La tecnica (dal greco τέχνη [téchne], "arte" nel senso di 'perizia', 'saper fare', 'saper operare') è l'insieme delle norme applicate e seguite in un'attività, sia essa esclusivamente intellettuale o anche manuale.
Tali norme possono essere acquisite empiricamente in quanto formulate e trasmesse dalla tradizione, ad esempio nel lavoro artigianale, o applicando conoscenze scientifiche specializzate e innovative quando si verifica il passaggio dalla manifattura alla produzione industrialeVocabolario Treccani alla voce corrispondente.
La tecnica implica l'adozione di un metodo e di una strategia nell'identificazione precisa degli obiettivi e dei mezzi più opportuni per raggiungerli.
Scienza e tecnica
La scienza è strettamente legata alla tecnica e alla tecnologia dal momento che le conoscenze scientifiche sono prese in prestito dalle scienze applicate per la progettazione e realizzazione di oggetti, strumenti, opere e infrastrutture; viceversa la tecnica offre alla scienza strumenti di indagine scientifica (strumenti di misura e osservazione) sempre più avanzati, che consentono l'evoluzione delle conoscenze scientifiche. Scienza e tecnica sono dunque fattori indissolubili di parte del progresso della società noto come progresso tecnico e scientifico, favorito a sua volta da processi di ricerca scientifica e tecnologica.
Tecnica e diritto
La praticità del diritto esprime quali sono le forze sociali prevalenti in un dato periodo storico nel conflitto con altre forze (ad esempio: il capitalismo, il comunismo, le istanze democratiche, le istanze cristiane etc.), tutte utilizzanti in modo servile lo strumento della tecnica (intesa come scienza moderna affrancata dalla tradizione secolare) nella ricercata realizzazione dei rispettivi scopi (che nel capitalismo ad esempio e' la massimizzazione del profitto).
Nondimeno, detto rapporto strumentale tra le forze sociali suddette e la tecnica si inverte allorché il conflitto tra le forze sociali antagoniste (ad esempio: il capitalismo contro il comunismo etc.) raggiunge una intensità tale da richiedere alla forza che intende prevalere di retrocedere la propria posizione ad una funzione servile a favore della tecnica (che da strumento diventa scopo).
Pertanto, tra le suddette forze sociali in conflitto prevarrà sempre quella disponibile a potenziare piu' delle altre (anche all'infinito) la strumento della tecnica e lo scopo speculare della stessa: perpetuare gli scopi moltiplicando all'infinito le risorse.
Dalla fine del Settecento, invero, i diritti della persona sono divenuti l’asse portante dei modelli di Stato moderno: l’impianto dei diritti si sta trasformando, per lo sviluppo delle tecnologie (nei processi penali, civili etc.) e di internet (acquisti online, Facebook etc.), ed emergono problemi relativi all’ampliamento del dibattito e delle informazioni sui diritti, e sull’emersione di nuovi diritti nell’impatto sui diritti tradizionali, anche per lo sviluppo della bioetica.
La tecnica nella storia della filosofia Origini Il concetto greco di τέχνη (téchne) è molto antico e in origine veniva usato per indicare una prerogativa degli dèi di cui è stato fatto dono agli uomini per sopperire alla loro intrinseca debolezza.Esiodo, Opere e giorni vv 109. È importante sottolineare che le divinità possedevano le tecniche non perché le avessero apprese o inventate, bensì perché a loro sostanziali: Efesto e Atena esercitavano le technai perché esse si identificavano con loro.G. Cambiano, Platone e le tecniche, Laterza, Bari 1991, p. 15.
