Il Museo Nazionale del Bargello è un museo di Firenze, dedicato alla scultura, facente parte insieme alle Cappelle Medicee, Orsanmichele, Palazzo Davanzati e Casa Martelli, dei Musei del Bargello.
La sua collezione di statue rinascimentali è considerata tra le più notevoli a livello mondiale: annovera infatti capolavori di Michelangelo, Donatello, Ghiberti, Cellini, Giambologna, Ammannati ed altri importanti scultori, oltre a una grande raccolta di arti applicate, organizzate principalmente per tipologia.
Il nome deriva dal palazzo del Bargello che lo ospita.
Nel 2016 è stato il trentasettesimo museo più visitato d'Italia con visitatori, in calo rispetto al 2015.
Storia
Negli anni quaranta dell'Ottocento, il barone Seymour Kirkup, assieme ad altri collaboratori, finanziò una serie di sondaggi all'interno della cappella di Santa Maria Maddalena nel palazzo e carcere del Bargello, a seguito dei quali, il 21 luglio 1840, il pittore-restauratore Antonio Marini riportò alla luce un ritratto di Dante Alighieri, che secondo Vasari era stato dipinto da Giotto; . Ciò nell'immediato, portò al ripristino dell'ambiente per le cure dell'architetto Francesco Leoni, affiancato da Pasquale Poccianti. Anche a seguito del clamore suscitato dal ritrovamento, nel 1857, si iniziò il ripristino dell'intera fabbrica..
Trasferito il carcere alle Murate, venne deciso nel 1859 il restauro del complesso protrattosi fino al 1865 e sotto la direzione di Francesco Mazzei, il quale ripristinato l'antico aspetto cercò di recuperare o rifare ex novo gli ornamenti architettonici e affidando le decorazioni pittoriche delle sale a Gaetano Bianchi che si ispirò a monumenti della stessa epoca.
Nel 1865 venne inaugurato il Museo nazionale al piano terreno vennero allestite due sale d'armi, con oggetti provenienti in parte dall'armeria medicea e dall'altra dal Guardaroba di Palazzo Vecchio, e una sala di scultura del Quattro-Cinquecento. Nel salone del primo piano trovarono posto le sculture proveniente dal salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, che nel frattempo era diventato sede del Parlamento italiano.
Successivamente dagli Uffizi, giunsero sia le sculture in bronzo e marmo, sia le collezioni di arti applicate: maioliche, cere, ambre, avori, oreficerie, smalti e bronzetti, alcune di queste trasferite nel 1928 al Museo degli argenti. Altri materiali affluirono sia da donazioni e prestiti di privati che da pubbliche istituzioni: dall'Archivio di Stato i sigilli e dalla Zecca le monete. Infine, a seguito dell'Unità d'Italia e delle conseguenti soppressioni di ordini monastici giunsero robbiane, sculture e oreficerie sacre.
In occasione del centenario di Donatello nel 1887 il salone venne destinato ad accogliere opere dell'artista e della scultura quattrocentesca fiorentina.
Del 1888 è la donazione della raccolta dell'antiquario lionese Louis Carrand, del 1886 è la donazione Conti, del 1899 la Ressman e del 1906 la Franchetti arricchendo il settore delle arti applicate.
Duramente colpito dall'alluvione del 1966, ha poi subito una serie di restauri, rammodernamenti degli impianti e riordino delle collezioni.
Percorso espositivo Il cortile Il cortile, porticato su tre lati con archi a tutto sesto su pilastri ottagonali, venne realizzato nel XIII secolo e arricchito nel secolo successivo dal verone e dalla scala goticheggianti, quest'ultima, costruita su lato non porticato, da Neri di Fioravanti tra il 1345 e il 1367.
Con la destinazione a carcere del Palazzo vennero tamponati gli archi del loggiato e del verone. Nella seconda metà dell'Ottocento il cortile fu la parte del palazzo maggiormente valorizzata dai restauri del Mazzei, vennero riaperte le logge e il verone e furono restaurati i superstiti stemmi dei podestà e dei giudici di ruota, nelle volte sotto il loggiati vennero eseguiti affreschi di Gaetano Bianchi con i gonfaloni dei quartieri e alcuni stemmi dei podestà.
