Lursone o porcospino nordamericano (Erethizon dorsatum ) è un grosso roditore appartenente alla famiglia degli Eretizontidi, i porcospini del Nuovo Mondo. Le sue grosse dimensioni ne fanno il secondo roditore più grande del Nordamerica dopo il castoro.
Tassonomia
L'ursone (dal francese ourson, «giovane orso») appartiene alla famiglia degli Eretizontidi, che raggruppa una decina di specie di roditori spinosi di grossa taglia presenti in tutta l'America ma, soprattutto, nelle regioni calde dell'America centrale e meridionale. La specie è la sola appartenente a questa famiglia che vive dal Messico all'Alaska. L'origine degli Eretizontidi è di difficile datazione. I primi roditori comparvero in America meridionale all'inizio dell'Oligocene, meno di 40 milioni di anni fa, e si conoscono alcuni Eretizontidi fossili rinvenuti in Patagonia risalenti all'età oligocenica e antecedenti perciò ai generi contemporanei.
L'antenato nordamericano dell'ursone, Erethizon, comparve alla fine del Pliocene, 2,5 milioni di anni fa, e sembrerebbe derivare dal genere Coendou, un porcospino sudamericano a coda prensile. Per quanto riguarda l'ursone, E. dorsatum, la sua origine risale all'era Quaternaria, al Pleistocene medio, circa 1 milione di anni fa, ma la sua evoluzione è ancora in gran parte misteriosa, poiché i resti fossili sono estremamente rari. I sistematici raggruppano tutti i porcospini con le cavie, le nutrie e i cincillà nell'infraordine dei Caviomorfi, ma s'ignora se i porcospini dell'Africa e quelli del Nuovo Mondo siano tra loro parenti stretti. Alcuni ricercatori, riprendendo la spiegazione dell'arrivo delle scimmie nel continente americano, ipotizzano un'eventuale traversata dell'Atlantico avvenuta in tempi remoti su zattere di fortuna.
La parassitologia è in grado di suffragare questa tesi, poiché, in effetti, sia in Hystrix, il porcospino del Vecchio Mondo, sia nelle specie del Nuovo Mondo, appartenenti ai generi Erethizon e Coendou, si rinviene lo stesso verme parassita. Con ogni probabilità, l'antenato di questo parassita ha attraversato l'Atlantico in compagnia degli avi degli Eretizontidi. Altri paleontologi rifiutano tuttavia quest'idea e sostengono la tesi secondo la quale le specie presenti nell'America meridionale sarebbero qui giunte, in un'epoca in cui l'istmo di Panama non esisteva, provenendo dall'America settentrionale attraverso un ponte di isole. Non è stato però trovato alcun fossile, né in Canada né negli Stati Uniti, che possa considerarsi loro antenato e confermare tale ipotesi.
Sottospecie Vengono riconosciute sette sottospecie di ursone, distinte in base all'areale che occupano. La più comune di esse è di gran lunga quella nominale, E. d. dorsatum (), diffusa dalla Nuova Scozia all'Alberta e dalla Virginia allo Yukon. E. d. picinum occupa un areale poco esteso ristretto a Quebec nord-orientale e Labrador. E. d. couesi , diffusa dal Messico settentrionale al Colorado, è la sottospecie più meridionale. E. d. bruneri occupa il Midwest, dall'Arkansas al Montana. Le ultime tre razze sono diffuse nelle regioni occidentali del continente. Procedendo da sud a nord incontriamo E. d. epixanthus , E. d. nigrescens e E. d. myops .
Descrizione Dimensioni
L'ursone presenta una lunghezza testa-corpo compresa tra 64,5 e 68 cm e una coda compresa tra 14,5 e 30 cm. Il peso varia tra 3,5 e 7 kg, ma alcuni maschi raggiungono i 18 kg.
