Il Nationaler Normenkontrollrat (tedesco: "Consiglio nazionale per il controllo normativo") è un organismo pubblico indipendente tedesco per la riduzione della burocrazia. Ha il compito di aiutare il Governo federale "a ridurre i costi della burocrazia determinati dalle leggi attraverso l'utilizzo, l'osservazione e il perfezionamento di una misurazione standardizzata dei costi della burocrazia sulla base del modello dei costi standard".Art. 1, par. 2 NKRG
Origine Nel patto di coalizione della Grande coalizione del 2005 tra la CDU, la CSU e la SPD fu concordata l'istituzione di un Consiglio per il controllo normativo. L'intesa fu attuata il 1º giugno 2006 con l'approvazione del Gesetzes zur Einrichtung eines Nationalen Normenkontrollrates (NKRG) ("Legge per l'istituzione di un Consiglio nazionale per il controllo normativo"). Le considerazioni fondamentali per il progetto della legge furono elaborate dalla Fachhochschule des Mittelstands (FHM) a Bielefeld (tra gli altri da Hans-Georg Kluge) nonché dalla Fondazione Bertelsmann. Tali concetti furono presentati nel Bundestag tramite i deputati della CDU del Reno Nord-Vestfalia. Il 18 agosto 2006 la legge istitutiva del Nationaler Normenkontrollrat entrò in vigore.
Il modello era l'istituzione paragonabile dei Paesi Bassi, l'Adviescollege toetsing Regeldruck (Actal) ("Comitato consultivo per il controllo degli oneri amministrativi"), che là svolge il ruolo di custode indipendente e neutrale dei metodi di misurazione dei costi della burocrazia.
La coalizione partì dal presupposto che nei Paesi Bassi si era accertato che gli obblighi informativi disposti a livello statale divorano il 3,6 per cento del prodotto interno lordo. Nel caso in cui in Germania con la sua forza economica circa cinque volte più elevata l'intensità della regolamentazione riguardo agli obblighi informativi fosse comparabile con quella nei Paesi Bassi, le imprese tedesche dovrebbero sostenere costi intormo a 80 miliardi di euro a causa di obblighi informativi basati sulle leggi. Allo stesso tempo i Paesi Bassi si sarebbero prefissi di abbattere questi costi di un quarto in quattro anni. Se si applicasse questo obiettivo alla Germania, si arriverebbe a un volume di risparmi di circa 20 miliardi di euro.
Organizzazione e modo di lavoro Il Nationaler Normenkontrollrat è vincolato solo al compito stabilito dalla legge istitutiva (il già citato Gesetz zur Einsetzung eines Nationalen Normenkontrollrates (NKRG)) ed è indipendente nella sua attività.
Il Normenkontrollrat è costituito da dieci membri onorari, che sono nominati dal presidente federale su proposta del Governo. La durata dell'incarico è di cinque anni (uno in più della durata del Parlamento e del Governo federale, in modo da rafforzare l'indipendenza dell'organismo). Una nuova nomina è ammessa. I membri non possono lavorare presso amministrazioni pubbliche o rivestire la carica di deputato. I membri del Normenkontrollrat ricevono un'indennità forfettaria nonché il rimborso delle loro spese di viaggio (Art. 3, par. 10 NKRG). Il rimborso delle spese di viaggio si attiene alle norme vigenti in materia (il cosiddetto Bundesreisekostengesetz o "Legge federale sulle spese di viaggio"). L'indennità forfettaria per il presidente dell'NKR e il suo vicepresidente ammonta a 30.000 euro all'anno, per gli altri membri a 25.000 euro all'anno.
Funzioni e competenze Il Normenkontrollrat è l'organo politico centrale di controllo per tutte le questioni che riguardano la riduzione della burocrazia. Il Normenkontrollrat può verificare il rispetto dei principi di misurazione standardizzata dei costi della burocrazia concernenti: i progetti di nuove leggi federali; nel caso dei progetti di leggi di riforma, anche le leggi base; i successivi progetti di disposizioni giuridiche e amministrative di rango secondario; i lavori preparatori di atti giuridici (decisioni quadro, decisioni, accordi e relative misure di esecuzione) e di regolamenti, direttive e decisioni dell'Unione europea; nel caso dell'applicazione del diritto dell'Unione europea, le leggi interessate e le disposizioni giuridiche e amministrative di rango secondario; le leggi federali esistenti e i regolamenti giuridici e le disposizioni amministrative basati su di esse.