L'allestimento presenta sculture provenienti da Palazzo Vecchio e dai giardini di Boboli e Castello. Al centro del cortile si trova un grazioso pozzo ottagonale e qui si trovano esposti anche alcune pregevoli statue in marmo, come le sei sculture allegoriche di Bartolomeo Ammannati (Firenze, lArno, lArbia, la Terra la Temperanza e Giunone), lOceano del Giambologna, alcuni rilievi di Benedetto da Maiano e il cosiddetto Cannone di San Paolo di Cosimo Cenni (1638).
Opere presenti nel cortile
Bartolomeo Ammannati: Allegoria di Firenze Arbia Arno Giunone e pavoni La Temperanza Terra Giambologna - Oceano Arte francese - Coppia di figure allegoriche Francesco Camilliani - Divinità fluviali Arte fiorentina: Coppia di leoni Fregio con delfini Portale Fabrizio Farina - La Maddalena Cosimo Cenni: Cannone di San Paolo Falcone (piccolo cannone) Arte Antica: Sarcofago Sarcofago Giovan Battista Giovanozzi - Delfini (finale di fontana) Vincenzo Danti - Cosimo I de' Medici Benedetto Da Maiano: Incoronazione di Ferdinando d'Aragona da parte del cardinal Latino Orsini nel 1459 Sei musici Niccolò di Pietro Lamberti - San Luca Evangelista, 1403-1406 Giulio Serafini - Lucerniere Attribuito a Francesco Laurana - Alfonso d'Aragona Domenico Pieratti - San Giovanni Battista Vincenzo Gemito - Il pescatorello Paolo Di Giovanni - Madonna e i santi Pietro e Paolo
Sale della Scultura Medievale o del Trecento Vi si accede dal lato orientale del cortile. Si tratta di due salette normalmente destinata a mostre temporanee, che originariamente accoglievano di solito alcune sculture del periodo precedente il Rinascimento, come la Madonna con Bambino di Tino da Camaino o il gruppo dei Tre accoliti di Arnolfo di Cambio, oggi al primo piano.
Sala di Michelangelo e della scultura del Cinquecento La sala, ridecorata alla metà dell'Ottocento da Gaetano Bianchi, venne allora allestita con la collezione medicea di armi e con trofei e bandiere. In seguito all'alluvione del 1966, la sala venne imbiancata ed oggi resta solo un affresco giottesco con la Madonna col Bambino e oranti. Luciano Berti la destinò alla scultura cinquecentesca, con alcuni pezzi provenienti nel 1874 dagli Uffizi.
Spiccano tra le numerose opere quelle di Michelangelo Buonarroti, con alcune opere giovanili come il Bacco (1497), la sua prima scultura a tutto tondo scolpita a 22 anni e uno dei rarissimi soggetti profani del grande artista, prima di venire travolto dall'ondata di religiosità predicata con veemenza da Savonarola. La figura dell'ubriaco vacillante, quasi in equilibrio su un piede solo, è scolpita in uno stile maestoso e ben modellato che richiama le sculture classiche.
Del 1504 è invece il Tondo Pitti, un bassorilievo in parte incompiuto che rappresenta la Madonna con Gesù Bambino e San Giovannino, nel quale alcuni storici intravedono segni di influenza di analoghe composizioni di Leonardo da Vinci.
Il David-Apollo risale al 1530-1532 e non è stato chiaramente interpretato, mentre il Ritratto di Bruto del 1539 è l'unico busto pervenutoci di Michelangelo Buonarroti, che secondo il Vasari rappresenterebbe Lorenzino de' Medici, chiamato "Lorenzaccio" per aver ucciso suo cugino il duca Alessandro de' Medici.
Fanno da contorno nella sala alcune piccole opere ispirate al maestro, scolpite da Bartolomeo Ammannati, il Tribolo, e Baccio Bandinelli.
Si distaccano invece per uno stile più evoluto e raffinato le opere di Benvenuto Cellini (come i bronzetti originali del basamento del Perseo di Piazza della Signoria, i marmi di Ganimede e di Narciso, e il busto di Cosimo I) e di Giambologna, rappresentato da uno dei suoi capolavori, l'agile Mercurio bronzeo del 1576.
Di Andrea Sansovino è il Bacco del 1515 circa che si discosta volutamente dall'opera di Michelangelo, mentre un rilievo bronzeo è un'interessante opera di Vincenzo Donati. Vi si trova anche lAllegoria di Fiesole del Tribolo.
