La lingua singalese o sinhala, talvolta cingalese (nome nativo සිංහල, Siṁhala, ISO 15919 ), è la lingua parlata dai singalesi, il gruppo etnico predominante in Sri Lanka (ex Ceylon), e una delle lingue ufficiali di tale Stato; è una lingua appartenente al ceppo indoariano del gruppo indoeuropeo, strettamente imparentata con il maldiviano, la lingua ufficiale nelle Maldive.
Al 2026 è parlata da 20,4 milioni di parlanti totali.
Distribuzione geografica Secondo l'edizione 2009 di Ethnologue, il singalese era parlato nel 2007 da 15,5 milioni di persone in Sri Lanka. Tramite l'emigrazione la lingua risulta attestata in vari Paesi stranieri, tra cui Canada, Emirati Arabi Uniti, Libia, Maldive, Singapore, Thailandia e Stati Uniti d'America. Al 2019, è parlato da 15,3 milioni di parlanti madrelingua (L1). Gran parte dei parlanti sono dunque madrelingua.
Lingua ufficiale Il singalese è lingua ufficiale dello Sri Lanka.
Influenza di altre lingue Il vocabolario del singalese deriva fondamentalmente dal pali, ma è stato fortemente influenzato dal tamil (parlato ancora oggi nel nord e nella costa orientale dello Sri Lanka) e dal sanscrito (che è stato utilizzato per coniare i termini scientifici e medici, così come il greco e il latino per le lingue indeuropee romanze e germaniche). Comunque, a seguito di contatti con altri popoli, la lingua è stata influenzata dal portoghese, dall'olandese, dall'inglese e, in minor parte, dal malese.
Diglossia Così come per altre lingue dell'Asia, anche in singalese è presente un'accentuata diglossia. La lingua letteraria e quella parlata si differenziano sotto diversi aspetti, sia per il vocabolario di termini usati sia per la grammatica (ad esempio, la coniugazione verbale) e la sintassi.
Diverse parole inglesi sono entrate nell'uso comune nella lingua parlata, accanto (o, talvolta, in sostituzione) dei termini singalesi. Ad esempio, non è insolito sentire ("mia moglie", inglese wife) al posto di , o ("riunione", ingl. meeting).
Esempi di parole o verbi nelle rispettive forme letterarie e parlate (si noti che però nella lingua parlata, benché la parola indicata sia più frequente e d'uso comune, non è escluso l'uso del termine letterario in contesti formali): Italiano Singalese letterario Singalese parlato città nagaraya nagaraya , ṭawuma (dall'inglese town) riunione ræswīma mīṭima (dall'ingl. meeting) telefono durakathanaya fon eka (dall'ingl. phone) gustoso rasa raha essere siṭinawā hiṭinawā scendere basinawā bahinawā aiutare upakāra karanawā udau karanawā non potere bæhæ bææ non næhæ nææ con samanga ekka
Alfabeto singalese
L'alfabeto singalese si è evoluto da quello brahmi, introdotto nell'isola nel VI secolo a.C.; attualmente prevede 56 caratteri, con ulteriori quattro aggiunti di recente per tradurre suoni stranieri come la f. Nella lingua singalese, si distinguono dodici vocali, sei brevi e sei lunghe.
I codici unicode vanno da U+0D80 a U+0DFF.
0123456789ABCDEFD80 ඁංඃඅආඇඈඉඊඋඌඍඎඏD90 ඐඑඒඓඔඕඖකඛගඝඞඟDA0 චඡජඣඤඥඦටඨඩඪණඬතථදDB0 ධනඳපඵබභමඹයරලDC0 වශෂසහළෆ්ාDD0 ැෑිීුූෘෙේෛොෝෞෟDE0 ෦෧෨෩෪෫෬෭෮෯DF0 ෲෳ෴
Caratteristiche del singalese parlato La lingua singalese parlata ha le seguenti caratteristiche: L'ordine nella frase è di tipo Soggetto Oggetto Verbo (SOV). Esempio: "io leggo il libro" si traduce , letteralmente "io libro leggo". Non ci sono proposizioni subordinate relative, come in italiano; sostituite dal participio e gli aggettivi verbali. Ad esempio, "l'uomo che mangia il riso" si traduce , letteralmente "riso mangiante uomo". È una lingua di tipo testa a destra, cioè solitamente gli elementi sono messi prima della parola che determinano. Esempi: "la casa di Sunil" , letteralmente "di-Sunil casa"; "una ragazza bella" , letteralmente "bella una-ragazza". Un'eccezione al punto precedente sono le frasi che implicano una quantità, che solitamente seguono la parola che definiscono. Ad esempio: "i tre libri" si traduce , letteralmente "libri tre". Non ci sono preposizioni, ma solo posposizioni. Esempi: "con Sunil" si traduce , letteralmente "Sunil con"; "sotto il tavolo" si traduce , letteralmente "tavolo sotto". Il singalese ha un sistema deittico spaziale con quattro temi (cosa abbastanza rara, a differenza dell'italiano, in cui è a tre): i temi dimostrativi sono "qui, vicino a colui che parla", "là, vicino a colui che ascolta", "là, vicino a una terza persona, visibile" ed "là, vicino a una terza persona, non visibile". La presenza di consonanti pre-nasalizzate, nelle quali una breve nasalizzazione è aggiunta prima della consonante (es.: , , ecc.); la sillaba però resta monomoraica.
