Il libero consorzio comunale di Ragusa è un libero consorzio comunale di abitanti della Sicilia, con capoluogo Ragusa. È subentrato il 4 agosto 2015 alla soppressa provincia regionale di Ragusa, istituita il 2 gennaio 1927, durante il ventennio fascista.In tale occasione furono riuniti i comuni di "Ragusa Superiore" e di "Ragusa Inferiore" (poi rinominata "Ragusa Ibla" nel 1922), che si erano in precedenza separati nel 1865. Scheda dell'Archivio di Stato di Ragusa.
Il consorzio ha una superficie di km² e una densità abitativa di circa 195 abitanti per km²; comprende dodici comuni: Ragusa, Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria.Scheda su treccani.it. Confina con i liberi consorzi di Siracusa e Caltanissetta, e con la città metropolitana di Catania; la sua parte meridionale si affaccia sul mar Mediterraneo. Le città di Ragusa, Modica e Scicli (facenti parte dell'antico Val di Noto del Regno di Sicilia) dal 25 giugno 2002 sono riconosciute quali Patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO.
Geografia fisica
Territorio
Il territorio del libero consorzio comunale di Ragusa occupa il settore sud-orientale della Sicilia e si estende tra l'area interna dei Monti Iblei e la fascia costiera affacciata sul Mar Mediterraneo. Dal punto di vista morfologico è costituito in prevalenza da rilievi collinari e altopiani, che occupano circa due terzi della superficie complessiva. La parte centrale corrisponde al settore ragusano dell'altopiano ibleo, con quote generalmente comprese tra i 400 e i 600 metri sul livello del mare.
Le maggiori elevazioni si trovano lungo il margine settentrionale del territorio consortile, in corrispondenza dello spartiacque ibleo. I rilievi principali sono il Monte Lauro, che con i suoi 987 m costituisce la massima cima dei Monti Iblei, il Monte Casale (910 m) e il Monte Arcibessi (906 m).
Le aree pianeggianti sono meno estese e si concentrano prevalentemente nella parte occidentale, dove si sviluppa la piana di Vittoria, e nel settore sud-orientale, tra i territori comunali di Pozzallo e Ispica. La costa presenta invece un andamento vario, alternando litorali sabbiosi, brevi tratti rocciosi, falesie calcarenitiche e pianure costiere di origine alluvionale.
La geomorfologia dell'altopiano ibleo è caratterizzata da un articolato sistema di incisioni vallive, localmente denominate cave, prodotte dall'erosione fluviale nel corso delle ere geologiche. Tali solchi, spesso profondi e con pareti scoscese, incidono il tavolato calcareo e si orientano in genere verso sud, degradando progressivamente in direzione del mare. In alcuni casi, come lungo il corso dell'Irminio, il dislivello tra il piano sommitale e il fondovalle può raggiungere anche i 200 metri.
Dal punto di vista geologico il settore ibleo è formato da successioni prevalentemente carbonatiche e calcarenitiche, con affioramenti vulcanitici nell'area del Monte Lauro. La struttura del tavolato è inoltre interessata da un complesso sistema di faglie, che ha contribuito alla frammentazione dell'altopiano e alla formazione delle principali linee vallive.
Nell'area compresa tra Ragusa e Modica sono presenti affioramenti bituminosi, storicamente noti per l'estrazione della cosiddetta pietra pece, un calcare impregnato di sostanze asfaltiche utilizzato sia come materiale da costruzione sia come elemento decorativo nell'edilizia locale. Fino alla seconda guerra mondiale tale materiale veniva estratto in quantità rilevanti e trasportato mediante la ferrovia a scartamento ridotto Siracusa-Ragusa-Vizzini verso il porto di Siracusa, da dove proseguiva via mare verso gli impianti di lavorazione per l'estrazione degli idrocarburi contenuti nella roccia.
Idrografia
Il territorio ragusano non presenta corsi d'acqua di grande portata. I principali fiumi sono l'Irminio, il Dirillo, il Tellaro, l'Ippari, la Fiumara di Modica e il Tellesimo. Molti corsi d'acqua minori hanno carattere torrentizio e scorrono entro le incisioni vallive localmente denominate cave.
