogni probabilità i Martino e i Martiniano romani non hanno un legame di parentela con i Martino medioevali.
L'origine dei Martino è controversa, secondo Biagio Aldimari avrebbe origini Campane<< Questa famiglia è originaria del nostro regno. Si ritrova Francesco Capitan di cavalli nel Piemonte nel 1331. Gio: Caporale di gente d'armi nel 1338. Bertrando milite nel 1274. Il Dottor Guglielmo Inquisitore Provinciale nell'Abbruzzi nel 1275. Bartolomeo milite nel 1272. Gio: Martino signor d'una galea nel 1348. Simone di Martino, e l'Abbate Nicolò si ritrovano nel 1343. Gerardo servì con due sue galee nel 1291. Il Signor Simone familiare Capitano di Gaeta milite. Simone Signor de'beni feudali nel 1310. Huomo nobile Petrillo de Martino nel 1417. Fiorillo familiare della Reina Giovanna II nel 1415. Angelino, e Petrillo nel 1415 ottennero ordine dalla Reina Giovanna II che fi mettessero in possesso d'un certo feudo, comprato da Pietro Miricino. Huomo nobile Petrillo de Martino di Massa familiare, Mastro delle provincie di Valle di Crate, e Terragiordana ebbe in commissione l'esattione delle Collette, imposte per il Regno, per maritaggio della Reina nel 1417. Huomo nobile Gaspare ottenne in dono da Cubella Ruffo un feudo, detto lo feudo del Conte di Mont'alto in Seffa nel 1423. Petrillo Mastro di Camera dell Provincia di Valle di Crate nel 1415. Giosia di Martino nel 1484 fu marito di Gizzula Baraballo del Seggio di Capuana. Angelo di Cuccaro nel 1466 esente da' pagamenti fiscali. Galzerano ricevuto in Consigliere nel Regio Ospizio, e del Segreto Consiglio nel 1475. Execut 6 d.anno, fol 234. Sebastiano di Martino, di Vico, Nobile Regio Familiare nel 1471 execut 5 fol. 156. Magnifico Francesco di Teano nel 1498 execut 4 fol. 57 nel 1512 habitando in Napoli ottiene immunità per li tenimenti in Teano, execut 17 fol 429. Nel 1493 l'honorato Huomo Rentio di Nola. Nel 1481 N. Martino di Massa Lubrense pigliò per moglie Zizula Baraballo con dote di duc. 300. Nel 1415 il nobile uomo Fiorillo di Martino di Vico familiare fedele diletto. Nel 1494 Salvatore, di Vico Eletto della sua Città. Gabriele fù Signor di Faicchio, che poi risiutò a Pietro suo primogenito, che si casò prima con D. Isabella Carafà della linea di Stigliano, e poi con D. Emilia Laudati figliuola di Francesco di Gaeta, Cavaliere di S. Jacopo, e di D. Gio: Carafa della Casa di Paolo IV. A tempi nostri Francesco Signor di Faicchio, Avvocato ne' Regi Tribunali, Auditore di Provincia. È nobile questa Famiglia in Teano, e nel 1275 improntò detta Famiglia al Re denaro, secondo l'uso di quei tempi. Si trova nobile in Vico, e Notar'Errico di Vico ottiene in dono dal Re, la gabella della Bagliva di Vico. Il nobile Fiorillo, e fratelli di Martino possegono la gabella della Bagliva di Vico, e la gabella dello scandaggio della stessa città nel 1423. E la famiglia Martino di Vico possiede l'officio di Protontino di detta Città di Vico nel 1400. Si trova Pietro di Martino di Portugal ricevuto in familiare, e fu milite nel 1268. Orlando di Martino di Firenze nel 1331. Hanno posseduto ancora Civitaquana, e Genestrola. Hanno imparentato con Famiglie nobilissime come sono