La chiesa di Santo Stefano è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche e neoclassiche situato in strada della Posta 20 a Terenzo, in provincia e diocesi di Parma; è sede di una parrocchia compresa nella zona pastorale della Montagna.
Storia Il luogo di culto originario fu edificato in epoca medievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale all'11 novembre 1141, quando la cappella di Terentio fu citata in una bolla del papa Innocenzo II tra i beni appartenenti al Capitolo della Cattedrale di Parma...
LEcclesie de Terremcio fu menzionata nel 1230 nel Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma, tra le cappelle appartenenti al Capitolo della Cattedrale, pur trovandosi all'interno del territorio dipendente dalla pieve di Bardone.
Nel 1294 una catastrofica frana rase quasi completamente al suolo il borgo di Terenzo, distruggendo anche il tempio medievale.
Nel secolo successivo il centro abitato fu completamente ricostruito insieme alla cappella, attestata già nella seconda metà del XIV secolo.
Nel Regesto antico del 1494 comparve per la prima volta la dedicazione del tempio a santo Stefano Protomartire.
Nel 1564 la chiesa fu elevata a sede parrocchiale autonoma.
Agli inizi del XVII secolo la vicina cappella di Santa Maria degli Angeli, fatta costruire nel 1355 dall'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo IV di Lussemburgo. in ricordo di un terribile sogno premonitore avuto la notte del 15 agosto 1333 durante una sosta a Terenzo,. cadde in rovina e, su decisione del vescovo di Parma Pompeo Cornazzano, nel 1622 fu traslato nella chiesa di Santo Stefano il beneficio della cappella imperiale..
Nel XVIII secolo anche le condizioni della parrocchiale peggiorarono, tanto che ne furono decise la demolizione e la ricostruzione, conservando soltanto il campanile trecentesco; i lavori furono avviati nel 1767 e completati nel 1789..
Negli ultimi anni del XIX secolo furono presumibilmente modificati la facciata e il fianco destro, rivestendoli nella parte inferiore con una controparete in pietra.
Dopo il 1950 furono eseguiti lavori di restauro che interessarono la torre campanaria medievale, mentre nel 1960 fu sostituita la pavimentazione interna.
Il 23 dicembre 2008 un forte terremoto colpì la zona; nel 2010 furono avviate le opere di restauro e consolidamento strutturale della chiesa, che furono completate l'anno seguente.
Descrizione
La chiesa si sviluppa su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, con ingresso a ovest e presbiterio a est.
La simmetrica facciata a capanna, quasi interamente rivestita in pietra come il resto dell'edificio, è preceduta da un piccolo sagrato ove è collocato un monumento in pietra e ferro battuto intitolato alla passione di Cristo, mentre sul retro si estende l'antico cimitero con una piccola cappella neoclassica. Il prospetto della chiesa è suddiviso orizzontalmente in due parti da una sottile cornice in laterizio; inferiormente si apre al centro il semplice portale d'ingresso, mentre superiormente una leggera rientranza delimitata da due paraste alle estremità inquadra un'ampia finestra nel mezzo, che spezza con l'arco a tutto sesto di coronamento la lieve fascia orizzontale in mattoni posta in sommità; il profilo superiore a capanna è sottolineato infine dal cornicione modanato in aggetto.
Dai fianchi aggettano i volumi delle cappelle; sul fondo del lato destro si innalza, accanto alla zona absidale a pianta rettangolare, l'alto campanile trecentesco in pietra in stile romanico; la torre è caratterizzata dalla presenza nella zona superiore di un doppio ordine di monofore e bifore tamponate, una delle quali accoglie lo gnomone in ferro dell'antica meridiana scomparsa; più in alto la cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso ampie aperture ad arco a tutto sesto.
All'interno la navata intonacata, coperta da una volta a botte lunettata, è scandita lateralmente da lesene doriche, a sostegno del cornicione perimetrale in aggetto; le cappelle, affacciate sull'aula attraverso ampie arcate a tutto sesto, accolgono gli altari laterali, ornati con paliotti settecenteschi in broccato dipinto; la cappella sinistra conserva inoltre una campana del 1365, proveniente dallo scomparso xenodochio per pellegrini e zoppi fondato a Terenzo da Gerardo o Gherardo Zily.
Il presbiterio, lievemente sopraelevato e rientrante verso l'aula rispetto all'arco trionfale a tutto sesto, accoglie l'altare maggiore marmoreo a mensa, aggiunto tra il 1970 e il 1980; su un lato è collocata una tela rappresentante il Sacro Cuore di Gesù e putti con eucaristia, eseguita da Giuseppe Peroni tra il 1767 e il 1776. Sul fondo si staglia un'ancona seicentesca barocca, delimitata da due colonne corinzie a sostegno del frontone spezzato di coronamento; al suo interno è collocata la pala raffigurante il Martirio di santo Stefano, dipinta verso la fine del XVII secolo.
La chiesa ospita altre opere di pregio, tra cui un ovale settecentesco ritraente la Madonna col Bambino e san Bernardino da Siena e un ternario seicentesco ricamato..
Croce astile Alla chiesa appartiene anche una croce astile romanica in rame e bronzo dorato, risalente alla prima metà del XII secolo; donata dall'imperatore Carlo IV alla cappella imperiale, l'opera fu traslata nel XVII secolo nella parrocchiale di Santo Stefano e infine collocata nel museo diocesano di Parma.
L'oggetto è costituito da due parti distinte, costituite dalla croce e dal Crocifisso e unite tra loro con chiodi battuti.
La croce piatta è decorata su entrambe le facce con incisioni a bulino, che disegnano una cornice frastagliata lungo i contorni; anteriormente, appaiono inoltre le figure di Adamo alla base e della Madonna e di san Giovanni evangelista sui due bracci; posteriormente al centro è posto un ampio clipeo con lAgnello vittorioso, mentre sulle estremità sono raffigurati i simboli dei quattro evangelisti.
Il Crocifisso, inciso anch'esso a bulino, è caratterizzato dalla presenza alla base di un volto mostruoso, probabilmente di un serpente, su cui sono posizionati i piedi di Gesù.
La croce astile conserva infine l'originaria spina dorata, utilizzata per fissare la struttura all'asta processionale.
Note
Bibliografia
Voci correlate Terenzo Diocesi di Parma Parrocchie della diocesi di Parma Via Francigena Carlo IV di Lussemburgo
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