Non sono presenti laghi naturali di rilievo. Tra gli anni settanta e i primi anni ottanta furono realizzati due principali bacini artificiali: il lago Santa Rosalia, nel territorio comunale di Ragusa, e il lago Dirillo, che ricade in parte nel territorio di Monterosso Almo.
La fascia costiera ragusana era un tempo caratterizzata dalla presenza di numerose paludi, pantani e zone umide retrodunali, in parte prosciugati nel corso delle opere di bonifica eseguite tra gli anni trenta e gli anni sessanta. Le principali aree umide superstiti si trovano nel territorio di Ispica e comprendono i pantani Longarini, Bruno e Gorgo Salato, inseriti nel sistema della Riserva naturale orientata Pantani della Sicilia Sud-Orientale.
Tra il promontorio di Kamarina e Scoglitti si estendeva anticamente la palude di Kamarina, formatasi presso la foce dell'Ippari al riparo delle dune sabbiose. Secondo la tradizione storica, l'area fu interessata da interventi di prosciugamento già in età greca.
Coste e isole La linea costiera del libero consorzio comunale di Ragusa si sviluppa lungo il Mar Mediterraneo, tra la foce del Dirillo a ovest e il Pantano Longarini a est. Il tratto compreso tra la foce del Dirillo e quella dell'Ippari è prevalentemente sabbioso e comprende la lunga spiaggia dei Macconi. Procedendo verso est, in direzione di Punta Secca, la costa assume caratteri più rocciosi, con alternanza di scogliere basse e piccole spiagge.
Tra Marina di Ragusa e Cava d'Aliga il litorale torna a essere in prevalenza sabbioso, mentre nel tratto successivo, fino a Punta Religione, si alternano falesie, affioramenti rocciosi e spiagge, tra cui quella di Sampieri, caratterizzata da sabbia fine e dorata. Tra Pozzallo e Punta Ciriga prevalgono nuovamente le spiagge sabbiose. In prossimità di Punta Ciriga si trovano l'Isola di Iannuzzo e l'Isola dei Porri.
Clima L'orografia del territorio determina condizioni climatiche differenziate tra l'entroterra montano, l'altopiano e la fascia costiera. Le aree litoranee e meridionali presentano un clima di tipo mediterraneo, con estati calde e asciutte e precipitazioni concentrate prevalentemente nei mesi autunnali e invernali. Le zone interne e più elevate dell'altopiano ibleo sono invece caratterizzate da temperature medie più basse, maggiore piovosità e più accentuata escursione termica.
Nelle aree costiere la piovosità estiva è generalmente molto ridotta. Le serie climatiche riferite al trentennio 1961-1990, rilevate nelle stazioni meteorologiche di Gela e Cozzo Spadaro, poste rispettivamente a ovest e a est del territorio ragusano, indicano nel trimestre giugno-agosto precipitazioni molto contenute, spesso inferiori a pochi millimetri mensili.La stazione meteorologica di Gela si trova a pochi chilometri dal territorio di Vittoria ed è indicativa delle condizioni meteorologiche della fascia costiera occidentale ragusana.La stazione meteorologica di Cozzo Spadaro si trova a breve distanza dal confine con il libero consorzio comunale di Ragusa ed è indicativa delle condizioni meteorologiche della fascia costiera sud-orientale.
In inverno la piovosità aumenta sensibilmente, soprattutto tra ottobre e febbraio. L'umidità relativa media risulta elevata nelle aree pianeggianti e costiere, in particolare nel Vittoriese e nel settore compreso tra Ispica, Pozzallo e Marina di Ragusa.
Le aree interne e montane ricevono precipitazioni più abbondanti rispetto alla costa. Secondo i dati del Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano, nell'area di Acate la piovosità annua può variare da valori minimi prossimi ai 205 mm ad annate con valori superiori ai 580 mm; nell'area di Chiaramonte Gulfi, più elevata e interna, l'oscillazione può risultare molto più marcata, con valori annui compresi tra circa 377 e oltre 1 400 mm.