Aspetto Grosso roditore dai movimenti lenti, del tutto a suo agio sugli alberi, l'ursone o porcospino del Nuovo Mondo assomiglia solo superficialmente agli Istricidi, i suoi cugini del Vecchio Mondo. La sua pelliccia è formata da peli lunghi ed ispidi, tra i quali rimangono nascosti numerosissimi aculei appuntiti. Solo l'estremità del muso, il ventre e l'interno delle zampe sono sprovvisti di questi ultimi validi mezzi di difesa. Sul ventre, il pelo è scuro, quasi nero, mentre il mantello dorsale presenta un notevole contrasto di colori (nero, bianco, marrone chiaro e scuro). La vista dell'ursone è acuta, ma solo a piccole distanze. Per cercare il cibo o per trovare una partner, quest'animale si affida infatti maggiormente all'olfatto. L'udito sembra essere efficiente.
Anche se l'aspetto esteriore dell'ursone può variare in modo considerevole a seconda delle regioni e degli individui, il numero di aculei presenti (30.000) è sempre costante: quando questi cadono, rispuntano in poche settimane.
In primavera i peli di borra, più corti e soffici dei peli di giarra, si rinnovano, dopo i mesi di penuria di cibo della cattiva stagione, con il ritorno a un'alimentazione ricca di proteine. Tale fenomeno è stato osservato, verso il mese di maggio, dal ricercatore canadese Roze nello Stato di New York, il quale ha stabilito che questi peli cadono in circa 6 giorni.
L'ursone può camminare al suolo, vivere sugli alberi e anche attraversare uno stagno a nuoto. Nonostante i suoi aculei non siano cavi, sono leggeri e probabilmente lo aiutano a galleggiare. Lo zoologo canadese F. Banfield si sorprese quando, trovandosi in canoa su di un lago, incontrò un ursone che nuotava, in modo regolare, con la flemma abituale. In confronto con gli altri mammiferi arboricoli, il porcospino del Nuovo Mondo è più pesante: può raggiungere un peso record tra i roditori che si nutrono di foglie e di germogli. Tuttavia, se fosse più pesante, questo animale sarebbe in difficoltà nel raggiungere le sottili estremità dei rami. Quando si sposta sugli alberi, l'ursone si appoggia sul ventre o sulla coda.
Lo sfregamento continuo sulle cortecce potrebbe nuocere agli organi situati sul ventre se essi non fossero protetti: le 2 paia di mammelle della femmina (uno pettorale e l'altro addominale) sono perciò coperte e l'apparato genitale del maschio si trova al riparo in una specie di cloaca. Inoltre, alcuni muscoli speciali, raccordati al baculum (o osso penico), lo traggono all'indietro: grazie a questa protezione, l'animale non rischia di ferirsi. Nel 1983, osservando un ursone la cui zampa posteriore sinistra era paralizzata, senza dubbio in seguito a una caduta, Roze si sorprese nel vedere che l'animale era tuttavia capace di arrampicarsi sugli alberi e di raggiungere la cima dei rami, avvolgendo la coda intorno alla zampa su cui non poteva fare affidamento, al fine di bilanciare il peso e ottenere una certa simmetria con l'arto destro.
Biologia Comportamento
Il porcospino americano è provvisto di notevoli risorse difensive e non teme grandi pericoli. Il comportamento conferma che l'animale è conscio delle sue possibilità: quando si sposta al suolo, infatti, non tenta minimamente di dare prova di discrezione. Tutto quello che si può vedere di questo roditore, se lo si guarda dietro, è il contrasto tra i colori scuri della parte superiore della coda e della linea del dorso e il colore, molto più chiaro, dei fianchi e della macchia che individua il capo. Altri due segnali, uno acustico e l'altro olfattivo, completano il suo sistema d'intimidazione visiva. Di fronte al pericolo, infatti, l'ursone batte ripetutamente i denti e diffonde un odore così acre da provocare la lacrimazione anche a distanza di qualche metro. Questo odore viene prodotto da una ghiandola situata alla base della coda, nell'area chiamata «rosetta», dove la pelle è nuda e non sono presenti pigmenti.