Non esistono competenze per l'esame del diritto statale.
Il Normenkontrollrat può a tal fine condurre proprie audizioni; fornire perizie su incarico; presentare rapporti speciali al Governo federale; e chiedere assistenza agli uffici della Federazione e degli Stati.
Rapporto sui costi della burocrazia Il Governo federale presenta annualmente al Bundestag un rapporto sulle esperienze con la metodologia per la misurazione standardizzata dei costi della burocrazia nonché sullo stato della riduzione dei costi della burocrazia e la previsione aggiornata se gli obiettivi di riduzione dei costi della burocrazia fissati dal Governo saranno raggiunti entro l'intervallo di tempo indicato.
Il Nationaler Normenkontrollrat presenta anche un rapporto annuale secondo l'Art. 6 NKRG. Questo è a disposizione per lo scaricamento sulla pagina iniziale del sito dell'organo. Qui si può prendere visione dello stato aggiornato dei costi della burocrazia per l'economia. Così ad esempio al 20 febbraio 2008 tutti i progetti di regolamentazione presentati al Nationaler Normenkontrollrat dal Governo federale fino a quel momento, cioè dal 1º dicembre 2006, includevano come saldo un potenziale di sgravi per l'economia di circa 1,3 mld €. Nello stesso tempo occorre però considerare che il Normenkontrollrat non fa nessuna proposta di semplificazione propria, ma valuta solo quelle presentate dal Governo. Ugualmente in molti casi nel successivo processo legislativo sono apportate ancora considerevoli modifiche ai progetti di legge, che possono riflettersi anche sui costi della burocrazia. Nei casi di gran lunga prevalenti il Normenkontrollrat non si esprime sui progetti di legge del Governo federale.
Sulla base dei risultati della valutazione dei costi della burocrazia individuati finora dall'Ufficio federale di statistica, il Governo federale ha deciso di impiegare, in casi determinati, chiaramente definiti, solo un metodo di rilevazione semplificato per l'individuazione dei costi di un obbligo informativo. Sullo sfondo vi erano le osservazioni dell'Ufficio federale di statistica, secondo le quali molti obblighi informativi producono solo oneri modesti per le imprese. Il limite bagattellare fu fissato in 100.000 €. Pertanto nella misurazione dei costi della burocrazia esistenti devono essere evitate le spese superflue e l'esame deve concentrarsi sugli aspetti essenziali. Poiché quasi il 90% di tutti gli obblighi informativi rilevati rientrano nel limite bagattellare, mentre circa il 50% degli obblighi informativi non comportano assolutamente costi (cosiddetta misurazione zero).
Rapporto 2016 A marzo 2017, l'ultimo rapporto disponibile è quello del 2016, presentato ufficialmente il 21 settembre. Intitolato 10 Jahre Nationaler Normenkontrollrat: Gute Bilanz bei Bürokratieabbau und Folgekostenbegrenzung – alarmierender Rückstand bei E-Government ("10 anni di Nationaler Normenkontrollrat: buon bilancio sulla riduzione della burocrazia e la limitazione dei costi – allarmante arretrato sull'e-government"), il rapporto, oltre a dare conto del lavoro svolto nell'ultimo anno, coglie anche l'occasione per fare un bilancio sui primi dieci anni di attività dell'organismo, mettendo in evidenza i progressi compiuti e gli aspetti ancora da migliorare.