I venti sono in genere moderati, con prevalenza dai quadranti occidentali e sud-occidentali. I mesi mediamente meno ventosi risultano giugno per il settore occidentale e settembre per quello orientale.
La temperatura media annua è strettamente collegata alla quota: si passa dai 13-14 °C delle aree montane comprese tra Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo e Giarratana, ai 14-15 °C dell'area del capoluogo, fino ai 18-19 °C delle zone costiere. Le temperature medie massime del mese più caldo si attestano in gran parte del territorio attorno ai 30 °C, mentre le minime medie del mese più freddo variano dai 2-4 °C delle zone montane ai 6-8 °C della fascia costiera. L'escursione termica è particolarmente marcata nell'area montana, dove la media annua può raggiungere circa 17 °C.
Nelle aree più meridionali e costiere non sono presenti stazioni meteorologiche storiche di riferimento nel territorio consortile; per tale ragione, le serie delle stazioni limitrofe di Gela e Cozzo Spadaro sono comunemente utilizzate come indicazione di massima delle condizioni climatiche della costa ragusana.
COZZO SPADARO (51 m s.l.m.) Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno Temperatura massima media (°C) 15 15 17 19 22 26 30 30 28 24 20 17 21,9 Temperatura minima media (°C) 9 9 10 12 15 19 21 22 21 17 14 11 15 Piogge (mm) 61 43 33 18 13 27 2 5 25 78 51 71 427
GELA (33 m s.l.m.) Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno Temperatura massima media (°C) 15 15 16 18 21 24 28 27 26 23 19 18 20,8 Temperatura minima media (°C) 9 9 9 11 15 18 20 21 20 16 13 10 14,3 Piogge (mm) 46 36 29 24 17 3 3 11 20 56 54 55 354
Aree naturali Il territorio ragusano comprende diverse aree naturali protette, riserve regionali, zone umide costiere e siti appartenenti alla Rete Natura 2000. Tra le principali aree sottoposte a tutela figurano la Riserva naturale Pino d'Aleppo, la Riserva naturale macchia foresta del fiume Irminio e la Riserva naturale orientata Pantani della Sicilia Sud-Orientale.
La Riserva naturale Pino d'Aleppo, istituita con decreto dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente n. 536 del 1990, interessa prevalentemente il territorio di Vittoria ed è finalizzata alla salvaguardia delle formazioni residue autoctone di Pinus halepensis e alla ricostituzione della pineta nelle aree degradate dall'azione antropica.
La Riserva naturale macchia foresta del fiume Irminio, istituita con decreto assessoriale n. 241 del 7 giugno 1985, si estende per circa 134,70 ettari tra i comuni di Ragusa e Scicli, lungo il tratto terminale del fiume Irminio. L'area tutela un ambiente costiero e ripariale caratterizzato da macchia mediterranea, vegetazione retrodunale e habitat umidi presso la foce del fiume.
La Riserva naturale orientata Pantani della Sicilia Sud-Orientale, istituita dalla Regione Siciliana nel 2011, comprende un sistema di zone umide costiere situate tra i territori di Ispica, Noto e Pachino. Nel territorio ragusano ricadono in particolare i pantani Bruno, Gorgo Salato e parte del pantano Longarini, ambienti di rilevante interesse naturalistico per la sosta e la migrazione dell'avifauna acquatica.
Tra le altre aree di interesse naturalistico figurano il Demanio forestale di Randello, posto lungo la fascia costiera compresa tra Punta Braccetto e la zona archeologica di Kamarina, il parco forestale di Calaforno, nel territorio di Giarratana, e diversi complessi boscati demaniali dell'entroterra ibleo.
Nel territorio consortile sono inoltre presenti numerosi complessi boscati e aree demaniali forestali, tra cui: il complesso boscato Canalazzo, nel territorio di Monterosso Almo; il complesso boscato Mangiagesso, tra i territori di Modica e Scicli; l'area attrezzata Mangiameli, presso il Monte Arcibessi, nel territorio di Chiaramonte Gulfi; il complesso boscato Sampieri, nel territorio di Scicli; il complesso boscato Santa Maria del Focallo, nel territorio di Ispica; la pineta di Monte Renna, nel territorio di Giarratana.