Con il passare del tempo, la divisione del lavoro e la nascita di nuovi mestieri all'interno delle comunità, il problema divenne preminente e il concetto stesso di techne si ampliò progressivamente. Le tecniche, da prerogativa divina, diventano invenzione umana: così appare infatti nelle opere di Senofane, Eschilo, Sofocle.G. Cambiano, Platone e le tecniche, Laterza, Bari 1991, pp. 17-19. A propendere verso questa considerazione positiva delle tecniche vi è anche il fatto che in Grecia e ad Atene in particolare vi fu l'affermazione di una nuova classe sociale di artigiani (démiourgoi), il cui peso politico si accrebbe progressivamente, anche grazie allo sviluppo degli scambi commerciali.G. Cambiano, Platone e le tecniche, Laterza, Bari 1991, pp. 22-27. Le technai iniziarono così ad avere una propria autonomia, e tra esse spiccano per importanza l'aritmetica, la geometria e la medicina. Proprio l'arte ippocratica fornisce il più interessante modello teorico di metodo (hodós), in cui ogni nuova scoperta utile tiene conto delle precedenti, a cui è legata e dalle quali è resa possibile. Essa inoltre restringe il proprio campo all'osservazione, e riconosce l'importanza della correggibilità della tecnica, quale mezzo per poter distinguere tra corretto e scorretto.G. Cambiano, Platone e le tecniche, Laterza, Bari 1991, pp. 38-45.
Non mancavano però posizioni contrarie e ostili alle technai. Tra esse spiccano la scuola eleatica e il suo esponente Melisso di Samo, secondo il quale esse negavano l'unità e l'omogeneità dell'essere.Hermann Diels e Walther Kranz, (DK) I Presocratici, 30 B8, B9. Né d'altra parte l'affermazione della medicina come techne autonoma scardinava le superstizioni che parlavano di malattie divine, curabili solo attraverso incantesimi: a conferire forza a questi argomenti era il fatto che se il malato guariva il merito veniva attribuito alla magia, se invece moriva si trattava di una manifestazione della volontà del dio.G. Cambiano, Platone e le tecniche, Laterza, Bari 1991, pp. 29-33.
La tecnica della retorica Specialistiche tecniche dialettiche dell'argomentare (cioè dimostrare, attraverso passaggi logici rigorosi, la verità di una tesi) e del confutare (cioè dimostrare logicamente la falsità dell'antitesi, l'affermazione contraria alla tesi) erano già state utilizzate da Zenone all'interno della scuola eleatica, ma fu soprattutto con i sofisti che esse si affermarono e si affinarono. La dialettica divenne una disciplina filosofica essenziale e influenzò profondamente la retorica, ponendo l'accento sull'aspetto persuasivo dei discorsi, fino a scadere nell'eristica.G.B. Kerferd, I sofisti, trad. it., Bologna 1988, pp. 110-111.
A coloro infatti che obiettavano di quale sapere fossero sapienti i relativisti sofisti essi rispondevano che non insegnavano cultura, verità, ma quelle conoscenze che sono più capaci di produrre utilità e piacere nell'individuo.
Ed è proprio questo che richiedevano gli arricchiti ateniesi desiderosi di fare carriera politica, di potersi difendere con efficacia nei tribunali.D.Lanza, Lingua e discorso nell'Atene delle professioni, Liguori, Napoli 1979
Essi insegnavano una "techne", un sapere particolare che era "l'arte del vivere bene" che si possedeva col "rendere più forte il discorso più debole", con la retorica.R.Barilli, Retorica, Isedi, Milano 1979
La virtù con i sofisti non dipendeva più dalla nascita ma dal sapere tecnico accessibile a tutti quelli che potevano pagarselo. Essi superavano l'antico ideale aristocratico e guerriero del bello e del buono (kalokagathia), della forza fisica e del valore, e per questo furono avversati dai regimi conservatori e benpensanti scandalizzati dall'insegnamento a pagamento di una educazione che prima si trasmetteva di padre in figlio.A.Levi, Storia delle Sofistica, Napoli, Morano, 1966. e che ora era fatta di regole pratiche applicate alla parola. La tecnica sofistica, voleva ricongiungere il sapere alla pratica della vita.