Per quanto riguarda l'ultimo anno, il rapporto osserva che i costi di conformità sostenuti annualmente dai cittadini, dalle imprese e dalla pubblica amministrazione in GermaniaIl termine "costi di conformità" (in tedesco Folgekosten e in inglese compliance costs) è utilizzato in Germania in senso ampio per indicare l'insieme dei costi che i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione sopportano per adeguarsi alle leggi e ai regolamenti, mentre in Italia ha, almeno nella terminologia ufficiale dell'ISTAT, un'accezione più ristretta. Secondo l'ISTAT, infatti, l'insieme dei costi imposti dalla regolamentazione al sistema economico prende il nome di "costi di regolazione", a loro volta suddivisi in tre grandi tipologie. I "costi economici" si riferiscono esclusivamente agli effetti indiretti prodotti dalla regolazione, hanno una natura dinamica e moltiplicatrice e generano comportamenti caratteristici negli attori economici interessati. I "costi per le amministrazioni pubbliche" riguardano le spese che le autorità regolative incorrono nell’applicazione delle norme, nella gestione delle imposte e nella formulazione degli standard. Infine, i "costi di conformità" sono costi diretti e si riferiscono al valore economico delle risorse disperse dai privati (cittadini e imprese) per conformarsi alle disposizioni normative. Possono essere fiscali/monetari, sostanziali e amministrativi. Dal 2007 l'ISTAT effettua ogni anno una specifica indagine volta alla misurazione degli oneri amministrativi (MOA) per le piccole e medie imprese in vari settori, che mira a fornire al legislatore e all'operatore pubblico gli strumenti per la loro riduzione ed eliminazione. Cfr. al riguardo sono aumentati nel complesso di 453 mln €, mentre nel 2015 erano scesi di 685 mln €, dopo che negli anni precedenti erano andati continuamente salendo. Gran parte di tale aumento è da attribuire a uno specifico progetto di regolazione, la "Legge per la digitalizzazione della transizione energetica" (Gesetz zur Digitalisierung der Energiewende),Si tratta di una legge federale, approvata il 29 agosto 2016, finalizzata alla fornitura e all'attivazione di sistemi di misurazione intelligenti nel quadro della transizione energetica (Energiewende), ossia il passaggio dalle fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili che la Germania sta portando avanti da vari anni, come altri Paesi europei. che da sola ha prodotto 139 mln € di costi di conformità. L'aumento di tali costi ha inoltre riguardato soprattutto le imprese tedesche, che hanno pagato a tal fine 299 mln € in più rispetto all'anno precedente, in particolare a causa del recepimento della normativa dell'Unione europea.
Il rapporto valuta anche l'effetto sulla riduzione dei costi di conformità della cosiddetta regola One in one out (letteralmente "Uno dentro uno fuori"), introdotta in Germania a partire dal 1º gennaio 2015. La regola prevede che, per ogni aumento di costi imposto all'economia a seguito dell'adozione di un qualsiasi atto di regolazione (disposizione normativa o amministrativa), l'amministrazione competente debba introdurre atti di semplificazione tali da assicurare una riduzione di importo equivalente o superiore.Si tratta di una "buona pratica" applicata in molti Paesi europei. Per un'ampia disamina del concetto, v. ad es. Secondo il rapporto 2016, nell'anno e mezzo di applicazione di questa regola in Germania si è avuto per l'economia uno sgravio di costi di regolazione superiore di circa 1 mld € all'aggravio corrispondente. A tale risultato hanno contribuito anche le "Leggi per lo sgravio della burocrazia" (Bürokratieentlastungsgesetze) del 2015 e 2016, che mirano a "liberare" soprattutto le piccole e medie imprese da oneri burocratici non necessari come obblighi contabili, di registrazione, ecc.
Come si evince dallo stesso titolo del rapporto, l'NKR denuncia un preoccupante ritardo nella digitalizzazione della pubblica amministrazione tedesca, la quale, secondo il presidente Johannes Ludewig, ha "un enorme potenziale" in termini di riduzione dei costi della burocrazia. Perché ciò si realizzi, occorre però "un patto dell'e-government per la Germania", ossia una stretta collaborazione tra i diversi livelli di governo (federale, statale e comunale) per la realizzazione di una infrastruttura informatica comune, il cui investimento sarebbe ampiamente ripagato, producendo addirittura risparmi positivi, in un rapporto di 5 a 12.