La campagna della Birmania si svolse tra il gennaio 1942 e il luglio 1945 nel territorio dell'odierna Birmania e nelle zone di confine tra questa e l'India, nell'ambito dei più vasti eventi del teatro del Pacifico della seconda guerra mondiale. Le forze alleate coinvolte furono Impero britannico, Repubblica di Cina e Stati Uniti. Questi affrontarono l'Impero giapponese, che era supportato dal Phayap Army thailandese e dalle forze degli stati collaborazionisti e dalle forze indipendentiste, come il Burma Independence Army e, successivamente, dall'Indian National Army, guidato dal rivoluzionario Subhas C. Bose e dal Governo dell'India Libera.

La conquista della Birmania rientrava nei piani militari dell'Esercito imperiale nipponico in quanto offriva l'opportunità di attaccare da sud la Cina di Chiang Kai-shek e di fungere da base per un successivo assalto all'India britannica.

Le forze britanniche coinvolte toccarono di unità ed erano composte per la maggior parte da truppe provenienti dall'India britannica; poi da forze del British Army (otto divisioni regolari di fanteria e sei reggimenti corazzati), da unità coloniali africane e da altri contingenti più piccoli provenienti da altre colonie e Dominion.

La campagna presentò diverse difficoltà a causa delle quali durò quattro anni. Non solo il Paese non presentava infrastrutture adeguate, rendendo vitale il supporto aereo per i rifornimenti, ma anche il clima monsonico, insieme alle malattie, rallentarono ancor di più le operazioni. Inoltre, i problemi interni al Raj britannico, la priorità data al teatro europeo e la cooperazione non sempre facile tra americani e cinesi posero ulteriori problemi alla difesa e riconquista della regione. La campagna può essere suddivisa in quattro fasi: l'invasione giapponese che riuscì a cacciare dalla Birmania le forze alleate nel 1942; i tentativi di riconquista della regione da parte degli Alleati, tra la fine del 1942 e l'inizio del 1944; il tentativo, da parte dei giapponesi, di invadere l'India che fallì dopo le sconfitte subite ad Imphal e a Kohima; l'offensiva alleata che portò, nell'estate del 1945, alla riconquista della Birmania.

Antefatti Nelle settimane successive al controverso incidente del ponte di Marco Polo del 7 luglio 1937, le forze armate dell'Impero giapponese iniziarono una vasta guerra non dichiarata contro la Repubblica nazionalista cinese retta dal generale Chiang Kai-shek. Nell'arco di tre anni la Cina nord-orientale, la capitale Nanchino e i porti di rilevanza strategica furono occupati, scatenando crescenti preoccupazioni e proteste tra le potenze occidentali. Dopo la conquista di Hainan e la costituzione di teste di ponte nelle province dello Guangxi e del Guangdong, la presenza militare nipponica era arrivata alle porte dell'Indocina francese.

Pertanto il regime di Chiang Kai-shek iniziò a ricevere rifornimenti di ogni genere attraverso la colonia francese e la famosa Burma Road, una tortuosa e lunga strada che, da Lashio nella colonia britannica di Birmania, si snodava attraverso giungle e montagne e terminava a Chongqing, dove la dirigenza politico-militare nazionalista aveva stabilito una nuova capitale; per questa via affluirono in misura crescente gli aiuti statunitensi. Armi, mezzi militari e rifornimenti pervennero anche dall'Unione Sovietica la quale, contraria a ulteriori espansioni del Giappone imperiale (numerose erano state le scaramucce al confine mongolo-mancese), sottoscrisse un patto di cooperazione con il generale Chiang nell'agosto 1937. Invece la Germania nazista, che sin dall'inizio degli anni Trenta aveva supervisionato l'addestramento di parte delle divisioni dell'esercito nazionalista, tolse il proprio appoggio a Nanchino dopo la stipula nippo-tedesca del patto anticomintern e il conseguente schieramento di Hitler in favore di Tokyo.

