Il surrealismo belga è un "movimento autonomo, specifico, avente differenze essenziali rispetto al surrealismo propriamente detto".. La definizione riguarda la "forte tradizione surrealista" costituitasi in Belgio attraverso l'attività a Bruxelles del gruppo delle riviste Œsophage (Esofago) e Marie di E.L.T. Mesens e di René Magritte, e del gruppo di scrittori di Correspondance, che si fusero verso la metà degli anni venti. In quel periodo vi fu infatti una rapida diffusione delle ricerche surrealiste al di fuori dell'ambito parigino, attraverso la formazione di gruppi a volte autonomi, a volte direttamente collegati a Breton. Inizialmente indipendenti, nati da un "ceppo di tradizione dadaista", i surrealisti belgi entrarono "presto in rapporto con il gruppo bretoniano"..

Caratteristiche Fra il 1920 ed il 1935 i "pittori espressionisti belgi che avevano tratto ispirazione da Ensor si trovarono di fronte a due sole strade: gli ottimisti contrapponevano al disordine le sane verità, un deciso stile cubista; i pessimisti cedevano all'angoscia o all'umorismo secondo la fantasia, i deliri, i simboli del surrealismo".. In tale contesto Frits van den Berghe, dopo essere stato impressionista e cubista, dal 1926 iniziò a muoversi "in un universo fantastico" e ad utilizzare "un cromatismo aggressivo d'effetto sempre sconvolgente".. Disegnatore satirico di un giornale socialista dal 1929 al 1939, van den Berghe utilizzò "mostri sempre più terrificanti" che costituivano la "trasposizione pittorica dell'ascesa del fascismo, preludio alla guerra. La denuncia coraggiosa di questi pericoli" si espresse attraverso lo "stile di impronta europea, attingendo l'essenzialità del suo accento alle caratteristiche fiamminghe".

Il surrealismo belga era una forma di espressionismo che lasciava spazio ad influenze surrealiste. "Attraverso i quadri, oltre i segreti dell'essere ed i misteri del mondo, i pittori valloni rievocavano gli errori del proprio tempo, di cui risentivano amaramente, pur mascherando di amore e di erotismo il proprio disincanto"..

"Il surrealismo vallone si tenne sempre un poco discosto dalla parola d'ordine di Breton. Le prime tele surrealiste di Magritte furono del 1926 e l'artista fu uno degli illustratori del Minotaure nel 1933. Ma vivendo in Belgio si legò maggiormente ai compatrioti: Scutenaire, Colinet, Ubac e Lecomte"..

Paul Delvaux, al seguito di Magritte, prese distanze ancora maggiori dal movimento parigino, dimostrandosi più sensibile alle tradizioni belghe ed "alle forme più ardite del romanticismo belga". che ai valori internazionali. Insieme a Magritte fu amico degli artisti francesi, ma con uno stile pervaso di sensibilità nordica che proveniva dalla pittura metafisica e dal realismo magico elaborato a Ferrara nel 1915 da De Chirico, Carrà, Morandi e Savinio.

Poiché l'intento di De Chirico era quello di "presentare in maniera insolita qualcosa di noto", che in tal modo risultava ancora sconosciuto, l'artista inventò "uno stile oggettivo" nel quale limitava "le forme all'essenziale, inondando i piani di luce". Per Magritte e Delvaux, più liberi dal cubismo rispetto a De Chirico, ciò si tradusse in un "surrealismo fotografico" e nell'impiego di una tecnica che utilizzava abilmente il trompe-l'œil.

Dipingendo le apparenze sensibili in modo talmente esatto da farle sembrare reali, malgrado fossero illusorie e deviate dal loro vero significato, i surrealisti belgi "spalancavano il mondo delle immagini" e facevano riferimento alle invenzioni di Bosch. Per lo stile, invece, per "il tocco impercettibile, la finezza delle velature, la perfezione del dettaglio" gli artisti si ricollegavano a Rogier de la Pasture ed a Van Eyck.

