Biografia Si laureò in Lettere e poi in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Pavia da convittore dell'Almo Collegio Borromeo. Dopo aver insegnato negli istituti magistrali «Giustina Renier Michiel» di Belluno e «Veronica Gambara» della nativa Brescia, nel 1934 fu distaccato al Ministero degli affari esteri con l'incarico di docente di Letteratura italiana presso le università di Oslo (1934-1935) e poi di Sofia (1936-1940). Rimpatriò nel 1940 per ricoprire, da titolare, il suo posto di docente nel liceo «Arnaldo da Brescia», nel quale fu anche preside per l'anno scolastico 1944-1945. Fu quindi provveditore agli studi per la provincia di Brescia e poi per quella di Milano. Dal 1952 fu titolare della cattedra di Lingua e letteratura italiana nella «Università Ca' Foscari» di Venezia fino al 1966, allorché si trasferì all'«Università commerciale Luigi Bocconi» di Milano, dove fu anche preside della facoltà di lingue e letterature straniere.

Ricoprì l'incarico di presidente della Biennale di Venezia dal 1963 al 1966 e diede vita a varie iniziative culturali, sostenendole con grande impegno. Fondò la Lectura Dantis Scaligera, che diresse fino alla morte, avvenuta a Milano il 20 marzo 1967.Fonti: Ettore Caccia, Mario Marcazzan, in Letteratura italiana - I critici, volume quinto, Milano, Marzorati, 1970, p. 3788; Gaetano Mariani, Marcazzan, Mario, in Enciclopedia Italiana on line, ad vocem.

Ebbe diversi figli tra cui Enrico (medico cardiologo), Grazia (docente presso il Politecnico di Milano), Giovanna (giudice).

Il «suo» romanticismo Avviata con i due saggi su Le note manzoniane di G. Scalvini e su Ippolito Nievo e le «Confessioni», ambedue del 1942, la sua ricerca critica si concentrò in modo approfondito e sensibile sul nostro Ottocento (Nostro Ottocento, 1955) e con particolare originalità sul romanticismo lombardo (Il tempo del Conciliatore, 1962).

La sua salda coscienza religiosa, formata sull'insegnamento dell'amatissimo Manzoni, si riversò soprattutto in quel Nostro Ottocento che è considerato «il libro più suggestivo e attraente del Marcazzan, anche per la qualità dello stile, limpido e sicuro.»Ettore Caccia, Mario Marcazzan, in Letteratura italiana - I critici, op. cit., p. 3782.

Anche se il romanticismo «costituiva il punto di partenza e nello stesso tempo l'ideale territorio delle sue investigazioni»Carlo Bo, Giudizio su Marcazzan, in Letteratura italiana - I critici, op. cit., p. 3784., tuttavia la sua indagine fu altrettanto attenta ad altre letture, da Grossi a Giusti, da Goldoni a Saba, da Petrarca a D'Annunzio, senza dire dell'analisi critica di alcuni canti dell'Inferno, secondo un filo conduttore che intendeva stringere «in una sola "ansia di luce" tutti i rappresentanti di questo suo teatro familiare.» I suoi criteri di scelta corrispondevano «a quel suo modo tutto segreto e umile e generoso di fare ricerche: conoscere il più possibile, per presentare al lettore il minimo indispensabile e nella forma più semplice.»Carlo Bo, Op. cit., p. 3787.

Omaggi La scuola media di San Giovanni Ilarione porta il suo nome (inno scuola: musica e testo).

Opere Le note manzoniane di G. Scalvini, Brescia, Morcelliana, 1942. Ippolito Nievo e le «Confessioni», Milano-Messina, Principato, 1942. La poesia di Ugo Saba, in Humanitas, Anno primo, nn. 6-7, giugno-luglio 1946. Romanticismo critico e coscienza storica, Firenze, Marzocco, 1947. Nostro Ottocento, Brescia, La Scuola, 1955. Il canto nono dell'Inferno, in Letture dantesche, a cura di Giovanni Getto, Firenze , Sansoni, 1955. Dal romanticismo al decadentismo, in Letteratura italiana - Le correnti, Milano, Marzocco, 1956. Dante nel pensiero di Gioberti, in Humanitas, Anno quattordicesimo, numero 5, maggio, 1959. Illuminismo e tradizione in Goldoni, in Studi goldoniani, Venezia-Roma, Istituto per la collaborazione culturale, 1960. La letteratura e il teatro, in La civiltà veneziana del Settecento, Firenze, Sansoni, 1960. Il canto quinto dell'Inferno, in Lectura Dantis Scaligera, Firenze, Le Monnier, 1961. Il canto trentatreesimo dell'Inferno, ivi, 1963. Tommaso Grossi, in Letteratura italiana - I Minori, volume terzo, Milano, Marzorati, 1961. Il tempo del «Conciliatore», in Storia di Milano, volume sedicesimo, Milano, Fondazione Treccani degli Alfieri, 1962. Presenza di Dante nella cultura europea, in Atti del secondo congresso nazionale di studi danteschi: Dante e l'Italia meridionale, Firenze, Olschki, 1965. Dante Alighieri nel settimo centenario della nascita, in Ateneo veneto, Venezia, 1965. Gabriele D'Annunzio nel centenario della nascita, in Quaderni dannunziani, XXX-XXXI, 1965. Poetica e struttura dell'Alcyone, in Studi in onore di Italo Siciliano, Firenze, Olchki, 1966. La poetica narrativa di Gabriele D'Annunzio, in Atti del convegno per il primo centenario della nascita di Gabriele D'Annunzio, Milano, Mondadori, 1968.

Note

Bibliografia Mario Apollonio, In memoria di Mario Marcazzan, in Humanitas, numero 5, 1967. Alberto Chiari, Mario Marcazzan, in Rendiconti dell'Istituto lombardo - Accademia di scienze e lettere, volume 101, Milano, 1967. Silvio Pasquazi, Per Mario Marcazzan, in Il Ragguaglio librario, anno 34°, numero 4, aprile, 1967. Giorgio Petrocchi, Dalla Mandragola alla riscoperta di G. Scalvini, in La Fiera letteraria, 27 aprile 1967. Carlo Bo, Ricordo di Mario Marcazzan, in Humanitas, numero 12, 1968. Mario Sansone, in Annali di Ca' Foscari, Milano, Mursia, 1968. Umberto Bosco, Mario Marcazzan, in Giornale storico della letteratura italiana, volume 145, fascicolo 452, 1968. Ettore Caccia, Mario Marcazzan, in Letteratura italiana - I critici, volume quinto, Milano, Marzorati, 1970. Gaetano Mariani, Marcazzan, Mario, voce della Enciclopedia italiana on line Treccani, URL consultato il 7 luglio 2016.

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