Fonetica L'inventario fonemico del singalese parlato consiste di 26 consonanti e 14 vocali, 7 brevi e 7 lunghe.
Vocali Anteriore Centrale Posteriore Acutaඉ , ඊ උ , ඌ Medio-acutaඑ , ඒ අ ඔ , ඕ Medio-graveඇ , ඈ Grave අ , ආ
Le vocali hanno tutte anche la rispettiva forma lunga. In singalese, come per le altre lingue indiane che hanno conservato questa caratteristica, è importante distinguere fra le vocali brevi e quelle lunghe, perché influisce sul significato della parola (confronta con l'ingl. live "vivere" e leave "partire"):
Singalese Italiano Singalese Italiano "uno" "quello" "borse" "maiale" "pesante" "voti" "maschio" "riempimento"
Si noti quanto segue: la vocale è simile allo scevà; le sillabe in non accentate e non iniziali sono sempre vocalizzate in . Esempio, "città" /nagaraya/ . Unica eccezione di sillaba iniziale pronunciata con la vocale è il verbo "fare" /karanavā/ ) la vocale e la corrispettiva forma lunga sono pronunciate come una e molto aperta.
Consonanti Nota bene: le consonanti fra parentesi tonde non si distinguono più nella lingua parlata. Labiale Bilabiale Dentale Retroflessa Palatale Velare Glottale Occlusive sordeප /p/ ත /t/ට /ʈ/ච /c/ක /k/ Occlusive sonoreබ /b/ ද /d/ඩ /ɖ/ජ /ɟ/ග /g/ Prenasalizzateඹ /ᵐb/ ඳ /ⁿd/ඬ /ⁿɖ/ ඟ /ᵑg/ Nasaliම /m/ න /n/(ණ /ɳ/)ඤ /ɲ/ං /ŋ/ Fricative sorde ෆ /f/ස /s/(ෂ /ʂ/)ශ /ʃ/ හ /h/ Approssimanti ව /ʋ/ ය /j/ Liquide ර /r/, ල /l/(ළ /ɭ/)
Nota bene: le aspirate (o fricative) della lingua scritta sono state assorbite dalle rispettive occlusive. Ad esempio, la ඵ /pʰ/ della lingua scritta è pronunciata ප /p/; la consonante භ /bʰ/ è pronunciata come la බ /b/, e così via; la nasale retroflessa ණ /ɳ/ è pronunciata come la nasale dentale න /n/; la consonante ෂ /ʂ/ è confluita, nella pronuncia, nella ශ /ʃ/ (in alcune zone dello Sri Lanka questo fonema è pronunciato come la dentale ස /s/); la liquida retroflessa ළ /ɭ/ viene pronunciata come la liquida ල /l/.
Caratteristiche fonetiche La lingua singalese ha alcune caratteristiche fonetiche tipiche delle lingue indiane, sia indeuropee sia dravidiche, e assenti in italiano: la presenza di consonanti retroflesse (/ʈ/, /ɖ/); la differenza fra le vocali brevi e lunghe; il suono /æ/, assente in altre lingue indiane e nel sanscrito; la presenza di quattro consonanti prenasalizzate.
Oltre a molte parole tamil assorbite nel corso dei secoli, oggi il singalese (scritto e parlato) ha alcune caratteristiche che potrebbero derivare dall'influenza delle lingue dravidiche: la distinzione fra la e, o brevi e fra la ē, ō lunghe la perdita dell'aspirazione
Grammatica Nomi Il singalese ha una struttura simile alle diverse lingue indiane. Mentre la differenza fra i generi è minima (limitata in pratica solo alle forme femminili di nomi maschili, es. "gallo" , "gallina" ), il singalese distingue fra i nomi animati (cioè, che si riferiscono a uomini o animali) e quelli inanimati (che si riferiscono a cose).