Durante gli anni di tensione precedenti l'inizio delle ostilità contro gli Alleati, il Giappone pianificò un complesso e ambizioso piano di espansione nel Sud-est asiatico volto sì a cacciare le potenze coloniali, ma anche a isolare completamente la Cina, che rimaneva obiettivo primario del governo. Perciò fu deciso che, dopo la sottomossione dell'alleata Thailandia e la conquista della Malesia britannica, un'armata avrebbe marciato dallo stretto di Krah verso nord-ovest, risalendo la costa birmana e occupando lungo un asse sud-nord l'intero paese: scopo ultimo era recidere la Burma Road..

Forze giapponesi e piani d'invasione Per la conquista della Birmania l'Impero giapponese schierò la 15ª Armata del tenente generale Shōjirō Iida, articolata sulla 33ª e sulla 55ª Divisione fanteria: quest'ultima era stata però privata del 55º Reggimento e di gran parte dei servizi, aggregati al Distaccamento dei mari del sud operante nell'Oceano Pacifico. L'appoggio aereo fu demandato alla 5ª Divisione aerea del maggior generale Hideyoshi Obata forte di 89 bombardieri (27 Kawasaki Ki-48, 31 Mitsubishi Ki-30, 18 Mitsubishi Ki-21, 13 Mitsubishi Ki-51), 36 caccia Nakajima Ki-27, 34 ricognitori e aerei d'osservazione (18 Mitsubishi Ki-15, 10 Tachikawa Ki-36, quattro Mitsubishi Ki-46) e diciotto trasporti Mitsubishi Ki-57. Infine il generale Iida ebbe ai suoi ordini diretti la 1ª Compagnia del 2º Reggimento carri, composta da dodici carri leggeri Type 95 Ha-Go. La componente corazzata fu decisamente incrementata solo durante l'aprile 1942, quando divennero disponibili anche il 1º e il 14º Reggimento carri. In totale il corpo di spedizione giapponese in Birmania raggiungeva i uomini..

L'invasione giapponese della Thailandia, avvenuta l'8 dicembre 1941, aveva costretto Bangkok a concedere alle truppe d'invasione il passaggio sul proprio territorio e l'utilizzo delle infrastrutture. Il primo ministro Plaek Phibunsongkhram siglò dapprima un armistizio con i giapponesi e, il 14 dicembre, un accordo segreto con cui le truppe del Reale Esercito thailandese si sarebbero unite a quelle di Tokyo nell'invasione della Birmania. L'alleanza tra i due paesi fu formalizzata il 21 dicembre e, il successivo 25 gennaio, il governo di Plaek Phibunsongkhram dichiarò guerra agli Stati Uniti e al Regno Unito.

Il Commonwealth britannico Prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, la Birmania era parte dell'Impero Britannico: a seguito delle tre guerre anglo-birmane, il Regno di Birmania era divenuto parte dell'India britannica, prima di essere resa una colonia separata nel 1935, tramite il Governement of India Act. All'alba dell'invasione giapponese, i birmani vedevano con sempre maggiore ostilità e preoccupazione la dominazione britannica. Pertanto, quando la Birmania fu attaccata, i Bamar non erano disposti a contribuire alla difesa del territorio e molti si unirono prontamente ai movimenti che aiutavano i giapponesi.

La strategia per la difesa dei possedimenti in Estremo Oriente prevedeva la costruzione di campi d'aviazione che collegassero Singapore e la Malesia britannica all'India. Inoltre gli inglesi ritenevano che la Birmania difficilmente sarebbe stata oggetto di un'invasione giapponese. Pertanto, poiché la Gran Bretagna era anche in guerra con la Germania, quando il Giappone entrò in guerra, le forze necessarie per difendere questi possedimenti non erano disponibili..