Affermava Protagora nel dialogo platonico a lui dedicato:
Il paradigma socratico-platonico Il concetto di techne diventa centrale nella filosofia socratico-platonica. Socrate, figlio di un artigiano e artigiano egli stesso, si era dimostrato fiducioso nei confronti dei tecnici:G. Cambiano, Platone e le tecniche, Laterza, Bari 1991, pp. 61-62. in un noto passo della Apologia, il filosofo riferisce di aver interrogato gli uomini politici, i poeti e infine gli artigiani o démiourgoi, e solo questi ultimi hanno evidenziato delle reali capacità e conoscenze, ma limitate al loro specifico campo professionale.Apologia di Socrate 21b-22e. Il démos ha quindi una sua dignità e una sua cultura. Con il riferimento alle tecniche si spiega la genesi della tesi secondo cui la virtù è una scienza e il filosofo ha lo scopo di indagare la possibilità di un sapere tecnico nel campo della morale e della politica.G. Cambiano, Platone e le tecniche, Laterza, Bari 1991, pp. 62-64.
La techne ricoprirà così un ruolo fondamentale anche nei dialoghi di Platone, e in particolare negli scritti giovanili, dove esse vengono additate come modello epistemologico per eccellenza.
La tecnica circoscrive in modo chiaro e riconoscibile il proprio oggetto, ed è perciò il modello epistemologico a cui si rifà anche il filosofo. Ciò diventa ancora più evidente nella contrapposizione della filosofia con la poesia e la retorica, le quali invece non sono in grado di restringere il loro oggetto. Dice infatti Socrate ai sofisti Gorgia e Polo, a proposito della retorica:
La retorica, cardine dell'insegnamento sofistico, non è una techne ma una forma di adulazione, paragonabile in tutto e per tutto alla culinaria e alla cosmesi, e per questo non buona ma cattiva.Gorgia 463b-c. Discutendo con il sofista di Leontini, Socrate dimostra che questi non è in grado di dire quale sia l'oggetto del proprio insegnamento, ma anzi dà consigli nell'assemblea su cose che non conosce, muovendosi sempre e solo nel campo dell'opinione (doxa). E così anche alla poesia viene negato il titolo di "arte", nonostante le rimostranze del rapsodo Ione:
La medesima concezione positiva della tecnica si ritrova infine in Aristotele, il quale però, in polemica con il maestro, ascrive al campo delle téchnai anche la poesia e la retorica: esse rientrano tra quelle attività umane governate razionalmente, che consistono in una sequenza di operazioni finalizzate al conseguimento di una forma compiuta, e che in questo modo imitano il processo di generazione naturale.Aristotele, Poetica 1447a.Aristotele, Retorica 1354a. Presentando la tragedia e la poesia in generale come mimesis della natura, lo Stagirita ne riconosce l'intrinseca bontà liberandosi così delle obiezioni di Platone.P. Donini, La tragedia e la vita. Saggi sulla poetica di Aristotele, Edizioni dell'Orso, Alessandria 2004, pp. 8-9.
Età moderna Solo nel Seicento ha inizio la tecnica nel senso moderno, non più contrapposta alla "vera" scienza, ma parte integrante di essa. Nei secoli successivi, ed almeno fino ai primi del Novecento, la tecnica viene alternativamente vista in una luce positiva (Illuminismo, Positivismo), o negativa (Romanticismo, Idealismo). È noto che il Positivismo, specie nella formulazione di Comte, affida agli scienziati il ruolo di guide della società, e prevede uno sviluppo della società in 3 stadi (teologico, metafisico, positivo), alla fine del quale tutta l'umanità approderà alla scienza come sua unica guida, anche in senso spirituale. Secondo Marx, che su questo tema appare vicino al Positivismo, grazie alla tecnica l'umanità potrà progressivamente liberarsi dalla servitù del lavoro, delegando alle macchine lo "scambio organico con la Natura" in cui consiste la civilizzazione.