Carafa, Brancaccia, Vulcana, Brancia, Dominimarte, Gattola, Laudati, Baraballo, e altre. Di questa Casa se ne fa menzione nelli Registri dell'Archivio della Zecca di Napoli, ne Scrivono il Capaccio nel Forestiere, Lellis, Historia di Massa, e altri. È anco nobile in Cicilia, dove fiorì fin dal tempo del Re Federico II, dal quale Nicolò fu eletto Capitano di Piazza, di Mineo, e dell'isola di Malta. Guglielmo nel 1335 fù Senatore di Palermo, ne scrivono a lungo il Mugnus e il Padre Anfalone. >>. Mentre lo storico siciliano Antonino Mango di Casalgerardo accenna a un'origine Fiorentina<<Originaria, secondo alcuni autori, dal regno di Napoli, secondo altri da Firenze; portata in Sicilia da un Guglielmo, che fu senatore di Palermo nel 1335. Con molta probabilità però questa famiglia, la Martinez e la Martini non sono che rami diversi di una famiglia sola. Un Giuseppe di Martino fu capitano di giustizia di Caltagirone nel 1588-89; un Antonino-Onofrio Di Martino, con privilegio dell'11 giugno 1666, ottenne il titolo di barone di S. Giorgio di Morabito; un Giuseppe, a 6 marzo 1742 ottenne investitura del titolo di barone di Maurogiovanni come marito di Caterina Valdina e Alias; un Salvatore di Martino e Ortolano fu capitano di giustizia in Cefalù nel 1770-71; un barone Domenico fu tesoriere di detta città nel 1771-72; un Tommaso, figlio del precedente, a 17 luglio 1797, ottenne investitura del titolo di Rocca e Valdina o Maurogiovanni. >>
Lo storico e genealogista Giovan Battista di Crollalanza scrive di questa famiglia: "Vuolsi originaria di Firenze, ma stabilita in Napoli fin dal XIII secolo, nel qual tempo un Gervasio de Martino fu spedito ambasciatore dal re Manfredi a Giordano Ruffo nel 1254. Nei primi anni del XVI secolo si divise in tre rami; dei baroni di Faicchio, dei baroni di Puglianello, e dei baroni di Silvi, così detti dai feudi che possedevano. Un Francesco del terzo ramo comprò dalla R. Corte il feudo di Silvi negli Abbruzzi con piena giurisdizione, e ne ottenne il sovrano assenso con decreto 18 Maggio 1550; il qual feudo fu posseduto dai de Martino fino al 1695 in cui fu alienato. Ottavio cav. Gerosolimitano 25 Aprile 1625; Giacomo creato dal Pontefice Martino V vescovo di Sessa; e Nicolò fu prima vescovo di Umbriatico e quindi di Rossano. - Arma: Spaccato: nel 1° d'azzurro a tre alabarde sormontate da tre stelle d'oro; nel 2° fasciato d'azzurro e di rosso di otto pezzi. - Divisa: TUTOR UT DULCISCOR."
Struttura del Casato
I Martino del Regno di Napoli Martino di Teano Il primo luogo di residenza accertato nel Napoletano, nonché possibile luogo di origine di questa famiglia, è la città di Teano. Il più antico esponente che si conosca è, come riportato dallo storico Crollalanza, Gervasio de Martino che fu ambasciatore e Segretario del Re Manfredi di Svevia. Nel 1254 fu inviato come ambasciatore a Giordano Ruffo. Dopo che il Conte Pietro Ruffo di Catanzaro zio di Giordano, si schierò dalla parte del Papa Alessandro IV, Gervasio fu nominato da Manfredi insieme a Corrado di Trevic Comandante delle truppe sveve in Calabria. Gervasio e Corrado sconfissero il Conte Pietro e riconquistarono la Calabria. In seguito Pietro e Giordano Ruffo furono condannati a morte nel 1257.
