Il moa gigante dell'Isola del Sud (Dinornis robustus ) è una specie estinta di moa appartenente al genere Dinornis, noto in lingua māori con il nome moa nunui. Era una delle specie di uccelli più alte mai esistite, superata in peso solo dall'estinto uccello elefante del Madagascar, più pesante ma più basso.
Tassonomia I moa erano ratiti: grandi uccelli incapaci di volare, dotati di sterno ma privi di carena. Presentavano inoltre una mandibola e un palato caratteristici. L'origine di questi uccelli è oggi meglio compresa: si ritiene infatti che gli antenati più antichi fossero in grado di volare e si siano dispersi nell'emisfero australe, dove si trova la maggior parte dei ratiti attuali e fossili.
Nonostante la maggiore vicinanza geografica con i kiwi, le analisi filogenetiche basate sul DNA mostrano che i moa erano più strettamente imparentati con i tinami dell'America centrale e meridionale. I moa giganti dell'Isola del Sud appartengono al genere Dinornis e sono collocati nella famiglia Dinornithidae, insieme al loro stretto parente Dinornis novaezealandiae dell'Isola del Nord. Questi, insieme all'estinto moa alpino e ai tinami, sono tra i paleognati più basali.
Il seguente cladogramma segue l'analisi del 2009 di Bunce et al.:
Descrizione Dimensioni Il moa gigante dell'Isola del Sud era la più grande specie di moa. Le femmine adulte raggiungevano fino a 2 metri di altezza al garrese e potevano arrivare ad alimentarsi a un'altezza di 3,6 metri, rendendole gli uccelli più alti che si conoscano. Nonostante la grande statura, Dinornis robustus pesava in media solo circa 200 kg, con stime massime attorno o superiori ai 250 kg per le femmine. Un unico esemplare di uovo completo o quasi completo è stato attribuito a questa specie, trovato vicino a Kaikōura: lungo 240 mm e largo 178 mm, era il più grande uovo di moa presente nelle collezioni museali nel 2006.
Anatomia Questi uccelli molto grandi avevano teste relativamente piccole, tratto comune a tutti i ratiti. L'analisi del cranio mostra che avevano una vista piuttosto scarsa a causa delle orbite piccole, un becco arrotondato e un olfatto molto sviluppato grazie al grande sistema olfattivo. Dinornis aveva ossa delle zampe più sottili rispetto agli altri moa, il che indica maggiore agilità, benché si muovesse probabilmente in modo lento e cauto. In maniera insolita, i moa giganti erano gli unici grandi ratiti dotati di alluce (il primo dito del piede). Erano praticamente privi di ali: l'unico residuo era l'osso scapolocoracoide, che in una fase evolutiva precedente costituiva il punto di attacco dell'omero.
Aspetto I moa giganti erano probabilmente completamente piumati, eccetto la testa, una piccola parte del collo, il tarso e i piedi. Piume attribuite a questa specie rivelano un piumaggio bruno uniforme o leggermente striato.
Comportamento ed ecologia Alimentazione È probabile che i moa svolgessero un ruolo di erbivori diurni, simile a quello degli emù.
Poiché la Nuova Zelanda non aveva mammiferi terrestri erbivori nativi, i moa occupavano completamente quella nicchia ecologica. I moa giganti, in particolare, erano ecologicamente equivalenti alle giraffe e ad altri megamammiferi brucatori dal collo lungo, pur non avendo analoghi moderni nel Paese. Possedevano un becco molto robusto e una grande quantità di gastroliti rinvenute nei resti suggerisce una dieta altamente fibrosa. I coproliti fossilizzati mostrano che la dieta comprendeva ramoscelli, semi, bacche, foglie, fiori, liane, erbe e arbusti. Probabilmente si nutrivano anche di vegetazione non digeribile da altri erbivori, evitando così la competizione. Il loro becco permetteva di tagliare e spezzare rami e steli con movimenti laterali; inoltre, i moa possedevano muscoli del collo più sviluppati rispetto alle altre famiglie di ratiti, il che potrebbe aver conferito loro una maggiore forza di trazione. Probabilmente usavano anche il collo per raggiungere la vegetazione più alta.
Riproduzione I moa giganti erano con tutta probabilità uccelli longevi, che impiegavano molti anni per raggiungere la piena maturità. Similmente ai casuari, le femmine – molto più grandi – potrebbero aver competuto per i maschi. È probabile che fossero i maschi a occuparsi principalmente della cura dei piccoli, poiché le femmine sarebbero state troppo pesanti per incubare le uova dal guscio fragile. Il metodo esatto di incubazione, tuttavia, resta sconosciuto. Nidificavano in ripari rocciosi dalla tarda primavera all'inizio dell'estate. I pulcini, secondo le ipotesi, erano striati come quelli di altri ratiti.
Habitat Dinornis robustus viveva nell'Isola del Sud della Nuova Zelanda, oltre che a Rakiura e Native Island. Il suo habitat era costituito principalmente da zone di pianura: macchia, dune costiere, praterie e foreste.
Estinzione Come gli altri membri della famiglia dei moa, il moa gigante dell'Isola del Sud si estinse nel XV secolo a causa della predazione umana, circa 200 anni dopo l'arrivo dei Māori.
Tentativi di de-estinzione Nel 2025 la compagnia biotecnologica statunitense Colossal Biosciences ha annunciato l'intenzione di tentare la de-estinzione del moa gigante dell'Isola del Sud. Il progetto, realizzato in collaborazione con lo Ngāi Tahu Research Centre dell'Università di Canterbury, mira alla ricostruzione del genoma della specie tramite DNA antico e genomica comparativa. Colossal Biosciences ha descritto l'iniziativa come un progetto di restauro culturale ed ecologico, più che un mero esperimento scientifico. L'azienda stima che un moa vitale potrebbe essere prodotto entro cinque-dieci anni.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Dinornithidae Categoria:Taxa descritti nel 1846 Categoria:Uccelli estinti