Casi nominali La lingua ha sei casi nominali (i casi genitivo-possessivo e genitivo-locativo in realtà sono due forme dello stesso caso nominale): 1) nominativo, cioè la forma base (es. "amico" ; "città" ); 2.a) genitivo-possessivo, solo per i nomi animati, che indica il possesso (es. "dell'amico", ), 2.b) genitivo-locativo, solo per i nomi inanimati, che indica il complemento di specificazione o lo stato in luogo (locativo) (es. "della/in città" ); 3) dativo, che indica il complemento di termine e di moto a luogo ("all'amico", ; "alla città" ); 4) accusativo, usato solo per i nomi animati, che indica il complemento oggetto ("amico (ogg.)", ); 5) strumentale, che indica il complemento di agente o di mezzo ("dal/con l'amico" ; "dalla città" ); 6) vocativo, solo per i nomi animati.
I nomi animati hanno le seguenti caratteristiche: si riferiscono sempre a persone o animali; solitamente, se nomi comuni terminano in se maschili, e in / se femminili; se nomi propri di persona, se maschili terminano solitamente per consonante o con il suffisso , se femminili solitamente in ; formano il genitivo-possessivo in , e hanno il suffisso dell'accusativo.
I nomi inanimati, invece: si riferiscono sempre a oggetti o cose; se derivati dal sanscrito o dal pali, solitamente terminano in o , oppure in ; non hanno mai il suffisso dell'accusativo né il suffisso genitivo-possessivo .
Declinazione Declinazione singolare Caso Nomi animati Suffisso Esempio Nomi inanimati Suffisso EsempioNominativo"(l')amico"==යාලුවා "(la) città"==නගරය (letter. )Gen.-Poss."dell'amico"-ෙග් යාලුවාෙග් === Gen.-Loc.=== "della/in città"-ෙ.් නගරෙය් Dativo"all'amico"-ට යාලුවාට "alla città"-ට නගරයට Accusativo"l'amico (ogg.)"-ව යාලුවාව === Strumentale"dall'amico"-ෙගන් යාලුවාෙගන් "dalla/con la città"-ෙ.න් නගරෙයන්
Declinazione plurale Caso Nomi animati Suffisso Esempio Nomi inanimati Suffisso EsempioNominativo"(gli) amici"==යාලුෙවා් "(le) città"==නගර Gen.-Poss."degli amici"-න්ෙග් යාලුවාන්ෙග් === Gen.-Loc.=== "delle/nelle città"-වල නගරවල Dativo"agli amici"-න්ට යාලුවාන්ට "alle città"-වලට නගරවලට Accusativo"gli amici (ogg.)"-න්ව යාලුවාන්ව === Strumentale"dagli amici"-න්ෙගන් යාලුවාන්ෙගන් "dalle/con le città"-වලින් නගරවලින්
Si noti l'alternanza, nel plurale, di un tema per il caso diretto (nominativo) e un tema per i casi indiretti (od obliqui), ai quali si uniscono i suffissi dei casi nominali.
Caso obliquo Nel caso dei nomi animati, il tema del caso indiretto (obliquo) si forma sempre con una -න්- infissa, mentre per i nomi inanimati si ha -වල- . Nel prospetto della declinazione plurale, gli infissi del caso indiretto sono indicati uniti ai suffissi dei casi nominali per motivi di semplificazione.
Plurale La formazione del plurale dei nomi è piuttosto complessa, a grandi linee si può riassumere quanto segue:
Nomi animati: i nomi animati in hanno il plurale regolare in ("amico" , plur. ); quelli femminili in hanno il plurale regolare in ("gallina" , plur. ); i nomi che si riferiscono a rapporti di parentela familiare, così come alcuni titoli, hanno una forma plurale speciale in ("mamma" , plur. )
Nomi inanimati: i nomi in o hanno il plurale in ("città" , plur. ); i nomi in perdono il suffisso al plurale ("sala" , plur. ); alcuni nomi con doppia consonante e finale trasformano la doppia in consonante semplice seguita da ("campo, orto" , plur. ) o da ("creatura" , plur. ); altri nomi perdono la vocale finale, e hanno il plurale in consonante ("nome" , plur. ).
Vocativo Solo in relazione ai nomi animati, resta nel singalese parlato una traccia del vocativo, usato quando ci si rivolge a qualcuno direttamente.
Nomi che indicano parentela Quando si tratta di nomi che indicano parentela, il vocativo singolare si forma con il suffisso opp. , mentre la forma del plurale è usata come vocativo: "papà" , vocat. sing. , vocat. plur. "mamma" , vocat. sing. , vocat. plur. "figlio" , vocat. sing. , vocat. plur.
Altri nomi animati I nomi maschili formano il vocativo singolare aggiungendo opp. : "ragazzo" , vocat. sing. "tigre" , vocat. sing.
I nomi femminili, invece, hanno il suffisso : "ragazza" , vocat. sing. "donna" , vocat. sing.
Il vocat. plurale si forma aggiungendo una al tema del caso indiretto (obliquo) del plurale, che termina sempre in : "ragazzi" (tema caso indir. ), vocat. plur.