Successivamente si trovano : Pietro milite nel 1268 è ricevuto dal re Carlo d'Angiò come amico e familiare nel 1276; Ponzio scudiero del re Carlo d'Angiò e castellano negli Abruzzi nel 1270; Bartolomeo milite nelle truppe angioine nel 1272; Bertrando milite nelle truppe angioine nel 1274; Giudice Guglielmo Inquisitore degli Abruzzi nel 1275; Riccardo prestò denaro al re Carlo d'Angiò nel 1275; Landulfo è nominato fra i feudatari di Aquino nel 1276; Gerardo comandante di due Galee nel 1291. Signore Simone di Martino, nominato dal Re Roberto d'Angiò Capitano di Gaeta nel 1320; Francesco, nominato da Re Roberto d'Angiò capitano di cavalleria; Giovanni, Caporale di gente d'armi nel 1338; Niccolò, abate nel 1343 e possessore di un feudo; Guglielmo, scudiero della Regina Giovanna I di Napoli nel 1346; Giovanni fu Comandante di una galea nel 1348; Gaspare de Martino ottenne da Cuvella Ruffo di Scilla Duchessa di Sessa il feudo di Montaldo nel 1423; Giacomo de Martino fu nominato dal Papa Martino V Vescovo di Sessa il 30 agosto 1426; Niccolò de Martino fu Vescovo di Umbriatico dal 3 ottobre 1435 al 1442 e Arcivescovo di Rossano dal 27 ottobre 1442 al 1447; Antonaccio fu Sindaco di Teano nel 1447. Matteo fu paggio di Re Alfonso V d'Aragona. Biagio acquistò il feudo di Scarasciano nel 1475.
Da questo ramo principale si originarono tutti i rami del reame napoletano successivamente elencati.
Martino des Carles Nel XV secolo Francesco Martino, appartenente al ramo di Teano, fu cavaliere della regina Giovanna di Trastámara (1455-1517), la quale per i servigi resi gli diede in moglie nel 1494 Donna Guisana de Carles (di origini catalane ma che discendeva dalla famiglia imperiale degli Angelo-Comneno), dai suoi discendenti si originò il ramo Martino de Carles. Francesco risulta ancora vivo nel 1527. Federico, figlio di Francesco Martino e Giusana de Carles, è Signore del feudo Cimorisco nel 1527. Elena Martino (1516-?), figlia di Federico, sposa nel 1531 Marco Antonio de Silvestri di Aversa. Scipione e Cesare, figli di Federico, sono Signori dei feudi di Cimorisco e Scarasciano nel 1548. Scipione sposa la figlia di Costantino Musacchi. Alfonso Martino, altro figlio di Federico, è citato come tutore testamentario nel 1541. Giovanni Maria Martino governatore nella città di Carinola nel 1576 e Signore del feudo di Gallincapo nel 1558. Francesco Martino des Carles fu sindaco di Teano nel 1586. Cesare Martino des Carles è uno dei governatori dell'Annunziata di Teano che incarica il pittore Giuseppe de Alfonso di Napoli di dipingere nella chiesa dell'Annunziata nel 1592. Scipione Martino des Carles, nipote del primo Scipione, fu sindaco di Teano nel 1595 e Signore di Cimorisco nel 1588. Giovan Nicola Martino (?-1628), marito di Diana Barattucci e padre di Bartolomeo Martino Barattucci, nel 1598, insieme ai suoi fratelli, vende alla congregazione del SS. Sacramento la cappella del SS. Sacramento in cui avevano diritto di sepoltura. Luigi Martino des Carles, Signore di Cimorisco, si mette in luce nella difesa di Teano assediata dalle forze di Papone nel 1647. Papone era al comando di un esercito di 8000 uomini, che avevano costretto alla resa Sessa e si erano diretti su Teano. Qui vengono però fermati dalla difesa della città e dal rinforzo portato dal duca di Caianello del Pezzo; Agostino Martino des Carles è governatore di Sessa nel 1670; Antonio Martino des Carles è Sindaco di Teano nel 1691. Nel 1688 sposa Girolama Abbate di Capua. Carlo Martino de Carles è Sindaco di Teano nel 1737.
Dalla famiglia Martino des Carles il feudo di Scarisciano passa ai Barattucci di Teano per il matrimonio di Lucrezia Martino des Carles con Giova Giacomo Barattuccio nel 1665. Il feudo di Cimorisco passa per successione dalla famiglia Martino des Carles alla famiglia De Angelis nel XVIII secolo. I Martino des Carles hanno posseduto la baronia di Puglianello
Martino di Vico Da Teano un ramo dei Martino si trasferì a Vico, dove furono una delle principali famiglie di questa città. Già dal 1400 possiedono l'Ufficio di Protontino. Il Nobile Errico, notaio, ottenne in dono dal Re la Gabella della Bagliva di Vico;