A dispetto di questi segnali, tuttavia, l'ursone non può sempre evitare gli scontri, sia con i suoi simili sia con altri animali, soprattutto con un orsetto lavatore o con un cane. In tal caso, l'ultima risorsa dell'ursone è il vello, provvisto di aculei orientabili in tutte le direzioni. Per difendersi, l'animale abbassa la testa e punta verso l'assalitore le lunghe «lance» di 10 centimetri, poste sul dorso e sulla nuca. Gli aculei si spezzano con estrema facilità perché la loro connessione con la pelle del roditore è fragile, ma se si conficcano nel muso dell'avversario possono rivelarsi fatali, dato che impediscono all'animale colpito di nutrirsi. L'area colpita dagli aculei si gonfia e si infetta, e qualsiasi tentativo, da parte dell'ursone, di liberarsi degli aculei risulta vano.
Benché decisamente più piccoli, anche gli aculei della coda vengono utilizzati nel corso delle battaglie: in un attimo, le loro punte affondano nel corpo dell'avversario. Da tali confronti scaturiscono combattimenti rumorosi che si svolgono al suolo o sugli alberi, durante i quali gli aculei e i peli volano o si disseminano ai piedi delle piante. Dotati di zampe molto agili, gli ursoni si liberano rapidamente degli aculei conficcati nel loro corpo da altri ursoni. Tuttavia, se si trovano troppo in profondità nelle carni, gli aculei possono rimanervi per mesi, o anche per tutta la vita dell'animale.
Territorio
Nel corso dell'anno, l'ursone ha abitudini piuttosto solitarie, e s'incontra in siti con habitat molto diversi tra loro, dalla tundra nordica fino alle lande semidesertiche messicane, all'estremo meridionale del suo areale. Questo roditore sembra trovarsi particolarmente a suo agio nelle foreste miste, trascorrendo molto tempo al suolo sotto le conifere, soprattutto in primavera e in estate, e preferendo invece rimanere sui rami degli alberi a foglie caduche. Malgrado il peso e l'apparente goffaggine, l'ursone si arrampica con abilità, aiutandosi con la coda e con le unghie per recarsi su rami talvolta molto sottili e raggiungere il cibo. Il palmo nudo delle mani e dei piedi gli consente una buona aderenza alla corteccia. Per dormire, si sistema indifferentemente sui rami, dove si cela tra il fogliame, o a terra, dove non tenta per nulla di nascondersi confidando nelle proprie difese naturali.
Attivo per tutto l'anno, l'ursone è un roditore di indole tranquilla e compie spostamenti molto limitati, percorrendo non più di 100-200 metri al giorno. La distanza tra il suo territorio estivo e quello in cui trascorre l'inverno è di solito compresa tra gli 8 e i 10 chilometri, ma può essere anche inferiore (480 metri secondo uno studio effettuato nel Michigan). Le estensioni che vengono esplorate durante l'inverno sono ancora più esigue: da 5 a 6 ettari soltanto, che l'animale percorre in ragione di 8 metri al giorno. Quando le risorse alimentari sono povere, l'ursone preferisce non nutrirsi e tende a subire un dimagrimento, pur restando ben protetto dal freddo. D'estate, al contrario, il suo territorio copre da 14 a 100 ettari e l'animale percorre 150 metri al giorno: in questo periodo, si nutre in abbondanza accumulando le riserve di grasso sufficienti a superare i rigori invernali. La densità della popolazione varia in funzione delle risorse alimentari disponibili e del tipo di vegetazione. Gli estremi registrati sono 0,77 ursoni per chilometro quadrato in Arizona e 9,5 nel Wisconsin; la media è 5-8 animali per chilometro quadrato.
Durante i periodi di attività, nonostante i loro territori vitali si sovrappongano in gran parte, gli ursoni non presentano alcun comportamento gregario, restando solitari e indifferenti nei confronti dei loro simili. Tale clima di «neutralità» regna anche in seno a concentrazioni occasionali di animali (in corrispondenza di un sito in cui il cibo è abbondante) e gli scontri per il possesso di un albero, per esempio, sono piuttosto rari. L'ursone tollera la compagnia dei propri simili soprattutto durante l'inverno, quando il freddo lo spinge a condividere con altri lo stesso rifugio. La temperatura del luogo prescelto aumenta infatti grazie alla presenza di più individui, e ciò riduce la perdita energetica di ciascun animale. Così, durante l'inverno, si possono vedere anche 6 ursoni radunati, per esempio, in una casa abbandonata, un rifugio sicuro e confortevole.
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