Posetitel muzeya (, lett. "Visitatore di un museo") è un film del 1989 diretto da Konstantin Sergeevič Lopušanskij.
Secondo il British Film Institute, è una "favola religiosa ed ecologica" di ambientazione fantascientifica postapocalittica.
Trama In un mondo postapocalittico (per un non precisato disastro ecologico) la popolazione è suddivisa, nonché decimata, tra i cosiddetti "degenerati" (mutanti deformati con gravi disabilità fisiche e intellettive in conseguenza di un qualche evento catastrofico), e dai superstiti della civiltà precedente, che si autodefiniscono i "custodi", i quali però sono disinteressati al fato del pianeta e a qualunque possibilità di migliorarne le condizioni vivendo alla giornata. Nelle profondità del mare v'è "il Museo", luogo che rappresenta i resti della civiltà passata, raggiungibile soltanto nei periodi occasionali di bassa marea quando il mare diviene un arido deserto.
Il protagonista decide di visitare il museo dell'antica civiltà approfittandone di un momento di bassa marea. Aspettando il momento opportuno decide di parlare con alcuni abitanti locali scoprendo però che la gente "normale" sopravvissuta, i cosiddetti custodi, hanno perso qualunque forma di spiritualità e soffocano qualunque stimolo attraverso distrazioni e intrattenimenti fini a sé stessi. Provando a scoraggiarlo dal visitare la città antica, lo invitano a rimanere con loro, dedicandosi a ascoltare musica, guardare la televisione e fare festa. Le donne di casa lo seducono e lo invitano a intrattenere con loro rapporti sessuali.
Allo stesso tempo il Visitatore scopre che i "degenerati" mantengono ancora una forma di religione e una parvenza di profonda spiritualità. Uno di questi degenerati, la serva domestica dei custodi, si convince che il Visitatore sia un salvatore inviato a Dio per liberarli e lo supplica di non abbandonare il suo intento e di proseguire il suo viaggio. Il protagonista, su suo invito, decide così di partecipare a una funzione dei degenerati, in cui un'enorme folla prega Dio di aiutarli a fuggire dal mondo postapocalittico e distopico in cui vivono verso il paradiso. Questo episodio porta il protagonista a una vera e propria epifania. La gente "normale" inizia così a discriminarlo, ritenendo il protagonista un degenerato in incognito. Quando il mare finalmente si ritira, il Visitatore giunge infine verso l'antica città sommersa, piangendo e pregando Dio ad alta voce nella sua solitudine per espiare i peccati dell'intera umanità.
Nel finale, la padrona di casa, precedentemente sprezzante nei confronti della religione e dei degenerati, vive anch'essa un'epifania sotto l'influenza del Visitatore. Il Visitatore, d'altro canto, cade infine in una frenesia religiosa e non può far altro che dimenarsi e urlare invocando Dio.
Produzione Per rappresentare i "degenerati" il regista ha scelto come comparse persone affette da handicap mentali, fisici o con sindrome di Down.
Distribuzione La pellicola, considerata irreperibile nel mercato occidentale, è anche nota nei paesi anglosassoni col titolo Visitor of a Museum e in Germania come Der Museumsbesucher.
Accoglienza Critica Secondo il British Film Institute, il film è una "favola religiosa ed ecologica" in cui il regista Konstantin Sergeevič Lopušanskij torna sul tema del mondo postapocalittico.
Lopušanskyj, considerato uno dei due "discepoli" sovietici di Andrej Tarkovskij, ne imita lo stile cinematografico, seppur alcuni critici specializzati hanno ritenuto che il film non riesca a raggiungere l'intima unità organica delle opere del maestro; il tentativo di Lopušanskyj di rendere omaggio alle opere di Tarkovskij e in particolare a Stalker è stato descritto da uno di questi come "motivo di imbarazzo" al Festival cinematografico internazionale di Mosca del 1989, nel quale tuttavia al film fu assegnato il secondo premio e il premio della giuria.
Riconoscimenti Festival cinematografico internazionale di Mosca 1989: San Giorgio d'Argento Premio della giuria ecumenica.
Note
Collegamenti esterni
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Categoria:Film postapocalittici