Opere presenti nella Sala di Michelangelo e della scultura del Cinquecento
Michelangelo Buonarroti: Bacco, marmo David-Apollo, marmo Ritratto di Bruto, busto in marmo Tondo Pitti, bassorilievo in marmo Giovan Francesco Rustici: Battaglia, da uno studio di Leonardo, terracotta Madonna col Bambino e San Giovannino, tondo a rilievo in marmo Attribuito a Giovan Francesco Rustici - Nettuno sul carro Jacopo Sansovino - Bacco, marmo Andrea Sansovino - Madonna col Bambino Pietro Francavilla: Aronne Mosè Tribolo: Allegoria di Fiesole, pietra serena Il Giorno Giambologna: Appennino Mercurio volante, bronzo Giambologna e Pietro Francavilla - Firenze vittoriosa su Pisa, marmo Pierino Da Vinci - Sansone e il filisteo Vincenzo Danti: L'Onore vince l'Inganno, marmo Mosè e il serpente di bronzo, bassorilievo in bronzo Sportello della cassaforte di Cosimo I con Augusto che ordina il rogo dei libri sibillini e la Pace tra due prigioni, bronzo Arte fiorentina: Fiume Fiume Mosè Sansone e il filisteo Baccio Bandinelli: Adamo ed Eva, marmo Cosimo I, busto in marmo Bartolomeo Ammannati: Guerriero giacente-Tomba Nari, marmo La Vittoria-Tomba Nari, marmo Leda, bassorilievo in marmo Vincenzo de' Rossi: Adone morente, marmo Cristo davanti a Pilato, bassorilievo in bronzo Cristo deriso, bassorilievo in bronzo Salita al Calvario, bassorilievo in bronzo Benvenuto Cellini: Apollo e Giacinto, marmo busto di Cosimo I, bronzo Ganimede, marmo, integrazione di una scultura antica Narciso, marmo Perseo, modellino in bronzo Perseo libera Andromeda, originale dalla base del Perseo nella Loggia dei Lanzi Base originale del Perseo con le statue di Giove, Minerva, Mercurio, Danae con il piccolo Perseo Daniele Da Volterra - Michelangelo, busto in bronzo Anonimo Sansovinesco - Testa di giovane, dal Bacco del Sansovino, terracotta Artista fiorentino - Crocifisso
Sala degli Avori
La sala è allestita con gli avori entrati al Bargello nel 1889 con la raccolta Carrand, un antiquario francese che donò la sua collezione a Firenze. L'allestimento, risistemato nel 1988, è stato arricchito da manufatti in legno, cuoio e osso, di destinazione affine. Alle pareti pitture e statue lignee.
Opere presenti nella Sala degli Avori
Arte bizantina - Formella di una cassetta: Ercole e il leone Nemeo Arte bizantina - Formella: Ascensione Arte bizantina - Formella di una cassetta: Guerriero a cavallo Arte bizantina - Parte centrale di dittico: L'Imperatrice Arianna (?) Italia - Tavoletta di dittico: Il Console Basilio, 480 d.C. Italia meridionale - Frammento di placca: Cristo in Gloria, 1100 ca. Arte italiana - Dittico: Adamo nel Paradiso terrestre e scene della vita di san Paolo Parigi - Vergine col Bambino Arte cristiana - Pisside: Angelo annunciante e Adorazione dei Magi Arte italiana - Cassa Arte etrusca - Manico di specchio Arte romana - Ago crinale Arte italiana - Frammento di pisside Narbona (?) - Placca rettangolare: Attis Arte romana - Testine di lince Arte romana - Testa di putto Arte romana - Bustini di putti Arte romana - Medaglioni con busto di putti Arte romana - Foglia d'acanto Alessandria (?) - Manico di coltello con gladiatore Arte romana - Manico di coltello con pecora Arte romana - Manico di coltello con trapezofori Arte romana - Colonnetta con decorazione vegetale Arte romana - Pisside: Artemide e Atteone Oriente - Pisside: Orfeo che incanta gli animali Scuola francese - Statuetta: Vergine col Bambino Arte francese - Madonna col Bambino Scuola francese - Statuetta: Vergine col Bambino Scuola francese - Statuetta: Vergine col Bambino Scuola francese - Statuetta: Vergine col Bambino Scuola francese - Annunciazione Arte italiana - Stiletti per dividere i capelli Arte italiana - Manico di spada Arte francese - Manico di spada: Ercole nudo a cavalcioni al leone Nemeo Arte italiana - Manico di coltello Arte italiana - Finale di manico di coltello Arte francese - Mortaio Ignoto Falsario Ottocentesco, detto Master of The Agrafe Forgeries - Reliquiario di Santa Caterina Arte francese - Bastone da giullare Arte francese - Bastone da giullare