Storia Subito radicatosi nel Paese, il surrealismo si manifestò in Belgio grazie ad una profusione di riviste e di gruppi che non diedero luogo ad un'avventura collettiva, a differenza di quanto accadde a Parigi o a Praga. Vi furono pittori e pittrici quali Rachel Baes, Marc Eemans, Jane Graverol, ma nel Belgio francofono il frazionamento delle aggregazioni provocò una grande variabilità di espressione, dopo l'iniziale formazione di due gruppi effimeri nel periodo successivo alla prima guerra mondiale: il surrealismo rivoluzionario, fondato dal belga Christian Dotremont e dal francese Noël Arnaud, e il gruppo Haute Nuit, che tentò di riproporre l'esperienza surrealista nella Provincia dell'Hainaut. In seguito i componenti di questi due primi gruppi si dispersero producendo diversi raggruppamenti o pubblicazioni collettive, più o meno prossime allo spirito surrealista, fra cui Cobra, La carte d'après nature (La carta secondo natura), Les lèvres nues (Le labbra nude), Phantomas,Al quale partecipò il poeta ed architetto Pierre Puttemans (1933-2013). Temps mêlés (Tempi mescolati), Daily-Bul, Edda, Le Vocatif (Il Vocativo). Quest'ultima collana venne inaugurata nel 1972. Dal 1924 al 1940, in particolare, si formarono il gruppo di Bruxelles con Paul Nougé e René Magritte, ed il gruppo di Hainaut, costituitosi attorno ad Achille Chavée e Fernand Dumont..

Relazione con il gruppo di Parigi Il surrealismo belga si distinse da quello di altri Paesi in cui si formarono gruppi surrealisti (Cecoslovacchia, Romania, Inghilterra, Stati Uniti) a causa dei rapporti spesso conflittuali che si stabilirono con il gruppo di André Breton. Mentre altrove ogni controversia con il teorico del gruppo parigino causava l'abbandono di ogni riferimento diretto al surrealismo, come nel caso di Paalen, in Belgio le critiche si fecero spesso in nome del surrealismo stesso, a seconda di come gli uni e gli altri lo concepivano.

Magritte, ad esempio, "a differenza dei surrealisti parigini non si ispirava alle immagini oniriche e non credeva alla sostanziale potenza rivelatrice dei sogni"..

I contenuti di questi disaccordi variarono nel tempo, ma alcuni di essi rimasero costanti malgrado l'avvicendarsi dei diversi gruppi: ad esempio la diffidenza nei confronti dell'appartenenza del surrealismo alla storia delle letteratura, il dubbio per l'automatismo (Nougé) o, al contrario, il ritorno ad un automatismo puro (Cobra).

A tutto ciò si aggiungeva spesso l'aspetto politico, in particolare l'impegno di numerosi surrealisti belgi nel Partito comunista, che fu all'origine di attriti e di rotture.

Malgrado le divergenze, vi furono "periodi di intesa e di collaborazione stretta fra i due movimenti" e quasi mai furono messe in discussione "le questioni dottrinali". Un "autentico spirito sovversivo guidava entrambi i gruppi", malgrado gli artisti di Bruxelles tendessero a seguire la razionalità a differenza dei parigini..

Il gruppo di Bruxelles La prima manifestazione di surrealismo in Belgio fu la pubblicazione, a partire dal mese di novembre 1924, della serie di volantini intitolata Correspondance ad opera degli scrittori Paul Nougé, Marcel Lecomte e Camille Goemans, cui presto si aggiunsero i musicisti Paul Hooreman e André Souris. La rivista polemizzava con gli autori contemporanei, fra cui anche i surrealisti parigini ed in particolare Breton. Quest'ultimo, insieme ad Éluard, nel 1925 propose un incontro dettato sia dalla curiosità, sia dalla ricerca di sostenitori per il manifesto La Révolution d'abord et toujours. Alla fine del 1926, dopo la defezione di Hooreman e Lecomte, il gruppo di Correspondance si accordò con gli animatori di Marie per costituire quello che in una recensione del 1922 venne definito "gruppo surrealista in Belgio", cui in seguito aderirono anche Louis Scutenaire. e Irène Hamoir. Nel volantino di Correspondance dedicato a Breton, Nougé confutò la teoria dell'automatismo, in quanto non intendeva rinunciare "ad un certo potere di azione deliberata".. Del resto Magritte stesso sfuggiva "più di chiunque altro alle teorie dell'automatismo".. Prima di unirsi a Nougé e Goemans, Magritte e Mesens avevano pubblicato una rivista, Œsophage, di impostazione dadaista e quindi provocatoria nei confronti dei surrealisti parigini... Magritte inoltre, sostenuto fra gli altri da Nougé, Joë Bousquet e Marcel Mariën, che si era inserito nel gruppo nel 1937, tratteggiò molto chiaramente in un volantino la propria personale teoria del surrealismo, accentuando in tal modo il distacco dai surrealisti parigini.