Il tenente generale Thomas Hutton, comandante del Burma Army con quartier generale a Rangoon, disponeva solo della 17ª Divisione di fanteria indiana e della 1ª Divisione Birmana,. anche se si attendeva l'aiuto del governo nazionalista cinese guidato da Chiang Kai-shek. Durante la guerra, l'esercito indiano britannico si espanse di oltre dodici volte rispetto alla sua forza di unità in tempo di pace, ma alla fine del 1941 questa espansione significava che la maggior parte delle unità era mal addestrata e mal equipaggiata: l'addestramento e l'equipaggiamento ricevuto dalle unità indiane in Birmania era destinato alle operazioni nel deserto occidentale o alla Provincia della frontiera nord-occidentale dell'India, piuttosto che alle giungle. I battaglioni dei Burma Rifles, che costituivano la maggior parte della 1ª Divisione Birmana, erano stati originariamente creati solo come truppe di sicurezza interna, provenienti dalle minoranze birmane come i Karen. Anche loro erano stati rapidamente ampliati, con un afflusso di soldati Bamar, ed erano a corto di equipaggiamento e costituiti principalmente da nuove reclute..

Conquista giapponese della Birmania

Il 7 dicembre 1941 le forze aeronavali giapponesi lanciarono un massiccio attacco contro la base navale statunitense di Pearl Harbor, dando inizio alle ostilità nel settore del Pacifico;. contemporaneamente, reparti giapponesi sbarcarono lungo la costa della Malesia e, successivamente, del Borneo, puntando a occupare le locali colonie britanniche e olandesi ricche di materie prime. Le discussioni sulla formazione di un comando congiunto per le forze alleate impegnate contro il nuovo nemico iniziarono fin dai primi giorni dell'offensiva giapponese, e il 29 dicembre 1941 il Primo ministro britannico Winston Churchill propose la creazione di un alto comando per tutte le forze terrestri, aeree e navali dispiegate nella regione del sud-est asiatico, da affidare al generale britannico Archibald Wavell, all'epoca Comandante in capo dell'India: la sua proposta venne bene accolta dai governi alleati, che il 1º gennaio 1942 approvarono formalmente la scelta di Wavell come comandante in capo del American-British-Dutch-Australian Command (ABDACOM).

Parallelamente, il 15 dicembre 1941, i giapponesi marciarono attraverso l'istmo di Kra, ma furono respinti dall'esercito britannico, e il 29 si ritirarono al punto di partenza. Frattanto, a partire dal 23 dicembre, l'aviazione nipponica condusse diversi raid, spesso contrastati dalle Tigri Volanti di Claire Chennault: scoppiarono furiosi combattimenti aerei che, sorprendentemente, videro numerose vittorie alleate, rincuorando così il morale dei difensori e riscuotendo anche l'ammirazione di Winston Churchill.. Le incursioni, che avevano l'obiettivo di spazzare via dai cieli gli aerei alleati, continuarono fino alla fine di febbraio 1942.

I piani giapponesi inizialmente prevedevano la conquista di Rangoon, capitale e principale porto della colonia inglese, in modo tale da tagliare i rifornimenti diretti a nord verso i cinesi e da proteggere le conquiste nella Malesia britannica e nelle Indie orientali olandesi. La 15ª Armata giapponese comandata dal tenente generale Shōjirō Iida, costituita inizialmente da solo due divisioni di fanteria, attraverso la Thailandia, invase la provincia di Tenasserim (oggi regione di Tanintharyi). Il 16 gennaio 1942 i giapponesi diedero inizio all'offensiva in Birmania, conquistando tre giorni dopo Tavoy. Successivamente, i giapponesi conquistarono Kawkareik e pochi giorni dopo Moulmein, porto alla foce del fiume Saluen. In seguito respinsero la 17ª Divisione angloindiana, composta da tre brigate, verso nord, conquistando altre postazioni alleate.

Per cercare di evitare la perdita dell'intera divisione, il 19 febbraio iniziò la ritirata britannica oltre il fiume Sittang; tuttavia i giapponesi riuscirono ad ostacolarla, così i comandanti inglesi decisero di far saltare il ponte prima che questa fosse completata.

La perdita di due brigate della 17ª Divisione indiana rese Rangoon indifendibile; tuttavia il generale Wavell ordinò di mantenere la posizione, in quanto si aspettava l'arrivo di truppe dal Medio Oriente, tra cui quelle australiane. Tuttavia queste non arrivarono e il 7 marzo il generale Alexander, nuovo comandante dell'Armata di Birmania, decise di ritirarsi dalla città, dopo averne distrutto il porto e le raffinerie, riuscendo a forzare il blocco giapponese intorno alla città.