Analogo dissenso venne manifestato da Nougé e dal gruppo belga nel volantino dedicato a L'affaire Aragon, scritto in occasione della pubblicazione da parte di Louis Aragon di una poesia particolarmente minacciosa nei confronti di alcuni politici francesi, difesa da Breton con la rivendicazione dell'impossibilità di interpretare un testo poetico. Nougé si schierò al contrario per l'utilizzo consapevole della parola, sottolineando come il surrealismo si differenziasse "da tutte le attività culturali anteriori o parallele" proprio in virtù dei criteri morali in esso contenuti. Secondo Nougé, infatti, la poesia di Aragon prendeva corpo nella vita sociale.. Inoltre Nougé e Goemans contestarono l'utilizzo sul piano politico della poesia, già di per sé rivoluzionaria..

Fu soprattutto Nougé, divenuto progressivamente il teorico del gruppo, ad esprimersi inizialmente con dure critiche nei confronti della scrittura automatica che Breton aveva posto al centro del surrealismo, ed a preoccuparsi della crescente istituzionalizzazione del surrealismo stesso.

I surrealisti di Bruxelles si distinsero anche per l'interesse verso la musica, arte disdegnata dal gruppo parigino; tale interesse venne alimentato soprattutto dalla presenza del compositore André Souris, che tuttavia nel 1936 venne escluso dal gruppo per aver diretto una messa degli artisti. Nel dopoguerra Souris contribuì però alla rivista Les lèvres nues..

Malgrado tali dissensi, "l'esaltazione e la pratica della poesia intesa come attività fondamentale della vita umana" costituivano un solido credo comune ad entrambi i gruppi.. Camille Goemans trasferì a Parigi nel 1925, raggiunto da Magritte che rimase nella capitale francese dal 1927 al 1930.

Nel 1927 grazie ad una mostra presso la galleria Il Centauro, "Magritte apparve di colpo come l'inventore di una pittura assolutamente originale", del tutto in linea con lo spirito surrealista. Nel 1928 tutti si ritrovarono nella rivista Distances, di cui uscirono soltanto tre fascicoli, ed in seguito, insieme agli artisti francesi, nei numeri speciali delle riviste Variétés (1929) e Documents (1934). Nel 1933 venne pubblicata un'opera collettiva quale omaggio poetico alla parricida Violette Nozières, cui parteciparono fra gli altri Breton, Char, Éluard, Mesens, Dalí, Ernst, Magritte, Arp..

Il gruppo partecipò alla prima esposizione surrealista belga di portata internazionale: la mostra Minotaure tenutasi al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles nei mesi di maggio e giugno 1934, organizzata da E.L.T. Mesens con la collaborazione di Breton e di Éluard, e con il patrocinio delle edizioni Skira.

Nel 1940 l'invasione tedesca del Belgio pose prematuramente fine alla rivista Invention collective fondata da Magritte con la collaborazione di Breton. Nel 1950 vi fu una scissione, cui seguirono varie pubblicazioni parallele. Dopo la guerra Nougé e Magritte si rifiutarono di partecipare al tentativo di formare il gruppo promosso da Achille Chavée per la presenza di Christian Dotremont, al quale rimproveravano di aver scritto un articolo elogiativo in favore di Jean Cocteau. Il gruppo di Bruxelles si riunì, quasi al completo, nella rivista La carte d'après nature diretta da Magritte. Tuttavia il progressivo allontanamento di Magritte da Nougé e da Mariën mise fine all'esistenza del gruppo propriamente detto, malgrado la partecipazione di ciascuno di essi a diverse pubblicazioni.

Dal 1960 alcuni artisti, riuniti intorno a Tom Gutt, si fecero portavoce del surrealismo poetico a Bruxelles, ma nel 1967 la morte sia di Magritte che di Nougé privò il gruppo di due dei suoi principali esponenti.

Principali esponenti Pol Bury (1922-2005) pittore e scultore Paul Colinet (1898-1957), scrittore